lunedì 3 novembre 2014

Siddharta (44) - Pensieri cinici quotidiani - Testimonianze di un esorcista



A) – Giudizi.
Parafrasando Biante ( 600 a.C. ), uno dei sette savi.
E’ meglio giudicare un nemico che un amico, perché si rischia di tramutare il secondo in un nemico…

B) – Il bivacco.
Sentita in TV da un critico dei costumi: il nostro Parlamento < bivacco di sfaccendati perdigiorno>…

C) – Facoltà intellettuali.

La santoreggia è un’erba aromatica usata in cucina e in erboristeria.
E’ detta anche < erba dei satiri > per le sue spiccate doti afrodisiache.
Stimola anche le facoltà mentali, ma a quanto si vede intorno non c’è proprio chi ne fa uso a questi fini…


D) – La felicità.
Nel 2012 l’Assemblea Generale delle Nazioni Unite ha istituito per il 20 marzo di ogni anno a venire < La giornata internazionale della felicità >.
Come diritto di ciascuna persona ad una vita felice e appagante.
Già Epicuro ( 341-270 a. C. ) ebbe ad affermare che < compito della vita felice è il benessere del corpo e la perfetta serenità dell’animo > ( Lettera sulla felicità, all’amico Meneceo ).
Il problema a mio avviso è che la felicità dell’uno non è mai uguale a quella dell’altro.
Ognuno cioè persegue un suo ideale di felicità: allora come la mettiamo con sette miliardi di felicità diverse?
Si potrebbe perseguire per legge una felicità comunitaria, ma anche qui ne avremmo tante quante sono i gruppi sociali, nazionali, etnici, religiosi, ecc.
Certamente in conflitto gli uni con gli altri sul tipo di diritto confacente a ciascuna collettività.
P.S.: il mio sogno di felicità < in angulo cum libro > non corrisponde per niente a quello della mia adorata Santippe, < tutta casa, chiesa e vita di relazione >: cioè reciproche incomprensione ed infelicità continue…

SIDDHARTA

3.11.2014



A – Il pudore.
Relativamente all’intensità del pudore nella donna, che la rende assai gradita all’uomo ( …! ), val la pena di ricordare la vicenda delle vergini di Mileto.
La storia greca narra che le fanciulle della città, giunte alla pubertà con tutte le incertezze del caso, si davano a gara la morte per ragioni misteriose.
Chi buttandosi giù da una rupe, chi impiccandosi, chi col ferro al cuore.
Nulla poteva frenare i suicidi, né le minacce né le preghiere pubbliche e private.
Su consiglio di un vecchio saggio, fu allora varata una legge per la quale la prima che si fosse uccisa sarebbe stata condannata ad essere esposta nuda sulla pubblica piazza, rimessa agli sguardi dei cittadini fino alla putrefazione.
Non osando affrontare tale vergogna dopo la morte, i suicidi cessarono del tutto.
( da Melchiorre Gioia – Dell’ingiuria, dei danni, del soddisfacimento -; idem Plutarco in Moralia, 249 
B ).

Da psichiatra, il fenomeno del suicidio di massa delle ragazze di Mileto potrebbe facilmente spiegarsi con fenomeni depressivi tipici dell’età correlati alle condizioni di vita riservate alle donne dell’epoca.
Guardando alle proprie madri,  sorelle e compagne maggiori, viste dal maschio solo come fattrici e oggetto di piacere.
Ad esempio, nell’età classica al cittadino ateniese era consentito contemporaneamente:
- avere una moglie;
- tenersi in casa una concubina;
- frequentare le etère;
- mantenere, istruire e inchiappettare un bel ragazzo fino alla maggiore età ( dopo di che per quest’ultimo era disdicevole continuare tale pratica invece di sposarsi… ).
Quale fanciulla non sarebbe andata giù di testa al solo pensiero di quello che l’aspettava ( tralasciando i pochi diritti rimessi alle donne )?
Tutto quanto sopra, ovviamente ai tempi.
Invece adesso le nostre ragazzine si prostituiscono allegramente fin dalle medie…
Comunque, sempre in ordine al pudore dell’oggi, tengo a riportare un pensiero del Cardinal  G.F.  Ravasi del 5.10.2014, che da tempo col suo < Breviario > imperversa settimanalmente sul Sole 24Ore ( non me ne vorrà se per superiori ragioni etiche e per una volta scavalco il suo divieto < Riproduzione riservata >: 

