martedì 28 ottobre 2014

il Salotto di ottobre 2014




Modiano chi?
Jean Patrick Modiano
 (Boulogne-Billancourt30 luglio 1945

Apprendo da finzioni, ma la notizia ha già fatto il giro del mondoche il ministro della cultura francese, la quarantunenne di origini sudcoreane, Fleur Pellerin, ha ammesso candidamente alla televisione francese di non conoscere l’attuale premio Nobel della letteratura. Inoltre ha scandalizzato tutti ammettendo di aver poco tempo per leggere, sono due anni infatti che non legge un libro. Che vi devo dire, per me è adorabile. Tanto candore mi mette di buonumore e mi predispone favorevolmente nei suoi confronti. I vari Bondi, poeta maltrattato, e l’attuale Franceschini, scrittore di discusso successo, non avrebbero mai rilasciato dichiarazioni tanto compromettenti, loro non si sarebbero lasciati cogliere in castagna. Ma chissà se almeno loro conoscono Modiano? Io l’avevo soltanto sentito nominare e come molti penso, solo dopo l’annuncio mi sono affrettato a leggere qualcosa sul suo conto. Ho scoperto che ha scritto anche canzoni e sono andato a ritrovare il testo. Non c’è bisogno della traduzione, il francese del testo lo capisce anche mio nipote che in tre anni di medie ancora non sa come si scrive arrivederci. Ne vous étonnez pas!

Il testo “Étonnez-moi, Benoît” cantato da Françoise Hardy e scritto da Patrick Modiano

“Étonnez-moi, Benoît
Marchez sur les mains,
Avalez des pommes de pin, Benoît
Des abricots et des poires
Et des lames de rasoir
Étonnez-moi !


Étonnez-moi
Car de vous à moi
Cela ne peut pas, cela ne peut pas
Durer comme ça
Car de vous à moi
C'est fou ce qu'on s'ennuie, tu sais

Étonnez-moi, Benoît
Coupez-vous les oreilles
Mangez deux ou trois abeilles, Benoît
Faites-moi le grand soleil
Faites sonner le réveil
Étonnez-moi !

Étonnez-moi, Benoît
Jouez de pipeau
Accrochez-vous aux rideaux, Benoît
Attrapez-moi au lasso
Et jouez au rodéo

Étonnez-moi!”.


A.A.A. Lettori cercasi

Secondo alcuni il calo dei lettori sarebbe iniziato ben prima dell’entrata in gioco dei media digitali. Oggi però si è arrivati all’apice di questo processo: troppi giornali, troppi romanzi destinati ad ammuffire negli scatoloni, troppe pagine, troppi portali d’informazione e sempre meno lettori, spaesati di fronte ad un’offerta che, più che avvolgere, sembra stringere. Si scrive troppo (su carta e su pc), e si capisce sempre meno. Nel 1978 Milan Kundera pubblicava infatti Il libro del riso e dell’oblio, un romanzo in forma di variazioni, in cui lo scrittore ammoniva perentorio: «Quando un giorno (e sarà presto) dentro ogni uomo si sveglierà lo scrittore, saranno tempi di sordità e incomprensione universali».
Gli sms, i blog, i social network, ci hanno trasformati tutti in potenziali scrittori, facendo scaturire nella popolazione un’irrefrenabile tendenza alla grafomania.
E se tutti scrivono, chi legge? Fate un salto nei siti letterari e vi renderete conto che la media dei commenti per ogni racconto è pari a uno. Solo il CdP raggiunge una media di sei commenti per racconto, ma le inserzioni in quel settore sono davvero ridotte al lumicino (3 racconti nel mese di ottobre). La vetrina più affollata invece è quella di Neteditor, con ben 40 racconti negli ultimi 7 giorni. Solo i big riescono a raggranellare un dozzina di commenti, nella maggioranza dei post alla voce commenti appare lo zero. Rosso venexiano invece va in controtendenza, sono in pochi ma c'è gente che scrive molto bene, e i commenti non mancano.






