martedì 30 settembre 2014

Lamarque Vivian - Galleria di Poeti Contemporanei - ovvero - Poeti del XXI° secolo dall' A alla Zeta


La poesia di Vivian Lamarque  e’ immediata e si comprende subito, poi pero’ ci resta attaccata addosso facendoci rimuginare sull’esistenza peculiare delle semplici cose, dove la nostra vita frettolosa inciampa.
La signora dell'ultima volta

L'ultima volta che la vide non sapeva che era l'ul-
tima volta che la vedeva.
Perchè?
Perchè queste cose non si sanno mai.
Allora non fu gentile quell'ultima volta?
Sì, ma non a sufficienza per l'eternità.

Vivian Lamarque è nata a Tesero (Trento) nel 1946. A nove mesi cambiò città e famiglia, a quattro anni perse il secondo padre, a dieci scoprì di avere due madri e scrisse le prime poesie. Dall'età di nove mesi vive a Milano, dove ha insegnato per molti anni. Ha lavorato come insegnante e tradotto Valéry, Baudelaire, Prévert, La Fontaine, Céline, Grimm e Wilde. Fa parte della Giuria Nazionale di Diaristica. Su Sette, inserto settimanale del Corriere della Sera, ha tenuto la rubrica Gentilmente, raccolta poi in volume da Rizzoli. La sua attività artistica è assai poliedrica: la sua prima raccolta poetica, Teresino, ha vinto nel 1980 il Premio Viareggio Opera Prima. Ha pubblicato poi Il Signore d'oro, Il Signore degli spaventati e Poesie dando del Lei. Del 1996 è Una quieta polvere. È autrice di 15 libri di fiabe e ha vinto il Premio Rodari (1997) e il Premio Andersen (2000). Ha una figlia e una nipote. Gran parte della sua produzione poetica è stata raccolta nell'Oscar Mondadori Poesie 1972-2002.

lunedì 29 settembre 2014

Musica appropriata - Serenella - Scrittura creativa

SCRITTURA CREATIVA
Scrivi un testo basandoti su questi elementi: 
LUOGO: Una spiaggia deserta - ORA: il tramonto - STAGIONE: estate - PERSONAGGI DEL DIALOGO: un uomo di mezza età, una ragazza poco meno che trentenne - ALTRI ELEMENTI: si sono conosciuti da qualche giorno ma è la prima volta che si incontrano per una passeggiata, da soli. Lui pensa di essere innamorato di lei ed ha deciso di dirglielo. Lei è perplessa. E’ molto più giovane e soprattutto ha avuto una grande delusione sentimentale e non ha intenzione di sbagliare ancora. Un pescatore, quasi in riva al mare sta aggiustando una rete da pesca. Da un baretto di legno sulla spiaggia, deserta, arriva una musica dolce …


Musica appropriata


Dalla finestra del piccolo bar sulla spiaggia, oltre alle note di "Strangers in the night", cantate dalla voce suadente di Frank Sinatra, uscivano bicchieri, piatti e stoviglie varie gettate da una mano evidentemente molto adirata, oltre che ferrigna.
L'effetto era bizzarro nel contrasto con la musica.
La coppia che stava passeggiando lì nei pressi si fermò sbigottita, poi, l'uomo, un omone di mezza età, gagliardo e vigoroso, trascinò quasi di peso la ragazza lontano da quello scompiglio.

domenica 28 settembre 2014

L'OMBRA di David Hobbs - Rubrus

Quanto al romanzo "L'ombra" dell'esordiente Roger Hobbs


Allora, diciamocelo: non sarà un capolavoro di narrativa, ma è un buon romanzo "crime" - apprezzabile soprattutto per chi ama il genere - e, se la valutazione è un po' generosa, si consideri che pare che l'autore abbia solo ventidue anni. Due note telegrafiche. La prima: in quarta di copertina si legge che Hobbs è stato scoperto dall'editor di Carver e Mc Carthy (e si sente. oh se se si sente.... e la parentesi su quanto gli editor debbano ficcare il naso nelle versioni originali non la apro). La seconda (repetita iuvant): l'autore è stato scoperto dall'editor di Carver e Mc Carthy - quindi oltreoceano esistono degli editor che si occupano anche dei "signori nessuno" esordienti e li sponsorizzano pure. Non c'è bisogno di una terza nota, vero?

