lunedì 30 giugno 2014

SIDDHARTA (37) - Pensieri cinici quotidiani




A) -  Neurolinguaggio.

Di recente sarebbe nato anche il neurolinguaggio, disciplina a metà tra filosofia e scienza ( a parer mio… ).
In altre parole la capacità linguistica non avrebbe origine esterna all’uomo, ma struttura biologica connaturata fin dalla nascita.
Fin qui niente di eccezionale, direte, è solo un nuovo filone neurobiologico.
Ma i soliti soloni ne hanno approfittato per spingersi più in là.
Infatti fino ad oggi per denigrare un codice di comunicazione sociale si parlava di  < ragionamento viscerale >.
Occhio che l’asserzione non è così peregrina.
Perchè parrebbe accertato che possediamo non solo un cervello intellettivo, ma anche quello < intestinale >.
Naturalmente il nostro secondo < cervello >, quello viscerale, presiede a funzioni del tutto autonome e particolari, indipendentemente dal < primo cervello >.
Tanto che anch’esso può soffrire delle medesime patologie di quello cranico ( Alzheimer, Parkinson, autismo, psiconevrosi, ecc. ).
Se così, ecco spiegarmi il perché di tanti testi poetici, che sembrerebbero per l’appunto partoriti esclusivamente da cervelli intestinali…

B) – La battaglia.
Gli spazi siderei sono così immensi da necessitare di milioni-miliardi di anni luce per essere percorsi ed esplorati.
Le immagini della battaglia di Canne di duemila anni fa starebbero ancora viaggiando nel fondo dell’Universo e chissà quando mai un alieno potrà visionarle direttamente, tecnologia permettendo…

C) – Palindromi letterari.
Il 27.4.2014 due pontefici hanno elevato alla santità altri due Papi morti.
Stupendo il seguente palindromo di Marco Buratti riferito a tale ricorrenza:
I PAPI ONORARONO I PAPI

L’Autore, docente universitario di geometria, è particolarmente versato nell’arte combinatoria di parole in frasi palindrome.
Sua la pubblicazione di 181 palindromi per i tipi Liberilibri.

SIDDHARTA

3.7.2014


A) – Lasciamo dormire le montagne svizzere.
Leggo esterrefatto su Google il seguente pezzo di Marco Ermentini:



<< L’ultima trovata degli operatori turistici svizzeri è illuminare le Alpi di notte. Da qualche tempo si susseguono gli esperimenti. Si tratta di posizionare potentissimi fari che illuminano a giorno le cime più famose e nel prossimo anno, per festeggiare il 200esimo anno di appartenenza alla Confederazione, il Canton Vallese tra i vari festeggiamenti ha previsto l’illuminazione di 13 cime durante l’inverno e 26 durante il periodo estivo. Le prove di questa illuminazione sono state già eseguite a fine 2013.
Oltre a disturbare seriamente i ritmi della vita animale e a rendere impossibile la visione dei bellissimi cieli stellati ( a proposito avete visto lo splendido Marte che è visibile, ancora per poco , nelle nostre notti?) l’iniziativa è uno spreco energetico e produce effetti sconcertanti. Per lasciare dormire in pace le montagne. >>.

B) – Tecniche di scrittura.
Il noto critico e poeta vivente Davide Castiglione annota tra l’altro:
<< Da anni scrivo le mie opere al computer, benché ogni tanto mi capiti di scriverne le bozze su carta.
Le rifiniture però le faccio al computer, che permette meglio di manipolare il testo, e quindi di trovare più facilmente la sua forma.
Non è il mezzo comunque a fare l’arte. >>.
Ahimè, io son ancora legato alla penna, carta e calamaio: quando mai riuscirò a modernizzarmi? Quanti anche di voi lettori?

C) – Vecchio indovinello della quarta età.
Chi la fa la fa per vendere, chi la compra non l’adopera, chi la usa non la vede.

SIDDHARTA

28.6.2014


A) – Epitteto.
Se un analfabeta che ne avesse voglia e per tutto il tempo necessario oltre la vita si mettesse a schiacciare  i tasti del computer alla rinfusa, alla fine riuscirebbe a ricostruire per intero la parola < Epitteto >: ma dopo un numero astronomico di tasti premuti.
Così operando a caso in analoghe modalità all’infinito, un mezzo elettronico potrebbe incocciare nell’intero spartito della < Nona > di Beethoven…

B) – Il filosofo.