Mi è stato chiesto di pubblicare questa poesia apparsa su fb e lo faccio con piacere. Comunque la si voglia definire, semplice, ingenua, poesia/prosa poetica, e scomodando Kerouak, perfino un esempio di prosa spontanea, la composizione merita di essere letta in silenzio per la freschezza del pensiero, la disarmante semplicità espositiva, e la profondità del testo.
L’unico consiglio che mi sento di dare all’autrice è quello di non cambiare mai e di continuare a scrivere così, ma soprattutto mi auguro vivamente non le venga mai in mente di entrare in un sito di letteratura; nella migliore delle ipotesi, i consigli dei cosiddetti espertoni, le rovinerebbero questa invidiabile spontaneità.
Non ci resta che riflettere in silenzio sul significato della poesia, roba da far accapponare la pelle. Come già detto, ogni altro commento da parte mia è superfluo.


Sana pazzia
di Herry Frux
Leggo, penso, cammino,
mi fermo.
No, riprendo.
Ho un vuoto, dove sto andando non so,
guardo quella com'è vestita ( ma si è vista stamattina prima di uscire! ),
ma a me poi cosa interessa mi chiedo?
Quello mi guarda, sarà il solito maniaco, ci vuol provare, alla prossima gliene dico quattro, mi sta rompendo.
E se fossi io che lo sto fissando?
Lui è lì per i fatti suoi, tranquillo, è meglio che proseguo a camminare,
forse sto impazzendo, ho il mio libro in mano, lo tengo stretto, ho paura che qualcuno me lo prenda...
Cerco una panchina un pò nascosta, un pò isolata, voglio tornare nel mio guscio
e guardare le persone dal di fuori,
leggere in silenzio...


Fiera del libro di Francoforte

I primi dati in arrivo dalla Fiera del libro di Francoforte non sono confortanti per l’Italia e per L’Europa in generale. Circa sei italiani su dieci quest’anno non hanno comprato nemmeno un libro. Pensando alle puttanate che leggono certi miei conoscenti mi verrebbe da dire meglio così, non fosse che il penultimo posto in Europa, lo confesso, un pochino mi offende. Sulle vendite degli E-book c'è ancora confusione, perchè il Fatto Quotidiano assesta il mercato del digitale al 3,5% e parla di un cartaceo in crescita. Mentre secondo il Giornale .it  i lettori degli E.Book sarebbero addirittura in aumento del 20% ca.  Anche se questa crescita  non compenserebbe le perdite del cartaceo. Un mercato questo che per la prima volta registra un calo anche nel numero dei titoli pubblicati. Le statistiche si sa, vanno prese con le molle, e non sempre dicono il vero. Anche questo è un luogo comune, ma come si fa a dire con certezza che gli italiani leggono meno di prima, se non si conoscono nemmeno indicativamente i dati di lettura sul web. Oggi, per esempio, mi sono letto due racconti e altre bagatelle varie, però questo non fa testo, non entra in nessuna statistica perché non ho speso un centesimo, e perché l’editoria misura tutto in termini di fatturato. Ci sarebbero anche centinaia di biblioteche sparse sul nostro territorio da mettere sul conto; è stato mai fatto un calcolo di quanti libri vengono letti in un anno attraverso questo sistema? E il passamano dove lo mettiamo? In casa mia per esempio lo stesso libro viene letto qualche volta anche da tre persone, prima di finire nelle mani di amici e parenti, e qualche volta restano intonsi. Senza contare che non si parla mai della qualità delle letture. Il forte calo dove si riscontra? Forse negli Armony o nei libri dei calciatori? Magari fosse vero, sarebbe già un passetto in avanti.




reblog

FACEBOOK: MENO GATTINI, PIU’ QUALITA’???

Queste le attese per il 2014, a fine anno verificheremo se le previsioni erano esatte, ma nel frattempo prendiamo confidenza con alcuni modi dire in uso nel web. Bitstrip, gif, virali meme, feed, siamo sicuri di conoscere il significato di questi nuovi termini?


Siete appassionati di Bitstrips o di gif con gattini, cani e bimbi capaci di diventare virali nel giro di pochi minuti?
Ecco, per il bene della vostra pagina aziendale, forse dovrete abbandonarli.
Un cambiamento che presto avverrà nel settore mobile, infatti, potrebbe essere davvero rivoluzionario.
Dal momento che il traffico generato da Facebook ai siti di informazione è aumentato del 170% in un solo anno, Menlo Park ha annunciato che presto verranno privilegiati i link ad articoli di qualità, rendendo meno visibili i virali meme (e sfidando sempre più direttamente Twitter)
Questo non significa ovviamente rinunciare ad immagini e video (e se ancora non fosse chiaro, tornate all’inizio di questo post), ma puntare sempre alla qualità dei vostri contenuti.
Non solo: presto su Facebook, dopo aver cliccato sul link diretto ad un articolo, sarà possibile visualizzare fino a tre articoli correlati direttamente sotto il feed, per scoprire altri contenuti per noi potenzialmente interessanti.

