lunedì 1 settembre 2014

SIDDHARTA (41) Pensieri Cinici Quoitidiani

A) – Superman.
Nella Grecia classica all’uomo sposato era consentito contemporaneamente di:
- tenersi una concubina in casa;
- frequentare le etère;
- avvalersi delle prostitute;
- mantenere un paidòs kalòs (  bel ragazzo ) fino alla maturità dietro educazione civica (! ).
Ammazza che forza…
E pensare che a me è sempre bastata e avanzata l’adorata Santippe!

B) – L’originale.
La donna non è altro che un uomo mutilato, dicevano gli antichi misògeni.
La trasposizione in altra lingua di un’opera letteraria per me è solo una mutilazione, un tradimento materiale ed emotivo.
Impossibile mantenere inalterati forma, significato profondo, tempi, scelta delle parole e delle espressioni originali.
Che restano semplice sentire ad arbitrio del traduttore.
Cioè un’opera altra.

C) – Il Patrono.

Sant’Agostino patrono dei contribuenti italiani ( 28 agosto, nessuno se n’è accorto neh… ).
Non sanno più cosa inventarsi.
Comunque con la pressione fiscale arrivata al 53%, parrebbe meglio cambiarlo con altro protettore…

SIDDHARTA

30.8.2014 



A) – Meraviglie del lobo.

Pare che la conoscenza umana faccia passi da gigante.
Secondo le scienze neurocognitive l’anima, lo spirito, la coscienza, il senso del divino, ecc. risiederebbero tutti in un apposito spazio dedicato sito nel lobo prefrontale del cervello.
Così come grosso modo l’emisfero dx presiede all’attività  c.d. umanistico-relazionale, mentre l’emisfero sx a quella tecno-scientifico-matematica.
Pertanto, tornando al nostro lobo prefrontale, nessun grido al miracolo del metafisico, ma semplicemente attitudine individuale più o meno sviluppata di una parte dell’organo umano < cervello >.
Con buona pace dei mistici o para-mistici che, invece di dialogare col Sempiterno come sbandierano, trattano in realtà con una devianza o alterazione fisiologica.
Tutto questo mi rallegra e consola, perché la mia spiccata attitudine all’interiorità emotiva non è frutto di una perigliosa chiamata misteriosa ma semplice scostamento o eccessività del mio cervello…
Quest’ultima rilevabile nella tendenza ad isolarmi dal prossimo e meditare-dialogare con me stesso nella pace del silenzio.
Un equivalente personalizzato della spinta eremitica di chi fugge a rinchiudersi a vita in monasteri e conventi in cerca di un equilibrio psicofisico gratificante per il proprio io.
Per me quindi senza dover ricorrere con rischi e pericoli a un Dio ed alla sua corte.

B) – Senza risposta.
Albert Camus ( 1913-1960 ) in “ Mito di Sìsifo,1942 ” : << La levata, il tram, le quattro ore d’ufficio o d’officina, la colazione, il tram, le quattro ore di lavoro, la cena, il sonno, e lo svolgersi del lunedì, martedì, mercoledì, giovedì, venerdì e sabato sullo stesso ritmo.. Soltanto che un giorno sorge il “ Perché? ” >>.
Una domanda senza risposta.
Non sarebbe il caso di suicidarsi?,  parrerebbe sottintendere…

C) – I non credenti.
Al tempo, i Gentili erano le genti diverse dagli ebrei, quindi pagani perché non credevano in Jahvè.
Avevano un loro spazio nel tempio di Gerusalemme ( atrium gentium = cortile del Gentili ), ove ebrei e non si radunavano per ascoltare la parola su Dio.
In Internet ( facebook, ecc. ) esistono diversi gruppi aperti e chiusi per il dialogo tra le varie confessioni, atei e agnostici sotto l’etichetta < Il cortile dei Gentili >.
Ma mi sembra che si tratti del solito < Cicero pro domo sua >: ognuno tira l’acqua al suo mulino…

SIDDHARTA
28.8.2014




A) – Costumi.

Nell’antica Roma era consentito al marito di divorziare dalla moglie anche se incinta, cedendola ad altro pretendente che la chiedeva in sposa, di solito per ragioni di casato o per legarsi in parentela.
La donna, anche quando aveva figliato più volte col nuovo partner, se questi moriva anzitempo, poteva chiedere all’ex marito di risposarla.
Ah, che tempi…




B) – Il piacere sessuale.