Antonio Rosmini ( 1797-1855 ), sacerdote filosofo del c.d. spiritualismo cattolico.
Il papa del tempo Pio IX gli aveva promesso il cardinalato per meriti distinti, tanto da fargli comprare i costosi paramenti per la nomina, carrozza e quattro cavalli compresi.
Ma poi lo scritto < Le cinque piaghe della Santa Chiesa > e le sue posizioni antiaustriache e liberali lo fecero cadere in disgrazia della Curia romana e addio al galero ( il costoso corredo riuscì poi a rivenderlo ad un prelato inglese in odore di porpora )…
Il suo pamphlet fu messo all’Indice e post mortem fu anche condannato per eresia…
Penso che la delusione possa averne accelerato la dipartita.
Ma perché scrivi tutto questo, voi mi direte.
Perché per tutte le sue disgrazie, al liceo il Rosmini mi fu oltremodo simpatico.
Di più, nol credereste: all’esame di maturità, in filosofia fui interrogato proprio sul Rosmini.
Per le mie proteste sul suo trattamento < politico-religioso > rimediai appena la sufficienza da una Commissione gelida, incacchiata e codina.
Quelli erano i miei tempi…

C) – Il dono.
Papa Francesco ha dichiarato che < internet è un dono di Dio >.
Tralasciando il perché tale regalìa non sia stata fatta già qualche millennio fa,
io darei a Dio ciò che è di Dio e all’uomo ciò che è suo proprio…
Al di là delle battute infelici di entrambi noi due, credo che internet sia il prodotto esclusivo dell’intelligenza e professionalità umane.
Adesso che il web funziona alla grande, è scorretto che la religione cerchi come al solito di appropriarsene il merito senza aver fatto alcunché di concreto nel crearlo e nel promuoverlo.
Comunque fuori dalla misera diatriba ora sollevata, il da me già citato altrove grande fisico americano  Jhon Archibald Weeler  ancora negli anni ’80 aveva sostenuto che tutto è informatica ( < it from bit > ).
Essa non è da mangiare, ma partecipa a darci da mangiare, dico io…

SIDDHARTA

26.6.2014  


Piovono ricette.


Davide Paolini, noto critico gastronomico di lungo corso, ha scritto questo splendido pezzo che val la pena di leggere per farne tesoro:
<< Si è scatenato il diluvio: piovono ricette, altro che polpette, i libri di cucina non si contano più, gli autori spesso sono sorprendenti: veline, volti noti della tv, frequentatori di salotti, invitati perenni alle feste.
Non parliamo poi di internet, qui c’è un vero e proprio regime basato sulle ricette, chi possiede un sito o un blog si sente in dovere di dettare pietanze, magari senza grammatura ( tanto chi le mette in pratica poi… ) o ignoranza dei prodotti, l’importante è creare contatti.
E poi le rubriche dei quotidiani, dei settimanali, mensili; tutti si sentono Petronilla ( l’hanno scoperta da qualche mese! ).
Insomma un vero esercito di dilettanti allo sbaraglio.
Nel gruppo non mancano coloro che, pur di partecipare al gioco di moda, ricorrono ai ricettari di famiglia, così, attraverso nonne, zii e parenti alla lunga, possono arrivare in libreria o far bella mostra in internet.
Comunque gran parte di tutta la masse dei  ricettari è una vera e propria tautologia: dalla ricetta madre di tutte le ricette basta una variazione sul tema per sentirsi trendy.
Così sembra che in Italia non si faccia altro che cucinare e soprattutto che gli italiani siano diventati all’improvviso tutti  < Artusi > ..
Ma a differenza d Pellegrino from Forlimpopoli, questi neo docenti di cucina non dispongono della Marietta di Lorenzo, teorizzano o scopiazzano ma non praticano i fornelli.
E’ davvero bizzarro questo fenomeno perché, secondo le ricerche, a casa si cucina sempre di meno.
Allora chi mette in pratica le fatiche dei tanti neo scrittori?
Un vero mistero.
E’ noto che molti libri ben fotografati e dalle copertine accattivanti, magari firmati da chef famosi,  finiscono nelle librerie ben in vista, così da far mostra agli ospiti, ma il resto… in discarica? >>.

SIDDHARTA

23.6.2014

A) – Le bolle d’aria.

