martedì 2 settembre 2014

Post.it di Rubrus - "Notizie dalle tenebre" dall' introduzione di Joe R Lansdale

Dall’introduzione a “Notizie dalle Tenebre” che l’autore Joe R Lansdale ha scritto apposta per l’edizione italiana:

Breve e gustoso e liscio come l’olio, così deve essere un racconto...
Il romanzo somiglia più a un animale selvatico, in grado di sopportare diversi problemi e maltrattamenti, deviazioni, vicoli ciechi e pulci letterarie, mentre il racconto deve essere nutrito e alimentato con costanza...


Non lo sapevo ancora quando ho cominciato a leggerli e studiarli. L’unica cosa che sapevo è che erano brevi e che le riviste di fantascienza li compravano a bizzeffe e che, con un investimento di tempo relativo, avrei potuto esercitarmi finché non fossi stato in grado di scrivere qualcosa di più lungo...
Il giorno in cui ho deciso di provare a scrivere racconti finché la mia reputazione non mi ha consentito di passare al romanzo, ho scoperto quanto li adorassi, ho imparato a scrivere meglio e probabilmente ho anche capito come fare a scrivere un romanzo...
Per concludere, i racconti mi hanno cambiato la vita. Mi hanno permesso di fare carriera...
 Al di là di almeno due temi che meriterebbero una lunga trattazione, come il rapporto e la differenza tra romanzo e racconto (personalmente credo che nessuno dei due sia necessariamente ancillare o propedeutico rispetto all’altro, ma che la relazione possa scorrere nei due sensi), mi soffermo solo su un paio di frasi: “Le riviste di fantascienza li compravano a bizzeffe ... i racconti mi hanno permesso di fare carriera”.
 Ecco, è esattamente il contrario di quel che accade da noi, dove tutti gli editori paiono obbedire al seguente comandamento “Tu non pubblicherai raccolte di racconti”.  Altri mondi. Speculari.

1 commento:

  1. Hai ragione, da noi è più difficile sfondare partendo dai racconti. Prima diventa famoso con qualcos'altro e poi si vedrà, questo sembra essere l'orientamento delle case editrici.
    I libri di racconti li vendono come strenne natalizie, li consigliano per le vacanze, li raccomandano anche a carnevale, purché i nomi in copertina siano importanti. Quando in libreria entrava qualcuno senza le idee chiare e doveva fare un regalo, io non avevo dubbi gli rifilavo un libro di racconti, altrimenti non si vendevano nemmeno allora.

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