Nel mito greco, l’indovino Tiresia ebbe la sorte di essere prima uomo e poi donna.
Sorta tra gli dei la disputa se nel rapporto sessuale godesse di più l’uomo o la donna, i numi non trovarono di meglio che chiederlo a Tiresia per via della sua condizione privilegiata del doppio genere vissuto.
L’indovino sentenziò che il piacere sessuale fosse per il 90% appannaggio della donna.
Capito, neh…


C) – La guerra dei libri.
Recentemente ( febbraio 2014 ) a Londra è stata inaugurata la nuova sede della storica libreria Foyles: un palazzo di cinque piani, 3500 mq, duecento mila titoli pronti, 800.000 libri in magazzino, 80 librai addetti.
Tra le più grandi d’Europa.
Una festa per autori, editori, librai, lettori.
Ma su tutto incombe a mio parere l’e-book di Amazon & company.
Siamo alla frutta per il cartaceo…
( fonte: < I librai puntano al futuro > di Stefano Salis ).

SIDDHARTA

26.8.2014


A) – Nascite miracolose.
Ho già scritto altrove come le religioni aborrano pensare che un loro dio possa esser nato da femmina per via naturale.
Athena nacque già adulta e armata dalla testa o dal polpaccio del padre Zeus.
Gesù per inseminazione divina da vergine rimasta vergine e poi assunta in cielo.
La nascita del beato Buddha è altrettanto miracolosa.
Così recitano le strofe del poema epico Buddhacarita:
La regina madre < ricevette senza impurità il frutto del suo grembo >, < prima di concepire vide in sogno un maestoso elefante bianco penetrare nel suo corpo, e tuttavia non ne provò alcun dolore >.
< Allora dal fianco di quella regina nacque senza dolore o malessere un figlio per il benessere del mondo >.
La sua nascita (del Buddha ) fu uguale a quella di tante mitiche divinità storiche: < dalla coscia, da una mano, dalla testa, dall’ascella > di altrettanti dei.
Da quanto sopra, non è chi non veda le reciproche, chiare contaminazioni nel tempo da un credo all’altro, da una leggenda all’altra.

B) – Solitudine.
Un’Amica di Facebook ha scritto < Sono piccola e non so giocare, non consideratemi più! >.
Come a dire sono morta al mondo.
Tipico atteggiamento dei mistici rinchiusisi nei monasteri...
Ad un certo punto della vita viene a tutti questa sorta di atteggiamento nichilista a contrappasso delle continue aggressioni esistenziali.
Ma è solo un grido di aiuto nella speranza di non perire del tutto.
Ci sarà pure qualcuno che commosso e compassionevole si accorgerà di me, pare dire la mia conoscente virtuale.
Che fare allora?
Niente, carissima Amica: sei sola e sola resterai, perchè al di là delle vuote parole di conforto nessuno tenderà una mano.
Teresa d'Avila accorata ebbe ad urlare < in cento mi hanno aiutato a cadere e nessuno a rialzarmi >.
Questo è il nostro destino.

C) – Memoria corta.
Ai deboli di memoria o memoria corta, vorrei ricordare che lo Stato Città del Vaticano a suo tempo ebbe a stipulare regolari improvvidi Trattati/Concordati diplomatici con gli allora Stati nazi-fascisti europei: Italia di Mussolini ( 1929 ), Germania di Hitler ( 1933 ), Portogallo di Salazar ( 1940 ), Spagna di Franco ( addirittura nel  1953! ).
Alla faccia della democrazia dei popoli…
Un vizio duro a morire, malgrado l’esperienza disastrosa.
Più fascisti di così si muore! 
Vorrei però precisare che tali alleanze furono dettate forse più da esigenze di blocco anticomunista che di effettiva convinzione di campo.

SIDDHARTA

23.8.2014


A) -Quasimodo.