(Rubrus)

sabato 27 settembre 2014

Blogroll di casaframe - Polititico, parla come mangi. - Philippe Daverio



http://www.quotidiano.net/


Politico, parla come mangi
La crisi della nostra democrazia potrebbe essere linguistica. Se, come sosteneva la scolastica di Guglielmo da Ockham agli albori del Trecento...
Philippe Daverio

LA CRISI della nostra democrazia potrebbe essere linguistica. Se, come sosteneva la scolastica di Guglielmo da Ockham agli albori del Trecento, «nomina sunt consequentia rerum», che pensare di cose italiane che trovano nel politichese solo parole inglesi per essere definite?

mercoledì 24 settembre 2014

CORE ‘NNAMMURATO - Eugenio Gambardella - Poesia napoletana



CORE  ‘NNAMMURATO


Vedimmece cchiu’ tarde
a primma sera
quanno tramonta ‘o sole
mmiezo ‘o mare…
te voglio parla’ ‘e nuje
cu’ ddoje parole,
sincere, comm’ ‘o core
‘nnammurato;
te voglio fa’ capi’,
bellezza rara,
che simmo nate apposta
pe’ sta’ ‘nzieme;
vedimmece cchiu’ tarde
a primma sera.

               

Dicembre 2000                                                                                 E. Gambardella

martedì 23 settembre 2014

Gino Paoli - ... e sono ottanta - Buon compleanno


Gino Paoli (Monfalcone23 settembre 1934)

Senza fine, 
tu trascini la nostra vita, 
senza un attimo di respiro 
per sognare, 
per potere ricordare 
quel che abbiamo già vissuto. 

Senza fine, 
tu sei un attimo senza fine, 
non hai ieri e non hai domani 
tutto è ormai 
nelle tue mani, mani grandi 
mani senza fine. 

Non m'importa della luna, 
non m'importa delle stelle. 
Tu per me sei luna e stelle, 
tu per me... sei sole e cielo, 
tu per me sei tutto quanto, 
tutto quanto... voglio avere. 

. . . . . . 

Non m'importa della luna, 
non m'importa delle stelle. 
Tu per me sei luna e stelle, 
tu per me sei... sole e cielo, 
tu per me sei tutto quanto, 
tutto quanto voglio avere. 

Senza fine, 
la la là la la là la là la 
[sfumando] 
la la là la la... 

lunedì 22 settembre 2014

UN INCONTRO CHIAVE - frame - Scrittura creativa

SCRITTURA CREATIVA

Scrivi un testo basandoti su questi elementi:

LUOGO: Una spiaggia deserta - ORA: il tramonto - STAGIONE: estate - PERSONAGGI DEL DIALOGO: un uomo di mezza età, una ragazza poco meno che trentenne - ALTRI ELEMENTI: si sono conosciuti da qualche giorno ma è la prima volta che si incontrano per una passeggiata, da soli. Lui pensa di essere innamorato di lei ed ha deciso di dirglielo. Lei è perplessa. E’ molto più giovane e soprattutto ha avuto una grande delusione sentimentale e non ha intenzione di sbagliare ancora. Un pescatore, quasi in riva al mare sta aggiustando una rete da pesca. Da un baretto di legno sulla spiaggia, deserta, arriva una musica dolce …

font: http://www.oggiscrivo.it/




UN INCONTRO CHIAVE




Il sole esausto, ma ancora minaccioso, cercava un varco tra le fresche valli dei Monti Sibillini, mentre sulla spiaggia ormai deserta, Mario spegneva gli ombrelloni uno ad uno senza affanno, quasi con rassegnazione. L’estate era breve su quel tratto di costa selvaggia e l’hotel alle sue spalle si sarebbe svuotato entro pochi giorni.

«Quando parti?» domandò il Signor 48.
«Domani mattina.» rispose la Signorina 29.


