giovedì 28 agosto 2014

BLOGROLL di casaframe - Netnews Luglio/Agosto 2014


Il blogroll di casaframe, lo dice la parola stessa, è l’agenda di blog amici e affini, che sono solito frequentare, nella speranza di scovare qualcosa che valga la pena di essere letto, e anche soltanto per tenermi aggiornato su quanto avviene in questo variegato e vasto mondo paraletterario digitale. Talvolta gli incontri in rete sono casuali e fugaci, e le sorprese piacevoli, non così rare come si potrebbe pensare, sono sempre dietro l’angolo, basta saperle cercare.
Ancora non ho trovato un titolo per questo nuovo appuntamento, ma potrebbe restare anche così, però vorrei fosse chiaro che questa rubrica intende essere solo una piccola finestra sul mondo dei litblog e non una vetrina del meglio o del meno peggio che passa il web.  Non ho il tempo di scandagliare così a fondo tra le centinaia di opere che quotidianamente vengono postate sui vari siti letterari e nemmeno la pretesa di voler fare classifiche di merito. Insomma sarà una rassegna di siti, blog, opere e personaggi più o meno noti che di volta in volta incontrerò nella rete. Un modo semplice e senza pretese di condividere con voi ciò che trovo di carino e interessante nelle mie frequenti puntate sul web.
Accetto come sempre ben volentieri consigli, suggerimenti, segnalazioni, ma vi avverto, non ho nessuna intenzione di essere obiettivo, imparziale, equo, bensì voglio essere assolutamente di parte, affidarmi ciecamente al mio istinto, lasciarmi sedurre dalle simpatie e postare solo quello che mi va.
Le opere sono volutamente postate incomplete, per la lettura integrale è necessario per correttezza entrare nel sito di appartenenza. 
Non è un espediente per aggirare il copyright, ma un atto dovuto, una questione di bon ton, anzi, una regola imposta dalla netiquette, il galateo di internet. 




ROSSO VENEXIANO

Una nube bianca
 Scritto da © Rinaldo Ambrosia - Sab, 09/08/2014 - 19:33

Narra una antica leggenda urbana che il cielo era coperto di nubi, ma non pioveva (siamo ancora lontani dall’estate dell’anno 2014), un pedone, osservando il cielo disse: – Che belle nubi.- e se ne tornò a casa.
Mentre passava l’autobus, una ragazza appoggiata al finestrino la vide. Fu il primo avvistamento segnalato negli annali delle cronache Urbane (Cronache dell’anno Duemila, di Rodolfo il Glabro, glabro sì, ma con gli occhiali e due peli sul naso). Un motociclista parcheggiò il suo rumoroso bolide – le valvole battevano in testa – a fianco di un cespuglio e a la vide. Una prostituta – che batteva in strada – anch’essa la vide. Fu poi una scolaresca dispersa sui marciapiedi a segnalarne la presenza all’insegnate.
Pare che la “Macrolepiota Procera”, famigliarmente conosciuta come “Mazza di Tamburo” facesse la sua comparsa in città in seguito al clima londinese che stava tentando di entrare di soppiatto nei paesi dell’Unione Europea. La leggenda narra che una bambina guardando le nubi in cielo disse: – Che belle nubi, le voglio toccare. – Non si può – disse sua madre.




NETEDITOR

Penuria di scarpe
Pubblicato da Mara Mari il Sab, 02/08/2014 - 11:30

Monica aveva bisogno di un paio di scarpe nuove, basse e comode, per andare all’Università. Finalmente racimolò il danaro e decise di andarsene a comprare. L’accompagnò la sua amica, Ursula. Le voleva all’ultima moda, ma non riusciva a trovarle come desiderava lei, col danaro che possedeva. Girarono e girarono: fu attratta ad un certo punto da un paio di scarpe col tacco alto, dorato, molto belle e sofisticate e decise di comprarsele, anche perché erano con lo sconto. Avrebbe fatto una bellissima figura il martedì grasso: era stata invitata niente di meno dalla figliastra del barone Crea. Certo, aveva rinunziato alle scarpe che più le servivano. Comprò un tubetto di colla e, appena a casa, la spalmò sul fondo delle scarpe vecchie e fece poi aderire la fodera. Spalmò la colla pure sul tacchetto diviso in due e lo fece aderire stringendo forte con le mani. Comprò poi un paio di lacci nuovi....
(continua a leggere)

CLUB dei POETI

A che ora cominciano i sogni 
pubblicato da The pen

Thursday, 17 July 2014 @ 17:00

Il cuore ha scelto l'inverno
la solitudine ha gettato le reti.
Cosa ne sanno le campane
sopra il legno bianco,
che i figli vanno tenuti per mano
e i ricordi
sono lame conficcate nel domani.
Alla mia età...
(continua a leggere)


