venerdì 19 settembre 2014

Poesia dialettale - Pietro Zurlo


ADDO’ STANNO ’E PANNE SPASE
***di Pietro ZURLO***

Quanno vaco p’’o paese
giro e vvoto int’e vviarelle
addò steveno ’e nnennelle
’nfaccia ’e pporte a suspirà.
Sti figliole de na vota
aspettavano ’e guagliùne;
le bastava na guardata
pe’ ffa ’e core sparpetià.
Mo, addò stanno ’e panne spase
può truvà quacche figliola,
d’’o barcone ghiesce e trase,
pronta pe’ vuttà na viola.
Tutto passa, tutto cagna
chillu tiempo chiù nun torna;
chistu core mo se lagna:
giro e voto p’’e truvà.
P’’e feneste tutte 'nchiuse
quacche d’una è aperta ancora,
chi s’affaccia è quacche mamma
ch’è rimasta triste e sola.
Casarelle d’’o paese...
quanta suonne tengo 'nchiuse;
addo steva Maria-Agnese
mo ce stanno doje albanise.
E addò steva Catarina
che aracquava ’e sciur’e rose
mo ce stanno ’e marucchine
ca so’ tutte n’ata cosa.
Ma l’ammore nun vo’ scuse
p’’e sti case d’’o paese
addò vire ’e panne spase
sta chi sonna ’o lietto ’e sposa.

PICCOLO GLOSSARIO:
-Nennelle= Ragazze;
-Sparpetià= Struggersi d'amore;
-'E panne spase= Panni stesi ad asciugare;
-D''o barcone= Dal Balcone;
-Se lagna= Si lamenta;
-Cjhe aracquava= Cjhe innaffiava;


7 commenti:

  1. Riprendo da Facebook:

    *Nazario Bruno:
    Molto, molto bella!

    ** Maria Rosaria Vitale:
    Bellissima poesia!!! Pietro Zurlo the Best! Addò stanno ’e panne spase c’è vita, c’è una casa che respira…segno di rinascita e rigenerazione di una famiglia intera.

    ***Manrico Bacigalupi:
    Ma come si fa a scrivere cose così belle…ma come fai!!!??? Grande Pietro, è bellissima!!!! Ho rivisto il mio paese oggi, è vero…sono spariti i nostri sogni da bambini, le nostre piccole cose quotidiane che facevano parte della nostra giovane vita.

    ****Eleonora Lentisco:
    Grande, mi ha toccato il cuore, è questo che provo quando torno (raramente) dove sono cresciuta. Nostalgia???

    ***** EPITTETO:
    Dopo tutti i commenti che precedono mi taccio.
    Che potrebbe dire di più un modesto amanuense come il sottoscritto?
    L’autore, vincitore tra l’altro di un premio con relativa menzione, ha qui calato un asso pigliatutto.
    Ma io non mi do per vinto e ci provo.
    Da questa lirica nascono prepotenti alcune considerazioni. I paesi del profondo nord e sud semi abbandonati per effetto del fenomeno della riduzione delle nascite, l’abbandono dell’agricoltura manuale, la scomparsa di antichi mestieri, l’urbanizzazione, la vita facile e gaudente dei giovani, le lauree inutili ad un proficuo lavoro, l’immigrazione straniera massiccia.
    E i nostri ricordi che non collimano più con la realtà, lasciando spazio alla nostalgia ed al disappunto.
    Però un’ultima àncora di aspettativa: là dove si vedono ancora dei panni stesi, li forse vive l’amore di una donna che sogna di formare una nuova famiglia.
    Un po’ poco per un passato che si dissolve?
    Ma, se non altro rimane una speranza che le radici di un tempo non vadano dissolte del tutto.
    Comunque un testo attento ai particolari, come solo l’occhio di un artista sa cogliere.

    RispondiElimina
  2. Ricordi del tempo che fu e presa coscienza dei momenti attuali. Ma qualcosa non va: Non tutti si aggregano ai nostri usi e costumi...non dico chi per non alzare un polverone che non voglio!

    RispondiElimina
  3. Dove stanno i panni stesi c'è un focolare domestico, insomma l'idea di base è quella, ma il significato vero di tutta la poesia va oltre le parole. Il riferimento alle case vecchie abitate dagli stranieri ti fa onore.. Una poesia solo all'apparenza semplice, che va oltre la malinconia del tempo andato e si fa proposta di fratellanza e diventa messaggio di pace. Complimenti Pietro, questa è una signora poesia.

    RispondiElimina
  4. Anche a me è piaciuta molto questa poesia che in un certo senso mette a confronto il modo di vivere e di sentire di una volta con il mondo di oggi, ma alla fine bastano due panni stesi per dare, come una volta, l'idea di unione e della famiglia. Alla prossima.

    RispondiElimina
  5. Ringrazio di cuore quelli che mi hanno letto e commentato, nel contempo mi scuso se non commento i lavori degli altri, non ne son capace ed anche per il poco tempo che dedico in lettura, per via degli occhi.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Non ti preoccupare, tu conserva la vista per quando scrivi :-) A leggere ci pensiamo noi.

      Elimina
    2. Grazie Franco...faccio il possibile...invece tu, attingi quello che vuoi sul mio profilo.

      Elimina