domenica 24 agosto 2014

Lettori Kindle

Lettori kindle tendono a non ricordare i punti chiave della trama
Un nuovo studio europeo ha rilevato che i lettori di Kindle hanno più difficoltà a ricordare i punti chiave della trama rispetto ai lettori tradizionali.

Lo studio, presentato in Italia in una conferenza nel mese scorso, riguarda 50 lettori dello stesso racconto di Elizabeth George di cui la metà ha letto la storia di 28 pagine su un Kindle, e l’altra metà su una edizione tascabile. I lettori sono stati poi testati sugli aspetti della storia: trama, personaggi, ambientazioni e oggetti.
Anne Mangen dell'Università di Stavanger in Norvegia, una ricercatrice dello studio ha dichiarato: "I lettori Kindle sono risultati in modo evidente i peggiori nella ricostruzione dell’intreccio." I lettori hanno trovato difficoltà a dare un senso ai 14 aspetti chiave della trama.

I ricercatori suggeriscono che "il feedback di un Kindle non offre lo stesso supporto per la ricostruzione mentale della storia di un libro tradizionale".
"Quando si legge su carta è possibile percepire con le dita il cumulo di pagine in crescita a sinistra, e quello di destra che si assottiglia", ha detto Mangen. "Hai pertanto la sensazione tattile… di quante pagine ti mancano per arrivare alla fine.
E ci voleva una ricerca universitaria per dirci questa frescaccia? Ma per favore. E’ risaputo che con un ereader la numerazione delle pagine è fatta su ogni capitolo e pertanto non sai mai a che punto ti trovi della storia. Ma è sufficiente ritornare alla home page e verificare la percentuale di lettura.
La lunghezza di un romanzo è misurata in ore di lettura e non in pagine, la differenza non è tutta qui.
Dice… ma vuoi mettere il piacere di toccare la carta con le mani? L’odore del libro, la pieghetta sulla pagina e il colore della copertina...
Sì, sì… siamo d’accordo. Sono tutte cose risapute, ma con il tempo anche queste paranoie passeranno. Mi viene in mente una battuta della Franca Valeri di quando la tv era in bianco e nero: “ La radio è una roba che si sente, pensa che adesso ne hanno inventata una che si sente e si vede pure. Rob de mat!?”

8 commenti:

  1. Piano piano anche i più tiepidi si arrendono alla tecnologia che avanza...
    Non c'è niente da fare: ormai il cartaceo ha il fiato corto!
    Siddharta

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    1. No Sid, anche tu? dici che ormai è un inevitabile declino?
      Io quando è uscita la tecnologia degli e-reader mi ci sono buttato, ma devo ammettere che dopo i primi mesi di infatuazione sono tornato al cartaceo.. e non per una questione nostalgica, ma proprio perchè trovavo poco pratico andare avanti e indietro, segnare le pagine, prendere appunti a margine, sottolineare. cose così. boh.
      bentornati a tutti ad ogni modo!
      ciaoo!

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    2. Io sono un fanatico degli e-book della prima ora.
      Li compro tutti ( i migliori ) e da qualche tempo la polvere s'annida meno sugli scaffali della libreria.
      Vuoi mettere poi lo spazio guadagnato?
      Sid

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    3. capisco, hai abbandonato lo swiffer.. non so, forse alla fine è solo una questione di abitudine e prima o poi dovrò fare di necessità virtù. una curiosità, ma voi i files per l'e-book li comprate tutti originali o avete un sistema per trovarne qualcuno, diciamo così, al mercato nero?

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    4. Ultimamente acquisto e leggo volentieri ebook. Il risparmio è trascurabile, le novità sono ancora troppo care, se si considera che al termine della lettura non hai in mano nulla. Nemmeno il piacere di regalarlo alla figlia o alla moglie.
      Se il libro mi è piaciuto particolarmente, alla fine devo ammettere che avrei preferito avere tra le mani il volume. Insomma mi manca in quanto oggetto. Ma come dicevo nell'articolo, sono sensazioni destinate a scemare. Il libro non scomparirà, di questo ne sono sicuro, ma l'ebook è destinato a conquistare una grossa fetta di mercato. Ma non è una guerra, l'avvento degli ebook va visto come una nuova opportunità per i lettori.

