mercoledì 16 luglio 2014

Mulini a parole - Generatori automatici di testo

Con l'uscita di, Le argentee teste d'uovo, di Fritz Leiber,  per Urania Collezione di giugno 2014, si ritorna a parlare di “generatori automatici di testo”.

Nel libro appena arrivato in edicola per Urania Collezione, Le argentee teste d'uovo - una satira sul mondo dell'editoria pubblicata nel 1961 - Fritz Leiber racconta di un mondo in cui gli scrittori sono stati rimpiazzati da computerizzati mulini-a-parole. Questi dispositivi producono la letteratura che la massa vuole.

Questa la sinossi ufficiale del libro: 
In un futuro ormai prossimo, gli scrittori si limiteranno a firmare le opere composte elettronicamente dai mulini-a-parole (e a recitare in pubblico i ruoli imposti dalle biografie sulle alette di copertina). Solo i colleghi robot sapranno scrivere sul serio, ma com’è ovvio, per un pubblico di robot. Questo fino al giorno in cui gli scrittori inferociti distruggeranno i mulini-a-parole, salvo poi dover affrontare una grave crisi di creatività. In tanto caos mediatico, l’Editrice Razzi è l’unica a restare imperturbabile: forse perché custodisce il grande segreto del secolo precedente, il Divorzio Psicosomatico di Daniel Zukertort. E infatti, in una nursery segreta vivono ancora le trenta argentee Teste d’Uovo la cui esistenza potrebbe sconvolgere sia il mondo della finzione che quello della realtà...



Noi ne avevamo già parlato (leggi qui) e per il momento, nonostante i notevoli progressi della tecnologia elettronica, sul web c’è un proliferare di testi casuali, insomma brani senza senso con uno scopo ludico - tipografico. Infatti non si capisce a cosa altro possano servire discorsi demenziali, se non per prendere per i fondelli intellettualoidi e tutti coloro che sfoggiano ad ogni occasione discorsi “eruditi”, con uso e abuso di un linguaggio accademico e solenne prosopopea.
Pare che qualcuno di questi zuzzurelloni sia riuscito a piazzare uno di questo testi casuali  ad una rivista scientifica specializzata che lo ha pubblicato, prendendolo per buono. Ne volete un esempio, il web è pieno di queste baggianate, non avete che l'imbarazzo della scelta. C’è persino un famoso sito di poesie, che si picca di essere il meglio del meno peggio sul suolo italico, dove la maggior parte dei testi proposti in vetrina e i relativi commenti, sembrano il frutto di una mente distorta o di un cervello elettronico in tilt, e che dire delle parole aVanvera?  In un altro blog un prof di matematica, vero mica finto, vi spiega in modo scientifico cosa sono i generatori automatici di testo, ma se non avete nozioni elementari di html lasciate perdere. Ci sono portali che offrono trame di film, tracce di racconti horror e fantasy, esempi di testi "complottistici" ma il testo più usato e conosciuto nel web è senza dubbio "Lorem ipsum", la cui origine risalirebbe al XVI secolo. Lorem ipsum è un testo redatto in una lingua pseudolatina, che ha più o meno l’aspetto del latino "naturale". Esso contiene una serie di parole latine reali. Anche questo antico testo casuale è incomprensibile, tuttavia imita il ritmo della maggior parte delle lingue europee che hanno una grafia latina. Il vantaggio dell’origine latina e della relativa mancanza di senso del Lorem ipsum è rappresentato dal fatto che il testo non attrae su di sé l’attenzione dell’osservatore e nemmeno la distoglie dal layout.
In ogni caso e per il momento, gli editori dovranno continuare a fare i conti con cervelli umani ancora per molti anni, con buona pace dei lettori  e degli scrittori di FS.
(frame di Luglio 2014)

4 commenti:

  1. < per il momento >, e dici bene.
    Perchè, per restare nella fs di Rubrus, sarei molto compiaciuto se il futuro tecnologico ci approntasse una qualche sorta di generatore di testi che innovasse il nostro sapere e la nostra cultura.
    Ormai da millenni non facciamo che ripetere letterariamente il passato, con altre parole, ma sempre sugli stessi temi triti e ritriti.
    Prendiamo Piero Angela & figlio che ormai ha svelato tutto della Terra ed oltre, fino ad annoiarci.
    Stanco dell'uomo, proverei con la macchina, chissà...
    Siddharta

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    1. Serenella Tozzi16 luglio 2014 21:46

      Già c'era chi prendeva una frase qua, una frase là e poi le metteva in un certo ordine cercando di dare continuità (o anche no) al testo.
      Ora lo farà la macchina. ;-))

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  2. Beh Sid... oddio.... che gli Angela (grandi divulgatori per cui nutro grande rispetto e ammirazione) abbiano svelato tutto il dicibile mi pare un po' troppo...
    Ricordo piuttosto una griglia di qualche anno fa, quando c'era ancora solo il "politichese" (oggi spesso sostituito dallo "urlese") che dimostrava come fosse possibile comporre frasi in politichese aventi senso compiuto e sintatticamente corrette combinando tra loro singole proposizioni e che, però, non significavano assolutamente niente. Pare che, a suo tempo, un parlamentare della c.d. "prima repubblica" all'obiezione "ma lei parla e parla senza dire nulla " abbia risposto "potrei andare avanti per ore".

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  3. Generatori di testo] per la poesia non saprei dire granchè, avendo la sensibilità poetica di un paramecio, ma per la prosa direi che questo è inevitabile allorchè, come è proprio delle epoche decadenti, si dà maggior importanza alla forma che al contenuto - laddove, secondo me, il rapporto dovrebbe essere un paritario e difficile equilibrio.

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