Blogroll di casaframe - In fabula - Libri perduti




Oggi vi voglio segnalare In fabula, un blog davvero delizioso e interessante. Ci sono arrivato rovistando tra le preferenze del nostro amico Giuseppe Barreca, il quale si muove con estrema disinvoltura sul web, dimostrando buon gusto e fiuto eccezionale. Gli interessi del blog sono rivolti tra l'altro alla scoperta e riscoperta di testi un po' particolari e cioè:



In fabula - Libri perduti

Esistono i Classici della letteratura. Esiste poi la letteratura di consumo. Al di fuori di questo sistema che ci è consueto, troviamo costellazioni di piccoli tesori remoti: libri e libretti dimenticati che tuttavia ancora sanno parlarci con gli stessi toni profondi e struggenti di un tempo. Lo scopo del mio canale è provare a dar voce a queste piccole gemme con la speranza che un giorno possano tornare a circolare in nuove e più reperibili edizioni.Grazie di cuore a tutti coloro che passeranno di qui.
(leggi profilo completo)


FONDAMENTA DEGLI INCURABILI

Iosif Brodskij

Adelphi (1989)

[...] Brodskij si reca a Venezia solo d’inverno per evitare i turisti così che il suo sguardo d’esteta, di cultore del bello possa camminare senza inciampare in disarmonie umane. Muoversi a Venezia è come muoversi in un labirinto e di questo intrico di vie, ponti, case e canali Brodskij con la sua scrittura disegna una mappa, frantumando il racconto in un incedere discontinuo, fatto di susseguirsi di prose, di capitoletti che ondeggiano come sul mare. Brodskij di Venezia ci dice davvero moltissime cose sublimi e di tutte queste bellissime considerazioni io proverò ad esplicitarne solo due: vorrei cioè provare a spiegarvi perché per Brodskij, Venezia è innanzitutto la città “dell’occhio” e “dell’acqua”...


Giuseppe Barreca ha condiviso inizialmente questo post
Mi piace l'idea della bellezza come eterno presente, come un ideale senza tempo. È curioso che lo si dica di Venezia, una città destinata alla scomparsa sin dalla sua fondazione, nata com'è sull'acqua e dentro l'acqua. Pensare che la bellezza sia imperitura dà fiducia al nostro animo da moscerini. Forse è vero che lo spazio è il regno della bellezza, non il tempo. Forse per questo Venezia, città peritura per antonomasia, ha ispirato un così gran numero di opere d'arte. Perché gli artisti avevano fretta di ritrarla o descriverla nella sua mortale bellezza temendo che potesse scomparire da un momento all'altro. E così l'hanno resa eterna. Mi procurerò il libro....




domenica 21 settembre 2014

Leonard Cohen - Buon compleanno


Leonard Norman Cohen (Montréal, 21 settembre 1934) è un cantautore, poeta, scrittore e compositore canadese. È uno dei cantautori più celebri, influenti e stimati della storia della musica.





 SUZANNE
[...] Ora Susanna ti prende la mano
E ti conduce al fiume
Lei veste stracci e piume
Provenienti dalle casse dell'Esercito della Salvezza
Ed il sole cola come miele
Sulla nostra signora del porto
E lei ti mostra dove guardare
Tra la spazzatura e i fiori
Ci sono eroi tra le alghe marine
Ci sono bambini nella mattina
si sporgono in cerca d'amore
si sporgeranno cosi per sempre
Mentre Susanna tiene lo specchio
E tu vuoi viaggiar con lei
E vuoi viaggiare ciecamente
E sai che puoi crederle
Perche lei ha toccato il tuo corpo perfetto con la mente.




