sabato 27 settembre 2014

Blogroll di casaframe - Polititico, parla come mangi. - Philippe Daverio



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Politico, parla come mangi
La crisi della nostra democrazia potrebbe essere linguistica. Se, come sosteneva la scolastica di Guglielmo da Ockham agli albori del Trecento...
Philippe Daverio

LA CRISI della nostra democrazia potrebbe essere linguistica. Se, come sosteneva la scolastica di Guglielmo da Ockham agli albori del Trecento, «nomina sunt consequentia rerum», che pensare di cose italiane che trovano nel politichese solo parole inglesi per essere definite?



UNA VOLTA si parlava di «convergenze parallele» democristiane o di «compromesso storico» comunista, roba talvolta difficile da intendere di primo acchito ma non del tutto incomprensibile a ragionamento fatto. Oggi si parla di «governance», che sarebbe una roba che con il governare non c’entra e neanche con il rigovernare, termine usato dalle casalinghe quando rimettono ordine nella camera da letto disfatta. Mario Monti parla di «performance review»”, che non è una rivista di balletto di Broadway dove la parte teatrale e performativa è predominante, ma una alambiccata ipotesi di mettere in relazione spesa pubblica e servizi erogati, si presume. Alfano parla di «reshuffling», quella roba che fino a ieri abbiamo chiamato rimpasto di gabinetto quando si cambiavano alcuni ministri per non fare cadere il governo e al contempo si tentava di salvare gli equilibri del manuale Cencelli. Renzi, il migliore oggi, batte ovviamente tutti e parla di «jobs act», pensando addirittura di cambiare la parola legge in quella determina delle camere Usa che sono gli acts. Figuriamoci quanto possa piacere agli esodati, ai disoccupati, ai ragazzi ancora a casa a trent’anni! Torna in mente l’adorabile clip di Francesco Rutelli ministro dei Beni Culturali quando in un inglese divinamente maccheronico dichiara «Come to visit Italy», una gag talmente simpatica da avere ormai superato le 325.000 clic su You Tube. D’altronde quella moda fu inventata da Walter Veltroni quando lanciò come slogan del partito l’ormai noto «I care» di sapore american democratic che fu letto come una forma storpiata di «Icaro», e come nel mito greco portò il partito a sciogliersi le ali sotto il calore politico del paese del sole. Torna in mente la canzone di Carosone «tu vuò fa’ l’americano, ma sei nato in Italy». Ma torna in mente ancor più il proverbio «parla come magni». Almeno che in tutto ciò non ci sia una intenzione morale di eccellenza e cioè che lo politica, dopo gli ultimi scandali delle spese folli dei consiglieri regionali, abbia deciso di cambiare lingua per cambiare alimentazione.
(Philippe Daverio)

Persona colta e saggia, a differenza del cretino acculturato o dell’ignorante presuntuoso, è colui che sa esprimere concetti astratti e molto complessi, in parole semplici e chiare.
E' il buonsenso che lo dice e non soltanto il sottoscritto.
Tralasciando i disonesti consapevoli, che si esprimono in modo poco chiaro per il loro tornaconto, e gli accademici che non sanno rinunciare al loro linguaggio ricco e altisonante, imbecilli senza idee nella zucca che vendono fumo, ne abbiamo a bizzeffe in tutti i settori della vita pubblica e della comunicazione. Molti ci circondano nel web e anche nella vita privata. Alcuni commenti che appaiono sui siti letterari, per esempio, sembrano scritti in giapponese antico, in sanscrito o in una lingua simile all'italiano, ma del tutto incomprensibile alla maggior parte delle persone normali. Secondo me questi signori lo fanno apposta per sentirsi importanti, a scapito dei poveri tapini, che consapevoli dei propri limiti, concedono loro molto credito, in virtù di una supposta più elevata cultura. A quanto pare sono in molti a subire il fascino dell'intellettualoide di turno che intorta e infarcisce con belle parole ad effetto, discorsi insulsi e poveri di costrutto. Con questo non intendo sponsorizzare l'impoverimento della lingua italiana, tutt'altro, ma non mi pare un'assurdità pretendere che la persona colta debba saper adeguare il proprio linguaggio e assecondarlo senza mettere in imbarazzo l'auditorio. In buona sostanza, l'invito a parlare come si mangia, sarà pure generico, avrà il valore di un proverbio anche molto popolare, ma è pur sempre espressione di saggezza..
Ho già detto in altre occasioni come la penso in proposito, mai confondere l’intelligenza con le conoscenze, il sapere. Infatti è più difficile scoprire un cretino quando si nasconde dietro la cultura, ma non impossibile, ci vuole soltanto più tempo. 
(frame)