Gli esami di Stato del 2014 ( non più chiamati di < maturità >, forse perchè i nostri giovani ormai non maturano più o maturano già a quattordici anni ) su sette tracce ( eh, modernizziamoci diamine, macchè < temi > come una volta… ) di italiano, sei erano di attualità e storia ed una sola di letteratura ( una poesia di Quasimodo ).
E appena il 4% degli studenti si è avventurato su tale tema.
La cosa mi stupisce pensando a come, una volta invecchiati, gli italiani si scoprano invece tutti scrittori, poeti, artisti della penna tanto da intasare le patrie pagine, con risultati a dir poco disastrosi…
Lettori no, siamo i peggiori in Occidente e forse nel mondo!


B) – Umorismo.
“ Un uomo, al quale si chiedeva perché non piangesse ad un sermone in cui tutti versavano calde lacrime,
rispose < Io non appartengo alla Parrocchia! > ”.
( da < Il riso > di Bergson - 19

C) – Ancora sulla poesia.
L’intuizione-ispirazione poetica è ciò che rende valida e duratura l’opera letteraria.
Che altrimenti si ridurrebbe a mera tecnica del linguaggio, arida esposizione.

SIDDHARTA

7.8.2014


A) – La vanità.
Sulla vanità sono stati versati fiumi d’inchiostro.
Secondo un noto filosofo francese, essa è un vizio che affonda le radici nella società civile,  un’ammirazione di se stessi poggiata sull’entusiasmo che si crede aver suscitato nel prossimo.
Essa è la madre di tutti gli altri vizi umani perché tendono a soddisfarla.
Dannosa al singolo ed alla società, si connota per il senso del ridicolo e conseguente derisione da parte dei consociati.
Per lo più la vanità è massima nei poeti e nei letterati in genere.
Mettendo la propria < arte > al di sopra di ogni cosa, essi tendono a solennizzarla.
E quanto più sono ciarlatani, tanto più si credono investiti dal sacerdozio versificatorio, esigendo che ci si inchini alle loro trombonate.
( libero e rispettoso adattamento da < Il riso > di Bergson ).

B) – Un po’ di umorismo.
1 – Dio non può essere onnipotente perché non potrebbe mai uccidere un suo Simile… ( Bergson ).
2 – Mio fratello ed io eravamo due gemelli monozigoti.
Poco dopo la nascita, ci misero entrambi a fare il bagnetto in una tinozza.
E mio fratello vi morì annegato.
Però non si seppe mai se a morire fui io o lui, per cui io ora potrei essere mio fratello… ( Samuel Clemens – 1835-1910, di cui non vi dico il nick così sarete costretti ad andare a cercarvelo ).

C) – Colore.
Ci ho un parente stretto, sacerdote, che ha il pallino del Guatemala/Nicaragua, nel senso che s’impegna da noi a raccoglier fondi per quelle popolazioni in difficoltà economico-strutturali. Alla mia domanda...


perché non s’ingegnasse invece a favore degli africani altrettanto bisognosi, mi rispose con un < brrr… per carità  >, accompagnandosi con un gesto di ribrezzo.
Talora ho avuto a tavola dei neri del centro Africa, con sommo disappunto dell’adorata Santippe che non si rassegna alla diversità di colore, costumi e tradizioni.
Ricordo ancora lo scalpore suscitato nel 1944 a Napoli per la nascita di un nero da una donna bianca locale.
Frutto di una relazione illegittima o di violenza carnale durante la breve occupazione afro-anglo-americana della città.
Ne sortì addirittura una canzone, la tammurriata nera, con successo di portata nazionale.
Le differenze somatiche, che ci ricordano la discendenza antropologica originaria, sono mal digerite a tutti i livelli anche da noi.
Ricordo che quand’ero in servizio lavorativo, da giovane, mi trovai a dover spiegare ad un nero, elegante e colto, certe procedure amministrative.
Inconsciamente cominciai a parlargli con gesti manuali e proposizioni col verbo all’infinito.
Al che lui mi rispose in perfetto accento fiorentino d’essere sposato, medico e di operare nella zona.
Mi vergognai di me stesso.
Per fortuna oggi la Cassazione ha ritenuto ingiuria razzista dare dello < sporco negro > ai colored.
Caroselli della Mira Lanza con il lamentoso pulcino Calimero ( < qui tutti ce l’hanno con me perché io sono piccolo e nero > ) o canzoni come < Angeli negri > ( io sono un povero negro ) di Fausto Leali non sarebbero più possibili: una conquista di civiltà.
Anche se il razzismo è riaffiorato in questi giorni con Tavecchio, candidato in corsa alla presidenza della FIGC, per il quale taluni neri/negri da mangiatori di banane sono ora titolari in squadre calcistiche italiane.
L’inconscia rimozione dell’appartenenza a < razza diversa > la notiamo persino nella religione.
Laddove l’ebreo Gesù, dai tratti semitici, da noi viene rappresentato per lo più biondo, con gli occhi azzurri, di alta statura, predicatore dalla voce flautata o altisonante ( o addirittura stentorea… ).
D’altra parte è improbabile che Dio, a nostra immagine e somiglianza, per Teresa d’Avila e altri mistici dell’Occidente potesse mai essere nero.
Tutt’al più, per Teresa, moro, come un hidalgo della sua terra…