Leonard Cohen sulla Poesia – da un’intervista rilasciata ad Arthur Kurzweil per The Jewish Book News Interview
“Nella sua forma più pura, la poesia è come il polline delle api. Ecco la mia idea della poesia. Il miele della poesia è dappertutto. E’ negli scritti del National Geographic, quando un concetto è assolutamente chiaro e bello; è nei film; è dappertutto, perché ciò che noi chiamiamo ‘poesia’ ha un significato davvero universale. Poesia è quando qualcosa suona in maniera particolare. Forse non sempre possiamo definirla poesia, ma quel che sperimentiamo in determinati momenti è poesia. E’ qualcosa che ha a che fare con la verità e il ritmo e la fede e la musica. Da ragazzino ero completamente affascinato da questa materia. Me ne innamorai nel momento stesso in cui ne feci la conoscenza. Quando m’imbattevo in qualcosa che era espressa in modo particolare, mi sentivo capace di abbracciare il cosmo intero. Non soltanto il mio cuore: ogni cuore ne veniva coinvolto, e la solitudine svaniva e mi sembrava di essere l’unica creatura triste nell’universo. E questo dolore era… giusto! Non solo era giusto, ma mi permetteva di raggiungere il sole e la luna. Più tardi mi dedicai alla musica pop perché capii che in quella sfera meglio avrei potuto manifestare tali sensazioni. Scrivere non mi bastava più: io la poesia volevo viverla.”




Come la nebbia non lascia cicatrici
sul verde cupo della collina,
così non ne lascia il mio corpo su di te, né mai ne lascerà.
Quando il vento e il falco s'incontrano,
che cosa rimane di duraturo?
Allo stesso modo ci incontriamo,
io e te,
per poi rigirarci e dormire
Come tante notti resistono
senza la luna né una stella,
così anche noi resisteremo,
quando uno di noi sarà via, lontano.


As the mist leaves no scar
On the dark green hill,
So my body leaves no scar
On you, nor ever will.

When wind and hawk encounter,
What remains to keep?
So you and I encounter,
Then turn, then fall to sleep.

As many nights endure
Without a moon or star,
So will we endure
When one is gone and far.




venerdì 19 settembre 2014

Poesia dialettale - Pietro Zurlo


ADDO’ STANNO ’E PANNE SPASE
***di Pietro ZURLO***

Quanno vaco p’’o paese
giro e vvoto int’e vviarelle
addò steveno ’e nnennelle
’nfaccia ’e pporte a suspirà.
Sti figliole de na vota
aspettavano ’e guagliùne;
le bastava na guardata
pe’ ffa ’e core sparpetià.
Mo, addò stanno ’e panne spase
può truvà quacche figliola,
d’’o barcone ghiesce e trase,
pronta pe’ vuttà na viola.
Tutto passa, tutto cagna
chillu tiempo chiù nun torna;
chistu core mo se lagna:
giro e voto p’’e truvà.
P’’e feneste tutte 'nchiuse
quacche d’una è aperta ancora,
chi s’affaccia è quacche mamma
ch’è rimasta triste e sola.
Casarelle d’’o paese...
quanta suonne tengo 'nchiuse;
addo steva Maria-Agnese
mo ce stanno doje albanise.
E addò steva Catarina
che aracquava ’e sciur’e rose
mo ce stanno ’e marucchine
ca so’ tutte n’ata cosa.
Ma l’ammore nun vo’ scuse
p’’e sti case d’’o paese
addò vire ’e panne spase
sta chi sonna ’o lietto ’e sposa.

PICCOLO GLOSSARIO:
-Nennelle= Ragazze;
-Sparpetià= Struggersi d'amore;
-'E panne spase= Panni stesi ad asciugare;
-D''o barcone= Dal Balcone;
-Se lagna= Si lamenta;
-Cjhe aracquava= Cjhe innaffiava;


La poesia contemporanea secondo Siddharta

Siddharta e la poesia dei modernisti infuturati
Clima da baraccone al CdP: “Qualsiasi delitto letterario si possa commettere, si troverà sempre un suo qualche estimatore. Così in poesia, che per quanto ricca di assurdità etico-estetiche viene comunque esaltata come fenomeno imperdibile ( per me da … baraccone ).

