lunedì 21 luglio 2014

Poesie nella rete - TEMPESTA - di Manrico Bacigalupi





TEMPESTA
( di Manrico Bacigalupi )

Dapprima s'ode un sordo rimbombare
lontano, come dentro un antro scuro,
che rotola dal monte verso il mare...
Cala veloce, il falco, e va al sicuro
nel nido alto, tra la roccia nera.
In fondo, il mar s'abbatte sulla costa...
Il lampo squarcia l'ombra della sera,
rabbioso il tuono esplode senza sosta!
Dal cielo, Giove pluvio si scatena !
Or grandi nubi danzano nel vento;
la pioggia cade ! Come in una piena
il rivo scende a valle, rotolante
nel letto suo, e balza fino al mare.
Ma or svanisce il tuono borbottante...
un soffio ancor di vento...
S'acquieta, lenta, l'onda fra le cale,

... e il falco stride, al riapparir di stelle !

3 commenti:

  1. Commento di Epitteto apparso su facebook il 21.07.2014
    Epitteto:
    Manrico, cantore della natura.
    Non serve girare il mondo intero in cerca d'ispirazione.
    Basta l'aspra e solitaria Isola d'Elba, dove l'uomo non ha ancora devastato l'ambiente.
    E poi bisogna essere Poeti, dall'animo attento e sensibile.
    Il mare, il vento, la tempesta, la bonaccia.
    E la penna scorre d'impulso, ammaliata da tanto spettacolo.
    Il tocco d'antan, irreprimibile nel nostro Autore, dona musicalità, scorrevolezza, bellezza al linguaggio, incanto ai versi metrici.
    Ormai Manrico è pietra miliare del nostro panorama letterario, in grado di stupire per la semplicità e candore espressivi.
    Leggete, e rivivrete un dipinto naturalistico alla Rubens, greve di tonalità accese.

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  2. Anche se il tema non mi affascina, condivido il giudizio positivo di Epitteto qui sopra. Ammirato soprattutto per la spontaneità degli endecasillabi e delle rime. Piacevole e ben scritta questa poesia, complimenti.



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  3. Sarò un vecchio reprobo, come dice a volte il SIDDHARTA ma a me il modo di poetare di Manrico piace molto. Io che sono un Vernacolista e per giunta, all'antica, non leggo tanto la moderna poesia, ma le liriche del maestro Manrico le leggo con piacere e qualcuna la traduco anche in napoletano per goderla maggiormente. Ma tradurre la suddetta mi è impossibile...tanto è perfetta, che la traduzione la guasterebbe. Lui, Manrico, queste liriche le scrive a tempo perso, in quanto preso dalla musica e dalla sua Banda, figuriamoci se scrivesse a tempo pieno! Mi fa vergognare di farmi chiamare Poeta!

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