giovedì 18 settembre 2014

E, dopo Sherlock Holmes e Hercule Poirot, poteva mancare Philip Marlowe? - Rubrus


Si era accennato su queste pagine virtuali al ritorno - chiaramente per mano di altre penne - di detective letterari costituenti pietre miliari nella storia di questo tipo di narrativa.
Dopo  Sherlock Holmes e Poirot, ecco il turno di Philip Marlowe, il detective che meglio incarna la hard boiled school classica. http://www.panorama.it/cultura/libri/il-nuovo-philip-marlowe-che-piace-a-stephen-king/
Ovviamente ci si pone la domanda: può esistere un Marlowe senza Chandler? e naturalmente se ne può discutere all'infinito senza venirne a capo. Idem per quanto attiene alle ragioni commerciali sottese a siffatte operazioni.
King - che non è certo un scrittore noir - dice di sì, ma penso che il suo giudizio sul punto possa e debba essere preso con le dovute cautele.
Vero è che King (oltre ad un apocrifo sherlockiano, secondo me non brillantissimo) ha scritto un bel racconto in stile chandleriano ("L'Ultimo caso di Umney") ma con contenuto kinghiano.
Vero è che lo stile hard boiled è, almeno all'apparenza, facile da imitare.
Vero è, infine e però, che tra originali e copie, la gente di solito sceglie gli originali - e probabilmente fa bene.
Difficilmente, credo, si potrà superare il delizioso Triste, solitario y final di Soriano, in cui Marlowe ricompare in un romanzo del tutto peculiare.
Comunque, come dicevano, mi pare, gli scettici, epokhè . Almeno fino alla lettura.


7 commenti:

  1. Quando un autore, anche se quasi sconosciuto mette mano a un mostro sacro della letteratura noir, non credo lo si possa accusare di blasfemia. Certo la puzza di opera puramente editoriale si sente, ma per dare un giudizio, giustamente come fai notare, si dovrebbe leggere e sperare che il malcapitato Marlowe ne esca indenne e magari rivitalizzato.
    Tuttavia certe operazioni andrebbero affidate ad autori di sicura esperienza e di successo. Che ti devo dire... se a reinventare Maigret fosse stato uno come Camilleri, mi sarebbe piaciuto leggere il risultato. Un po' quello che si fa nel cinema, pensa quanti registi hanno saccheggiato Dumas, tanto per fare un esempio, ma quanti tra questi gli hanno reso l'onore che meritava? Forse centra poco o nulla ma mi viene in mente Fellini e il suo Casanova. Be' tu dirai che centra? Ma quando penso al celebre veneziano mi viene sempre in mente la faccia di Sutherland. Bo' non so, in conclusione non mi vien voglia di leggere il nuovo Marlowe, voglio serbare il ricordo dell'originale.

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  2. Come dicevo, tra l'originale e la copia, si preferisce l'originale, di solito. Però il romanzo di Soriano (per dire) è del tutto diverso. Ti basti dire che c'è Stan Laurel (sì, Stanlio) che si rivolge a Marlowe perchè scopra perchè a lui e ad Ollio - che è sparito - non diano più parti e...

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  3. Ogni giorno, guardando le varie tv pubbliche e private, mi alleno duramente per dribblare assassini, banditi, poliziotti, donne in giallo, detective, ecc. che infestano i patri video.
    Una sana allergia che allevo da sempre.
    Va da sè che lo slalom continua nella letteratura di genere.
    Quindi leggo quanto qui cultori e appassionati della materia vanno esplicitando, ma senza alcun mio coinvolgimeto emotivo.
    Devo dire che sono stupito nel constatare quanto al riguardo si riesca a scrivere.
    Absit iniura verbis: è solo una mia opinione...
    Siddharta

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  4. ah guarda... se apriamo il capitolo dei programmi TV io credo che il più interessante sia "affari tuoi". Penso sia quanto di più vicino esista al concetto di "vuoto assoluto"...

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    1. Mai visto...
      Mi confermi che non ho perso niente.
      Sid

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  5. Penso di averlo già detto. Dall'età di dodici anni leggo gialli e non ho ancora smesso. Sono partita dal grande Poe e ora, dopo una indigestione con i nordici, mi trovo alle prese con Lee Child. Mi sono fatta fuori nel tempo anche il Wallace e anche tutto Van Dine. etc etc etc. Ovviamente lascio perdere i remeche di ogni genere. Chandler non si può copiare, il mondo di allora non lo si può inventare. Non ci sono solo giallisti stranieri, anche molti scrittori italiani si sono dati da fare, ora firmano con i propri nomi, ma nei tempi passati usavano nomi inglesi inventati, proprio come Sergio Leone con i suoi Western, altrimenti non vendevano.
    E' solo questione di abitudine.
    Per la tv è un altro discorso, un buon doctor Wu d'annata su Rai 4 o un concerto su Rai 5 non fa male a nessuno. Per Rubrus una soffiata: Antonio Manzini "la costola di Adamo, un delizioso giallo italiano
    Elisa Sala

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  6. Grazie della segnalazione. Credo che queste operaizoni abbiano almeno due facce. Una più commerciale legata al "brand" Marlowe, l'altra meno legata all'influenza che quella narrativa ha sulla presente. E il riferimento a Leone, che copiò il western re- inventandolo così bene che gli originali americani copiarono lui, è assai calzante.

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