Gif

45 definizioni di gif (clicca qui)
Una delle 45 definizioni di gif: 
Graphic Interchange Format. Formato di file sviluppato dalla società informatica americana CompuServe per la grafica (soprattutto quella destinata a Internet)






Bitstrip

Si chiama BitStrips ed è una nuovissima applicazione da utilizzare su Facebook, per creare “Comics” con il proprio avatar. E’ possibile dare vita a simpatiche “scenette” con tanto di dialoghi. Espressioni facciali totalmente personalizzabili, così come la posizione del corpo, l’abbigliamento e lo stile del proprio personaggio.





Video virale
Con il termine video virale ci si riferisce ai filmati che hanno acquisito popolarità attraverso lo scambio su internet [..] spesso sono di contenuto umoristico ed includono sketch televisivi comici,
Meme

Replicatore di informazione.
Esempi di memi sono melodie, idee, frasi, mode, modi di modellare vasi o costruire archi. Proprio come i geni si propagano nel pool genico saltando di corpo in corpo tramite spermatozoi o cellule uovo, così i memi si propagano nel pool memico saltando di cervello in cervello tramite un processo che, in senso lato, si può chiamare imitazione.

video meme
Tormentone virtuale




feed

Cosa sono i feed?, Mamma mia, non è cosa semplice da spiegarsi, così su due piedi, sappiate però che significa flusso e servono  per ricevere le notizie dai blog che preferite: Sul web ho trovato una spiegazione abbastanza semplice ed esplicativa:
“Se una persona vuole leggere un giornale e non è abbonato esce di casa e va a comprare il giornale. Se invece è abbonato il postino gli porterà il giornale direttamente a casa. I feed funzionano esattamente allo stesso modo dell’abbonamento e vi porteranno nel vostro pc le notizie dei blog a cui vi siete abbonati. Attualmente per abbonarsi alle notizie online è spesso un operazione gratuita e questa operazione è detta: sottoscrizione feed. Per sottoscrivere un feed, però vi occorre un programma feedreader (lettore di feed) che possa appunto sottoscrivere i feed e da cui sarà possibile leggere tutte le notizie che provengono dai blog. Insomma saranno i feed a venire da voi quando ci sono notizie nuove(proprio come quando vi portano il giornale).” http://www.evilripper.net/cosa-sono-i-feed/




Social network e siti letterari

Mi sono sempre domandato se siti letterari riservati agli scrittori e poeti non professionisti, perlomeno quelli più grandi come Neteditor, Scrivere.it, Club dei Poeti, ecc. dovessero rientrare nella categoria dei social network, (Facebook, Twitter ecc.). L’eccessiva socializzazione, infatti, il clima amicale e molto spesso le diatribe che si instaurano inevitabilmente tra i frequentatori abituali, per alcuni impedirebbero di fatto un’analisi critica obbiettiva delle opere esposte in vetrina, mentre per altri questo aspetto non sarebbe affatto un problema, bensì una risorsa. Insomma la letteratura al pari dello sport, del gossip, della politica, come veicolo e momento di aggregazione tra gli utenti del web. In entrambi i casi e comunque la si pensi, ogni sito che si rispetti ha il suo bravo webmaster che decide la linea editoriale da mantenere; una figura professionale sempre in evoluzione e che oggi si identifica sempre di più nel Community manager.

Il community manager,
è una nuova figura professionale che rientra nella categoria dei mestieri del web. La sua nascita è strettamente collegata allo sviluppo e alla crescita che i social network hanno registrato negli ultimi anni. Ma che cosa fa esattamente un community manager? Il lavoro di questo professionista consiste nel progettare la struttura di una comunità online e nel gestirne le sue attività. In pratica fa quello che faceva prima o che avrebbe dovuto fare, soltanto che lo chiamano diversamente.