“ <La bellezza anche nell'arte non può essere priva di pudore >.
Dal < Libro degli amici > del raffinato scrittore viennese Hugo von Hofmannsthal, questa considerazione su una qualità dell'anima e del corpo che ai nostri giorni è particolarmente calpestata.
Non si tratta solo di una questione di sesso e di buon gusto.
La spudoratezza è indizio di volgarità, di sguaiatezza, di degrado, di miseria umana.
Certe trasmissioni televisive che non hanno bisogno di essere citate, capaci solo di denudare corpi e anime in un'indecenza accompagnata da applausi e sghignazzi, sono lo squallido modello di un'umanità senza la dignità, senza la discrezione, la finezza che esige la vera bellezza.
È su questo filo che corre la distinzione tra eros autentico e bieca pornografia, tra intimità e sfrontatezza, tra bellezza e bruttura, tra persona e
oggetto ”.

B) – Emenda.

<<Un filosofo viene
tutto modesto, e dice:
- Bisogna a poco a poco,
pian pian, di loco in loco
levar gli errori dal mondo morale:
dunque ciascuno emendi
prima se stesso, e poi de gli altri il male -.
Ecco un altro che grida:
- Tutto il mondo è corrotto;
bisogna metter sotto
quello che sta di sopra, e rovesciare
le leggi, il governare;
non è che il mio sistema
che il possa render sano -.
Credete al primo; l'altro è un ciarlatano >>.

Giuseppe Parini ( 1729-1799 )

     SIDDHARTA
     29.10.2014

A) – Il professore universitario condannato all’Inferno.

Traggo dal blog < Vocazione > ( venerdi 28 ottobre 2011 ) quanto segue ( presente anche in altri siti ):
<<  Don Giuseppe Tomaselli nel suo libretto intitolato “L'inferno c'è”, racconta un fatto spaventoso avvenuto alla presenza di numerosi testimoni, ripreso dai Bollandisti.
Raimondo Diocré era un professore della famosa università parigina della Sorbona ( verso il 1030 d.C.).
Quando morì, i funerali vennero celebrati nella Chiesa di Notre-Dame con grande concorso di popolo, professori e uomini di cultura, autorità ecclesiastiche e civili, discepoli del defunto...


La bara fu collocata nella navata centrale, coperta da un semplice velo.
Durante il rito funebre, a un certo punto arrivati alle parole “ Responde mihi: quantas habeo iniquitates et peccata…”  si udì una voce sepolcrale uscire da sotto il velo: “ Per giusto giudizio di Dio sono stato accusato! ”
Con sgomento alzarono il velo, ma constatarono che la salma era immobile e fredda.
Ripresa la funzione religiosa tra il turbamento generale e arrivati allo stesso versetto di prima, il cadavere si levò ( a mezzo busto dico io… ) a vista di tutti e gridò forte: “ Per giusto giudizio di Dio sono stato giudicato! ”
I fedeli presenti rimasero ancora più spaventati per l'accaduto, alcuni dottori si avvicinarono al cadavere ritornato immobile e constatarono che il professore era davvero morto.
A questo punto non si ebbe il coraggio di continuare, il funerale venne sospeso e rinviato al giorno dopo.
Le autorità ecclesiastiche discussero sul da farsi.
Secondo alcuni il fatto accaduto in chiesa significava che il defunto era dannato e quindi non bisognava celebrare il funerale, altri invece pensavano che non era certo che il professor Diocré si fosse dannato, poiché aveva solamente detto di essere stato accusato e giudicato.
Il vescovo approvò quest'ultimo parere e l'indomani fece ripetere da capo le esequie.
Mentre era in corso la nuova funzione funebre, il morto si alzò dalla bara e gridò con voce terrificante: “ Per giusto giudizio di Dio sono stato condannato all’inferno per sempre! ”
A quel punto il funerale venne interrotto e il cadavere seppellito ma non in terra consacrata, essendo ormai certa la sua dannazione eterna.
A causa di questo evento spaventoso, molte persone si convertirono.
A che giova all'uomo guadagnare il mondo intero se poi perde l'anima sua?
Alcuni affermano che tra i fedeli che assistettero al funerale vi era anche San Bruno ( 1030-1101 d.C. ), che pur essendo un buon cristiano, decise di abbandonare il mondo e di andare a vivere tra i boschi per condurre una vita di penitenza e di orazione, fondando l'Ordine religioso dei Certosini  >>.
A ognuno le considerazioni del caso.
Non dimentichiamo però che siamo nel basso medioevo, secoli bui per la Chiesa.
Dove la speculazione dell’inconscio e delle coscienze marciava alla grande ( né più né meno come al giorno d’oggi… ).

