sabato 22 novembre 2014

CARLO MAGNO - Appunti di storia - Serenella


Carlo Magno, o Carlo I detto il grande, personaggio presto leggendario, visse fra l'VIII e il IX secolo, nell'Alto Medio Evo.
La data d'inizio del Medioevo è molto elastica e diversamente considerata (così come il suo periodo conclusivo): solitamente si fa partire dal 476 d.C., alla caduta dell'Impero Romano d'Occidente, fino alla scoperta dell'America nel 1492, mentre altri la datano a partire dal 313 d.C., anno dell'Editto di Milano (o editto di Costantino sulla tolleranza religiosa); altri ancora dall'VIII secolo.





L'Alto Medioevo è difficile da sintetizzare in maniera chiara ed efficace proprio per la complessità del periodo stesso, ossia quando l'Europa mostrò un quadro desolante delle proprie condizioni (soprattutto a confronto con la passata età degli Antonini del II secolo): scarsi i commerci; le città si andavano spopolando; venne meno lo slancio culturale e, di conseguenza, una scarseggiante documentazione scritta è arrivata fino a noi.
Nel V secolo, sotto la pressione alle frontiere delle tribù germaniche provenienti dal Nord, l'Impero Romano d'Occidente subì un rapido processo di disgregazione. L'Italia fu invasa dai Goti, i Franchi si stabilirono in Gallia (l'attuale Francia), i Sassoni in Britannia (Inghilterra).
Nel 476 fu destituito dal trono l'ultimo imperatore romano, Romolo Augustolo.
Seguirono secoli di disordine definiti "secoli bui".
Rimaneva in essere l' Impero Romano d'Oriente, con capitale Costantinopoli (l'antica Bisanzio), che durò per un altro millennio: durante il VI secolo, sotto Giustiniano, la capitale bizantina divenne una delle più fiorenti città del mondo.
Intorno al 725 tre sole erano le forze che l'Occidente poteva affermare di possedere: lo spirito di proselitismo che conservavano i monaci anglosassoni, insieme con i resti della cultura antica; il prestigio morale e le tradizioni culturali del papato (oppresso peraltro dalla fiscalità bizantina  e dalla minaccia longobarda); e, infine, nella Gallia, il potere economico e insieme politico dei proprietari terrieri.

Carlo Magno nacque il 2 aprile 742 ad Aquisgrana, era figlio di Pipino il Breve e nipote di Carlo Martello.
La madre era Berta o Bertranda detta del "gran piè", perché si diceva avesse un piede più grande dell'altro. Il detto "ai tempi che Berta filava" si riferisce ancora a lei.
Suo nonno, Carlo Martello (685-741), consolidò definitivamente il potere nel regno Franco diffondendo anche il modello feudale così come lo vediamo oggi (ossia il feudalesimo dei signori e dei servi della gleba), basato sulla concessione di terre in cambio della prestazione di servizi.
Dalle gesta di Carlo Martello si avviò la Dinastia Carolingia, portata all'apice da Carlo Magno.
La civiltà Carolingia, benché di breve durata, realizzò la prima sintesi coerente tra il retaggio latino e l'apporto germanico.
Suo padre, Pipino il Breve (715-768), proseguì nell'opera di espansione iniziata da Carlo Martello e nel 751 cinse per primo la corona del regno dei Franchi: un'area che copriva parte dell'odierna Francia e parte della Germania; fu acclamato dall' "Assemblea dei Grandi" a Soissons ed ebbe anche l'autorizzazione del papa Zaccaria: fu eletto quindi non solo per volontà del popolo, ma anche per grazia di Dio.
Nel 753, rifugiandosi nella Gallia, il papa Stefano II-III (duplice numerazione) aprì ai Franchi le porte dell'Italia sollecitandone il soccorso contro i Longobardi. Qui, Pipino, e successivamente Carlo Magno, distrussero la potenza longobarda e sottrassero Roma all'egemonia bizantina.
Carlo Magno salì al potere insieme al fratello Carlomanno alla morte del padre nel 768. Tre anni dopo, morto il fratello appena ventenne, rimase solo sul trono che difese dalle pretese della vedova e dei partigiani di Carlomanno, che si erano rivolti a Desiderio, il re longobardo del quale Carlo Magno aveva sposato e poi ripudiato, perché sterile, la figlia Desiderata (l'Ermengarda dell'Adelchi manzoniano). Vinti Desiderio (che si ritirò in convento) e suo figlio Adelchi (che trovò rifugio a Bisanzio), Carlo Magno, nel 774, si incoronò a Pavia re dei Franchi e dei Longobardi con la corona ferrea (oggi conservata nel duomo di Monza).
Carlo Magno fu quindi il re designato dalla Chiesa di Roma alla difesa della cristianità, come difensore e propagatore della fede. Il papato vide in quel re, consacrato e conquistatore, il difensore della cristianità, investito quindi di una "missione religiosa".
Nella notte di Natale dell'800 papa Leone III, dopo la sconfitta dei Longobardi, lo incoronò a Roma imperatore dei romani: era nato il Sacro Romano Impero e Carlo Magno ne divenne il primo imperatore.
Il papa poteva affermare di aver incoronato l'imperatore, ma questi poteva ribattere che ogni suo potere derivava direttamente da Dio. La sacralità dell'Impero portò quindi con sé la dualità tra i due vertici della società: il pontefice di Roma e l'imperatore.
Bisanzio, considerandosi diretta erede di Roma si indignò, ma era troppo occupata a combattere contro i Bulgari per reagire in maniera fattiva.
Il potere a Bisanzio era allora nelle mani di una donna, l'imperatrice Irene, ed il clero franco si era dichiarato contrario a che le sorti di un impero dipendessero dalla pochezza politica di una donna. Anche per questo si era provveduto senza timori all'incoronazione.