Problem solving
Vi rimando alla rete per maggiori informazioni su questa nuova figura professionale, ma vi basti sapere che un buon community manager dovrebbe avere la sensibilità per decidere le regole di comportamento che gli utenti devono seguire. Nonché possedere la conoscenza approfondita di tutte le modalità di aggregazione online e di tutti gli strumenti che favoriscono questa aggregazione. E per ultimo, ma non in ordine di importanza, un’attitudine naturale al problem solving, per gestire le situazioni che potrebbero sfociare in criticità.
Per sapere invece ciò che non dovrebbe permettere un bravo e attento community manager, o web master, se siete affezionati alla vecchia dicitura, andate sul CdP. Siamo arrivati agli insulti, ma nessuno sembra provvedere.
Un piccolo esempio, e nemmeno tra i peggiori:
“Cosa dovrei dire io che di lauree ne ho due? xxx, come al solito sconfini nel mondo dei frollini del buongiorno. Federica ha aperto gli occhi, Federica si è passata una mano tra i capelli, Federica ha fatto on-off sull'interruttore...ma per caso ha fatto pure pipì nel mentre? Questo non ci è dato di sapere, ma ciò che sappiamo con certezza è che con questo raccontucolo la pipì l'hai fatta tu, dunque a noi non resta che tirare lo scarico.”
Se questo è un commento letterario accettabile, io sono la brunetta dei ricchi e poveri.

Ps: se qualcuno non fosse ancora convinto si legga questo “testo” e si renderà conto che non esageravo, queste sono le conseguenze quando non si interviene con prontezza.





Charles Pierre Baudelaire (Parigi, 9 aprile 1821Parigi, 31 agosto 1867) . I fiori del male, la sua opera maggiore, è considerata uno dei classici della letteratura francese e mondiale.
Direttamente da Wikepia l'introduzione a questo Salotto che riprende il discorso interrotto a luglio. L'occasione mi è stata fornita da un nostra comune amica, la quale mi ha riproposto questi versi presi dal celeberrimo Les fleures du mal. Testo che voi conoscerete a memoria, mentre io l'ho incontrato casualmente qua e là, nei miei vagabondaggi letterari e sul quale non mi sono mai soffermato con molta attenzione. D'accordo, è una carenza grave, ma non si può leggere tutto nella vita, però non è mai troppo tardi e si può sempre rimediare. A proposito di vita la poesia parla della morte, ma per fortuna di quella consolatrice, non quella brutta roba minacciosa con la falce in mano.
Colgo l'occasione, ringrazio l'amica, e accetto l'invito alla lettura con piacere. E per farmi perdonare e alleggerire la tensione vi propongo un'altra poesia del buon Charles, A una malabarese (pag,257), che non parla di una donna della malavita barese, bensì delle grazie di una giovane fanciulla del Kerala, e precisamente del Malabar, regione sudoccidentale dell'India. No dico, a dimostrazione che perlomeno con Google maps a portata di tasto ci so ancora fare.




122  * La morte dei poveri
La morte ci consola, ahimè, e ci fa vivere; lo scopo dell'esistenza, la sola speranza che, come un elisir, ci sostiene e ci inebria, facendoci coraggio per arrivare a sera; lei, che attraverso la tempesta, la neve e il gelo, dà un vibrante chiarore al nostro nero orizzonte; è la locanda famosa di cui si parla nel libro, dove si potrà sedere, e mangiare, e dormire; lei, l'Angelo che racchiude fra le sue dita magnetiche il sonno e il dono dei sogni estatici, lei che rifà il letto alla gente povera e nuda; gloria divina, granaio mistico, borsa del povero e sua patria antica, portico aperto su cieli sconosciuti!
("I fiori del male" di Charles Baudelaire  tradotti in prosa da Attilio Bertolucci)

Sulla colonna di destra invece potete leggere la versione integrale dell'opera in pdf di Liberliber.it, nel caso vi tornasse la voglia di leggerne qualche brano.

(frame 5 ottobre 2014)


33 commenti:

  1. Serenella Tozzi5 ottobre 2014 23:40

    Leggendo Baudelaire mi si radica la convinzione della contrapposizione, chi più ama il bello, più riconosce la bruttezza (forse, la bruttezza in tutta la sua bellezza).
    In mezzo alla sua improntitudine, quanta poesia amabile trovo nei suoi versi. In quelli dedicati alla morte dei poveri per esempio, che dolcezza d'animo, quanta amorevolezza, specie là, dove descrive la morte che gli rifà il letto... una splendida immagine poetica colma di pietà.

    La precisione descrittiva, poi, che ci fa guardare coi suoi occhi l'immagine come in un acquerello: «La carrozza porta via al gran trotto, in un viale zebrato d’ombra e di luce, le bellezze adagiate come in una navicella, indolenti, mentre ascoltano vagamente le galanterie che cadono nel loro orecchio e si abbandonano con pigrizia al vento della passeggiata» si legge in un suo saggio "Le peintre de la vie moderne" pubblicato nel 1863.

