martedì 2 dicembre 2014

SIDDHARTA (46) - Pensieri cinici quotidiani




A) – La caraffina.
Fra Salimbene da Parma ( 1221-1288 ) nella sua Cronica narra di Filippo, arcivescovo di Ravenna.
Esso lui aveva un figlio e una figlia, gradiva assai le tangenti per le sue elargizioni di favore, amava il buon vivere.
Gran signore, il presule quando recitava l’Ufficio divino nel suo bel palazzo, soleva camminare avanti e indietro per la stanza, dove ad ogni angolo l’aspettava una caraffina di vino generoso e ben freddato.
Arrivatovi, si rinfrescava alquanto con un bel sorso, proseguendo poi rinfrancato nella recitazione del breviario.
Non c’è che dire, ai tempi ( come oggi ) i prelati sapevano trattarsi bene…

B) – Il latino.

Tempi duri anche per il Diavolo…
Durante un esorcismo, Satanasso cominciò a parlare in latino per bocca di un contadino buzzurro posseduto.
L’esorcista rimproverò il Maligno: < Ma come parli male, un latino pieno di errori!  >.
Al che il Diavolo incacchiato: < Per forza, costui è troppo rozzo e ignorante, mi storpia tutte le parole…!  >.
( da < Cronica > di fra Salimbene da Parma ).

C) – Il successo.
Il successo di una specie è evidenziato dal suo numero.
Come quello dei poeti italiani che si contano ormai a decine di migliaia.
Purtroppo in massa informe e illetterata…

SIDDHARTA

2.12.2014



A) – Lo zelo.
Vi sono molti il cui zelo religioso è così distorto da tollerare le più gravi offese a Cristo piuttosto che delle leggere battute contro il Papa o altre gerarchie religiose.
Specie se c’entrano i soldi o devianze istintuali.
Personalmente ho sentito prelati barzellettare tra di loro pesantemente su Dio, Gesù, sua madre, i santi, ecc. ed offendersi poi violentemente se chiamato in causa l’ordine sacerdotale…


B) – I tempi cambiano.
Quand’ero alle elementari, bisognava sapere a memoria le famose tabelline.
La tavola pitagorica era proibita e confinata nella quarta del quadernetto a quadretti ( e non sempre… ).
Ai miei tempi ai concorsi di ingegnere era consentito l’uso del solo regolo calcolatore.
Negli ultimi concorsi tecnici vidi che era stato sdoganato il computer tascabile al grido < importante è lo sviluppo logico della prova scritta, i calcoli vadano rimessi alle macchine, liberando tempo al ragionamento >.
Prima dell’avvento travolgente del p.c. si buccinava che la tecnologia 2.0 avrebbe rimbambito i ragazzi impigrendone lo sviluppo razionale.
Oggi i tempi sono cambiati, il passato recente è preistoria: i soloni del nuovo spingono a mettere in mano già ai neonati tablet e smartphone touch, avviandoli per tempo al digitale.
Dicono che la rivoluzione tecnologica dei computer sia indispensabile per l’apprendimento di bambini e adolescenti.
Gli schermi interattivi esercitano il pensiero intuitivo e deduttivo.
Basta la noia nozionistica e libresca, al via il sapere scientifico-laboratoriale, l’abilità pratica nel gestire l’informatica e l’innovazione tecnica.
Una bella rivoluzione, non c’è che dire, che sposta in avanti il limite del possibile, una fase storica per la conoscenza ed il progresso a tutti i livelli della società odierna.

C) – Fucilazione.
Nella guerra ’15 -’18 seicentomila soldati dei vari fronti furono fucilati per disobbedienza e codardia di fronte al nemico.
Circostanza che gli storici tendono a glissare.
Durante il mio servizio militare di leva ebbi ad imparare soprattutto una cosa: l’obbedienza.
Anche per comandi ridicoli.
Ricordo che una volta ebbi l’impulso irrefrenabile di staccare la testa al mio sergente di ferro, con una badilata.
Congedato, compresi il valore di quel sottufficiale, quando toccò a me dirigere personale in servizio civile.
L’avere allora obbedito mi insegnò a meglio comandare poi.