Dopo oltre trent'anni di lotte dure e sanguinose (772-804) Carlo Magno assoggettò la Sassonia (Germania settentrionale a nord del Reno)  e qui, dalle forme organizzative franche (distribuzione delle terre, creazione delle contee e delle marche), nacque il primo nucleo del mondo germanico.
Progredì poi alla conquista della Spagna dominata dagli arabi.
Molte leggende sono associate a re Carlo, fra le quali l'insuccesso, tristemente cantato, del massacro della sua retroguardia a Roncisvalle, dove trovò la morte il paladino Orlando. Un corpo di spedizione, dopo aver combattuto contro i mori a Barcellona se ne tornava in Francia attraverso la gola dei Pirenei e fu attaccato e sopraffatto dai montanari Baschi (ma nella "Chanson de Roland" i nemici diventano saraceni e il fatto determinato dal tradimento di Gano di Magonza).

Carlo cercò di organizzare i vasti territori conquistati; agli ordini verbali tentò di sostituire gli ordini scritti (capitolari), ciò nonostante l'anarchia restava grande.
La guerra, coi suoi saccheggi e la fede da imporre, era l'unico modo di governare il suo vasto impero. Le virtù del guerriero franco e quelle del buon cristiano coincidevano.
I "missi dominici" (di solito in due, un laico ed un ecclesiastico) compivano una o più volte l'anno, inchieste ed ispezioni varie.
Uno sforzo grandissimo fu fatto da Carlo Magno per provocare il risveglio degli studi e una rinascita della civiltà antica, Diede inizio ad una vera e propria rinascita culturale (un’opera grandiosa se si pensa ai tempi in cui egli visse, un tempo di barbarie e di ignoranza), cui seguì un interesse culturale genuino.
Venne ripristinato il latino, mentre nei monasteri si ricopiavano manoscritti antichi e le biblioteche si facevano più ricche.
Impose nuovo impulso anche allo studio della teologia e dei testi sacri; lui stesso partecipava a discussioni teologiche o liturgiche.
Il fatto è che nel cristianesimo vedeva il vincolo più sicuro per unire le varie parti del suo impero.
Morì ad Aquisgrana il 28 gennaio 814. Già dall'806 aveva provveduto ad una spartizione dei suo Stati fra i tre figli: Carlo, Pipino e Ludovico ma, morti i primi due, incoronò Ludovico nell'813.

