martedì 24 giugno 2014

Virgolette e punteggiatura. (Rubrus)



La mia maestra diceva che la regola sarebbe la seguente: "chiuse le virgolette, punto".
Credo che la regola sia tuttora valida e, a conforto di questa tesi, cito: http://dizionari.corriere.it/dizionario-si-dice/V/virgolette.shtml, dal quale trascrivo:
...Con le virgolette s’intrecciano altri problemi di punteggiatura...


In particolare: premesso che prima delle virgolette di solito ci sono i due punti e che la lettera iniziale del discorso è maiuscola, la questione è come regolarci con la punteggiatura che chiude.
Norma abituale è mettere il punto finale fuori dalle virgolette.
Ma se il discorso riportato termina con un punto esclamativo (o un punto interrogativo), essi vanno posti dentro le virgolette finali. Dopo di che, c’è chi mette ancora un punto conclusivo e chi non lo ritiene necessario.

Per intenderci: Il terribile guerriero disse: “Domani combatterò”.
Il terribile guerriero disse: “Vi sterminerò!”
Nel secondo esempio c’è chi aggiunge un punto finale: “Vi sterminerò!”.
È chiaro che non stiamo parlando di leggi ma di usi. E gli usi sono sempre in evoluzione, soggetti al gusto, alla sensibilità.

L'Accademia della Crusca, invece, afferma:
…. una raccomandazione sull'incontro tra diversi segni di punteggiatura: eventuali punti esclamativi o interrogativi vanno posti prima del segno di chiusura di parentesi, virgolette o trattino lungo (Con te non parlerò mai più! - urlò fuggendo per le scale), gli altri segni vanno posti dopo la parentesi chiusa: non vi parlerò a vuoto (se avrete la grazia di ascoltarmi), ma vi porterò prove tangibili della mia innocenza.
Per le virgolette e il trattino la posizione degli altri segni interpuntivi è meno rigida e può dipendere ancora una volta da singole scelte editoriali.

Per approfondimenti: Biffi Marco,Risposta a un quesito, "Crusca per voi", 2002, n. 24 pp. 14-17; Castellani Pollidori Ornella, Su una peculiarità interpuntiva dell'uso contemporaneo, "La Crusca per voi", n. 25 ottobre 2002, pp. 5-8; Malagoli Giuseppe,Ortoepia e ortografia italiana moderna, Milano, Hoepli, 1912; Maraschio Nicoletta, Risposta a un quesito, "Crusca per voi", 1995, n. 10 p. 8; Mortara Garavelli Bice, Prontuario di punteggiatura, Roma-Bari, Laterza, 2003; Serafini Francesca, Filippo Taricco, Punteggiatura, Milano, Rizzoli, 2001;

Insomma: communis opinio facit ius e, in proposito, sui vari usi editoriali può consultare: http://www.oblique.it/images/formazione/dispense/punteggiatura_dialoghi_scheda.pdf

io, per parte mia, mi attengo alle regole che, anni fa, mi ha insegnato la mia maestra.

6 commenti:

  1. Ogni tanto è utile mettere i puntini anche sulle i.
    Poi tutti fanno come vogliono e anche tra le varie case editrici le differenze sono evidenti.
    Personalmente il punto fuori le virgolette lo metto al termine di un dialogo. Per ribadire che quel dialogo, per il momento è concluso.
    In genere ho notato che lineette sono più pratiche, in linea teorica si equivalgono ma con le lineette è tutto più semplice.
    Certo i caporali danno un certo tono al testo, non c'è che dire.
    A me questi post piacciono, si dovrebbe dare un seguito alla faccenda.

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  2. mah... non so se le lineette siano più pratiche perchè il loro uso non è ben codificato; c'è chi le usa al posto delle virgolette (e a me non piace, lo confesso) chi al posto delle parentesi o comunque per indicare un inciso (io faccio così). E' vero che "a senso" ci si arriva, ma si crea di fare confusione. Insomma, mi sembrano un po' un coperchio che va bene per tutte le pignatte.
    Next coming, la "d" eufonica, dunque.

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  3. Per fortuna c'è ancora chi disserta di queste cose.
    Ma forse non per molto...
    Sull'uso, mi regolo a seconda del momento e dell'umore, ben tenendo in mente gli insegnamenti scolastici.
    Sid

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  4. Anche io faccio esattamente come te.
    Il problema dell'eccesso nella ribellione alle regole è che in assenza di regole comuni, nel parlare e nello scrivere, si arriva inevitabilmente alla Babele.

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  5. Ciao Rubrus.
    La "d" eufonica? Sta allo scrittore intuire quando va bene, intendo su vocali diverse.
    Io uso le lineette per i dialoghi; per l'inciso uso le parentesi, ovviamente per necessità e preferisco usare il corsivo per titoli, dialetti e parole straniere. Mi piace la pagina pulita.
    Ovviamente faccio anche casini perché non è il mio mestiere.

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  6. Eppure sulla "d" eufonica la regola sarebbe di metterla solo nel caso di incontro tra vocali uguali. La solita wikipedia lascia una certa libertà, ma l'Accademia della Crusca è più rigida: http://www.accademiadellacrusca.it/it/lingua-italiana/consulenza-linguistica/domande-risposte/d-eufonica

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