I centri di assembramento umano ( residenziali, commerciali, industriali, ecc.) in Europa assorbono il 30% dei consumi energetici, di cui oltre il 40% per riscaldamento.
Con il 35% di ¬¬¬¬¬ CO2 ed altre emissioni inquinanti.
Che ti va ad inventare allora l’italiano Carlo Ratti, docente al MIT, per ovviare agli sprechi?
Le c.d. < bolle d’aria >, nelle quali il cliente, il lavoratore, ecc. entra e si riscalda in modo personalizzato, grazie a raggi di calore direzionabili che lo seguono nel suo peregrinare negli spazi dedicati.
Certamente un modo per migliorare anche le condizioni di vita individuali e sociali.
Chi vuol provare l’emozione delle bolle di calore si rechi allora alla Biennale di Venezia ( aperta fino al 23 novembre 2014 ), entri nella Stanza del camino ( Local Warming ) al Padiglione dei giardini.
Gli impianti di riscaldamento tradizionali sono ormai agli sgoccioli…

B) – Le brioche.
Maria Antonietta d’Austria (  1755-1793 ), ma per altri Maria Teresa d’Austria ( o forse addirittura una leggenda … ), riferendosi al popolo affamato e senza pane, parrebbe aver pronunciato la famosa frase < Se non hanno più pane, che mangino brioche! >.
Quindi anche per noi, se al fondo della crisi economica, ci sarà la speranza di non morir di fame…

C) – Sorveglianza elettronica.
Non v’è alcuno che non convenga sull’importanza di internet quale ulteriore mezzo di democrazia civile.
Sviluppando relazioni sociali e comunicazioni culturali di portata financo planetaria.
Tuttavia tale mezzo informatico può essere parimenti uno strumento di repressione ed oppressione statuale.
Schedando foto, profili, opinioni, commenti, ecc. degli utenti sudditi-cittadini.
Usato da governi illiberali per spiare, controllare, soffocare i singoli e le masse riottosi ai regimi autoritari del momento.
Cina, Russia, Iran, ecc. docent.

SIDDHARTA

21.6.2014


A) – Stimoli coperti.
Tutti noi ricordiamo con allarme i famosi messaggi subliminali nascosti nei filmati delle sale cinematografiche degli anni ’50.
Una leggenda metropolitana poi affossata dal discredito per la falsità delle ricerche al riguardo.
Ora però il tentativo di condizionare le scelte dei consumatori parrebbe riaffacciarsi con internet.
Ma questo solo da prove di laboratorio.
Ci consolerebbe il fatto, si dice, che l’effetto subliminale vada perso dopo qualche tempo dagli stimoli inconsci irroratici.

B) – Boia chi molla.
Gli italiani non mollano sull’autovettura personale.
L’auto privata è usata dal 30% dei cittadini, mentre il 46% non usa i mezzi pubblici urbani, il 43% non va mai in treno, il 35% non usa la bicicletta.
L’automobilista spende circa 4.500 euro l’anno ( manutenzione, assicurazione, parcheggi, pedaggi, ecc. ) per una media cilindrata.
L’amore sviscerato per l’auto personale aumenta l’inquinamento ambientale.
Comunque sappiate che ogni aereo di linea che ci passa sul capo disperde su di noi l’equivalente degli scarichi di 500 autovetture…

C) – Generazioni a confronto.
Secondo un nostro Istituto di ricerca:
- gli over 45 preferiscono i giornali di carta;
- dai 18 ai 44 anni si punta invece sulle versioni on line.

SIDDHARTA
19.6.2014




A) – Per non dimenticare.
Nemmeno Enrico Berlinguer, segretario del partito comunista più forte dell’occidente europeo, se l’era passata liscia ai tempi.
Colpevole dello strappo al blocco sovietico, in un suo viaggio in Bulgaria fu sottoposto a tentativo di processo ideologico.
Capìta la mala parata, mentre se la dava a gambe il 3.10.1973 verso l’aeroporto della capitale, a bordo di una Chaika, fu a bella posta investito da un camion pesante, salvandosi per miracolo.
La storia appurò poi essersi trattato di un attentato dei servizi segreti bulgari, esperti in finti incidenti stradali per eliminare personaggi scomodi.
Anni duri e pericolosi, quelli…


B) – Le pulci.
Anche Giovanni Berlinguer, fratello del più noto Enrico, godette di una bella luce riflessa.
Docente universitario, deputato e senatore, parlamentare europeo, e anche saggista.
E’ noto il suo breve trattato sulle pulci ( < Le mie pulci >, 1988 ).
Restò basito nell’accertare l’enorme organo sessuale maschile del parassita rispetto al corpo: un terzo della lunghezza < del pulce >, il cui atto sessuale può durare fino a 9 ore…
Un bel record, non c’è che dire!