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  2. Ahimè, Baudelaire ed il simbolismo...
    Il poeta < un angelo decaduto >, in grado di creare e non soltanto copiare la natura: " La natura non è altro che un dizionario! ", diceva.
    Ma purtroppo per me, con lui la poesia si libera per la prima volta delle regole metriche, per taluni divenendo più viva e moderna.
    Adesso ne stiamo pagando le conseguenze con il modernismo infuturato, incomprensibile e assurdo.
    Che parla di emozioni, segnali di una realtà profonda ma nascosta, senza dar mai a sapere quale...
    Siddharta

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  3. Sul < Community manager >.
    Riporto un mio commento sul Club dei Poeti relativo al fatto denunciato:
    << Ho il sospetto che il virus joshua si stia diffondendo a macchia d'olio ( in tema di assurdità dialettiche )...
    Non molti anni fa dilagava in rete un sito/blog ( Lo specchietto delle allodole ), poi chiuso, dove un gruppetto di disperati morali si esercitava ad offendere pesantemente il C.d.P. e i suoi autori-commentatori ( me compreso ).
    Nelle sue file militavano per lo più soci cacciati dal nostro Wm per gravi violazioni regolamentari.
    Ecco, penso sia giunto il momento di far pulizia in casa, cacciando i più intemperanti.
    Epitteto >>.

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    1. Le diatribe affiorano un po' ovunque,non solo al cdp e non è sempre facile far rispettare il regolamento. Una situazione antipatica e secondo me già molto compromessa. Sarà difficile riportare la situazione alla normalità.
      Epuarazioni? Non so fino a che punto possano servire.

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  4. Capito qui davvero per caso (e dopo moltissimo tempo), o meglio, quasi condotta da un presentimento.
    E ci prendo in pieno.
    Mi permetterai Franco di invadere questo tuo spazio per dire la mia, spero.
    Si dirà che tanto già si sa quello che ho da dire. Ok. Ma vista la situazione vorrei ripetermi.
    A volte penso che molti di voi abbiano davvero i paraocchi e abbiano, mi spiace dirlo, una sorta di limitazione mentale che non gli consente di vedere al di là di.
    Con questo voglio dire che trovo assurdo, inopportuno, tendenzioso e altamente scorretto il commento di epitteto all'inserimento di spettinata e che, in egual misura, valuto queste tue considerazioni.
    Ritengo che questo blog sia nato per altri motivi, diversi da quelli di occuparsi di un club che nulla ha a che vedere con il suddetto spazio. Poi, Franco, non capisco davvero il tuo astio, visto che nel club intervieni ormai di rado (in compenso, però, ci bazzichi magari quotidianamente per vedere cosa succede e fiondartici, a questo punto, come e peggio di un avvoltoio.
    Mi chiedo: nella speranza di danneggiare chi?

    In ultimo vorrei dire che invece di occuparvi di spettinata, delle similoffese di rain, o di joshua per il quale mi pare ci sia più una invidia malsana che altro, occupatevi principalmente del linguaggio scurrile e, in tal caso, veramente offensivo di coloro che si permettono (senza mai essere redarguiti DA NESSUNO) di utilizzare parole come drogato, frocio, celebroleso e tanto altro ancora.
    Scusa lo sfogo (e ti chiedo scusa solo perché ho invaso un tuo spazio).

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    1. Hai fatto bene ad intervenire Daniela, anche se non avevo bisogno di ulteriori conferme. Basta leggere i tuoi commenti per sapere come la pensi a proposito della poesia. Una posizione del tutto legittima, le intemperanze semmai arrivano da altre parti. Ho parlato di situazione compromessa ma quando ho scritto l’articolo l’inserimento di Spettinata non l’avevo ancora visto. Infatti si vede benissimo che l’ho aggiunto in fondo. Di una cosa però ti devo dare ragione, quando la diatriba degenera e si sconfina negli insulti la colpa è un po’ di tutti. Io non faccio nomi e non ho bisogno di schierarmi, sono per l’uso di un linguaggio anche forte ma mai offensivo, e naturalmente ha sbagliato anche chi ha usato il termine frocio al posto di gay. Sono d’accordo è offensivo. Ma di insulti ce ne sono voltai tanti anche prima e ho l’impressione che ne voleranno ancora, se il wm non prenderà provvedimenti. Per concludere, nel mio blog come avrai notato ci occupiamo di tutto ciò che avviene nella litweb, comprese le beghe del CdP, non lo sto guardando dal buco della serratura per scopi reconditi. Sei tu che vedi nemici da tutte le parti ormai. Rilassati non è una crociata la tua… o sì? In ogni caso qui sei sempre la benvenuta.