 Continua la campagna del nostro Sid (alias Epitteto, fra Salimbene, Eubilide eccetera) contro certa poesia contemporanea, per la quale ha coniato un neologismo di sicuro effetto. 
L’autore dei Pensieri cinici quotidiani, opinionista molto seguito sul web, nonché autorevole socio del Club dei poeti.it, lancia strali anche contro coloro che applaudono e inneggiano autori et opere esposte in vetrina, che secondo lui, sono di una poetica aberrante, inconcludente, incredibile grammaticalmente e sintatticamente, prosasticamente incomprensibile....

giovedì 18 settembre 2014

E, dopo Sherlock Holmes e Hercule Poirot, poteva mancare Philip Marlowe? - Rubrus


Si era accennato su queste pagine virtuali al ritorno - chiaramente per mano di altre penne - di detective letterari costituenti pietre miliari nella storia di questo tipo di narrativa.
Dopo  Sherlock Holmes e Poirot, ecco il turno di Philip Marlowe, il detective che meglio incarna la hard boiled school classica. http://www.panorama.it/cultura/libri/il-nuovo-philip-marlowe-che-piace-a-stephen-king/
Ovviamente ci si pone la domanda: può esistere un Marlowe senza Chandler? e naturalmente se ne può discutere all'infinito senza venirne a capo. Idem per quanto attiene alle ragioni commerciali sottese a siffatte operazioni.
King - che non è certo un scrittore noir - dice di sì, ma penso che il suo giudizio sul punto possa e debba essere preso con le dovute cautele.
Vero è che King (oltre ad un apocrifo sherlockiano, secondo me non brillantissimo) ha scritto un bel racconto in stile chandleriano ("L'Ultimo caso di Umney") ma con contenuto kinghiano.
Vero è che lo stile hard boiled è, almeno all'apparenza, facile da imitare.
Vero è, infine e però, che tra originali e copie, la gente di solito sceglie gli originali - e probabilmente fa bene.
Difficilmente, credo, si potrà superare il delizioso Triste, solitario y final di Soriano, in cui Marlowe ricompare in un romanzo del tutto peculiare.
Comunque, come dicevano, mi pare, gli scettici, epokhè . Almeno fino alla lettura.


martedì 16 settembre 2014

Lettere a un giovane poeta (1903) - Rainer Maria Rilke


 «Chiedetevi nell'ora più silenziosa della notte: devo scrivere? Scavate dentro di voi per una risposta profonda. E se la risposta sarà affermativa, allora fondate la vostra vita sulla base di questa necessità». 

E’ una lettera che gronda saggezza, intelligenza e grandezza d’animo, leggo in un commento trovato sul web dove il lettore si domanda giustamente se la ricetta di Rilke sia ancora valida dal punto di vista sociale o non sia invece condizionata da un romanticismo dei bei tempi andati […]Oggi, con centinaia di migliaia di persone ormai perfettamente in grado di seguire le indicazioni di Rilke, il consiglio andrebbe forse addirittura ribaltato in “creati le relazioni ed entra subito nel gioco, se poi l’arte dovesse davvero arrivare, tanto meglio”.
Il dubbio è legittimo e il riconoscimento del valore artistico da parte del pubblico è quasi sempre decisivo, ma talvolta il successo è effimero e non di rado a questo segue il silenzio e l’oblio. Il messaggio di Rilke, quindi, è ancora attuale e in questo epistolario, destinato al giovane poeta Kappus e scritto tra il 1903 e il 1908, ci sono importantissime argomentazioni riguardo la natura della poesia e della prosa,il ruolo dello scrittore e il significato della vita, ma soprattutto il modo in cui un poeta deve approcciarsi ai propri versi, lasciandoli cantare e ascoltandoli come se fossero versi di qualcun altro.
In fondo questo non è altro che un invito alla modestia, alla semplicità nel porgersi senza pretese, nel mostrare i propri sentimenti senza vergogna. Che cosa spinga poi un uomo a mettere in piazza i propri sentimenti... be', questo è un altro argomento interessante, che sarà oggetto di una prossima discussione.
(frame)

lunedì 15 settembre 2014

Formula dell'approvazione letteraria - Rubrus




Blogroll di casaframe - Il blocco dello scrittore! Che fare?

IL GIORNALE.IT

Il "blocco creativo"? È sempre meglio che scrivere male
C'è chi telefona agli amici, chi arruola adulatori, chi fugge in bici. Ma anche lasciar perdere spesso è una buona idea


Mantova - Cosa fare quando la storia s'inceppa, le idee si azzerano o il foglio di Word sul computer resta bianco? Cosa fare quando l'Autore di Successo ha un blocco alla creatività? Si prendono, a esempio, tre Autori di Successo e si organizza una seduta di autoanalisi collettiva al Festivaletteratura.
Luigi Mascheroni - Dom, 07/09/2014 - 08:38

venerdì 12 settembre 2014

T’ARCORDA di Manrico Bacigalupi - poesia dialettale


T’ARCORDA 

Quando un po’ pu adrè che spuntea er sole,
sortea i bo’ , da a stala, ligà ar zogo ,
con atacà r’barocio e le …cicale
che l’arcontea de nautro dì de fogo ?

