venerdì 19 settembre 2014

La poesia contemporanea secondo Siddharta

Siddharta e la poesia dei modernisti infuturati
Clima da baraccone al CdP: “Qualsiasi delitto letterario si possa commettere, si troverà sempre un suo qualche estimatore. Così in poesia, che per quanto ricca di assurdità etico-estetiche viene comunque esaltata come fenomeno imperdibile ( per me da … baraccone ).

 Continua la campagna del nostro Sid (alias Epitteto, fra Salimbene, Eubilide eccetera) contro certa poesia contemporanea, per la quale ha coniato un neologismo di sicuro effetto. 
L’autore dei Pensieri cinici quotidiani, opinionista molto seguito sul web, nonché autorevole socio del Club dei poeti.it, lancia strali anche contro coloro che applaudono e inneggiano autori et opere esposte in vetrina, che secondo lui, sono di una poetica aberrante, inconcludente, incredibile grammaticalmente e sintatticamente, prosasticamente incomprensibile....


Qualsiasi delitto letterario si possa commettere, aggiunge in un altro Pensiero dal titolo eloquente “Baraccone”, si troverà sempre un suo qualche estimatore. Così in poesia, che per quanto ricca di assurdità etico-estetiche viene comunque esaltata come fenomeno imperdibile ( per me da … baraccone ).
Molti si indigneranno per queste esternazioni, ma intanto lui se la ride e dopo aver ammesso candidamente che le sue modalità espressive hanno radici risalenti a più di cento anni, rincara la dose affermando che gli stessi autori sperimentalisti e ipermodernisti viaggino in realtà con un ritardo valutabile in un paio di millenni.
E sull’altro fronte della poetica che si dice? Sono sicuro che ai vari Signori Poeti che fanno capo al preparatissimo, illustrissimo e altrettanto fantomatico e logorroico Joshua, non mancherebbero argomenti validi per controbattere le tesi di Epitteto, ma la mancanza di un forum sul CdP non favorisce il dibattito e le due fazioni si combattono ormai tra le righe dei commenti, a suon di sberleffi e frecciatine più o meno salaci.
Ebbene, senza avere l’ardire di oppormi alle convinzioni del Sid e di tutti coloro che la pensano come lui e che vengono definiti ironicamente “classicisti o classici”, dopo una piccola ricerca fatta a proposito della poetica di Zanzotto, mi sono trovato ad elaborare alcune riflessioni sulla tanto vituperata poesia ermetica, che voglio condividere con voi.

L’oscurità degli epigoni dell’ermetismo, secondo alcuni critici, ha un preciso significato e va collegata all’impossibilità che incontra la verbalizzazione nel cercare di rendere conto del vissuto privato e intimo di ognuno. Vediamo di capirci meglio: il poeta deve quindi cercare una lingua che rappresenti lo stadio intermedio tra coscienza e incoscienza, con puntate nel silenzio più assoluto da un lato e nella vociferazione babelica dall'altro.
Il critico Stefano Agosti, a proposito di Zanzottto, ha scritto che "il significante non è più collegato a un significato … ma si intuisce esso stesso come depositario e produttore di senso".
Insomma, sempre secondo Agosti, il significato delle parole si ottiene con procedimenti che ricordano quelli psicanalitici, "lasciando fluttuare l'attenzione fonica nei dintorni di una parola, finché accanto non ne sorge una simile" (definizione di Walter Siti), in polemica con i linguaggi sempre più standardizzati della comunicazione di massa.
Te capì?!

(frame)

Font: acasadiframe.net
         adnkronos

3 commenti:

  1. Insomma, voglio rincarare la dose.
    Questi modernisti infuturati ( così li definisco ), peggio se ermetici dell'ultima ora, secondo me non hanno le idee chiare, o comunque non sanno esplicitarle con linguaggio comune.
    Io li capisco.
    Frulla loro in capo una sensazione, un'immagine, un'emozione e subito corrono a paludarla di nonsense perchè incapaci ( o sfaticati di natura ) ad esprimerla secondo il corrente comprendonio.
    Con al seguito una corte di altrettanti bifolchi della parola ad esaltarli con interpretazioni ed osanna ancora più astrusi.
    I poveretti, come me, che ammettono di non capirci nulla sono bollati come ignoranti incapaci senza fantasia.
    Siddharta

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    1. Comunque mai avuta in vita mia una dissertazione a titolo personale.
      Mi sento lusingato per tanto onore immeritato...
      Sid

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    2. Modernisti infuturati, molto meglio, mi sono permesso di cambiare nell'articolo.
      Tanto è roba mia, grazie comunque.

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