C) – Cura da cavallo.
Certa poesia contemporanea dovrebbe essere sottoposta alla cura da cavallo di Munch, che esponeva le sue tele alle intemperie per favorirne la resistenza qualitativa...
Non lo condivido, tuttavia non mi sottraggo all’accurata valutazione dell’ipermodernismo disperato.


SIDDHARTA
18.6.2014


A) – Scopiazzature.

Spesso, credendo di ragionare, non si fa altro che sostenere i propri preconcetti. Si gira cioè intorno alla propria idea per difenderla in maniera faziosa.
La maggior parte delle persone crede di pensare, mentre in realtà organizza semplicemente i propri pregiudizi.
Questa frase del filosofo e psicologo statunitense William James (1842-1910), trovata in un libro recentemente letto mi ricorda quanto scriveva Alessandro Manzoni: «Con le idee donna Prassede si regolava come dicono che si deve far con gli amici: n’aveva poche; ma a quelle poche era molto affezionata. Tra le poche, ce n’era per disgrazia molte delle storte; e non erano quelle che le fossero meno care», che così ironizzava su un personaggio minore del suo capolavoro, «I promessi sposi».
Così scriveva testualmente Giorgio Cortese sulla Stampa il 19.3.2012 col titolo  < Giudizi e pregiudizi >.
In data 18 maggio 2014 un alto prelato che va per la maggiore ha pubblicato un pezzo titolato < Pregiudizio > con le seguenti parole:
<< Lo diceva bene il filosofo e psicologo William James: < La maggior parte delle persone crede di pensare, mentre in realtà organizza semplicemente i suoi pregiudizi >.
E spesso colui che si lusinga di essere senza pregiudizi ha proprio in questa pretesa un pregiudizio.
Cerchiamo, allora, il più possibile di sostituire al pregiudizio il giudizio: vero, sereno, fondato, fin spietato >>.
Tutto ciò premesso, ditemi voi chi ha copiato da chi…  

B) – Il fenomeno.
Già Democrito ci aveva azzeccato in tema di linguaggio.
Sul fenomeno di una ventina di lettere dell’alfabeto che combinandosi danno luogo a letterature immense.
Ma ci pensate?

SIDDHARTA

16.6.2014


A) – Io, Dio.
Tutti noi, nessuno escluso, indossiamo una maschera dietro la quale nascondiamo la nostra vera identità.
Finzioni, bugie, convenzioni sociali, ecc. ci aiutano a sopravvivere, un rifugio per non rivelare l’orrore di una natura portata al male.
E quando questo non basta, sogniamo ad occhi aperti modi d’essere migliori che ci esaltino e promuovano agli occhi del prossimo.
Perché in buona sostanza nel profondo siamo degli egotici, ma non possiamo darlo a vedere a pena del bando sociale.
Io, io, io, un pronome personale tanto vicino al sostantivo ( substantia ) Dio, nel quale in definitiva ameremmo confonderci.
Appunto quel Dio che rappresentiamo come unico, assoluto, violento, benigno quando gli fa comodo, ecc. : una persona quindi come noi, cioè etimologicamente una maschera.

B) – La scacchiera.

E’ noto l’aneddoto della scacchiera e della crescita esponenziale dei chicchi di grano se raddoppiati ad ognuna delle 64 caselle, tanto da superare alla fine l’intera produzione mondiale di frumento.
Oggi il computer ci è venuto in soccorso nel calcolo.
Mettendo un centesimo sulla prima casella, due sulla seconda, quattro sulla terza, ecc. avremo un totale di 18.446.744.073.709.551.615 euro.
Ben lontano dalla ricchezza prodotta nel mondo nel corso della storia…

C) – π in natura.
Se dividete la lunghezza di un fiume in pianura per la sua distanza in linea retta tra la sorgente e la foce, il quoziente ottenuto si avvicina sorprendentemente al 3,14!