Intorno al fuoco - Rubrus - narrativa


«Attenta agli striscianti notturni».
Udimmo i passi di Barbara frusciare tra l’erba, poi fermarsi.
«Che roba è?» chiese dal buio.
Roberto esitò, agitando con uno stecco la brace del fuoco morente.
«Vanno in giro di notte. Si orientano col calore del corpo. Non li senti finché non ti mordono».



giovedì 11 settembre 2014

Loi Franco - Galleria di Poeti Contemporanei - ovvero - Poeti del XXI° secolo dall' A alla Zeta


Poeta, saggista e critico, Franco Loi è nato a Genova il 21 gennaio 1930, ma vive dal ’37 a Milano, città di cui ha abbracciato il dialetto come cifra della propria vena poetica, coniando un linguaggio vernacolare ibrido che attige a piene mani da idiomi, gerghi e idioletti raccolti negli ambiti popolari e proletari della città e dell’hinterland. Dopo aver fatto l’operaio ed essersi diplomato in ragioneria, dal 1960 al 1983 Franco Loi si impiega all’ufficio stampa della Mondadori. Attualmente collabora al supplemento culturale della domenica de Il Sole-24 Ore. Incomincia a scrivere a 35 anni e la prima pubblicazione di alcune poesie avviene nel 1972 sull’Almanacco dello Specchio. Successivamente pubblica una ventina di libri con raccolte di poesie o poemi, fra cui ricordiamo: Strolegh, Teater, L’Aria, Liber, L’Angel, Amur del temp.

martedì 9 settembre 2014

Lo Squalo quarant’anni dopo - Rubrus


 
Dopo quarant’anni (1974) dalla sua uscita, mi sono letto il romanzo di Peter Benchley da cui l’omonimo e celeberrimo film di Spielberg.
Come spesso accade, tra libro e film c’è qualche differenza.
Nel libro, infatti, la moglie dello sceriffo Brody – un personaggio in generale più importante di quanto non sia nel film – è una donna insoddisfatta della sua vita nel ristretto ambiente dell’isola e che un po’ rimpiange il bel mondo da cui veniva; ha quindi un’avventura di una notte con Hooper, il biologo marino, che è il fratello minore di una sua vecchia fiamma.

domenica 7 settembre 2014

La storia di Lido - Claudia - narrativa

Tardi e caldo.
Bologna è tutto un buco in vista dei mondiali.
L'Hera scava fosse nelle stradine del centro e il comune ha sguinzagliato i carri attrezzi, cani grossi per la deportazione di auto et similia a centocinquanta euro a botta.
Casa mia sta fra due cantieri e fra due buchi.
Quando passo davanti al primo ci sento voci dentro, come la caverna di Aladino e appena arrivo al Barwie scopro che Loop ci s'è tuffato dentro, Sira e Sud l'hanno seguito a ruota. Così qualcuno, non ho ancora capito chi, s'è calato nella fossa a recuperare i cani.

Segnalo questo articolo:

Comportamento di Lettura Carta Vs Digitale
Sono stati dif­fusi in que­sti giorni i risul­tati di una ricerca com­mis­sio­nata dal ‘’Syn­di­cat de la Presse Sociale’’ su un cam­pione rap­pre­sen­ta­tivo di 1.165 per­sone sul com­por­ta­mento di let­tura su carta rispetto a quella digitale... (per continuare a leggere)

Relativamente alla diversità di approccio tra la lettura a video e quella su carta (e che si aggiunge ad altri interventi qui eseguiti sempre sullo stesso argomento).
Premesso che la lettura digitale è ancora in evoluzione e che lettura e book e su video non sono esattamente lo stesso, ritengo che la diagnosi sia condivisibile.
Probabilmente in futuro, di quanto si scrive, la massa sarà digitale, la parte ritenuta - a torto o ragione - più meritevole di conservazione, sarà messa su carta.
Un po' la differenza tra i film al cinema e quelli per la tv, i telefilm, le soap ecc. anche se il paragone chiaramente va preso un po' con le pinze.