B) – ONU.
Le lingue ufficiali all’ONU sono sei: inglese, francese, spagnolo, russo, cinese e arabo.
L’Italia conta solo come area archeologica…

SIDDHARTA

26.10.2014

A) – Bombardamento.
Le neuroscienze e quelle cognitive cominciano a preoccuparsi.
Non è che l’esagerato continuo bombardamento informatico dei media e del 2.0 andrà ad intaccare il nostro delicato, plastico sistema cerebrale, modificandolo in peggio?
Leggendo certe follie letterarie ( specie poetiche ) del c.d. modernismo postinfuturato sembrerebbe che i danni siano ormai irreparabili.
D’altra parte la prova è data dal fatto che anche la semplice disconnessione momentanea dalla rete di collegamento o un guasto al computer sono in grado di procurare crisi d’astinenza o d’ansia o di panico nei navigatori dipendenti, rendendoli fragili caratterialmente…

B) – L’amico.

Francis Bacon ( 1561-1626 ), celebre filosofo e boiardo di stato inglese, fu definito dai contemporanei < il più saggio, il più brillante, il più vile degli uomini.
Perché quest’ultima nomea?
Gli fu amico e protettore il Conte di Essex, il favorito della regina Elisabetta, il quale ebbe a regalargli persino una sua proprietà.
Ma caduto in disgrazia il conte per via di una congiura contro la regina stessa, Bacone sostenne codardamente contro Essex l’accusa di alto tradimento.
L’ex favorito ebbe troncata la testa il 25.2.1601.
Ecco a cosa servono talora certi amici…

C) – Per chi non lo sapesse…
Nel mondo esistono nove copie della Torre Eiffel, ed altre in varie scale minori!
E’ quindi inutile recarsi solo a Parigi per vederla…

SIDDHARTA

21.10.2014  

A) – La scalata spirituale.
Se leggete le loro tecniche per pervenire all’Assoluto, i vari mistici, santi, maestri, ecc. propongono tutti un proprio ricettario infallibile.
Ma talmente complicato da scoraggiare qualsiasi discepolo entusiasta.
Una scalata progressiva al divino con tanto di manuale d’uso, per la quale non basterebbe una vita intera.
L’apprendista stregone ne resta tosto frastornato e ci rinuncia.
Invece suggerisco un paio di dritte più che sufficienti.
Innanzitutto insistere su cuore, anima, spirito, dio, entità superne, ecc. non serve a niente, perché semplici proiezioni del lobo prefrontale del cervello, unica sede dell’ansia metafisica.
In secondo luogo, per chi proprio non vi sappia resistere, basterebbe un semplice stimolatore digitalizzato per godere dell’immensità del Supremo.
Cioè una specie di vibratore a deboli scariche elettriche posizionato sulla fronte che mandi al settimo cielo orgasmico le connessioni cerebrali dedicate.
Chissà, forse ci siamo vicini a questa droga meccanica della mente metafisica...
Ovviamente tra le resistenze scandalizzate degli operatori religiosi che vi vedrebbero un attentato alle loro prerogative di casta!