SIDDHARTA
14.6.2014

31 commenti:

  1. Pi greco
    Prima di imbattermi in questa stranezza, e cioè la relazione tra la lunghezza dei fiumi e il pi greco, ero convinto che la tortuosità dei fiumi dipendesse dalla natura del terreno. In effetti questa legge non trova conferma nei fiumi a carattere torrentizio e con forte pendenza. Tuttavia nel caso dei fiumi in generale, il pi greco è il risultato di una battaglia tra l’ordine e il caos.
    Alessandro Baricco, affascinato da questo fenomeno ne parla nel suo romanzo “City” in modo accattivante, in fondo lui è un filosofo e nell’universo la lingua conosciuta è la matematica. Non lo dico io ma Galileo Galilei.
    “La filosofia è scritta in questo grandissimo libro che continuamente ci sta aperto innanzi a gli occhi (io dico l’universo), ma non si può intendere se prima non s’impara a intender la lingua, e conoscer i carattere, ne’ quali è scritto. Egli è scritto in lingua matematica, e i caratteri son triangoli, cerchi, ed altre figure geometriche, senza i quali mezi è impossibile a intenderne umanamente parola; senza questi è un aggirarsi vanamente per un oscuro laberinto. (Galileo Galilei, Il saggiatore, 1623)
    Se qualcuno fosse interessato ad approfondire l’argomento vi consiglio questo sito: http://www.levysoft.it/archivio/2009/05/29/il-misterioso-legame-tra-i-fiumi-e-il-pi-greco-raccontato-da-alessandro-baricco-e-simon-singh-e-speculazioni-sulla-soluzione-di-questo-enigma/
    Interessanti anche le leggi che regolano la ramificazione dei fiumi. Pare che qualcosa di simile avvenga prima nel ramo di un albero e anche nella foglia stessa. Ah… la natura che mistero.

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    1. Sono felice che il mio inserimento, volutamente riduttivo, abbia attivato il tuo interesse al riguardo.
      Il mondo della matematica in fondo non è poi così arido.
      Non si vive di sola letteratura...
      Sid

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    2. No, non si vive di sola letteratura. Pensa che prima di farmi intrappolare dal web, usavo il pc quasi esclusivamente come macchina da scrivere e per giocare a scacchi. C’è stato un tempo in cui ero un organizzatore di tornei di scacchi a livello internazionale, ma ormai è acqua passata.
      Comunque, volevo farti notare che la matrice della parola scacchi è persiana, Shah che vuol dire sempre Re.
      Come Scià – Messia - César (Cesare) - Kaiser, e persino Zar. Ma tu queste cose le sai certamente.
      Il numero astronomico dei chicchi di riso che si raddoppiano ad ogni casella sta ad indicare anche le infinite varianti del complesso gioco degli scacchi e cosa ancora più curiosa, che i più non sanno, è quanto si debba studiare per arrivare a giocare discretamente. Io li ho conosciuti i giocatori di scacchi e vi assicuro che non sono tanto normali, si allenano molto ma molto di più dei nostri calciatori in Brasile e nella testa non c’è spazio per altro.
      Normalmente si pensa che un MAESTRO di scacchi sia un genio, ebbene è l’equivalente di un insegnante delle scuole elementari. Sopra di lui di ci sono i maestri FIDE che li possiamo paragonare ai professori delle medie, poi vengono i maestri Internazionali, diciamo i proff delle superiori e quindi arrivano i grandi maestri, i professori universitari. Ma tra questi ultimi ci sono i luminari che stanno ancora in cima alle classifiche.
      Tuttavia per fregiarsi del titolo di maestro di scacchi non è semplice, le categorie sottostanti sono numerose e per passare da una all’altra devi giocare e vincere e vincere e vincere…
      Non Classificato (NC),
      Terza Sociale (3S),
      Seconda Sociale (2S),
      Prima Sociale (1S),
      Terza Nazionale (3N),
      Seconda Nazionale (2N),
      Prima Nazionale (1N),
      Candidato Maestro (CM),
      Maestro (M),
      Maestro FIDE (MF),
      Maestro Internazionale (MI)
      Grande Maestro (GM).

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    3. Serenella Tozzi15 giugno 2014 17:07

      Interessante questa degli scacchi. Ma quante cose ci nascondi Franco, perché non scrivi una bella biografia?

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    4. S' va bene, ma ricordamelo fra vent'anni :-)

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  2. Serenella Tozzi16 giugno 2014 16:15

    Si, vabbè, quando né tu né io avremo più memoria :-))) io per ricordatelo e tu per ricordarti quello che volevi scrivere. Ahahah!

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  3. Bolle d'aria] assai interessante. Come anche i nuovi materiali e le nuove tecniche di conservazione del calore.
    Personalmente sono convinto che la tecnologia e l'economia del domani e dell'oggi globalizzato saranno ecocompatibili o non saranno - nel senso che i cambiamenti climatici ci faranno riprecipitare nel Medioevo o peggio.