(Rubrus)

venerdì 5 settembre 2014

POESIE SCARTATE - Salvatore Scollo


POESIE SCARTATE


Le mie poesie, figlie legittime
con nome e padre certi
non andate però spose
a premi letterari
gli manca nobiltà d’origini …
Lo stesso risultato esibendole
sui siti di poeti e prosatori
niente ammiccamenti
segnali d’intesa, palpeggiamenti …
Forse perché bruttine? Ma per il genitore …

Soffocare le proprie creature
toglierle dalla circolazione
anche se filiformi e deformi
suscita un che d’imbarazzo.
Ma se voglio che la progenie
cresca sana e si rinforzi
via ai rimorsi alle querimonie.
La compagnia delle sopravvissute
basterà per mantenermi forte
dimenticare il poesicidio.

mercoledì 3 settembre 2014

Blogroll di casaframe - L'uomo che non legge libri


LE IDEE DI REPUBBLICA

L'uomo che non legge i libri
di Gian Luca Favetto

"Che c'è di strano? mi annoiano"
Secondo l'Istat sei italiani su dieci non aprono nemmeno un romanzo o un saggio. Ne abbiamo intervistato uno. Musicista, 46 anni. "Forse da ragazzo il Vecchio e il mare, ma non me lo ricordo"
Anche un libro può valere un viaggio... "Può darsi, io non lo posso sapere perché non leggo, e non mi serve il libro per stare seduto davanti a Notre Dame. Finora è stato così, magari però un giorno scoprirò questo mondo meraviglioso e fantastico che mi sono sempre negato!". Lo dice con un sorriso. "Ma poi, mica solo i libri possono essere letti. Puoi leggere le persone, un quadro, uno stato d'animo. Per compiere l'azione di leggere, non hai bisogno di un libro. Puoi leggere il cielo, oppure gli spartiti. Io leggo i gesti del direttore d'orchestra e li interpreto. Il gesto è lo strumento che il direttore usa per trasmettere la sua intenzione musicale. Noi dobbiamo suonare anche interpretando il suo gesto, e questo è leggere... ".
(continua a leggere)

martedì 2 settembre 2014

Post.it di Rubrus - "Notizie dalle tenebre" dall' introduzione di Joe R Lansdale

Dall’introduzione a “Notizie dalle Tenebre” che l’autore Joe R Lansdale ha scritto apposta per l’edizione italiana:

Breve e gustoso e liscio come l’olio, così deve essere un racconto...
Il romanzo somiglia più a un animale selvatico, in grado di sopportare diversi problemi e maltrattamenti, deviazioni, vicoli ciechi e pulci letterarie, mentre il racconto deve essere nutrito e alimentato con costanza...

lunedì 1 settembre 2014

SIDDHARTA (41) Pensieri Cinici Quoitidiani

A) – Superman.
Nella Grecia classica all’uomo sposato era consentito contemporaneamente di:
- tenersi una concubina in casa;
- frequentare le etère;
- avvalersi delle prostitute;
- mantenere un paidòs kalòs (  bel ragazzo ) fino alla maturità dietro educazione civica (! ).
Ammazza che forza…
E pensare che a me è sempre bastata e avanzata l’adorata Santippe!

B) – L’originale.
La donna non è altro che un uomo mutilato, dicevano gli antichi misògeni.
La trasposizione in altra lingua di un’opera letteraria per me è solo una mutilazione, un tradimento materiale ed emotivo.
Impossibile mantenere inalterati forma, significato profondo, tempi, scelta delle parole e delle espressioni originali.
Che restano semplice sentire ad arbitrio del traduttore.
Cioè un’opera altra.

C) – Il Patrono.