In letteratura la figura di Carlo Magno compare già dal XII secolo come protagonista delle prime canzoni di gesta francesi. Negli scritti cavallereschi italiani, i più noti e popolari, continuamente ristampati dal Quattrocento a oggi, sono il romanzo "I reali di Francia" di Andrea da Barberino,  i poemi l' "Orlando Innamorato" del Boiardo e l' "Orlando furioso" dell'Ariosto.

Prode e operoso, resistente alle fatiche e avido di cultura, dotato di eminenti capacità politiche e militari - come tramandato dalla tradizione - Carlo Magno si sposò cinque volte: con la franca Imiltrude, da cui ebbe Pipino il Gobbo; con la longobarda Desiderata (Ermengarda) nel 770; poi con la sveva Ildegarda, da cui ebbe 9 figli (Carlo, Pipino, Ludovico, Lotario, Adelaide, Rotruda, Berta, Gisela e un'altra figlia); con la franca austrasica Fastrada, da cui ebbe Teoderada e Iltrude; con la sveva Liutgarda. Dalle concubine ebbe: da Madelgarda, Rotilde; da Gerwinda, Adaldruda; da Regina, Drogone e Ugo, da Adalinda, Teodorico.

Carlo Magno fu canonizzato dall'antipapa Pasquale III (1165) su richiesta di Federico Barbarossa per rinforzare il prestigio imperiale. La decisione non fu poi ratificata né smentita e il culto di Carlo Magno è tollerato (28 gennaio).









5 commenti:

  1. Ah... finalmente! Pensavo ti fossi stancata di scrivere i tuoi pezzi di storia. Be' sono contento di trovarti ancora qua, e con nientepopodimeno che Carlo Magno. Poi me lo leggo con calma ma intanto grazie.

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  2. Sei incredibile, in due paginette dai più notizie tu che un onesto Bignami.
    Ottime le scelte.
    Io, credo di avertelo già suggerito, raccoglierei in un volume queste tue monografie.
    E... continua se veramente brava.
    Ciao

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  3. Due /tre notiziole a latere su Re Carlo.
    Il "piede" usato come sistema di misura lineare in molte parti d'Europa prima dell'avvento del sistema metrico decimale era il suo.
    La scrittura "carolina" che si diffuse in Europa in un primo tentativo di unificazione letteraria deve a lui il nome - e questo benchè Re Carlo molto probabilmente sapesse leggere, ma forse non scrivere.
    Carlo ebbe un ruolo decisivo nelle europeizzazione della Germania, avendo condotto contro i Sassoni una guerra religiosa spietata che culminò con la distruzione dell'Irrminsul, l'albero sacro che era la loro massima divinità.
    Come tutti i sovrani dell'epoca ebbe un numero spropositato di figli. Alla sua morte l'impero venne diviso in tre. La parte occidentale sarebbe diventata la Francia, quella centrale, la Lotaringia, sarebbe scomparsa, quella orientale sarebbe diventata il Sacro Romano Impero Germanico (denominato a volte "Primo Impero" per distinguerlo da quello del Kaiser e dal Reich nazista) che sarebbe sopravvissuto fino a Napoleone.

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  4. Anche la lettura del tuo Carlo Magno mi ha entusiasmato molto. Mi stai dando l'occasione di rimediare, anche se in parte, alla mia passata trascuratezza nello studio della storia. Ciò che impressiona, al di la della figura di straordinario combattente e di uomo di cultura, è il fatto di aver avuto tanti figli e con donne diverse, tra mogli e concubine, e non penso sia stato un fatto normale anche per quei tempi. Personaggio straordinario, quindi, ma anche prolifico. Grazie Serenella.

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  5. Serenella, il Bignami del blog di Frame...
    Ed è un complimento: io sul bignamino, ai tempi, ci studiavo ( specie filosofia ).
    Ne memorizzavo i contenuti sempre chiari e concisi, poi passavo a rimpolparli coi testi canonici, inquadrandoli meglio.
    Carlo Magno, una figura mitica incontrata fin da ragazzino grazie alle gesta del paladino Orlando.
    Tra l'altro la sua ripudiata Ermengarda venne a soggiornare dalle mie parti...
    Brava Serenella, puntigliosa nel tuo affresco storico.
    Siddharta

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