B) - Scritti corsari.
Spesso leggo < pensieri > di autori famosi o meno ripresi dai lettori di internet come fossero chicche letterarie imperdibili per intelligenza, profondità e saggezza.
Fra queste spiccano aforismi, detti, citazioni, epigrammi, proverbi, massime, ecc. scopiazzati qua e là.
Vorrei sottolineare come sovente questi piccoli tesori di sapere, che per lo più dicono tutto e il contrario di tutto, spesso non sono per niente originali.
Ma metabolizzazioni, rielaborazioni, ricicli di precedenti storicamente sedimentati nel tempo, ma non più riferibili agli effettivi autori, ormai del tutto dimenticati e sepolti dalla polvere del tempo.
Infatti in letteratura tutto è già stato detto da molti.
E allora?
Invece di estrapolare appoggiandosi ad altri per comodità o pigrizia, sarebbe meglio esprimere il proprio sentimento autentico, meditato, sofferto, sperimentato.
Eh, se ne avrebbero allora di cose nuove da dire…

C) – Il già detto.
La cupidigia, la collera, la violenza, la cattiveria sono il Grande Malfattore dell’umanità.
Così cantavano gli antichi poemi epici indiani.
Il frigio Epitteto secoli dopo riprenderà più volte lo stesso tema nel suo < Manuale >.
Segno che in letteratura non c’è mai niente di nuovo, ma che tutto si ripete con altre parole…

SIDDHARTA

18.10.2014


A) – Migrazioni.
Gesù dopo morto salì al Cielo vivo, sedendo alla destra del Padre.
Maria dopo morta fu assunta in Cielo in anima e corpo.
Ma colà invero erano stati preceduti da altri fortunati.
Così l’antidiluviano Enoch, che piacque tanto a Dio che Questi lo trasportò vivo in Paradiso.
Infatti il Siracide ( 44,16 ) recita: << Enoch piacque al Signore e fu rapito in Cielo >>.
Ma c’è anche il profeta Elia, salito al Cielo in carne ed ossa in un turbine, su un carro di fuoco e cavalli di fuoco ( 2 Re 2,11 ).
Insomma una vera e propria migrazione di massa…
Ma io mi chiedo.
Se invece di starsene beati Lassù a giocare a scopone scientifico o a far inutili previsioni misteriose, perché non sono mai scesi quaggiù a darci una mano concreta contro terremoti, tsunami, guerre, genocidi, epidemie, calamità e tant’altro?
Che forse avesse ragione Epicuro che nel suo tetrafarmaco sentenziava che gli dei vivono in eterna beatitudine, disinteressandosi degli uomini?

B) – In ricordo di Giorgio Faletti.

Dell’ictus che lo aveva colpito nel 2002 disse < Mi sono sentito male proprio nel giorno in cui usciva “ Io uccido ”.
Umanamente la malattia mi ha cambiato.. Mi ha fatto capire la fragilità dell’esistenza >.
Aveva saputo del male incurabile qualche mese prima della morte.
Era volato inutilmente a Los Angeles per battere il nuovo nemico.
Laureato in giurisprudenza ( non è vero che fosse impreparato a scrivere, come le malelingue hanno ghignato… ), una manciata di ore prima di morire scrisse su Twitter “ A volte immaginare la verità è molto peggio che sapere una brutta verità.
La certezza può essere dolore.
L’incertezza è pura agonia ”.

C) – In quei giorni…
Il malcapitato seminarista, equivocando sul dettato a voce della versione in latino della parabola del Vangelo, scrisse < in die busillis >, anziché < in diebus illis >.
E tradusse < nel giorno del busillo >!
Così vuole la vulgata…


SIDDHARTA
16.10.2014


Testimonianze di un esorcista.
( di padre GABRIELE AMORTH )

Il Drago apologeta della Donna dell’Apocalisse.


Una singolare esperienza negli Esorcismi: il Diavolo costretto a tessere gli elogi della Vergine Immacolata, persino componendo per lei un sonetto di alta ‘mariologia’.
Tutti gli esorcisti sanno quanto sia efficace, durante gli Esorcismi, invocare la Vergine, per ragioni ben note che il Demonio stesso è stato costretto a rivelare.
Infatti, talvolta Dio obbliga il Diavolo a dire la verità.
Vediamo come in qualche occasione questi sia diventato un ottimo apologista della Madonna.
Un giorno Padre Candido, il famoso esorcista della "Scala Santa" a Roma, interrogò il Demonio: "Come mai reagisci di più quando invoco la Madonna che quando invoco Gesù?".
Ecco la risposta: "Perché sono più umiliato ad esser vinto da una semplice creatura".