SIDDHARTA
28.11.2014




A) – Accoppiamenti.
Talora mi diverto incuriosito a scorrere su Facebook le centinaia di Amici dei miei sparuti dodici Amici.
Stupito di incontrarvi tante vecchie conoscenze che mi hanno abbandonato o che io ho cancellato.
Evidentemente penso a questi elenchi come ad un girone dantesco ove si raccolgono sempre le stesse persone.
Unite dalla passione per la letteratura ( poesia e narrativa ), ma divise dalle incrostazioni della vita che ci fanno diversi e nel pensiero e nell’agire.
Verrebbe da parafrasare con < la cultura li fa e poi li accoppia >…

B) – Rimpianto.
Nella mia lunga vita lavorativa mi son passate accanto migliaia di persone, tante per ragioni professionali.
Eppure di esse non ricordo nulla di affettivo, stritolato com’ero dal carrierismo e dal meccanismo burocratico.
Il mio rimpianto è di non aver avuto tempo o saputo soffermarmi più sul versante umano che su quello formale.
Chissà quante persone avrei potuto sostenere materialmente e moralmente, e non l’ho fatto.
Vedendole invece come estranei senz’anima.
E’ inutile rifugiarsi ora nel  < Ah, se nascessi una seconda volta! >.
Spero solo che un giorno non venga chiamato a risponderne in Alto Loco…

C) – La preghiera.
Si legge un po’ ovunque, nella letteratura e stampa dedicata, del grande valore della preghiera e per se stessi e per il prossimo.
Che si risolverebbe, a loro dire, in un grande vantaggio anche per il bene dell’umanità tutta.
L’orazione personale e dei grandi centri appositi ( monasteri, conventi, chiese, ecc.), specie di clausura, sarebbe indispensabile alla provvidenza divina, così sollecitata e forse costretta ad intervenire benevolmente nelle cose del mondo.
La tesi invero è suggestiva.
Senonchè non sussiste alcun riscontro statistico e ancor meno scientifico alla tesi.
Personalmente sono scettico, giusto anche il detto popolare < è inutile pregare i Santi che non vogliono far miracoli >.
Tra l’altro ho sempre nutrito il dubbio che tra di loro si celino anche pendagli da forca…

SIDDHARTA
26.11.2014



A) – Impotenza.
Ai miei tempi, e invero da sempre anche prima, per raggiungere lo scopo ci si appigliava a quella leggera pressione fisica nota come < vis grata puella >.
Che consentiva all’altro genere di saltare la finta resistenza al pudore.
Oggi le cose sono cambiate: i maschi sono oggetto di un vero e proprio arrembaggio da parte delle donne che, se respinte, ti coprono di insulti più o meno diretti e pesanti.
Annullando il senso di conquista dell’uomo connaturato in milioni di anni, rendendolo per certi versi castrato ed impotente.

B) – Dipendenza.
Io ci ho un fatto personale con lo Stato italiano.
A parte le bombe fattemi piovere sul capo in gioventù, esso lui ha cercato di uccidermi subdolamente anche in altro modo.
Col fumo delle sigarette, vendendomele e lucrandoci sopra per giunta.
Perché se non avesse fatto il tabaccaio legittimamente, io non mi sarei attossicato per trent’anni.
Grazie solo alla mia forza di volontà sono riuscito a vincere la dipendenza e a disintossicarmi in tempo, sopravvivendo fino ad oggi…


C) – La coscienza.

Chissà se gli animali una coscienza ce l’hanno, anche se non come l’intendiamo noi.
Fatto sta che quando gli faccio i dispetti, il mio adorato bassotto nano mi dà sempre un bel mozzicone ringhiando.
Subito dopo però mi lecca la mano colpevole, in segno di scusa e riappacificazione.
Chissà se una coscienza allora anche lui ce l’ha…

Siddharta

24.11.2014

A) – Il 10%.
Da ricerche dedicate è emerso che i neonati per il 10% non sono figli del marito legale.
Ma questo era già noto ai tempi di Erasmo da Rotterdam ( 1466-1536 ), per il quale < … quando uno grida ai quattro venti che sua moglie, a sua insaputa divisa con molti altri, è più casta di Penelope ed è più che soddisfatto di se stesso, nessuno lo chiama pazzo perché si nota che questo succede normalmente ai mariti >… ( da < Elogio della follia >.