15 commenti:

  1. Il commento di Franco è da incorniciare e diffondere per ogni dove.
    A margine, vorrei sottolineare che sì ci sono i cretini mimetizzati culturalmente, ma ci sono ( pochi ) anche intelligenze incapaci di esprimersi all'acqua e sapone.
    Sarei entrato nell'opinione che questi ultimi, se non lo fanno per puro esibizionismo, non riescono caratterialmente a semplificare il loro pensiero ad usum populi.
    Per converso, ci sono cervelloni che hanno la dote naturale della semplificazione verbale.
    Siddharta

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    1. Corrige: < poche ); < queste ultime >...
      Di sera ci vedo un gran poco: non dovrei scrivere!
      Sid

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  2. E dopo aver letto quanto sopra, specialmente Frame, cos'altro può aggiungere un tipo come me su un argomento così difficile che a stento è arrivato alla 5^ Elementare, causa il dopo guerra e la fame che c'era. Però vi leggo e questo è l'importante, leggo chi ne capisce più di me e sa funzionare il cervello e cerco ancora di apprendere il meglio che ci sia...sinceri saluti. Pietro, soprannominato "El Risicheros"

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  3. Devo ringraziare Serenella che, sempre attenta e puntuale, mi ha segnalato l'articolo di Philippe Daverio. Le sue trasmissioni di cultura sono in replica sul canale 23 e vanno in onda dopo il telegiornale e terminano prima dell'inizio dei programmi di prima serata, pertanto non si perde nulla e si impara sempre qualcosa.
    Per concludere, mi auguro solo che il mio intervento non venga interpretato come uno sfogo, una rappresaglia contro questo o quel personaggio del web. Non mi riferivo a nessuno in particolare, il fatto è che mi capita di girare per la rete e la mia curiosità mi porta a leggere qualunque cosa, e quando non riesco a capire mi arrabbio più con me stesso che con gli altri.
    Caro Pietro tu non corri nessun pericolo, tu sei cosciente come me dei propri limiti e pertanto noi ci sforziamo sempre di farci capire, se poi non ci riusciamo pazienza, noi ci mettiamo, buona volontà, passione e sentimento nelle piccole cose che facciamo... e non la spocchia! Quella non ci appartiene.
    Caro Sid, hai ragione, a non tutti è concesso il privilegio di esprimersi in modo chiaro e conciso, a questa categoria di persone non devo addebitare le mie carenze. Mi riferivo ad un'altro genere di persone, come tu hai ben capito. :-)

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  4. Cose che differenza l’uomo dà gli ANIMALI.

    Da persona ignorante mi sono posto spesso questa domanda e questa è la risposta che mi è venuta

    Il Regno ANIMALE si differenza dal nostro mondo perché privo d’ipocrisia egoismo e sete di onnipotenza.

    Nel MONDO degli UMANI chi comanda sottomette il POPOLO.

    Questo nel regno ANIMALE non succede è il capo branco che si espone ha difesa del suo branco.

    Se prendessimo esempio dalla NATURA il MONDO Sarebbe migliore.

    Se chi comanda dovesse battersi personalmente per il POPOLO
    come per incanto scoppierebbe la PACE nel MONDO.
    PS Mi sono chiesto spesso cose
    L’Utopia e da ignorante l’unica risposta che mi è venuta in mente

    È L’UTOPIA è la scintilla che
    manca a l’essere umano per essere simile ha DIO.

    DIVULGO ciò che penso nella speranza che persone colte possano estrapolare il meglio dai miei commenti e completarli con le parole più consone. VITTORIO.A

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    1. Si capisce la tua spinta umanistica Vittorio, e devo dire che mi piace quello che utopisticamente esprimi.
      Trovo davvero attraente l'immagine dei grandi capi di Stato tutti presi a duellare fra loro. E vinca il migliore!

      L'utopia è un concetto idealistico che si riferisce a pensieri inattuabili nella realtà; però, ho sempre pensato che senza utopie il mondo non avrebbe spinte ideali, perché punto di partenza dei grandi spiriti innovatori io credo siano proprio le utopie.
      Tommaso Moro è colui che ha inventato il termine, e non per niente Erasmo da Rotterdam gli ha dedicato la sua famosa opera "Elogio della follia".