HO UN LIBRO IN TESTA

Perché gli italiani non leggono
pubblicato da  Stefano Tettamanti

Una cosa che so è perché gli italiani non leggono.
Non leggono poesie, romanzi, racconti, saggi di qualsiasi tipo, fiabe, memoir, diari, sussidiari, epistolari, articoli di fondo, pezzi di cronaca, reportage, inchieste, elzeviri, interviste, fumetti, fotoromanzi, graphic novel, vocabolari, enciclopedie, repertori, biografie, autobiografie.
Non leggono avvisi, ricette mediche, istruzioni per l’uso, manifesti, documenti, bandi di concorso, lettere, cartoline, telegrammi, e-mail, e-book, sms, tweet, oroscopi, appelli, bugiardini, bigini, riassunti, sentenze, trascrizioni di intercettazioni, ordinanze, dispacci, ordini, almanacchi, calendari, lunari, scritte sui muri, biglietti nei cioccolatini, cartelle della tombola, cartelle delle tasse, cartelloni pubblicitari, cartelli per misurare la vista.

8 commenti:

  1. Grazie a te penso di avere trovato una cara amica che scrive ciò che io penso ma non so
    esternare Grazie e buona domenica.
    PS La STAGIONE dei sogni Passa in fretta come là Gioventù I problemi della vita quotidiana (rispetto a chi ci GOVERNA) prendono il sopravvento Quando diventi Uomo Accantoni i sogni dando priorità alle responsabilità della vita quotidiana. E I sogni (d’Infanzia) vengono riposti nello scrigno dei ricordi il tempo passa veloce Ti ritrovi vecchio con i tuoi ricordi apri lo scrigno e ti accorgi che è vuoto. Come le foglie d’autunno il vento li ha portati con se I SOGNI Sono Echi del passato che Tornano sotto forma di Immagini riflesse in Frammenti di specchio Riuniti dalla clessidra del tempo Fantasie di gioventù che la realtà della vita a ucciso I Sogni ? Sono solo Pulviscolo che la tempesta della vita sparpaglia nel cielo Lasciandoli al giudizio de L’Anima. VITTORIO.A

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    1. Ciao Vitttorio, bel commento il tuo, grazie.

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    2. Con la crisi che avanza, anche gli intellettuali dovranno tornare alla vanga.
      Se vogliono sopravvivere.
      Intanto ancora per un poco potranno sognare...
      Siddharta

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  2. Serenella Tozzi28 agosto 2014 17:01

    Interessantissima questa iniziativa del Blogroll; questa maniera di condividere con gli altri blog mi piace assai.
    Bravo Franco, sempre innovativo.

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    1. Eh...eh... speriamo bene, grazieeeee, ciao

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    2. Blogroll: chi bene comincia è a metà dell'opera, chi non risica non rosica e così via.
      Anche se penso che coi tempi che corrono ( analfabetismo di ritorno, stupidità di massa, informazione generalista e di parte, individuo-consumatore, spinte egotiche, menefreghismo, arrembaggio letterario, ecc. ) ci sia poco da nuotare...
      Sid

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  3. Su < A che ora cominciano i sogni > di The pen.
    Non posso che riportare il mio commento:

    << L'incomunicabilità genitori-figli.
    I quali ultimi sono frecce che una volta scoccate vanno per ogni dove.
    Quante cose non dette a volte per amor di pace e concordia.
    E raramente i figli rispondono alle nostre aspettative.
    Anch'io ai tempi mi illudevo che mio figlio sarebbe stato a mia immagine e somiglianza.
    Invece tutto un altro da me.
    Quindi solo il rammarico di non aver saputo o avuto il tempo per capirci e comprenderci.
    Poi è sempre troppo tardi e possiamo solo consolarci con quanto avremmo voluto dire ma non abbiamo detto.
    Lirica appassionata quale solo un genitore amorevole può stendere quando i giochi della vita sono ormai fatti.
    Calorosa/mente, Epitteto >>.

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  4. "A che ora cominciano i sogni" di The pen.
    Ad un primo impatto sono rimasta colpita per la pacata ma profonda tristezza che esprimeva: la morte di un figlio (giovane visto il legno bianco che menziona), poi, rileggendola l'ho trovata poco chiara nel suo significato: si parla di un distacco mortale o di incomunicabilità?
    E qual è il significato del titolo? Intende la morte sua come un inizio di sogno per rincontrare il figlio nell'Aldilà? Comunque mi sembra troppo ricercato questo titolo per essere espressione di un vero dolore.
    Insomma, rimangono i dubbi e l'approvazione iniziale si fredda. Come dice qualcuno (?) la poesia deve essere chiara e decifrabile per imprimersi nell'animo.
    Al di là di queste considerazioni vi trovo sprazzi di intensa luce poetica, soprattutto mi piace:
    "...
    la solitudine ha gettato le reti.

    Cosa ne sanno le campane

    sopra il legno bianco,

    che i figli vanno tenuti per mano".

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