venerdì 5 settembre 2014

POESIE SCARTATE - Salvatore Scollo


POESIE SCARTATE


Le mie poesie, figlie legittime
con nome e padre certi
non andate però spose
a premi letterari
gli manca nobiltà d’origini …
Lo stesso risultato esibendole
sui siti di poeti e prosatori
niente ammiccamenti
segnali d’intesa, palpeggiamenti …
Forse perché bruttine? Ma per il genitore …

Soffocare le proprie creature
toglierle dalla circolazione
anche se filiformi e deformi
suscita un che d’imbarazzo.
Ma se voglio che la progenie
cresca sana e si rinforzi
via ai rimorsi alle querimonie.
La compagnia delle sopravvissute
basterà per mantenermi forte
dimenticare il poesicidio.

3 commenti:

  1. Questa poesia è una delle ultime quattro che mi aveva mandato e che io ho tenuto nel cassetto, nella speranza di proporle quando si fosse rimesso dalla malattia.

    Salvo la poesia ce l’aveva dentro, con lo studio e la perseveranza era riuscito a mettere a frutto anche altre sue doti innate, quali l’ironia e ottima capacità di analisi, pur mantenendo sempre quella semplicità nel proporsi, quasi si volesse sempre scusare di questo suo vezzo di scrivere. Non era falsa modestia, tutt’altro, era consapevolezza dei propri limiti, aggravata dalla timidezza evidente. Lo scrittore addà esse sfacciato, deve essere sfrontato, convinto fino all’osso della propria bravura e pronto a battersi per affermare il proprio punto di vista, altrimenti fa una vita grama e non di rado diventa famoso quando è troppo tardi.
    Non lo dico io, lo diceva quel tale che ha scritto il Vecchio e il Mare. Scusatemi se è poco.

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  2. Serenella Tozzi5 settembre 2014 15:11

    Sempre ironico, così garbatamente ironico... C'è tutto il suo modo d'essere in questa poesia.

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  3. Non credo sia una delle sue migliori.
    Comunque un modo di ricordare, pensando che forse ci starà ossevando nella bisogna di leggerlo...
    Chissà, potrebbe capitare anche ad ognuno di noi: sarebbe già un grande successo.
    Siddharta

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