B) – Il mito di Er.

Ormai la letteratura scientifica di consumo, parascientifica, d’informazione, ecc. pullula di casi d’esperienza extracorporea e successivo ripristino.
Improvvisa uscita e galleggiamento intorno al proprio corpo, pace e luce  intensa indefinibili, risucchio vorticoso nel tunnel, benvenuto di parenti e amici, rientro forzato nel fisico.
Ma pochi sono a giorno che l’evento è già stato narrato nell’antichità.
Platone, a fine capitolo decimo della sua < La Repubblica >,  narra appunto la storia del soldato Er, che caduto in battaglia, dopo diversi giorni fu messo sulla pira ad abbruciare.
Senonchè, prima di essere divorato dalle fiamme, si risvegliò di colpo e tra la meraviglia di molti si mise a narrare il suo viaggio nell’Aldilà.
Un ottimo riassunto si trova anche in Google.
In tanti sono terrorizzati al timore di svegliarsi sotterra, con unghiate furiose nel legno per liberarsi dalla bara…
Comunque, secondo credenze contestate, dopo morti continueremmo a vivere biologicamente per un certo tempo con la crescita di unghie, capelli e barba!
E’ già qualcosa, piuttosto di niente…

C) -  Peregrini.
Intanto noto in web il continuo peregrinare di tanti Amici da un sito letterario all’altro oppure da una premiazione all’altra.
In un eterno girovagare alla ricerca di conforto psicologico e materiale alle loro frustrate speranze di successo planetario.
Sia di prestigio che economico.
Molti poi si preoccupano ossessivamente anche del loro copyrigth, a difesa di una primogenitura ritenuta degna d’unicità.
A copertura di un vuoto interiore e di assenza dal palcoscenico del mondo altrimenti incolmabili…

SIDDHARTA

20.11.2014

17 commenti:

  1. Peregrini
    Capisco che un bravo opinionista debba sempre indignarsi su tutto, le rampogne fanno parte del mestiere, ma prima o poi dovrai risolvere questo conflitto latente che manifesti a proposito dei premi letterari e dello spirito troppo competitivo che anima la maggior parte dei webwriter della tua/nostra cerchia.
    Una giorno tu li esalti, esprimi elogi sperticati alla loro bravura, li metti in cima alla lista delle tue preferenze, ti congratuli pubblicamente dei successi ottenuti a livello nazionale, per non parlare del risalto che offri alle varie stelline dei club/blog/siti eccetera eccetera, e poi…
    quasi regolarmente, di sghimbescio li butti giù dal podio, li inviti alla calma, fai proclami di modestia, suggerisci a non avere grilli per la testa, a non disperdere le energie inutilmente alla ricerca di improbabili grandi e veri successi. Insomma gli strappi le piume che con tanta cura prima avevi allisciato.
    Be’, decidi da che parte stare, prendi una posizione netta, però ricorda che tu da solo frequenti tre o quattro siti e nemmeno tanto in sordina e che tutta questa attività ti procura delle belle soddisfazioni. Non saranno coppe da esporre sul caminetto, nemmeno patacche da appendere alle pareti, ma tutta questa attenzione è pur sempre una gratificazione personale. In fondo se ci pensi bene, siamo tutti qui perché abbiamo qualcosa da vendere e in un modo o nell’altro ci aspettiamo che arrivi la medaglia, non fosse altro che una pacca sulla spalla.
    Prendi questo mio commento come un atto di stima, ad un altro certi discorsi nemmeno mi sognerei di esporli. Si fa per rilanciare la palla, per il gusto del contraddittorio, altrimenti, noi che non abbiamo medaglie da esporre, noi che non stampiamo libri e non vinciamo mai una mazza di niente, qualcosa dobbiamo pur dire, per tirare sera.:-)

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    1. Acc. Franco che bel commento. Sid ne sarà sicuramente soddisfatto.
      Chapeau.