Un’altra volta un esorcista bresciano, don Faustino Negrini, impose al Demonio di dire che cosa lo spaventasse  di più in Maria.
Il Diavolo rispose: "Perché è la più umile di tutte le creature, mentre io sono il più superbo. È la più ubbidiente e io sono il più ribelle. È la più pura e io sono il più sozzo".
A mia volta, dopo aver ricordato a Satana questa sua ultima risposta, in cui la Vergine veniva esaltata come la più umile, la più ubbidiente e la più pura di tute le creature, gli comandai che mi dicesse quale è la quarta virtù per cui ha tanta paura della Madonna. Subito mi rispose: "È la sola creatura che mi vince sempre, perché non è mai stata sfiorata dalla più piccola ombra di peccato".
La forza di Maria contro Satana, dovuta alle quattro virtù elencate, è un modello anche per noi.
Non sappiamo i piani di Dio su Maria, per preparare la ‘parusia’; ma sappiamo l’aiuto che ella ci dà ora, come madre nostra in ordine alla salvezza; quindi, in particolare, in ordine alla lotta contro il peccato.
L’inimicizia tra la Donna dell’Apocalisse e il Drago perdura sempre e la lotta è senza tregua.
Paolo è molto chiaro al riguardo: "Rivestitevi dell’armatura di Dio, per poter resistere alle insidie del Diavolo.
La nostra battaglia, infatti, non è contro creature fatte di sangue e di carne, ma contro i Principati e le Potestà, contro i dominatori di questo mondo di tenebra, contro gli spiriti del male che abitano nelle regioni celesti" (Ef. 6, 11-13).
L’opposizione inconciliabile della Vergine Immacolata al Diavolo tentatore ci dice come il ricorso a lei nelle tentazioni del Male e nelle prove della vita ci invita a confidare nel potere d’intercessione di Maria.
Ecco ora un sonetto mariano composto dal Diavolo:
Nel 1823, ad Ariano Irpino (Avellino), due celebri predicatori domenicani – p. Cassiti e p. Pignataro – furono invitati ad esorcizzare un ragazzo.
Allora si discuteva ancora fra i teologi sulla verità dell’Immacolata Concezione, che fu poi proclamata dogma di fede trentun anni dopo, nel 1854. Ebbene, i due frati imposero al Demonio di dimostrare che Maria era Immacolata; e per di più – da bravi ‘buffoni’ napoletani – gli ingiunsero di farlo mediante un sonetto, una poesia di quattordici versi endecasillabi, a rima obbligata. [E si noti che l’indemoniato era un ragazzino di appena dodici anni, per di più analfabeta].
Subito Satana pronunciò questi versi:

"Vera Madre son io di un Dio che è Figlio
e son figlia di Lui benché sua Madre.
Ab aeterno nacque Egli ed è mio Figlio,
nel tempo io nacqui eppur gli sono Madre.

Egli è il mio Creator ed è mio Figlio,
son io sua creatura e gli son Madre.
Fu prodigio divin l’esser mio Figlio
un Dio eterno, e me aver per Madre.

L’esser quasi è comun, tra Madre e Figlio,
perché l’esser dal Figlio ebbe la Madre
e l’esser dalla Madre ebbe anche il Figlio.

Or se l’esser dal Figlio ebbe la Madre,
o s’ha da dir che fu macchiato il Figlio
o senza macchia s’ha da dir la Madre".


Pio IX ( 1792-1878 ) si commosse quando lesse questo sonetto, che gli fu presentato in occasione della proclamazione del dogma dell’Immacolata Concezione di Maria ( 1854 ).
Gabriele Amorth  >>.