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  5. Serenella Tozzi7 ottobre 2014 12:02

    Nessuno può imporre ad altri i propri gusti ritenendoli diretta diramazione dello Spirito Santo.
    Per quanto riguarda il CdP io ci sono rimasta finché l'ho trovavo consono al mio modo di essere, cioè un ambiente cordiale e rispettoso anche nei momenti in cui si manifestavano opinioni discordanti. Anzi, ricordo con quale divertimento cercavo di rispondere ai commenti negativi. Se, invece, mi capita di trovarmi in mezzo a dispute rissose e irriverenti, non riesco più a sentirmi tra "amici" e preferisco spendere il mio tempo altrove, senza sciuparlo in diatribe senza soluzione.

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    1. Tu l'hai detto.
      Nello specifico, il regolamento del CdP prevede commenti esclusivamente al testo postato dagli Autori.
      Invece , dopo averlo accettato liberamente, taluni soggetti ne fanno una palestra per insultarsi vicendevolmente a titolo personale.
      In un inserto a Spettinata, proprio adesso un tale mi ha chiamato in causa storpiando più volte anche il nickname del frigio stoico Epitteto...
      Ho solo richiamato di attenersi alle regole, ma è tempo perso: taluni individui sono mossi da natura malevola, che vomitano sul prossimo.
      Sid

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    2. Serenella Tozzi8 ottobre 2014 01:18

      E già, Epitteto, questo sconosciuto.
      Non te la prendere Sid,quando c'è tanta "caciara" nessuno ascolta nessuno.

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    3. Ti rendi conto, mi ha dato dell’avvoltoio e per cosa? Forse non ha gradito i miei ultimi commenti. Ma che ci posso fare, dico quello che penso e non mi lascio influenzare dal numero delle lauree che uno esibisce, e neppure le amicizie illustri mi influenzano più di tanto.
      La cosa curiosa è che lei è convinta di aver scoperto una cospirazione in atto contro il CdP. Pensa di avermi scoperto con le mani nel sacco, come se non si potesse parlare in questo sito di ciò che avviene in un altro e per di più citando la fonte con tanto di link. Cose da pazzi, sono due anni che pratico il reblog, e nel mio articoletto denunciavo semmai la mancanza di una linea editoriale degna di questo nome e commenti indecenti. Altro che pseudo offensivi. L’ho già detto e lo ripeto, a me questa diatriba in atto tra modernisti infuturati e classicisti mi annoia e un pochino mi preoccupa per le conseguenze che potrebbe avere. Quando un sito di letteratura entra in crisi è un danno per tutti gli appassionati del settore.
      Chissà poi perchè se la prende tanto, sai che voglia ho di fare la guerra a lei e a quelli della sua combriccola?, e per che cosa poi? Ma per favore…
      Vuoi vedere che per caso capita ancora da queste parti? Secondo me non è presentimento, chiaroveggenza o stregoneria, trattasi di coda di paglia pura e semplice.

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    4. Serenella Tozzi9 ottobre 2014 15:16

      Ma, sai Franco, la gente è solita attribuire agli altri i propri pensieri.
      Non ragioniam di lor, ma guarda e passa. La poesia è oltretutto sensibilità d'animo..

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  6. Serenella Tozzi8 ottobre 2014 01:12

    FACEBOOK: MENO GATTINI, PIU’ QUALITA’???
    Acc. quanto è complicato: bitstrips, gif, video virale, meme, feed... ho dimenticato qualcosa?
    Fra tutti mi rimane gattini che, fra l'altro, mi piacciono tanto (non in salmì, beninteso. Eh, Rubrus!).

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  7. Termini internettiani] Quando mi imbatto in questa terminologia mi viene sempre in mente il dottor Balanzone che prescriveva "aqua fontis" nelle ricette... Ma soprattutto... perchè uno dovrebbe dannarsi per essere popolare su internet?

