mercoledì 25 giugno 2014

Why always me? - frame - short story

«Maresciallo, non vuol confessare!» disse il brigadiere Pregadio, stremato dopo il lungo interrogatorio, «L’abbiamo spremuto come un limone ma… niente! Siamo al punto di partenza, perché non prova lei a farlo parlare?»
Maniero buttò gli occhi rossi e gonfi dentro il vetro a specchio della stanzetta spoglia, al primo piano della caserma. Erano le sei di mattina, e di interrogare quel delinquente che, durante la notte, aveva fracassato la testa della moglie contro il muro, non aveva proprio voglia, tuttavia si fece coraggio. 

«E la moglie?» domandò, afferrando la maniglia della porta.
«Trauma cranico, frattura del setto nasale. È grave, ma se la caverà.»
«Speriamo bene!» brontolò, prima di prendere posto sull’unica sedia vuota intorno al tavolo.

«Dunque!» esordì il maresciallo Maniero, scrutando la faccia smunta del giovanotto ossuto e sulla trentina, che aveva di fronte. Non sembrava un tipo violento, anzi, assomigliava molto al barista del Grappolo d’uva, un ragazzone tanto bravo e simpatico, un pezzo di pane insomma. Tuttavia Maniero sapeva per esperienza che quelli come lui, i soggetti che alzano le mani sulle donne, hanno un aspetto del tutto normale, non ce l’hanno scritto in fronte che sono dei figli di puttana; pertanto sospirò, si accese un’altra maledetta sigaretta, la quinta da quando la telefonata di Pregadio lo aveva buttato giù dal letto e aggiunse:

«Ricominciamo tutto da capo. Senza fretta, mi racconti cosa ha fatto ieri sera dopo cena.»
«Sono sceso al bar di fronte casa… c’era la partita del Milan in tivù.»

Maniero provò un brivido lungo la schiena. Non l’aveva vista quella dannata partita, però conosceva il risultato e sapeva del Milan che aveva perso in casa. Rammentò il suo disappunto nel momento in cui aveva appreso la triste notizia dal telegiornale di mezzanotte.

«Lei fa il tifo per il Milan?»
«Sì, purtroppo»
«Allora sarà tornato a casa molto arrabbiato, non è vero?»
«Incazzatissimo direi…»
«Quindi è per questo che avete litigato, lo ammetta, lei ha perso la testa e…»
«No, signor maresciallo. Mia moglie non si è neppure svegliata quando mi sono infilato nel letto e… al momento del fatto, se proprio lo vuol sapere, anch’io dormivo.»
«Cosa intende dire? Com’è possibile? Si spieghi meglio!»
«Non so cosa sia successo, mi deve credere, però… se Balotelli…»
«Balotelli? Adesso che c’entra Balotelli?»
«C’entra, commissario, eccome se c’entra»

Maniero lo guardò dubbioso dritto negli occhi. E nonostante l’assurdità dell’affermazione, sentì che il giovanotto non stava mentendo. Forse era completamente pazzo, ma nel dubbio, decise di prendere tempo.

«Continui… vada avanti, si spieghi meglio» disse Maniero a quel punto.

«Ecco, signor maresciallo… se Balotelli avesse messo dentro quella palla al novantesimo, noi non avremmo perso la partita e anche a mia moglie non sarebbe successo nulla… perché io, quella palla, me la sono sognata tutta la notte e, quando è partita dal piede di Kakà, ho capito subito che sarebbe arrivata in area, allora ho preso posizione allargando le braccia, mi sono inarcato e in mezza rovesciata l’ho colpita di collo pieno.

«Hai fatto gol?» urlò il maresciallo tutto eccitato.
«Sì signor commissario, ho fatto centro. L’ho infilata nel sette, ma quella che ho colpito non era la palla, purtroppo, era la testa di mia moglie».

7 commenti:

  1. Senza pretese, giusto per alleggerire la tensione.
    La delusione è cocente e sono già in corso i processi sommari all'italiana, e chi ne farà le spese sarà ancora Lui. :-) Se le merita del resto... ancora non ho capito se ci è, oppure ci fa.

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  2. Serenella Tozzi25 giugno 2014 22:45

    Così, per scaricare la tensione, non volendo fracassa la testa della moglie, però ha infilato il sette. Boh?!
    Però, insomma... non mi intendo di calcio, solo quel tanto per capire che gli azzurri hanno giocato male e che l'arbitro ha giudicato peggio... ma il racconto è scritto bene. :-)

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  3. Raccontino estivo, legato agli eventi del momento.
    Si legge in un baleno, lasciando un buon sapore di leggerezza narrativa.
    Proprio quel che ci voleva in questi mesi afosi.
    Siddharta

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  4. Proprio per restare in tema di pallone e della nazionale, dei versi senza pretese:
    TUTTI A CASA
    ***di Pietro ZURLO***

    Tutti a casa, tutti a casa...
    dal Brasile 'o sfratto 'e casa;
    si eran belli e sistemati
    in albergo a cinque stelle
    quei campioni blasonati
    che ci han mortificati.
    E che bbuò...e che bbuò fà,
    accussì 'o munno và!

    Mo Prandelli se ne vene,
    dice a tutte: aggio sbagliato;
    a purtà 'e mugliere appriesso
    cosa buona nun è stata.
    Nun s'è fatto juoco 'e gruppo,
    nun ce simmo concentrate,
    sott'e ccosce d''e mugliere
    tutte quante se so' state.

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    1. Il carrettiere non ha colpa se a tirare è un ronzino bolso.
      In miniera vanno mandati, tutti.
      Oppure condannarli ogni giorno a contare centesimo dopo centesimo tutti i loro miliardi e se sbagliano giù botte da orbi!
      Sid

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    2. Devo contraddirti caro Sid...sul carro il carrettiere si è portato appresso tutto il codazzo di mogli e figli ed era naturale che "i campioni" se ne restavano sotto (o sopra) le mogli, dipende dai punti di vista...facendo così in modo che il gruppo restava sparpagliato e non unito. E questo l'ha ammesso lui, Prandelli, che è stato uno sbaglio. Dovevano rimanere in RITIRO e concentrarsi sul da fare. Invece di divertirsi!!!

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  5. E poi dicono che il calcio fa bene...

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