****************************
NOTE di Siddharta:
* Tratto dalla rivista paolina “ Madre di Dio ” – Marzo 2004 -.
**Questo sonetto fu rammentato dal Cardinale Francesco Salesio Dalla Volpe ( 1844-1916 ) in occasione del processo ordinario romano per la beatificazione di Pio IX ( durato dal 1907 al 1922 ).
*** Il noto esorcista padre Gabriele Amorth fu allievo del celebre teologo padre Candido Amantini, esorcista passionista alla Scala Santa.
****Il sonetto, a mia parere, sembra troppo opera di un religioso poeta del tempo, esperto di sofismi retorici.
I tempi potrebbero deporre per una leggenda metropolitana abilmente mistificata nei decenni…
*****Io ebbi a conoscere personalmente don Negrini, rettore del Santuario della Madonna della Stella.
All’epoca mi presentai con moglie e figlio in canonica, dov’era in corso una benedizione di boccioni d’olio, di vino, pasta ed altre provviste dei fedeli.
Nel vedere la curiosità di noi tre, alti, biondi, cogli occhi azzurri, dalla pelle chiara, sbottò in un anatema scacciandoci: < Todesch, todesch, fora de
che! > ( Tedeschi, tedeschi, fuori di qua ).
Ce ne uscimmo mortificati, non prima di aver comperato il suo libro < Il diavolo >, pieno di astrusità religiose e che poi buttai in discarica senza averlo letto del tutto.
SIDDHARTA

14.10.2014

18 commenti:

  1. Il sonetto andrebbe distanziato in due quartine ed in due terzine ( il computer ha invece accorpato: c'è lo zampino di Satana?... ).
    Nella veste ufficiale si apprezza meglio la rima inusitata.
    Siddharta

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Ecco fatto :-)
      Questo me lo devo leggere con calma, ma sembra molto interessante.

      Elimina
  2. Ho letto qualcosina ina anche io in proposito (sempre di Amorth) e, presunta la veridicità dei presupposti, mi sembra impossibile l'origine diabolica del sonetto per la semplice ragione che il diavolo non può nominare dio, neppure volendo (tanto che lo indica sempre come "lui" - Dante, che era a conoscenza di questa limitazione diabolica, non scrive mai, nell'Inferno, il nome dell'Onnipotente, ma ricorre sempre a perifrasi). Ergo, il sonetto, dove Dio viene nominato, o è falso, anzi apocrifo, o è eretico.

    RispondiElimina
  3. Su queste cose non ho dimestichezza, e tutta la mia esperienza in materia di esorcismo e del demonio è tratta dai film che ho visto sull'argomento. Non vorrei sembrare profano ma ricordo Rosmary Baby di Roman Polansky come uno dei migliori del genere. Inoltre il citato padre Amorth, per quelle poche volte che l'ho visto in tv, non mi sembra credibile, che vi devo dire, mi sembra un pacioccone, non ha le fisic du role di un Max Von Sidown.
    In quanto alla Madonna, confesso la mia poca predisposizione a parlare di questi temi, ho sempre timore di dire sciocchezze. Qualcuno forse ricorderà il mio racconto sugli Angeli, dopo quella faticaccia mi è passata di colpa la voglia.
    Però devo fare i complimenti a Sid e a tutti gli altri per l'accortezza con la quale sapete trattare questi temi così delicati. Quando pubblicai il mio racconto, Un miracolo a Caravaggio, fui perseguitato da un mezzo fanatico che mi sommerse la casella della posta di immagini sacre della Madonna, da allora ci vado con i piedi di piombo, e faccio più attenzione a quello che si dice in materia religiosa.

    ps: Ricordo di aver visto con relativa soddisfazione anche la serie televisiva di Canale5, "Il tredicesimo apostolo" Niente male. La mia cultura in materia praticamente è tutta qui.

    RispondiElimina
  4. Leggo tutto avidamente...ma alla fine ne esco sconfitto per non averci capito un gran che...troppo difficile, anche il sonetto, che mi sembra un gioco di parole per ingarbugliare ancora di più le menti.