      Ciao Uriah e Sid

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    5. I file per l'ebook?

      In rete si trova qualcosa gratis ma tutta roba vecchia oppure autori sconosciuti, altrimenti sei costretto a comperarli attraverso i soliti canali: IBS, Amazon, Libreria Universitaria ecc...

      Se trovi una edizione in PDF che di solito si scaricano gratis, poi lo trasformi in documento epub ( per fare questo devi avere un programmimo, Kalibre64 per esempio), e quindi lo scarichi sul ereader.
      Io al pc non riesco a leggere a lungo e allora faccio così.
      Comunque non c'è verso di risparmiare, gli ebook sono ancora troppo cari. Io per principio non spendo più sei sette euro.

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  2. E fai bene. Un editore di e book non ha i costi di stampa e magazzino (per citarne solo due) di un editore tradizionale, quindi un prezzo poco meno alto del cartaceo non ha giustificazione.
    Sui libri gratis. Poniamo che io sia un editore. Se stampo in e book il mio libro, ma tre secondi dopo me lo trovo clonato e/o comunque gratuito in rete, ben presto dichiaro fallimento.
    Ovviamente c'è chi pensa che ciò sia un bene di solito è chi ruota attorno al mondo della "pirateria", che, come quella marinara, è capace di ammantarsi di una certa etica, vera o costruita. Di solito il nobile fine è la "libera circolazione" delle idee.
    Io sono poco convinto.
    Se portata fino in fondo, questa idea conduce alla scomparsa di ogni filtro qualitativo (Calasso definiva l'editore come quello che rifiuta i libri) e, probabilmente in minor misura, quantitativo (scomparsa del libro di media tiratura e sopravvivenza dei soli megabestseller sopra una pletora di illustri sconosciuti letti da quattro gatti: prova ne sia che basta vendere poche decine di copie della propria opera per balzare in alto - seppur per breve tempo, nelle classifiche di Amazon, provare per credere).
    Si va insomma - ci stiamo andando, ci stiamo andando - verso un oligopolio in cui, accanto a (tralascio i non scrittori prestati alla scrittura, come Agassi per esempio, ma lui avrà i suoi "negri") l'autore spinto da questa o quella politica editoriale ben riuscita, oltre che dal proprio talento (che c'è: anche per scrivere un megabsteseller ci vuole talento, eccome), si troverà un minestrone di miniautori che capitalizzano il proprio accumulo di conoscenze allo scopo di trasformarli in propri lettori - e questo succede sia al livello dei circoli letterari più esclusivi come al livello dei gruppi di lettura /scrittura esistenti o nati dalla rete.
    Ora, se questo porta a far sì che "Rubrus" rimanga un autore sconosciuto, chi se ne frega (forse è meglio....), ma questo andazzo rischia di penalizzare autori meritevoli, ma non abbastanza interessanti nè per folle oceaniche di lettori nè per i quattro amici al bar che determinano il successo in questo o quell'ambiente. Insomma, secondo me, si va verso una letteratura a chilometro zero (mi pubblico e mi leggo e leggo i miei amici che pubblicano) in cui la fascia media si assottiglia sempre più - come avviene del resto nella società in generale.
    Esattamente il contrario di quello che vorrebbero i "pirati" (chiaramente mi riferisco a quelli in buona fede). Ma con estremismi e ideologie è sempre così: finiscono inevitabilmente per partorire il loro opposto.
    Del resto, la saggezza popolare dice che se qualcosa è gratis, sotto sotto la fregatura c'è.

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  3. sull'e reader: mmmm mmmmm mmm... non sono così d'accordo con la nota un po' irrisoria del commentatore. Se vedo o ascolto, dimentico, se faccio imparo. Il metodo sperimentale è il più efficace per apprendere e, mutatis mutandis, vale anche per la lettura. La materialità del libro di carta facilita l'apprendimento perchè più sensi sono stimolati a ricordare e apprendere (il libro elettronico ha altri pregi). Gli esiti della ricerca non mi sorprendono. C'è dietro tutto un mondo neurologico ancora da scoprire e, forse, in continuo, perenne mutamento.

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