domenica 30 novembre 2014

Ghiannis Ritsos - da La sonata al chiaro di luna - Angolo della poesia dicembre 2014


Ghiannis Ritsos

da La sonata al chiaro di luna

Lasciami venire con te. Che luna stasera!
La luna è buona – non si vedrà
che si sono imbiancati i miei capelli. La luna
me li farà di nuovo biondi. Non te ne accorgerai.
Lasciami venire con te. [...].

Ci sederemo un poco sul muretto, sull’altura,
e rinfrescandoci al vento di primavera
forse immagineremo pure di volare,
perché spesso, e perfino ora, sento il fruscío della mia veste
che pare il battito di due ali forti,
e quando ti chiudi in questo rumore del volo
senti irrigidirsi il collo, i fianchi, la tua carne,
e cosí stretto nei muscoli del vento azzurro,
nei nervi robusti dell’altezza,
non ha importanza che tu parta o torni
né conta che i miei capelli siano bianchi,
(non è questo che mi dà pena – mi dà pena
che non mi s’imbianchi anche il cuore).
Lasciami venire con te.

Lo so, ciascuno cammina da solo verso l’amore,
solo verso la gloria e la morte.
Lo so. L’ho provato. Non giova a niente.
Lasciami venire con te. [...].

(Traduzione di Nicola Crocetti)


Ritsos ‹rìz-›, Ghiànnis (gr. Γιάννης Ρίτσος). -Poeta greco (Monemvasìa 1909 - Atene 1990). La sua vita, segnata da lutti e da miserie, fu animata da un'incrollabile fede negli ideali marxisti, oltre che nelle virtù catartiche della poesia. La sofferta visione decadente caratterizza costantemente la sua poetica, articolandosi di volta in volta su temi quali la memoria, il fascino delle opere e delle cose, la rivoluzione etica e sociale. 

7 commenti:

  1. Su < La sonata al chiaro di luna >:
    L’ho già detto tante volte.
    La poesia in lingua è altro da quella tradotta.
    Perché diventa un dire impossibilitato a trasferire la voce ispiratrice del Poeta.
    Possiamo intuirne il profumo, ma mai la vera potenza della scrittura primiera.
    Quando leggo le diverse traduzioni dei classici latini e greci resto sbalordito dalla differenza interpretativa dei singoli linguisti
    Siddharta.

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    1. Rispondo solo a Siddharta il quale può accertare quanto sto per dire:
      Da vernacolista quale sono, mi diletto anch'io di tradurre qualche poesia dall'italiano al napoletano, e proprio in questi giorni ho tradotto una lirica dell'amico Manrico BACIGALUPI dal titolo IL TELEFONO ed affermo quanto detto dal SID. Cioè, che volendo attenersi alla versione letterale in altra lingua, verrebbe fuori un obbrobrio, non potendo mai far emergere il pensiero originario della prima scrittura. Nel mio caso, e il SID può confrontare l'originale in italiano dal napoletano, noterà che aggiungendo delle espressioni dialettali, l'ho resa godibile, non stravolgendo per niente quanto scritto in originale. Magari, quanto detto, se Franco MELZI me lo permette, potrei postarlo qui per far notare le differenze della stessa lirica nelle due versioni Italiano-Napoletano.

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    2. Io invece rispondo a tutti e due e vi confermo che mi avete convinto, ma per questa volta, purtroppo, faremo a meno della dimostrazione. Magari un'altra volta.:-)

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  2. Ma va? Non ci posso credere!
    E se me lo dicevi prima...
    Non lo sapevo che le poesie sono difficili da tradurre. Non pensavo che con la traduzione perdessero qualcosa del loro fascino originario, e che ogni linguista interpreta a modo suo i versi, ero convinto che il nome del traduttore si mettesse lì solo per dovere di firma, hai fatto bene a dirmelo.
    Ecco perché Crocetti, editore di sè stesso e in questo caso anche traduttore, pur essendo mezzo greco di fatto e perfettamente bilingue, non si accontenta di tradurre le poesie che pubblica sulla sua rivista, ma le accompagna sempre con la versione originale. Adesso capisco, pensavo che fosse solo un vezzo.
    Paziente/mente frame

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  3. Sempre su < La sonata al chiaro di luna >:
    Dell’ < Imitazione di Cristo >, di autore sconosciuto ( 1200-1300 d.C. ), in latino, ci sono diverse traduzioni.
    Ne ho una letterale che è un vero schifo ed un’altra di p. Bianchi di Bose che è uno spettacolo di meraviglia e sensibilità spirituale..
    E’ il libro più letto dopo il Vangelo: ne esistono in circolazione copie d’ogni tipo, anche gratis su Google.
    Idem per l’ < Antologia Palatina >, ecc.
    In conclusione penso che nessuna lingua straniera possa appieno tradurre un’opera letteraria rispettando significato e forza delle parole originarie: un drammatico esempio è dato dal cinese, ove la pluralità di significato d’ogni lemma ne rende impossibile l’esatta trasposizione e comprensione.
    Siddharta

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  4. Incappare in un buon traduttore farà la fortuna di ogni buon editore.
    Non amo svisceratamente la poesia in generale, ma quando, come in questo caso, mi fa tremare i polsi, ben venga l'ottimo Crocetti.
    I poeti greci moderni hanno nel sangue la loro amata e amara terra.

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    1. Be' sai, a me invece non fa impazzire, mi aveva colpito il tono colloquiale e il lessico non ostrogoto, ma sono contento di sentire un parere sulla poesia, finora abbiamo discusso di altro, ma del resto siamo qui proprio per fare due chiacchiere e poco di più. Ciao e ben tornata dal lungo viaggio.
      A proposito complimenti...

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