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  4. Piovono ricette

    Prima la televisione è entrata in cucina accanto al frigorifero, alla lavastoviglie e al forno microonde, e adesso la cucina è entrata nella televisione. Dal tubo del gas al tubo catodico, dai cristalli liquidi all’induzione.
    Il fenomeno però non è solo italiano. Cucinare in tv ha una potenza narrativa e simbolica tale da incollare la gente allo schermo. In tempi di crisi il cibo rappresenta ancor di più un elemento insostituibile e consolatorio. Infatti non si vede mai gente che mangia di gusto. Piluccano, assaggiano, il vero rito non sta nel mangiare ma nella preparazione. Insomma pare abbia un effetto consolatorio anche sulla gente sazia.
    I libri di ricette sono solo una conseguenza del fenomeno. La mia è una casa di cuochi e seguono con attenzione i consigli sulle ricette, ma alla fine il sugo della pasta è sempre lo stesso e il pollo si continua a cucinare allo stesso modo di sempre. Chissà perché!?

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  5. [Piovono ricette] indigestione di cibo virtuale? - catodico o internettiano che sia è l'epoca.

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  6. Serenella Tozzi25 giugno 2014 22:55

    Una volta tutti mangiavano tanto, ora sembra che tutti cucinino tanto.

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  7. Il molto critico Davide Castiglione, poco noto ai piani alti e ancor più sconosciuto poeta (mio giudizio personale anzi personalissimo) ha ragione.
    Con il pc è più facile comporre testi. Con la macchina da scrivere era quasi impossibile stilare una paginetta senza compiere errori di battitura.
    Non ho il dono della scrittura spontanea e fluida, sono costretto a rivedere più volte i miei testi, anche quelli più semplici, pertanto l'avvento del pc è stato per me una benedizione.

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  8. 1] e poi parlano di inquinamento luminoso... (cfr http://www.inquinamentoluminoso.it/cinzano/web2/prepagina.html)

    2] io so una cosa: se si legge un testo a video, si trovano (per esempio) 2 errori. Su carta se ne trovano sempre molti di più perchè, su video, sfuggono. E il correttore ortografico non è la panacea. Rammento uno storico "porco distinti saluti" che mi è capitato di leggere.

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    1. Sul 2).
      Hai ragione, è il mio terrore: di scrivere una parolaccia per scambio od omissione di vocali, consonanti, ecc.
      Per cui leggo e rileggo il testo postato, e talvolta l'errore la vince ancora...
      Cosa che non mi capita se scrivo a mano.
      Sid









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  9. Ma chi l'ha detto che su carta si vedono meglio gli errori? A me non risulta, tuttavia la prendo per buona. Resta il fatto che il pc rappresenta un'alternativa valida alla scrittura tradizionale. Poi se uno vuole può continuare a scrivere ancora con la penna d'oca, se sbaglia butta via il foglio e ricomincia da capo, che problema c'è?!
    Il correttore automatico di word è un accessorio in più, aiuta parzialmente a correggere i refusi, per il resto genera anche confusione. Ma questo è un'altro discorso.

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    1. Uno di quelli che lo dicono sono io.
      Se scrivo a mano, subito mi accorgo degli eventuali errori.
      In word tendono a slittare alla mia vista.
      Sid

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  10. no, no, attenzione: per scrivere ok, anche per riscrivere, ma - provare per credere - per correggere è senza dubbio meglio la carta. A parte l'esperienza individuale e a parte i consigli delle famose o famigerate scuole di scrittura (che però stavolta ci beccano) http://www.corsodiscrittura.com/corso-online-gratuito-scrittura-efficace/4-fasi-processo-scrittura/rivedere/consigli-pratici-prima-di-iniziare-la-revisione-del-testo, citerei la Treccani. http://www.treccani.it/enciclopedia/correzione-di-bozze_(Enciclopedia_dell'Italiano)/


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  11. Cito dalla Treccani:
    Particolare attenzione, infine, viene (o dovrebbe essere) prestata alla correzione dei tipici refusi da computer, conseguenti, cioè, all’adozione di sistemi di videoscrittura. In particolare, quelli assai insidiosi derivati da interventi normalizzanti del correttore automatico (normari viene corretto in normali, Cornelio Nepote e Petrarca in Cornelio Nipote e Tetrarca, ecc.) e soprattutto le sviste derivanti dall’abitudine di correggere direttamente i testi al computer, rileggendoli velocemente o non rileggendoli affatto in versione stampata: il che a livello morfologico comporta errori di reggenza, mentre a livello sintattico si manifesta solitamente nella creazione di strutture sbilanciate, perlopiù per sovrapposizione di costrutti diversi del tipo non possiamo non ricordiamo, incrocio tra il preesistente non possiamo non ricordare e la correzione ricordiamo (cfr. D’Achille 2001).
    http://www.treccani.it/enciclopedia/correzione-di-bozze_(Enciclopedia_dell'Italiano)/