SIDDHARTA 6.8.2014  

15 commenti:

  1. La vanità si manifesta in molti modi, anche la modestia per esempio quando si fa reticenza e...
    Parafrasando Padre Pio oserei dire che siamo tutti in punto di vanità, la differenza consiste che qualcuno lo è di più.

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  2. Gli italiani che leggono almeno un libro all’anno sono circa 24milioni (il 42% della popolazione tra i cinque e i novant’anni). Le statistiche però non comprendono il lettori di quotidiani, riviste e soprattutto non è possibile quantificare quanto si legga nella rete. Secondo me si legge molto più di prima, ma il problema principale resta la qualità della lettura e non la quantità.
    Purtroppo sono considerati forti lettori anche quelli che leggono un Harmony la settimana, quelli che leggono solo fantascienza, thriller e via discorrendo. Il problema è che cavolo si legge e quanto si percepisce. Conosco emeriti cretini che hanno alle spalle letture intelligenti, e persone con tanto senno che leggono soltanto di straforo il giornale al bar.

    Per quanto concerne la poesia, ritengo che lo studio approfondito delle materie letterarie dovrebbe sconsigliare, scoraggiare la stragrande maggioranza a non scrivere in versi e in prosa, e non il contrario.

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  3. In una botta sola sei riuscito a mettere in dubbio la verginità della Madonna e condannare i Patti Lateranensi. L'estate grama ti fa bene, stai in perfetta forma :-)

    Sulla solitudine non saprei che dire, io sto bene anche da solo.

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    1. Che dire, sul dogma della verginità perpetua di Maria, madre di Gesù, le stesse gerarchie ecclesiastiche delle varie confessioni si sono divise nel tempo.
      Sui Patti Lateranensi da taluni capoccioni si grida ancora allo scandalo, quantomeno costituzionale...
      Sid

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  4. Serenella Tozzi25 agosto 2014 13:39

    Salve! Ben trovati.
    Sulle nascite miracolose forse il tutto si potrebbe spiegare col fatto che le storie religiose le scrivono gli uomini.
    I Patti Lateranensi fin da piccola li ho sempre considerati importanti (studiavo dalle suore e ricordo come me li presentassero con gravità). Però, in effetti, importanti li sono stati davvero, perché chiusero un contenzioso fra Stato e Chiesa che durava da quasi cinquanta anni.

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  5. Se Tiresia non ha ragione, segno che le donne sanno fingere molto bene :-)

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  6. Serenella Tozzi29 agosto 2014 15:59

    A) - Costumi. Nell'antica Roma si poteva porre fine ad un matrimonio per "accordo consensuale" o per volontà unilaterale di uno dei due partner. Formalmente non vi era bisogno di una motivazione, né dell'intervento di una autorità statale o giuridica. La formula tradizionale di un divorzio unilaterale era: "tuas res tibi habet oder tuas res tibi agito" ("prenditi le tue cose", oppure "occupati delle tue cose").
    Nella prima parte della storia della repubblica, ma anche in quella intermedia, i casi di divorzio furono assai rari; il primo a noi noto risale al 30 a.c.

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  7. Serenella Tozzi29 agosto 2014 16:04

    A) - Meraviglie del lobo. Oggi come oggi, che ovunque ti giri vedi disastri e poche speranze, Camus proporrebbe dunque un suicidio di massa...
    In quanto al cervello, siamo così fragili che potrebbe bastare ricevere una botta in fronte per diventare delinquenti.

    Questo commento è apparso, fuori luogo, in un'altra pagina dei pensieri cinici. Lo riporto qui, nella sua sede. Spero che Franco cancelli l'altro.