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  2. Caro Franco...questo lo chiamo rispondere per le rime...ad Epitteto poi!!! Che è un pozzo di scienza avendo divorato tanto di quelle scritture che sa riconoscere il buono dal male, il nuovo dal vecchio, il vecchio che ridiventa nuovo, quel nuovo, trito e ritrito. Non lo si imbroglia tanto facilmente, e questo l'ho constatato di persona, proponendogli una lirica dall'apparenza nuova ma che aveva già letto prima, un anno e passa e già commentata. Da lui ho visto allontanarsi scrittori, poeti e pittori che pensavano di essere giunti all'apice della loro gloria per i tanti battimani ed elogi, avuti da amici e parenti compiacenti e, purtroppo ha avuto sempre ragione nel "mazzolarli" e farli ridiscendere dal loro piedistallo. Ogni tanto, però diventa buono ed eleva in alto il soggetto o l'autore di un bel pezzo, per poi ributtarlo giù al primo sbaglio, pentendosi di essersi "sbilanciato" sul suo conto.

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  3. dalla pagina di Epitteto su Facebook

    Da parte mia due considerazioni:
    1 - E' vero, nella mia vita non mi sono mai risolto a star tutto da una parte sola.
    E' stato un continuo oscillare da un polo all'altro, cercando di sopravvivere.
    La mia vera vocazione sarebbe stata quella del rivoluzionario alla Che Guevara dei carrugi ( don Gallo ).
    Ma poi non avendo le spalle coperte come lui ( dalla Chiesa stessa che lo tampinava ), ho dovuto rassegnarmi a galleggiare.
    Non tutti hanno la stoffa del martire.
    Qualche guerricciola invero l'ho intrapresa, perdendola regolarmente...
    2 - Sì, Franco ha ragione.
    Non so trattenermi dall'incensare ed esaltare taluni meritevoli di alloro.
    Però poi dentro di me sento forte l'impulso a svolgere il ruolo del monitore pubblico e privato, a somiglianza dell'incaricato ai tempi a tale bisogna sul carro dei trionfatori romani: < memento, non sei che un uomo! >.
    Il fatto si è che purtroppo certuni commentati da me favorevolmente tendono poi ad insuperbirsi, travolgendoci oltre con una valanga di altre proposte letterarie da loro ritenute tutte degne di lode...
    Il che purtroppo non è.
    E poi dico: ma sì, un premio letterario all'anno non è disdicevole, dovrebbe loro bastare.
    Invece no, partecipano ad una miriade concorsuale, mai sazi di successi.
    Le pareti delle loro case sono tappezzate di inutili trofei, per la gioia degli svuotacantine...
    Recentemente una corrispondente web s'era detta oltremodo orgogliosa di ben tre premi letterari rastrellati contemporaneamente in altrettanti bandi.
    Pazienza che gli altri ci dicano bravi, ma ripeterselo compiaciuti da soli sventolandolo ai quattro venti è il massimo della presunzione.
    La modestia, ecco un poco di modestia diamine, che ci aiuta a crescere eticamente.
    Poi ci sono coloro ( i peggiori ) che, non trovando elogi esterni, si autocompiaccioni esaltandosi.
    Dalle mie parti va il proverbio < chi no gà i so vantur, i se vanta de per lur >: ma questo ebbe a scriverlo pari pari secoli fa anche Erasmo da Rotterdam...
    SIDDHARTA

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  4. premi letterari et similia, frequentazione di tanti siti et similia.
    Bah. Non la vedo poi tanto diversa dal segnalare le proprie opere su FB o su altri social network.
    Cambiano i destinatari, il tipo di riscontri ecc., ma per esprimersi in termini aristotelici, l'essenza, la sostanza del fenomeno rimane la stessa per nel mutare di accidenti ed effetti.
    A meno che non ci siano ragioni particolari, io ho risolto mettendo i link alle opere degli altri (se mi piacciono) perchè "ogni scarrafone" ecc. ecc.

