domenica 9 novembre 2014

Esercizi di poesia creativa – oppure - poesia collettiva – oppure?


Dato un titolo perentorio: “Datemi”, oppure uno più melo-drammatico: “I vecchi questi invisibili”, oppure semplicemente: “Oppure”, a Vs. scelta.

Un testo di questo tipo che fa:


Datemi un punto di rottura
prossimo allo zero, perché sia 
oggi, domani, molto presto.

Una soglia del dolore
incisa sulla fronte
per dire basta senza parole.

Un angolo di sformo 
più ampio per uscirne
di soppiatto senza fare rumore.

Datemi una via di fuga
con il massimo della pendenza, 
una porta aperta, un filo di speranza.

Oppure… 


Trovare soluzioni finali di tipo x –y -z

X : Sprezzante ma pratico
Oppure datemi tanti soldi
toglietevi dalle balle e
lasciatemi campare come mi pare.

Y: Tragi-comico
Oppure regalatemi un sorriso
quando posate gli occhi
su questi capelli bianchi
su queste palpebre stanche e
per le mie povere tasche, anche.

Z: Ironico ma non troppo
Oppure smettetela di fare l’amore
sulla lavatrice alle due di notte.
Sotto ci sono io, e sotto di me
non c’è più nessuno! Ahimè.

(frame di novembre 2014)









12 commenti:

  1. Serenella Tozzi9 novembre 2014 20:57

    Datemi un punto d'appoggio... anche se non vi solleverò il mondo.

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  2. Troppa grazia Sant'Antonio! Addirittura postato due volte questo mio capolavoro :-)))

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  3. Timida come richiesta, non trovi?

    Datemi un punto d'appoggio... che solleverò ancora il mondo.

    Come punto d'appoggio mi prenderei un bastone... da dare in testa a chi non mi va, a tutte quelle coppie che ballano i lenti, che vogliono le luci spente, ah ah ah che noia mi da. Te la ricordi la canzone di Rita Pavone, abbiaun rif che fa così geghegeghegeghegè
    Buongiorno Sere :-) Promossa!

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  4. Buongiorno! Brinderò alla promozione, grazie. :-)
    Molto gradevole la poesia portata a mo' d'esempio, mi piace.
    E' tua Franco?

    Vado a singhiozzo con gli interventi a causa del mio collegamento a internet: fa come gli pare, va e viene e mi lascia sul più bello anche quando sto scrivendo un commento. Così vado ad intermittenza.

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  5. I vecchi invisibili è un libro di Valentino Bompiani. Stralci del suo saggio sono sparsi ovunque nel web e anch’io avevo degli appunti su questo argomento. Quattro strofette che ribadivano lo stesso concetto, e che tradiscono la natura dei miei studi tecnici. Da tempo giacevano nel cassetto in attesa mi venisse l’ispirazione giusta per farne un pezzo, ma stanco di aspettare inutilmente mi sono detto che insieme agli amici si poteva giocare sull’argomento. Invece di piangerci addosso, ridiamoci su che è meglio. Di queste cose, se ne parli con i giovani non ti ascoltano proprio, se lo fai con gli anziani s’ingrugnano, che vogliono pensare giustamente ad altro. Va bene così per il momento, ma qualcosa a proposito dell’egoismo dei vecchi, il segreto per campare a lungo, prima o poi la scriverò.

    ps. quando i pezzi non sono miei, io riporto sempre la fonte, se non c'è vuol dire che è roba mia. Non me lo chiedete più altrimenti potrei offendermi... ah ah aha a

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  6. oppure:
    Datemi un martello,
    - che cosa ne vuoi fare? -,
    lo voglio dare in testa
    a chi vuol verseggiare,
    e rende ognuno afflitto
    col suo parlare fitto
    invece di star zitto...

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  7. L'inserto di cui sopra è mio, la solita dimenticanza di sottoscrizione.
    Me ne scuso, Siddharta.

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  8. Io mi sto zitto e penso:
    meglio non dir scemenze;
    però se ho da parlare
    lo faccio col poetare.

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  9. Ciao Pietro
    dal momento che in poesia ti si apre la favella, un po’ come il balbuziente che se non canta s’incanta, cosa intendi dire con quel "sto zitto e se devo dire qualcosa lo faccio col poetare"?
    Sentiamo invece un po' che hai da dire in proposito, visto che anche tu non sei più un giovincello, "oppure" non ti piace la tenzone? Guarda che non ci vuole molto a trovar le rime, in "one" poi io sono un campione, ecco la dimostrazione.
    Come diceva il grande Gaber, la libertà non è star sopra un albero, ma è partecipazione. Al che si deduce che non sempre il silenzio è la miglior soluzione.:-)

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  10. Caro Franco volevo solo dire che nel tuo sito ci sono fior di commentatori qualificati per farlo e che il mio parlare, sarebbe appunto come sentire un balbuziente. Pertanto, con un po di fantasia, con l'osservazione e la saggezza dei miei anni, mi esprimo meglio con la poesia.
    Tuo affezionatissimo lettore Pietro ZURLO.

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  11. Don Pietro ha risposto alla mia provocazione...
    Come ha precisato, sa meglio esprimersi in versi che in prosa.
    Dove è imbattibile: sa continuare il filo dell'input da par suo, tanto che talvolta ho dovuto conchiudere per non farlo proseguire all'infinito...
    Caro Franco, anche noi due , Pietro ed io, abbiamo più volte aperto questo gioco su fb, ma alla fine ne sono usciti dei polpettoni indigeribili...
    Il tentativo l'hai già avviato con il racconto a più mani, ma ne era uscito un bailamme, tanto che hai gettato la spugna.
    Forse qualcosa di buono si potrebbe fare ancora, ma poi occorre un supervisor che tagli e cucia il tutto.
    Al computer non è facile costruire una trama logica nel guazzabuglio degli inserimenti che si accavallano.
    Se vuoi continuare, noi ci siamo.
    Siddharta

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