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    2. Si fa presto a dire < Elogio della follia >: ma chi l'ha letto nel testo integrale?
      Per non infierire e tenuto conto della mia età, riporto l'incipit di una sua poesia ( rivisitata ) sulla vecchiaia.
      Erasmo aveva allora circa quarant'anni, in tempi in cui la vita media era di 25 anni... :

      << E' come ieri, ed Erasmo
      pareva un fiore che s'apre;
      ora porta le tracce del tempo,
      presagio dell'ora fatale.
      Non ancora quaranta giri
      hanno corso i cavalli del Sole,
      ed i capelli bianchi alle tempie
      dicono: non sei più lo stesso >>.
      ecc. ecc.
      Eeeeh, che ne dite?
      Non è sublime poesia?

      Siddharta

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    3. "Quale azione dei mortali... non è piena di follia, opera di folli in un mondo di folli?"

      Nell'Elogio della follia Erasmo da Rotterdam è ironico, certamente, ma non scherza affatto: prendendo in giro i vari mestieri, dice che siamo noi a dar valore al mondo in cui viviamo, e che "sono privi di buon senso quanti ripongono la felicità dell'uomo nella realtà delle cose. Essa dipende dalle opinioni".
      Le sue opere vennero messe all'indice e proibite durante la controriforma a causa della sua libertà intellettuale e delle aspre critiche mosse contro i costumi ecclesiastici.

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    4. Come bene dici, tutte le sue opere furono messe all'Indice da santa romana Chiesa.
      E ti credo, dati i tempi.
      Erasmo fu duramente critico sul papato e il cattolicesimo.
      Urtato anche dalla crudeltà sugli animali.
      << Fui trascinato da amici a vedere una corrida nel palazzo di Papa Giulio II.
      Non ho mai provato piacere a questi giochi crudeli, residui dell'antichità pagana >>.
      Erasmo paragonava tali combattimenti alle lotte dei gladiatori.
      Non si facevano mancare proprio niente quegli sfaticati oppressori opportunisti...
      Sid

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  5. mah... nel regno animale orsi e leoni praticano il cannibalismo intraspecifico e all'interno dello stesso clan - arrivano anzi ad ammazzare i piccoli dei precedenti capibranco per far sì che le femmine vadano in estro prima del tempo, così da potersi accoppiare con essere e mettere al mondo i propri piccoli.
    Insomma, prima di imitare madre natura io ci andrei pianino. La natura è amorale, non immorale nè immorale e, finchè si resta nel regno delle favole, dove gli animali hanno ruoli metaforici, ok, ma quando si pretende di usarla come paradigma etico... beh di solito si finisce per giustificare la legge del più forte.
    Ps. E non parliamo di quel che combinano le scimmie!

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  6. e.c. "non immorale nè morale"

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  7. TROVARE ESEMPI PER SCREDITARE IL MONDO ANIMALE NON LO TROVO CORRETTO
    LORO OBBEDISCONO ALLA NATURA . MENTRE NOI CI RITENIAMO SUPERIORI?
    Più di duemila anni sono passati da quando il più grande anarchico comunista è stato ucciso
    il suo concetto di fratellanza è stato tradito da chi doveva divulgare il suo credo.
    Favorendo cosi a chi Governa Su un piatto d’argento l’eliminazione del concetto anarchico.
    Sfruttandolo per governare mascherato da democrazia.

    Pertanto il pensiero anarchico nato dopo è violenza gratuita che aggiunge caos al caos.
    l'egoismo domina il mondo annebbiando le menti dei pigri tutto cambia a parole
    ma nella sostanza tutto resta come prima ( quando va bene)
    il pensiero anarchico comunista è come l'utopia.
    L’utopia è il bene Che non c’è È la scintilla che manca a L’uomo per essere simile a Dio. VITTORIO

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  8. ah... quindi gli esempi (veri) ti vanno bene solo se ti danno ragione? beh.. la ragione si dà ai fessi no? te la lascio tutta volentieri.

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    1. Non è il caso di accapigliarsi per delle opinioni...
      Intanto, malgrado la lettura attenta, vorreste riassumere per sommi capi le ragioni della diatriba?
      Io ci ho capito un pò poco. ( sapete l'età! ).
      Sid

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    2. (è vero la ragione si da a chi dici tu)
      Un giorno mi chiesero Descrivi in poche parole cose la vita.
      Io risposi per me la vita è un’impronta nella sabbia l’unica prova del tuo passaggio?
      Sono i ricordi belli ho brutti che lasci di te ai posteri Purtroppo oggi i ricordi brutti grazie ai beoti primeggiano. VITTORIO

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