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    1. Per esibizionismo, caro Rubrus, per presunzione, per non sentirsi una nullità, per sognare l'immortalità, e tanto altro ancora...
      Tutti soggetti dalla personalità disturbata, che cercano disperatamente una qualche forma di cura psicoterapeutica.
      Sid

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  8. Questo blog letterario mi è piaciuto sin dal primo momento per il suo clima rasserenante, per i suoi silenzi e per la qualità dei suoi inserimenti. Noto all'improvviso una certa litigiosità, una acredine che mi fa tornare alla mente un certo modo di fare di qualche sito di cui non ho affatto nostalgia. Spero si tratti solo di un momento e che si ritorni a parlare solo di cultura. Baudelaire, appunto, confesso, ahimè, di non aver mai letto qualcosa di lui, tanto meno I Fiori del Male. Non mi resta che correre ai ripari, appena posso. In quanto alle applicazioni di internet su facebook, non mi sforzo neanche di capirle, tanto avranno vita breve, come le stelle cadenti.

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    1. Stai tranquillo Eugenio è tutto finito.
      Abbiamo avuto un leggero sussulto, è stato un singhiozzo, un reflusso dopo la poppata, ma adesso è tutto passato, possiamo di nuovo dormire sonni tranquilli.

      Le applicazioni digitali, hai ragione, hanno tutte vita breve, perchè vengono sostituite velocemente da altre, in una continua evoluzione. Per la nostra generazione seguire questi ritmi è molto dispendioso in termini tempo e di impegno. Però uno prende dal web quello che gli serve, quel tanto che basta a non restare fuori dal mondo tecnologico. Ma si può campare anche senza internet, ancora per poco, ma si può.
      Ciao

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  9. Sulla < Fiera del libro a Francoforte >.
    Restando in Italia, mi punge vaghezza di trascrivere il seguente inserto del Memorandum di Roberto Napoletano sul domenicale del 5.10.2014:
    "" ... mi è venuto in mente un viaggio di qualche mese fa e una sosta in Autogrill.
    Vedo un ragazzo di dodici/tredici anni che si avvicina all'espositore dei libri con occhio curioso e interessato.
    Prende in mano un grosso libro.
    Sopraggiunge la madre e con fare frettoloso, sbrigativo, ahimè superficiale, gli dice: che cosa fai con quel libro, è troppo grosso, vieni via!
    Il ragazzo ripone il libro con sguardo triste, rassegnato.
    ... Speriamo che altre mamme italiane ... non dicano mai più < vieni via > al figlio adolescente che vuole comprare un < libro grosso > "".
    La situazione è grave, dico io...
    Siddharta

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  10. Serenella Tozzi14 ottobre 2014 21:09

    Sulla Fiera di Francoforte ho sentito un esperto del settore che affermava un leggero miglioramento nel settore e, inoltre, che anche se l'Italia statisticamente è il fanalino di coda per quantità, si distingue, però, per la qualità dei suoi lettori.

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    1. Speriamo in bene...
      Sid

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    2. Ci sono notizie contrastanti in proposito, la tendenza però è quella del pianto greco, sempre la più facile da veicolare :-)

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  11. Su << Sana pazzia >> di Herry Fruz:
    Un nuovo modo di scrivere, certamente.
    E nel leggere un dubbio: prosa poetica o poesia in prosa?
    Ma c'è di più.
    In così pochi tratti, uno sguardo veloce ma intenso al proprio quotidiano.
    Nelle relazioni con gli altri e con se stessi.
    Una solitudine disturbata dai passanti ripiegati nel loro io, con occhi furtivi e lontani, benchè dal passo vicino.
    Fino a comprendere che la lontananza affonda nelle nostre paure, nei nostri pregiudizi.
    Non resta che rifugiarsi in un canto, nel silenzio della lettura, alla scoperta di mondi lontani.
    Nell'ovattato calpestio della gente che ci passa davanti.
    Testo bellissimo, non c'è che dire.
    Porca miseria, ma che brava!
    Siddharta

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    Risposte
    1. Rectius: Herry Frux ( stamane la vista mi sta abbandonando... ).
      Sid

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  12. Bizzarrie dell'ispirazione. Da una situazione di partenza pressochè identica a quella di cui al testo, ho tratto un racconto noir (non posso pubblicarlo qui per ragioni di copyright). Superfluo dire, a questo punto, quanto mi sia familiare quanto espresso. Non chiedetemi se è prosa o poesia perchè non saprei rispondere.