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  5. Esequie premature. In effetti la faccenda che capelli e unghie continuino a crescere dopo la morte è stata quasi del tutto smentita dalle ultime ricerche. Casomai sono i tessuti molli a decomporsi e quindi i tessuti resistenti, fatti di cheratina (unghie e capelli) o dentina (denti: forse qui ha origine una parte dell'iconografia vampiresca) e avorio appaiono, per differenza e contrasto, più grandi.

    Visioni dell'al di là et similia (nel "similia" metto anche deja vu, ricordi di vite vissute ecc). Se ne hanno manifestazioni da troppo tempo per negare il fenomeno. La scienza non ne ha o non ha ancora una spiegazione, ma ciò non vuol dire che esso non esista. Per contro, le religioni ne danno diverse. Quanto al proliferare di forme più o meno raffazzonate di spiritualismo (fino a quei signori che dicono di poterti togliere la fattura ma loro la fattura non la fanno mai) non mi stupisco. Meno spiritualità porta inevitabilmente a più spiritismo. Le forme d irrazionale come oggi le conosciamo nascono, non a caso, nel Settecento (il secolo dei Lumi) e alla fine dell'Ottocento (positivismo) quando si allarga la frattura tra immanente e trascendente.

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  6. Dipendenza. Tranquillo. Tra qualche annetto vedremo su cellulari e computer "nuoce gravemente alla salute". Ma sarà già tardi.

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  7. Premesso che il bassotto è adorabile e che senza dubbio ha una coscienza, ti lascio una poesia di Trilussa.

    Mentre magnavo un pollo, er Cane e er Gatto
    pareva ch'aspettassero la mossa
    dell'ossa che cascaveno ner piatto.
    E io, da bon padrone,
    facevo la porzione,
    a ognuno la metà:
    un po' per uno, senza
    particolarità. Appena er piatto mio restò pulito
    er Gatto se squajò. Dico: — E che fai?
    – Eh, — dice — me ne vado, capirai,
    ho visto ch'hai finito… –Er Cane invece me sartava al collo
    riconoscente come li cristiani
    e me leccava come un francobbollo.
    – Oh! Bravo! — dissi — Armeno tu rimani! –
    Lui me rispose: — Si, perché domani
    magnerai certamente un antro pollo!

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  8. In realtà è provato che pregare faccia bene a chi prega (agli altri, no, non è provato affatto), ma come tante altre cose, dallo sport, alla vita sociale e affettiva sana e mai smodata, ecc. Penso che sia una semplice questione psicosomatica.
    Sull'influsso della preghiera collettiva sugli eventi esterni, invece, non ci sono evidenze. E, in verità, malgrado asserzioni di diverso segno da parte di questa o quella apparizione, sono assai scettico anche io. Diverso discorso se chi prega in ossequio a precetti che prevedono cura e amore per il prossimo ecc poi mette in atto quei precetti (e forse la preghiera aiuta a metterli in atto e a far sì che non rimangano "mere parole"). Se fai del bene allora il mondo ne avrà giovamento. Ma come nesso causale mi pare molto stiracchiato.
    Sono poi del tutto scettico sull'efficacia delle forme meccaniche di preghiera, come quelle che consisterebbero nel far ruotare cilindri, ripetere ininterrottamente formule ecc. Rispetto per chi lo fa, ovvio, ma... appunto... mah.

    PS. Pare che Papa Bergoglio abbia dichiarato che anche i cani vanno in paradiso, (http://www.liberoquotidiano.it/news/italia/11726524/Il-Papa--ci-troveremo-tutti.html ) e quindi il tuo adorato bassotto lo ritroverai.

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  9. Amicizie di Facebook?

