domenica 3 agosto 2014

Lolini Attilio - Galleria di Poeti Contemporanei - ovvero - Poeti del XXI° secolo dall' A alla Zeta

Attilio Lolini 

E’ nato in provincia di Siena nel 1939, dove tutt’ora risiede a San Rocco a Pilli. Soprattutto poeta e pamphlettista, ha tradotto e traduce, testi simbolisti e contemporanei. Giornalista dell’Unità e del Manifesto, critico musicale e librettista, editore dei "Quaderni di Barbablù. Fra le sue prime opere: Negativo Parziale, 1974; Notizie dalla necropoli, 1976; I resti di Salomé, 1983. Ha pubblicato numerose plaquette poetiche, prevalentemente con le Edizioni L’Obliquo, tra le quali una traduzione-rivisitazione dell’Ecclesiaste. Insieme a Sebastiano Vassalli ha inoltre pubblicato, in prosa, Belle lettere (Einaudi 1991). Nella Collezione di poesia è uscita nel 2005 l’antologia Notizie dalla necropoli (1974-2004), un’antologia di testi selezionati dallo stesso autore per rappresentare trent’anni di scrittura poetica che gli ha valso i premi Viareggio e Mondello nel 2005. Nel 2013 per Einaudi  e’ uscito l’ultimo suo libro di poesie dal titolo "Carte da sandwich".
La sua è una poesia caratterizzata spesso dal sapore beffardo ed ironico di una marginalità operaia e contadina disincantata, che consuma il suo vivere nella pena di vedersi vendere in un mercato dove nessuno la vuole comprare.
La scrittura di Lolini, in apparenza leggera, non conforta anzi s’interroga sui perversi rapporti quotidiani con il potere, che scortese e gonfio di vanità, lacera l’esistenza umile del mondo ed uccide la speranza della poesia.


Carte da sandwich
Il vento fuori dalle persiane
muta rapidamente voce
ora un canto sinistro
ora un'aria sospirosa

se apri la finestra
cade l'intonaco dai muri
il vento aspira le cicche
del portacenere ricolmo

le cose le persone
badano a trasformarsi
a prendere altre forme
prima di scordarsi.

dall’antologia "Notizie dalla necropoli"

*
Aspettiamo l'alba
come avesse
riccioli e parrucche

mettendo giù versi
senza profumo
come fiori d'erborista

la gente sorride
ai giorni allineati
come barattoli
nei supermercati.

*
il quintaelementare ingegnere onoriscausa
(che si è fatto da sé)
(venuto su dal nulla)
apre la nuova fabbrica
elettrodomestica
ministro in vista (moro)
per i cazzabubboli
di carosello
e l’arcivescovo
a benedire le macchine
acqua benedetta selz
ti spruzza questo
operai tute bianche in vista
rinfresco democratico
gli operai tute bianche
hanno un tavolo il tricolore sta benissimo
sulle buzze
dei sindaci di sinistra
discorso ufficiale
non va per niente male
a parte

*
le carte i viaggi
giorni e giorni
assieme
poi sospetti
noia
scomparso chissà dove
ho qui la mappa
di pensioni alberghetti
freddi cinema
gabinetti
stazioni
ora ripetiamo
stancamente
parole
che furono
innocenti
la vecchiaia
le ha rese oscene
come i nostri volti
che la morte prepara
con accurato pudore

*
Poesia leucemia
ah, la tua boccuccia
che spiffera
mi sono arruffianato
uno che dicono potente
stava in disparte
mi guardava male
poveraccio
anch’io squittisco
tramo
che pena vendersi
quando nessuno
ti compra.

Flamenco
Stamani il dente che tintinnava
come un ballerino di flamenco
ha preso il volo ed è caduto
senza neppure un doveroso addio.
Stiamo a vedere cosa combina il tempo
quale faccia lo specchio ci rimanda
se la storia è davvero un otre gonfio
da suonare o bucare.

