mercoledì 3 dicembre 2014

Ci rimasi secco! - da Novecento - Alessandro Baricco - Monologo


Per la legge di Murphy una fetta di pane cade sempre dallo stesso lato, quello del burro e della marmellata. Non è una formula matematica e nemmeno magia nera, semplicemente è la solita sfiga che ha cambiato nome.  La domanda di Baricco in Novecento è simile alla prima, quando cade un quadro?, e la risposta non può che essere una, quando meno te lo aspetti e pertanto, per la nota legge di Murphy, sempre nel momento sbagliato.
L’ho presa alla lontana questa volta, ma è stato leggendo qualcosa sulla legge di M. che mi sono ricordato del chiodo e del quadro di Novecento. Anche se si tratta di un brano arcinoto e riprodotto in tutte le salse, mi premeva averlo in archivio.



Novecento*
A me m'ha sempre colpito questa faccenda dei quadri. Stanno su per anni, poi senza che accada nulla, ma nulla dico, fran, giù, cadono. Stanno lì attaccati al chiodo, nessuno gli fa niente, ma loro a un certo punto, fran, cadono giù, come sassi. Nel silenzio più assoluto, con tutto immobile intorno, non una mosca che vola, e loro, fran. Non c'é una ragione. Perché proprio in quell'istante? Non si sa. Fran. Cos'è che succede a un chiodo per farlo decidere che non ne può più? C'ha un'anima, anche lui, poveretto? Prende delle decisioni? Ne ha discusso a lungo col quadro, erano incerti sul da farsi, ne parlavano tutte le sere, da anni, poi hanno deciso una data, un'ora, un minuto, un istante, è quello, fran. O lo sapevano già dall'inizio, i due, era già tutto combinato, guarda io mollo tutto tra sette anni, per me va bene, okay allora intesi per il 13 maggio, okay, verso le sei, facciamo sei meno un quarto, d'accordo, allora buonanotte, 'notte. Sette anni dopo, 13 maggio, sei meno un quarto, fran. Non si capisce
È una di quelle cose che è meglio che non ci pensi, se no ci esci matto. Quando cade un quadro. Quando ti svegli un mattino, e non la ami più. Quando apri il giornale e leggi che è scoppiata la guerra. Quando vedi un treno e pensi io devo andarmene da qui. Quando ti guardi allo specchio e ti accorgi che sei vecchio. Quando, in mezzo all'Oceano, Novecento alzò lo sguardo dal piatto e mi disse: "A New York, fra tre giorni, io scenderò da questa nave".
Ci rimasi secco.

Alessandro Baricco
dal libro "Novecento. Un monologo" di Alessandro Baricco

3 commenti:

  1. La legge di Murphy vale in particolare quando hai fretta. E' lì che di solito cade il quadro.
    E come la mettiamo con la telefonata che ti ferma mentre corri e hai già il piede sulla porta?

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  2. Sul testo di Alessandro Baricco:
    Amo pensare a Baricco, più che a un genio polivalente, come a un lettore fortissimo che abbia metabolizzato ampiamente tutto quanto lo scibile d’intorno a portata di lettura ( il che è già un gran merito ).
    Risputando la sua cultura o meglio il suo sapere sottoforma di varie iniziative multidisciplinari remunerative.
    Un pò come Eco…
    In altre parole rappresenterebbe il mio alter ego superegoico fallito in simile impresa, forse per limiti intellettuali, forse perché costretto a guadagnarmi il panino da subito.
    L’alta retta della Scuola Holden di Torino, di cui è preside/presidente?, mi ha poi convinto che anche nel mondo degli affari ci sappia fare e bene…

    P.S.: Sulla fetta imburrata.
    Mi sembra ovvio che la maggior percentuale di caduta sul lato imburrato sia a causa della legge di gravità, alla faccia di Murphy…
    Siddharta

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    Risposte
    1. A Torino l'anno scorso hanno investito, solo in lavori ristrutturazione, circa 3,5 milioni.
      Hanno preso in affitto, molto basso per la verità, una caserma in disuso, per fare posto a 140 giovani di belle speranze. Il corso dura due anni e la quota di partecipazione è di circa 9.000 E.
      Facciamo conto che arrivino anche a trecento iscritti siamo a quasi tre milioni di fatturato all'anno, solo a Torino. Senza contare tutti gli iscritti per corrispondenza che secondo me è il vero business.
      Dice che vuole dimostrare che in Italia si possa investire con profitto sulla cultura.
      Speriamo che ce la faccia, che faccia tanti soldi, ma e che la scuola non sia soltanto una fabbrica di illusioni, e che serva davvero all'inserimento dei giovani nel mondo del lavoro.
      Di quelli più vecchi che frequentano i corsi per motivi meno urgenti o per diletto, non me ne frega nulla, sono liberi di spendere il loro denaro come vogliono e anche di farsi buggerare.
      Intanto la cosa straordinaria è l'affluenza ai corsi da parte di molti stranieri.
      Ma chi sarà mai tutta sta gente che vuole imparare la nostra lingua?

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