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    1. Quando desidero costruire un testo poetico che va formandosi nella mia mente, devo necessariamento avvalermi della stesura di pugno su cartaceo.
      Mi sembra irrinunciabile alla mia natura legata alla scrittura a mano, più intimistica e personale.
      Il p.c. ( e prima l'Olivetti ) lo uso correntemente per la prosa letteraria, epistolare, social web, ecc. consentendomi correzioni, inserimenti, copia-incolla, cancellazioni, format e via dicendo comodi, veloci, puliti.
      Ciò probabilmente dall'alto della mia età cronologica...
      Sid

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    2. Non scrivo poesie - per vostra fortuna - ma, se le scrivessi, le scriverei a mano.

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  12. Ci tengo a precisare che ho solamente la seconda elementare e poca dimestichezza con le parole scrivo quello che penso senza pretese cercando di raccontare le esperienze fatte nell'arco della mia vita, giuste o sbagliate che siano ripudiando ogni forma di violenza. In quanto alla Storia io l’ho appresa dal libro della vita cercando di descriverla con le parole di un ignorante di 74 anni. Verità semplici non le verità taroccate dei politologi e degli storici che dicendo e scrivendo falsità nascondono i fatti realmente accaduti creando ignoranza. Come possono raccontare la realtà di quei fatti che in gran parte non hanno vissuto se non col sentito dire? Come avveniva nei racconti degli eroi della mitologia man mano che venivano raccontati si amplificavano tanto da sembrare novelle più che Storia da tramandare ai posteri. Per quanto riguarda la Storia più recente potreste chiedere ai sopravvissuti del ventennio fascista e della seconda guerra mondiale. Ebbene, confrontando lo scritto col raccontato conoscereste la vera Storia vissuta dal Popolo. Vi do un consiglio. La Storia ricercatela dal basso, dalla gente più umile che è stata sempre la più vicina alla realtà dei fatti storici. Altrimenti dalle falsità verrà scritta una nuova Odissea. Per questo io penso che la falsità crei solo ignoranza, l’ignoranza genera violenza e danni al Popolo.
    ps Ho lavorato per 18 anni alla stazione di Santa Maria Novella di Firenze ciò che descrivo nel post è verità il tutto rispecchia la nostra società e ciò che saremo.
    Anime sospese
    le ho viste aggirarsi in tutte le stazioni in cerca della loro identità perduta.
    Vita vissuta ai margini della dignità imposta da una società malata priva d’amore verso i più umili
    Che stanchi di lottare si sono arresi assistendo impassibili a quella vita che non gli appartiene più.
    Vita ricercata nella folla frettolosa schiava del tempo che passa veloce come fossero automi
    Taluni offrono una moneta tenendo in vita queste anime sospese condannate a fare da specchio a tutta l’umanità.( VITTORIO. A)

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    1. Serenella Tozzi2 luglio 2014 15:26

      Per aver frequentato solo fino alla seconda elementare sei davvero molto bravo. Dimostri di possedere capacità letterarie e spiccata sensibilità che riesci molto bene ad estrinsecare attraverso la scrittura.

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    2. Ma certo, ma certo, sono d'accordo con Serenella.
      Benvenuto su queste pagine, chiunque tu sia.
      Ciao

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    3. Benvenuto tra noi.
      Hai ragione, io sono un sopravvissuto della seconda guerra mondiale e la Storia è soprattutto quella che ho imparato dalla mia vita tribolata, come te.
      Quelli della nostra età hanno il merito di non lasciare in eredità ai propri figli le distruzioni della guerra, come invece hanno fatto i nostri padri e nonni il secolo scorso per ben due volte in meno di cinquant'anni.
      Ora tocca a loro far meglio, noi abbiamo già fatto la nostra parte.
      Siddharta

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  13. Ragionamento viscerale o meno, molti testi poetici meriterebbero davvero l'appellativo che Fantozzi attribuì alla Corazzata Potemkin.