Funghi
Per non incontrare
chi va in vacanza
per fuggire
montagna e mare
facciamoci ibernare
non saranno
tempi lunghi
ci scongeleranno
quando escono
i funghi.

*
da una stazione all’altra
sgombrare smammare sbolognare
musica da questura
suona sempre
ci hanno detto
filate alé filate
ci annusano
si puzza almeno
irrecuperabili
ha detto il brigadiere
le scimmie proletarie
son dentro le utilitarie
sempre i soliti sempre
vai a fidarti
di penose chiacchiere
di solidarietà infingarde
morti noi signori e madame
si chiude
coraggio sole dei ricchi
che ce la fai anche stamani

*
abbiamo lasciato
tracce in giro
frammenti
si spegne il millennio
muore goffo
estraneo
anche la nostra
giovinezza
si spegne
è tempo di sbaraccare
infingardi dilettanti
barammo malamente
sull’orlo
di questo secolo
infame
ah le mie carte truccate
tutte sul tavolo
presto
è tempo
partiamo
le notti saranno
sempre più lunghe
e i rimorsi
non daranno
tregua

Paese d’inverno
C’è un luogo dove gli anni
sono uguali
le notti combaciano perfette;
fiorisce il mandorlo
in mezzo al gelo.
Se cerchi l’oscurità la troverai
così albe, tramonti
il filo che lega
a questa intensa ebbrezza.
La gente mi pare strana
quando si fa più luce
andiamo, caro amico,
nel paese d’inverno.

La poesia
La poesia non abita più qui
non c’è poesia dove vivi
nelle case nelle strade
dove ti disperavi
oppresso da inutili rimorsi
da infingardi progetti
subito abbandonati.
La poesia è da altre parti
fugge il presente scortese
e l’uggioso futuro.

Le ginestre
Se te ne vai
con passo lento
avrai sul volto
gli schiaffi
del vento.
Oggi le rose
non escono
dai bocci
e le ginestre
dell’infanzia
sono acqua.

Il pianista
Qualche volta un lieve tepore
segnala la primavera in arrivo
come i rumori di coloro
che altrove sono vivi
la luce s’allunga
ha i colori d’un serpentello
rapido sull’erba essiccata
come la mano d’un pianista
in un finale di sonata.

*
Il mattino tempestoso
Quando viene il mattino
le nuvole paiono brandelli
di barbe sfilacciate
la tempesta ha aperto
il grigio velo del cielo
ecco un’alba
davvero adatta a me
quando viene da piangere
senza sapere perché.

Yogurt
Dicono che sono depresso
mi metto sotto un cipresso
poi faccio colazione
con uno yogurt
alla depressione
alla radio parlano
di guerra in Palestina
succhio una gelatina
poi un sorbetto
incerto se stare in piedi
o rimettermi a letto.

La Storia
Ho spacciato
altri libretti
poeta in trasferta
le chiacchiere
un vento circolare
ora penso che la storia
sia un otre gonfio
da suonare
o bucare.

Sosostris
Qui non c’è acqua
ma soltanto terra
i gabbiani gridano
sui terrapieni
delle discariche
con il becco ostentando
carte da sandwich
il mare è una pozza
dove affiorano
foglie secche
ragni drappeggiati
voci che odi uscire
da pozzi essiccati.

3 commenti:

  1. eh sì, un bravo poeta, amaro e ironico

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Sono d'accordo, più che bravo è poeta e basta.
      Io lo conosco appena, ma mi fa venir voglia di approfondire. Insomma non mi pare abbia dei picchi eccezionali, ma le sue poesie sono come le ciliegie, una tira l'altra. Alla fine il sapore che ti rimane in bocca è amaro, hai proprio ragione. Amaro è il termine giusto.

      Elimina
  2. Pensavo che i denti tentennassero, adesso apprendo che tintinnano pure...
    Bah, certa poetica comincio a non digerirla più!
    Siddharta

    RispondiElimina