    RispondiElimina
  5. Se sei agnostico, trovo superfluo preoccuparsi di ciò che fa il creatore. Semmai ci fosse un Dio, il suo problema sono io, e non lui il mio. Tiè, visto che ti piacciono le rime.
    Per quanto riguarda Faletti scrittore, ha avuto la sorte che subiscono tutti quelli che in Italia ottengono un grande successo. Prima vengono esaltati, poi vilipesi e infine, ma solo da morti, consacrati grandi maestri. Il dimenticatoio, per i casi disperati, però è ancora in funzione. Il reparto che hanno chiuso invece era il Limbo.

    RispondiElimina
  6. Busillis] risulta anche a me. Come anche l'origine del termine "equinozio" rinvenuta in "equus in otium" (!). Oggi ci si mette il correttore ortografico che ti scodella come niente "ius reception" (almeno, spero che sia il correttore ortografico...)

    RispondiElimina
  7. "Invece di estrapolare appoggiandosi ad altri per comodità o pigrizia, sarebbe meglio esprimere il proprio sentimento autentico, meditato, sofferto, sperimentato.
    Eh, se ne avrebbero allora di cose nuove da dire… "
    " La cupidigia, la collera, la violenza, la cattiveria sono il Grande Malfattore dell’umanità.
    Così cantavano gli antichi poemi epici indiani.
    Il frigio Epitteto secoli dopo riprenderà più volte lo stesso tema nel suo < Manuale >."
    Non ti pare di essere caduto in una contraddizione?
    Comunque, secondo me è verissimo: gira e rigira è difficile, per non dire impossibile, trovare qualcosa che, magari con modi diversi, non sia stato già detto.
    Ma del resto, essendo fondamentalmente gli stessi, da sempre e forse per sempre, gli esseri umani, non c'è nulla di strano.

    RispondiElimina
  8. Serenella Tozzi20 ottobre 2014 12:16

    B - Scritti corsari

    Eppure anche il "Manuale" di Epitteto è un riportato da altri... ma se il pensiero è bello e significante, ben venga.
    Epitteto, nella sua modestia, così come Socrate, non ha voluto lasciare niente di scritto.

    RispondiElimina
  9. Effettivamente accendere il pc e non trovare la connessione lascia disorientati. E adesso? E' un po' come andare al cesso e non trovare la carta igienica. Ebbene sì, è scocciante.

    RispondiElimina
  10. b) si chiama "tecnostress". Un neologismo contro il quale, personalmente, nulla ho da eccepire.
    c) tra gli originali e le copie è sempre meglio l'originale.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Serenella Tozzi23 ottobre 2014 21:17

      "Tecnostress" mi sembra un buon termine, molto significativo.

      Elimina
  11. Serenella Tozzi27 ottobre 2014 12:07

    A) – Il professore universitario condannato all’Inferno.
    Probabilmente qualche ventriloquo bontempone, o qualche studente vendicativo, bocciato da lui agli esami.
    B - ONU.
    Fra le lingue ufficiali manca anche il tedesco, il che mi consola.

    RispondiElimina
  12. Penso anch'io che la chiesa, come dice la chiusa del racconto (Non dimentichiamo però che siamo nel basso medioevo, secoli bui per la Chiesa.) abbia inventato un trucco per accattivarsi i creduloni

    RispondiElimina
  13. Io l'ho sempre detto:sono nato in un'epoca sbagliata.

    ps: Non sapevo che il Cardinal Ravasi guardasse certe trasmissioni, ma non ce l'ha il telecomando?

    RispondiElimina
  14. il 20 marzo di ogni anno a venire < La giornata internazionale della felicità >.


    Be'... non esageriamo, è soltanto il compleanno di mia moglie. :-)


    Se ci pensate bene è l'ultimo giorno d'inverno e il giorno prima di primavera, due motivi validi per essere felici.

    RispondiElimina
  15. Come dice Berlicche nelle "lettere" che CSLewis gli fa scrivere: "perchè la creatura (cioè l'uomo) dovrebbe essere felice?"

    RispondiElimina
  16. Fra i tuoi pensieri mi sono piaciuti quello sulla felicità e l'altro sul pudore, soprattutto quest'ultimo, forse perchè a questa età credo di esserne ancora contagiato. Perdonami ma non mi sono soffermato sulll'esorcista, Ma tu sicuramente vorrai indulgere. A presto.

    RispondiElimina