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  8. Serenella Tozzi2 settembre 2014 16:19

    C) – Il Patrono.
    Sant'Agostino era uno stoico e, si sa, la filosofia degli stoici considerava un'arte il soffrire.
    Evidentemente anche il cittadino italiano è uno stoico, visto che non nasce nessuna rivoluzione a contrastare l'andazzo politico con il 53% di pressione fiscale.

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  9. L'originale?
    Sono d'accordissimo. Se posso scegliere preferisco leggere in lingua originale, anch'io diffido delle traduzioni. Anche se poi... a pensarci bene leggo di tutto.
    Durante le vacanze mi sono pappato due libri pesantucci: Emma della Austen e le Memorie di Barry Lyndon di un'altro inglese dal nome impronunciabile, e per sorbetto, giusto per rifarmi la bocca , l'ultimo di Carofiglio. Errore gravissimo, ho ancora l'amaro in bocca, è una fregatura solenne. Un'altra verità, non ve lo consiglio, sono soldi buttati. per fortuna avevo acquistato l'ebook. Ma sempre caro lo stesso.
    MI sto rifacendo la bocca, si fa per dire, con Paolo Nori. Mi raccomando Epi, non leggere Paolo Nori, altrimenti ti prende un infarto, tanto il suo italiano è strampalato.

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    1. Caro Franco, devo confessarti che oggigiorno provo un senso di malessere quando devo comprare un libro di letteratura, ancorchè < promozionato > da firme celebri.
      Temo di trovarmi tra le mani una schifezza modernista, almeno per i miei gusti, e d'aver buttato via i soldi.
      Ad esempio < La solitudine dei numeri primi >, tanto decantato all'epoca, m'è caduto dalle mani ancor prima di metà lettura e così per altri romanzi.
      Con la poesia le cose vanno ancor peggio: spesso penso che a certi autori sia andato di volta il cervello...
      Ma io purtroppo sono della vecchia guardia, abituato a cercare soprattutto di capire cosa si scrive...
      Sid

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  10. B) sull'Originale Traduzioni: segnalo questo articolo (che mi trova d'accordo) http://italiadallestero.info/archives/17063. Del resto quanti parlano e leggono correntemente, per esempio, il russo?

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    1. Serenella Tozzi4 settembre 2014 17:02

      Davvero interessante questa intervista ad Umberto Eco, molto preziosa; viene
      da condividere tutto quello che afferma e, in particolare, sottolineerei le parti : "Per chi si deve scrivere?.."; "Oggi si pubblicano moltissimi libri..."; "Cos’è più importante, insegnare a scrivere o a leggere?".
      Per quanto riguarda la sua opinione sulle traduzioni apre senz'altro uno spiraglio ottimistico sul problema; certo non tutti i traduttori potranno essere seri e preparati, ma le case produttrici e gli autori stessi dovrebbero ben conoscere quel che offre la piazza.
      Sono meno ottimista, invece, sull'evoluzione della lingua italiana: troppo provincialismo che ne fa adottare termini stranieri, per lo più inglesi, là dove esistono termini altrettanto efficaci in italiano, la stoltaggine di togliere la "m" davanti a taluni termini (come "comproduzione" che sta diventando coproduzione ad esempio); senza parlare del disuso del congiuntivo.

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    2. Eco è persona che venderebbe l'anima al diavolo pur di piazzare planetariamente i suoi libri.
      Commercialmente non gli do torto: tutti siamo corruttibili, è solo questione di prezzo.
      La trasposizione in celluloide de < Il nome della rosa > è stata una sua condivisione pubblicamente sostenuta come scelta d'interesse.
      Io insisto: quando scrivo una poesia, ogni singola parola per me riveste un significato, un suono, una rispondenza del tutto unici e personali.
      Nessuna traduzione sarebbe in grado di rispettarli.
      Sid.

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  11. ah be', caro Sid, sulla poesia è impossibile darti torto. Non si può tradurre esattamente "spleen", per esempio, o riprodurre il "blanck verse" (come l'esametro). Però che si fa, si rinuncia a Virglio o Shakespeare? Insomma, come sempre, si fa quel che si può. Mica si possono conoscere tutte le lingue del mondo. Sulla prosa si può essere meno rigorosi.

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