mercoledì 3 settembre 2014

Blogroll di casaframe - L'uomo che non legge libri


LE IDEE DI REPUBBLICA

L'uomo che non legge i libri
di Gian Luca Favetto

"Che c'è di strano? mi annoiano"
Secondo l'Istat sei italiani su dieci non aprono nemmeno un romanzo o un saggio. Ne abbiamo intervistato uno. Musicista, 46 anni. "Forse da ragazzo il Vecchio e il mare, ma non me lo ricordo"
Anche un libro può valere un viaggio... "Può darsi, io non lo posso sapere perché non leggo, e non mi serve il libro per stare seduto davanti a Notre Dame. Finora è stato così, magari però un giorno scoprirò questo mondo meraviglioso e fantastico che mi sono sempre negato!". Lo dice con un sorriso. "Ma poi, mica solo i libri possono essere letti. Puoi leggere le persone, un quadro, uno stato d'animo. Per compiere l'azione di leggere, non hai bisogno di un libro. Puoi leggere il cielo, oppure gli spartiti. Io leggo i gesti del direttore d'orchestra e li interpreto. Il gesto è lo strumento che il direttore usa per trasmettere la sua intenzione musicale. Noi dobbiamo suonare anche interpretando il suo gesto, e questo è leggere... ".
(continua a leggere)

8 commenti:

  1. Ci tengo a precisare che ho solamente la seconda elementare e poca dimestichezza con le parole scrivo quello che penso senza pretese cercando di raccontare le esperienze fatte nell'arco della mia vita, giuste o sbagliate che siano ripudiando ogni forma di violenza. In quanto alla Storia io l’ho appresa dal libro della vita cercando di descriverla con le parole di un ignorante di 75 anni. Verità semplici non le verità taroccate dei politologi e degli storici che dicendo e scrivendo falsità nascondono i fatti realmente accaduti creando ignoranza. Come possono raccontare la realtà di quei fatti che in gran parte non hanno vissuto se non col sentito dire? Come avveniva nei racconti degli eroi della mitologia man mano che venivano raccontati si amplificavano tanto da sembrare novelle più che Storia da tramandare ai posteri. Per quanto riguarda la Storia più recente potreste chiedere ai sopravvissuti del ventennio fascista e della seconda guerra mondiale. Ebbene, confrontando lo scritto col raccontato conoscereste la vera Storia vissuta dal Popolo. Vi do un consiglio. La Storia ricercatela dal basso, dalla gente più umile che è stata sempre la più vicina alla realtà dei fatti storici. Altrimenti dalle falsità verrà scritta una nuova Odissea. Per questo io penso che la falsità crei solo ignoranza, l’ignoranza genera violenza e danni al Popolo.
    ps Ho lavorato per 18 anni alla stazione di Santa Maria Novella di Firenze ciò che descrivo nel post è verità il tutto rispecchia la nostra società e ciò che saremo.
    Anime sospese
    le ho viste aggirarsi in tutte le stazioni in cerca della loro identità perduta.
    Vita vissuta ai margini della dignità imposta da una società malata priva d’amore verso i più umili
    Che stanchi di lottare si sono arresi assistendo impassibili a quella vita che non gli appartiene più.
    Vita ricercata nella folla frettolosa schiava del tempo che passa veloce come fossero automi
    Taluni offrono una moneta tenendo in vita queste anime sospese condannate a fare da specchio a tutta l’umanità. (VITTORIO .A)

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    1. Una certa parte storicistica ha scelto di raccontare la storia non partendo dai grandi eventi, ma dalla vita di tutti i giorni della gente comune del tempo.
      Risalendo a cause ed eventi generali.
      Non è quindi un novità.
      Così noi, che ci raccontiamo nel nostro piccolo.
      Attenzione però a non approfittarne per lagnose lamentele o peggio per false modestie, nell'intento di evidenziarci a tutti i costi e ricavarci uno spazio di attenzione.
      Riservata/mente, Siddharta.

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    2. Non ne ho molta di fantasia. Perché credo che l’utopia sia la luce per un domani migliore. Per far sì che questo entri nelle menti va alimentata e credimi faccio molta fatica perché io appartengo alla generazione nata nell’era fascista dove gli analfabeti erano la maggioranza. Siamo sopravvissuti al fascismo, alla distruzione della guerra, ma il sogno utopico non ci a mai abbandonato! Con sacrificio abbiamo ricostruito l’Italia da consegnare ai nostri figli per un domani migliore. L’ignoranza credevamo fosse la nostra debolezza, i fatti ci hanno smentito. Noi senza licenza elementare abbiamo avuto come insegnante l’esperienza che ci ha fatto capire che le ideologie non esistono, sono solo create ad arte dalla classe dominante per creare fazioni da sottomettere al proprio volere. Ti domanderai, ma dove vuole arrivare? Ci arrivo subito: al sogno utopico! Che se venisse coltivato è l’unica salvezza L’utopia, unica luce per un domani migliore, senza partiti che fanno chiacchiere da 64 anni. Utopia per un popolo coeso dall’interesse comune non dei pochi come avviene da sempre con la sparizione di tutto ciò che sino ad oggi ci ha ingannato per il loro tornaconto. Sfruttando credenze politiche e religiose, hanno approfittato dell’ignoranza per gettare radici cosi profonde del male da ingannare anche chi ignorante non è. Tutto questo ha fatto il suo tempo per questo più li lasceremo al potere e più si avvicinerà la fine. Fa da spia la crisi mondiale creata dalla cupidigia umana, anticamera della fine di tutto! L’unico antidoto? E’ il sogno utopico che diventa realtà rispecchiando cosi il volere di chi ha creato un mondo perfetto. Dominato dalla gente più imperfetta che esiste sulla faccia della terra. L’utopia è il messia del terzo millennio dove quell’uno per cento che domina il mondo cederà il passo al nuovo, privo dell’interesse dei pochi a beneficio di tutto il mondo unito in un solo credo la fratellanza. Scusami se ti ho annoiato, ma noi ignoranti con pochi vocaboli ci ripetiamo allungando lo scrivere per spiegare il nostro pensiero.
      PS: Non c’è nessuna differenza fra (Democrazia e Comunismo). Sino a che nel Mondo prevarrà la cupidigia (umana) il Popolo sarà sempre sfruttato dalla classe dominante. Il cambiamento ci sarà quando il credo di tutte le forze Politiche si completerà fondendosi a formare un solo credo: l’eguaglianza sociale. VITTORIO.A