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  13. Serenella Tozzi15 ottobre 2014 13:46

    E' vero, sono i pensieri vaganti in ognuno di noi espressi in maniera fresca e spontanea.

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  14. Serenella Tozzi17 ottobre 2014 21:14

    Avevo avuto la visione di un bellissimo pensiero: un pensiero sospeso fra prosa e poesia, ma come tutte le cose belle è subito svanito. "Talvolta", però, capita di essere fortunati e ritrovarle.
    Io spero di poter ritrovare quel pensiero sul blog.

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    Risposte
    1. Io non ho visto nulla... sarà stato un gatto :-)

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    2. Fuor di battuta, mi fai sovvenire che spesso mi frullano in capo pensieri che ritengo brillanti, da condividere con voi, ma che poi mi svaniscono d'incanto data l'età ( si sa che perdurano solo quelli antichi... ).
      Allora giro sempre, come Kant, con un piccolo notes in tasca e me li appunto appena mi frullano in capo..
      Ma questo devo averlo già detto altrove...
      Sid

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  15. Su < A.A.A. lettori cercansi >:
    Sostituirei con < sembra travolgere >...
    Sono ammaliato dall'infinita possibilità di informazione e cultura via web.
    Naturalmente so che non potrò mai impossessarmene per intero, ma la felicità di sapere di tale esistenza mi spinge a vivere in eterno...
    Siddharta

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  16. beh... "scrittori"... adesso non esageriamo, via. Il fatto è che non si riesce a scrivere e a leggere nello stesso tempo, quindi dovendo fare il gioco della torre tra il comunicare con lo scritto quel che si pensa (il che non rende "scrittori") e il leggere quel che pensano gli altri si sceglie la prima attività - ma mi stupirei del contrario.
    Che poi non è detto che chi non commenta non legge (magari non legge sul web o legge anche sul web e non commenta).
    In realtà credo che il fenomeno del "non commento" abbia più lati positivi:
    in primo luogo smorza certe velleità degli scriventi che potrebbero - anzi potremmo - ritenerci scrittori non avendone le qualità
    in secondo luogo stabilisce una separazione tra scriventi e scrittori che ritengo ci debba essere (non si può livellare tutto in nome della libertà di espressione che, beninteso, è sacrosanta).
    In terzo luogo - e un po' fuori contesto, ma vabbè - ci riporta un po' tutti coi piedi per terra.
    "Scrittore" è, a termini di vocabolario, chi campa scrivendo.
    Per campare, si deve guadagnare.
    Per guadagnare, si deve pubblicare.
    La pubblicazione sul web non rende - o non rende abbastanza.
    Chi pubblica sul web non guadagna con quel che scrive.
    Chi pubblica sul web non campa di quel che guadagna pubblicando.
    Chi pubblica sul web non è uno scrittore.

    Al di là dell'aspetto meramente economico, vorrei ricordare che - e questo è il quarto luogo - uno scrittore non è un tale che vagheggia in preda ai sentimenti, sforna bon mot e pensierini tipo dolcetti della fortuna ecc (che è poi la forma tipo della scrittura web).
    Chi scrive per lavoro si documenta su quello che scrive, indaga, approfondisce, studia, legge, intervista, revisiona la lingua, lima lo stile, corregge, ricorregge, si adatta ecc.
    Insomma, anche al di là dell'aspetto meramente economico, ci lavora su, non si limita a dedicarsi allo scrivere al fuori della attività che gli dà la pagnotta. Ci dedica giorni, settimane, mesi anni. E poi magari ne ha un ritorno economico e magari no.
    Tutta roba che il webwriter non fa. Non che la scrittura sul web faccia schifo. Ci mancherebbe altro. Solo che chi lo fa non è uno "scrittore", ma un semplice dilettante, a volte dotato di grande passione e talento.
    Non può quindi aspettarsi il ritorno e economico e in termini di visibilità di uno scrittore (senza contare che chi vende molto di solito gode di investimenti pubblicitari in termini di marketing, concorsi, reclame ecc, da parte dell'editore).

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  17. Beh.. avrebbe potuto dire "Modiano? Certo che lo conosco. Quello delle carte". Nell'equivoco, ci avrebbe preso...

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  18. Ciao nonno, non fare lo sborone, che so come si scrive arrivederci in francese:

    Au revoir Valerio

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  19. Purtroppo anch’io non ne sapevo niente.
    Non si può sapere tutto a questo mondo!
    Certo che la Ministra alla Cultura…
    SIDDHARTA

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