Sant’Agostino patrono dei contribuenti italiani ( 28 agosto, nessuno se n’è accorto neh… ).
Non sanno più cosa inventarsi.
Comunque con la pressione fiscale arrivata al 53%, parrebbe meglio cambiarlo con altro protettore…

SIDDHARTA

30.8.2014 

Bolgroll di casaframe - Giuseppe Barreca su: " larosainpiu " di Salvatore Sblando


Sul Blog di Salvatore Sblando una piacevole sorpresa, un post dedicato interamente a Giuseppe Barreca. Insieme alla breve biografia, e alcune poesie significative, una interessante intervista sul suo modo di intendere e frequentare la poesia. Tra le poesie postate ho scelto Il lungo giorno degli addii, che trovo di un  candore disarmante, nella sua apparente semplicità.
larosainpiu
~ LIT-TLE blog di Salvatore Sblando

Il poeta è un uomo come gli altri che vive eventi capaci di accrescere oltremisura la sua dotazione emotiva; ma questa cosa accade a chiunque, anche al non poeta. Nondimeno, il poeta si comporta diversamente rispetto agli altri dopo l’evento che ha provocato quella “scarica” emotiva: per lui, spesso, il ricordo dell’emozione patita non si arresta alla semplice espressione di essa in modo spontaneo. Egli è capace, o quantomeno, possiede le potenzialità per andare oltre questa espressione primaria, in buona misura inconsapevole, e per trasfigurare l’emozione espressa in un’opera che non rievoca direttamente l’evento o il fatto che l’ha originato, ma si collega ad esso in modo sottile, non immediatamente evidente per chiunque.
Dal mio punto di vista, credo che sia questa cosa che mi spinge a scrivere...


Il lungo giorno degli addii

Nel lungo giorno degli addii pioveva,
giustamente, salutarsi nel sole non si può.
Lei piangeva. Lui anche.
Non avevano più nulla da dirsi.
Lei avrebbe voluto pronunciare una frase epocale.
Lui sarebbe voluto andare in camporella.
Almeno per l’ultima volta.
Non andarono in nessun posto
e lei non disse nulla di epocale.
Lui tornò a casa a collezionare malinconie
lei a pensare all’ennesima vita da ricominciare.
La pioggia sommergeva il cielo e la città;
sui muri, sporchi manifesti colorati
vendevano nuove passioni.(continua a leggere)

COMME A' CANZONA - Eugenio Gambardella - Poesia dialettale



COMME   ‘A   CANZONA

Me vene sempe a mmente
‘na canzona
che parla ‘e ‘na  guagliona
bella assaje;
è nu mutivo antico
e accussì doce,
che te trase ‘int’ ’o core
e ‘o fa sunna’:
“Oj villanella
che a la funtana vaje”,
‘stu verso dice,
“bella comme ‘o sole;
nun vide comme j’soffro
e me cunzumo
vedennete ‘e passa’
ogne matina?
Ma nun c’è niente ‘a fa,
tu nunn’ ‘o ssaje,
te guardo e chianu chiane
me ne moro”
Pur’io so’ comme a chillo
d’ ‘a canzona
stesso destino è ‘o mio,
destino amaro:
tu nun t’accuorge ‘e me
femmena ‘ngrata,
e  j’ passo ‘a vita mia
aspettanno a tte.


La poesia trae ispirazione da una villanella del 1560, (vedi testo e musica allegati) dove si coglie soprattutto l’aspetto bucolico della storia. In sostanza si vuole paragonare la situazione sentimentale del giovane del ‘500, che si strugge d’amore, non corrisposto,  per la bella ragazza che si reca alla fonte ad attingere acqua, con la situazione attuale di chi scrive che sta vivendo la stessa amara esperienza. Passano i secoli, ma le pene d’amore sono sempre le stesse. (E.G.)

villanella che all'acqua vai 
(1560 )
(Giovanni Leonardo di l'Arpa – 1520-1602)

Villanella che all'acqua vai,
moro pe te tu non lo sai,
villanella che all'acqua vai,
moro pe te tu non lo sai.
Ahi, ahimè ch'io moro mirando te.
Ahi, ahimè ch'io moro mirando te.
Quando vai con la langella,
sei regina non villanella.
Ahi, ahimè ch'io moro mirando te.
Ahi, ahimè ch'io moro mirando te.