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    3. Già Platone sognava una repubblica governata da filosofi.
      Se la sua utopia si fosse avverata, lo Stato sarebbe andato a ramengo nelle mani di sfaccendati litigiosi.
      Da noi c'è stato un Sindaco filosofo, ma le cose non sono migliorate...
      Ragionare per utopia non conduce a nulla.
      E' solo un modo di filosofeggiare.
      Sid

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    4. L’errore commesso dai padri nel dopo guerra?
      Non avere capito che il carattere non si forgia nell’agiatezza ma nel superare i problemi della vita quotidiana.
      Gli scarsi risultati del 3° millennio? Sono da attribuire all’apatia dei Giovani degli spocchiosi
      e alla disonestà (dei sessantottini che appartengono alla classe manageriale e politica) serva dei capitalisti che dopo là discesa in campo di SB ha spianato loro la strada.
      Rendendo l’Italia quello che è. Un grande mercato delle vacche dove il popolo sarà solo lo spalatore di letame. Sono più di venti anni che non investono un fico secco in’Italia per ammodernare le industrie
      Rende di più quotarsi in borsa e spostare gli stabilimenti nei paesi esteri dove il lavoro costa meno.
      L'ITALIA è la patria del precariato funge da riserva del domani.
      Quando il lavoro a basso costo nei paesi sottosviluppati finirà scongeleranno i nostri precari.
      PS Ho fatto un sogno utopico? Il Popolo si destava (finalmente ) e si univa per formare una -SPA- del lavoro
      Non esistevano più padroni chi aveva bisogno di manodopera si doveva rivolgere alla (-SPA-del lavoro)
      Pagando la manodopera di qui abbisognavano ad un prezzo stabilito dalla (SPA del lavoro)
      Il Tutto adeguando là manodopera al costo (reale) della vita ed hai costi di mercato
      I Cosi detti padroni che hanno sfruttato avidamente per secoli non esistevano più.
      il Popolo poteva scegliere Diventare padrone di se stesso ho prestatore di manodopera.
      La differenza del padrone di se stesso?
      Al padrone di se stesso Tolte le spese totali documentando il tutto rimaneva il 20% netto in più.
      La vera UTOPIA? Cosi facendo in un solo colpo avevano fatto sparire tutta la classe Politica serva delle lobby
      E le lobby stesse che non potevano più sfruttare il Popolo.
      Annullando di colpo tutti gli sprechi Perché il Popolo aveva solo un pensiero comune
      Unire le menti per fornire idee produttive con benefici per tutti.
      Chi non accettava? Era libero di andarsene via portando con sé per carità cristiana solo il 20% dei suoi possedimenti.
      Potrebbe essere un sogno che si avvera? Speriamo di SI. VITTORIO.A

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    5. Le utopie, quando hanno cercato di incarnarsi al di là dell'ambito di coloro che spontaneamente le condividevano, hanno generato solo disastri, morte e distruzione. Dalle crociate all'odierno califfato, dalle repubbliche socialiste alle dittature nazionaliste. Tutte le utopie che si sono in qualche modo concretizzate senza provocare sciagure lo hanno fatto in ambienti ristretti: comuni, conventi, Kibbutz, comunità religiose o politiche o filosofiche o intellettuali. La SPA di cui parla sopra, non a caso, è già esistita: si chiamava "corporazione" (e non bisogna andare neanche troppo indietro nel tempo, per trovarla) o "soviet" (ancora più vicina). Una grande menzogna degli utopisiti, quando, invariabilmente, vengono messi di fronte al tracollo della loro Idea, è che sarebbe stato un "tradimento" della stessa. Frottole. E' la sua più piena realizzazione. L'unica utopia in cui crederei sarebbe un mondo senza utopie, ma essendo anche stessa un'utopia, non ci credo. Ce le troveremo sempre tra i piedi. Speriamo di evitare danni.

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  2. Serenella Tozzi5 settembre 2014 15:14

    ...ed io non posso che confermarti il mio apprezzamento per il modo che hai di proporti.
    E, come direbbe Sid, ottima-mente.

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  3. La penso come Sid. Chi faccia la storia è domanda che durerà finchè durerà la storia. La polemica era vivissima già nell'antica Roma. Catone - convinto che contasse il solo populus romanus e non le varie individualità - scrisse una storia delle guerre puniche senza fare un solo nome che uno di generali e comandanti. Fece il nome solo di un elefante: Siro [cfr Catone ricordava il nome dell'elefante valoroso e taceva il nome dei duci appunto perchè intendeva reagire contro le spudorate invenzioni delle memorie domestiche già registrate negli annali del III secolo. http://www.bibliotecastorica.org/citta/roma/pais-02/storia-di-roma-02-di-ettore-pais-pagt0662.htm]

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