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  14. I ricordi della mia fanciullezza
    LO SPECCHIO DEL PASSATO RACCONTATO DA UN FIORENTINO SEMI ANALFABETA
    Immagini riflesse in un mondo senza Anima.

    Risa di bambini risvegliano i ricordi di un passato lontano quando dignità e rispetto erano l’unica ricchezza
    i RIONI (anima della città ) dove la vita pulsava sanguigna per strada si giocava con giochi inventati dalla fantasia
    la fanciullezza scorreva felice paga del poco che aveva
    ad’ ogni angolo sprizzava la vita le botteghe di artigiani davano risalto al folklore creativo
    i rumori di vita vissuta riempivano il quotidiano di profumi di fanciulli che giocano uniti al brusio delle massaie che si scambiano notizie su i fatti del giorno appena trascorso
    Le malignità alla prima occasione lasciavano il passo alla solidarietà.
    Oggi Tutto questo non esiste più l’ Anima rionale rivive solo nei ricordi di quei fanciulli oggi vecchi che quando passano di li sentono ancora il bisbiglio dell’ANIMA RIONALE . (VITTORIO.A)
    PS il Mondo delle generazioni nate dopo la guerra non a memoria tutto viene cancellato dà i manipolatori per intorbidire le Menti.

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    1. Caro Vittorio,
      mio figlio, che non ha trentacinque anni tondi tondi, già fa ‘sti discorsi. Dice anche lui che non è più come una volta. Gli ho sentito dire perfino la classica frase, i giovani d’oggi…
      Ti rendi conto? Mi viene da pensare che il rimpianto, la nostalgia sia proprio nella natura umana.
      Certo è che un fatto come la guerra non lo si può liquidare come una moda passeggera, una ventata di qualcosa che passa e va. Quella ha lasciato il segno indelebile in chi l’ha vissuta. C’è una spaccatura tra quella generazione e le successive. Costumi e abitudini sono profondamente cambiate. Non c’è niente da fare, è così.
      Tu fai bene a tramandare i tuoi ricordi, ma non tenerli nel cassetto. Ho l’impressione che tu da qualche parte li abbia già scritti. Non è vero?

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    2. In verità, sì: li ho scritti in maniera indelebile nella mia memoria, ed ogni tanto apro un cassetto.
      Non posso dimenticare la guerra, quella bellica prima e quella del mio vissuto poi.
      Il web è la valvola di sfogo del pentolone a pressione dentro di me.
      Sid

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  15. battaglia di Canne nello spazio] da decenni inviamo, nello spazio, onde radio e tv. I discorsi di Mussolini, per esempio, credo siano arrivati ad Alpha Centauri e Lascia o Raddoppia si dovrebbe trovare dalle parti di Plutone.
    A questo punto, è facile immaginare che il paradosso di Fermi ("Se gli alieni esistono, perchè non sono già qui?") potrebbe avere una risposta, a ben pensarci, abbastanza condivisibile.

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    1. Serenella Tozzi5 luglio 2014 01:22

      Ahahah! Credo anch'io che dopo averci riflettuto abbiano deciso per il no e, forse, senza neanche rifletterci tanto. :-))

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  16. I PAPI ONORARONO I PAPI.

    Questo palindromo è davvero geniale: perfettamente esaustivo nella sua nitida razionalità, per niente forzato. In apparenza, è talmente "naturale" che quasi non ci si accorge di quale impresa sia tirare fuori dal cilindro una cosa del genere.
    Raro, direi. Grazie Sid.

    Franco "Pale"

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  17. DIVULGO ciò che penso nella speranza che persone colte possano estrapolare il meglio da i miei commenti e completarli con parole più consone.
    La STAGIONE dei sogni Passa in fretta come là Gioventù I problemi della vita quotidiana (rispetto a chi ci GOVERNA) prendono il sopravvento Quando diventi Uomo Accantoni i sogni dando priorità alle responsabilità della vita quotidiana. E I sogni (d’Infanzia) vengono riposti nello scrigno dei ricordi il tempo passa veloce Ti ritrovi vecchio con i tuoi ricordi apri lo scrigno e ti accorgi che è vuoto. Come le foglie d’autunno il vento li ha portati con se I SOGNI Sono Echi del passato che Tornano sotto forma di Immagini riflesse in Frammenti di specchio Riuniti dalla clessidra del tempo Fantasie di gioventù che la realtà della vita a ucciso I Sogni ? Sono solo Pulviscolo che la tempesta della vita sparpaglia nel cielo Lasciandoli al giudizio de L’Anima ( Vittorio.A)

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