    Niente di più labile e di incerto, basta un commento storto e sei fuori per sempre dai giochi. Solo raramente piacevoli sorprese.
    In ogni caso mi sto convincendo che, nonostante i proclami e gli inviti alla modestia che arrivano da più parti, nessuno sia disposto ad accettare serenamente una critica alla loro "roba". Solo i complimenti non vengono mai messi in discussione. Senza contare che gli addetti ai lavori, e mi riferisco a quelli che come me frequentano abitualmente le periferie della letteratura, sono fortemente competitivi e permalosi per natura. Nei siti di letteratura poi appaiono commenti che assomigliano a sentenze di condanna senza appello, oppure ad elogi così "sperticati" che fanno riflettere sulla loro autenticità.
    In ogni caso sono deluso dall'andazzo generale e molto indeciso sul da farsi. Ogni volta che mi permetto di sollevare un dubbio, avanzare anche mezza critica, ho da pentirmene e, certi mugugni, mi costringono a fare i conti, costantemente, con la mia coscienza.
    In fin dei conti, forse sarebbe meglio commentare positivamente le opere convincenti e tacere su tutto il resto, si fa bella figura e si evitano rogne… dopotutto nel web, il silenzio non è assenso, anzi, il più delle volte indica pollice verso.

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    1. La penso come Franco.
      Armida... ops, scusate, Serenella

      P.S. Armida mi scuserà se ho voluto scherzare. Il suo senso dell'umorismo dirà certamente di si :-)

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  10. I tempi cambiano
    Il regolo calcolatore è uno tra i pochissimi oggetti che mi sono rimasti di quel periodo e a ricordo di quella esperienza. Non era semplice da usare, infatti a scuola si spendevano parecchie ore per insegnarne l’uso. Portato nel taschino era un segno distintivo, al pari delle stellette militari. Naturalmente il risultato del calcolo non era mai preciso, si andava per approssimazione. Tanto che un semplice 7x8 poteva dare un più o meno 56!

    Prima guerra mondiale
    Guardare il fim di Francesco Rosi,UOMINI CONTRO, oppure leggere il libro di Emiliano Lussu, UN ANNO SULL’ALTIPIANO.
    Forse agli storici questo aspetto delle fucilazioni per diserzione durante la prima guerra mondiale forse non interessa, ma qualcosa in letteratura e nel cinema si è detto.

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  11. L'esperienza che ha avuto sotto le armi, circa la cieca obbedienza, dice Epitteto gli è servita nella vita civile, quando era lui a dover comandare. Quindi, ad ognuno il suo, ordine e cieca obbedienza, affinché tutto funzioni alla perfezione. Che fosse questo il sistema ed il modo di far funzionare le cose?

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  12. Regolo Calcolatore? e chi è? il fratello furbo di Attilio, quello della botte?

    Quanto alle fucilazioni nella Prima Guerra Mondiale mi accodo al suggerimento di Franco

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    1. Rubrus, sul serio non hai mai visto un regolo calcolatore?
      Siddharta

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  13. Giuro! Solo in foto. E ovviamente non l'ho mai usato nè mi hanno detto come si faceva (ai miei tempi però la tavola pitagorica era ancora guardata con sfavore e relegata sul fondo di alcuni quaderni. Per un po' ci fu addirittura proibito di usarla).

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  14. I poeti una massa informe di illetterati?

    I tempi sono cambiati caro Sid!
    Ahite, la poesia non è più ad appannaggio di una élite di letterati colti e raffinati, oggi questa si è evoluta sino a diventare quello che è, una forma d’espressione libera da ogni schema. Intorno a te, me compreso naturalmente, non vedo nessun letterato degno di questo nome, siamo tutti scalpellini della parola e siamo tanti, questo è vero. Infatti secondo le solite fonti internet, ogni anno 4 milioni di poesie vengono pubblicate sulla rete, in migliaia di siti di scrittura on-line.
    Io ho capito il senso della tua esternazione e sotto sotto sono d’accordo con te, ma lamentarsi in questi paraggi, che siamo troppi e non tutti dottori, è un po’ come andare a Rimini a Ferragosto e pretendere la spiaggia deserta.
    Sempre interessanti e stimolanti i tuoi Pcq.

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