lunedì 15 dicembre 2014

Il futuro delle biblioteche nell'era digitale - post critica - attualità - arte e varie


Il concetto di copia in prestito è stato stravolto; non esiste più distinzione tra trasmissione e duplicazione. Trasmettere qualcosa di digitale equivale a duplicare.
Anche il significato della parola restituzione, non ha più senso nel web. Una volta trasmesso un link questo diventa di dominio pubblico.

Quando pensiamo alla biblioteca ci appare l’immagine della signorina con gli occhiali a lenti doppie che scivola senza fare rumore tra lunghe fila di scaffali colmi di libri, una montagna incantata di carta immersa in un silenzio irreale, rotto soltanto dal fruscio delle pagine e il pennino che graffia la carta.
I tempi però sono cambiati, le bibliotecarie usano le lenti a contatto, e la gente prende appunti con il tablet, oppure digitando sulla tastiera del personal computer. Infine anche molte biblioteche, senza rinunciare del tutto ai libri, si stanno concentrando sul digitale.
Secondo l’ALA (American Library Association), infatti, il futuro delle biblioteche in America appare perfino luminoso. Le biblioteche pubbliche e quelle accademiche non potranno che trarre vantaggio dall’avvento del digitale che aprirà le porte a una nuova clientela, pensiamo soprattutto ai disabili e agli anziani che potranno usufruire dei servizi senza allontanarsi da casa.
Da noi le cose non appaiono proprio così rosee, perfino le librerie stentano ad adeguarsi al nuovo mercato degli Ebook, anche perché a conti fatti i guadagni derivanti da questo settore, risultano davvero modesti.
La convivenza, tra i due settori dell’editoria, appare per il momento la soluzione più conveniente e logica, tuttavia restano da risolvere alcuni problemi legati alla diffusione delle copie digitali di libri.

Per le biblioteche i problemi sono altri e non di facile soluzione; risulta evidente che il concetto di copia in prestito, per esempio, in questo mondo digitale è stato stravolto, in quanto non esiste più distinzione tra trasmissione e duplicazione. Trasmettere qualcosa di digitale equivale a duplicare.
Anche il significato della parola restituzione, altro elemento caratteristico sul quale si fonda il meccanismo della biblioteca pubblica, non ha più senso nel web. Una volta trasmesso un link questo diventa di dominio pubblico e tutto ciò viene avvertito dagli editori come un pericolo, perché temono di vedere le biblioteche trasformarsi in centri di duplicazione autorizzata della loro merce.

Da tempo ormai si discute sul ruolo futuro delle biblioteche e degli archivi pubblici nell’era di internet
Considerato che tante opere ormai sono a disposizione di tutti, e basta incontrare un link interessante, basta un clik e ci troviamo davanti tutto il materiale che diversamente avremmo dovuto ricercare faticosamente. Oggi molti enti come il Progetto Manunzio, Gallica, Google Book stanno digitalizzando migliaia di documenti e libri. Quindi che fare per rivitalizzare le vecchie biblioteche e per non lasciarle morire?
Si tratta di disinnescare un circolo vizioso. (leggo e copio incollo per comodità da una inchiesta ormai vecchia di due anni su L’espresso ,) Perché se davvero le biblioteche fossero rese tutte davvero efficienti, con servizi informatici adeguati e volumi appena usciti, se si ottimizzasse il lavoro di condivisione dei servizi e di rete, se si aprisse a nuove generazioni di bibliotecari, si ridimensionassero progetti faraonici intorno a biblioteche con vocazione conservativa favorendo le piccole realtà all'avanguardia, e si differenziassero davvero obiettivi e modelli, le biblioteche tornerebbero a essere quello spazio comune dove anche chi non ha ricevuto sufficienti stimoli dalla scuola può scoprire un libro, un giornale, un sito web.


Luoghi dove, come succede in Finlandia, i professionisti vanno a lavorare usufruendo di strutture multimediali gratuite; dove, come succede in Germania, si sperimenta il book crossing; dove, come a Parigi, nelle banlieues si apre la sera per tenere gli adolescenti lontano dalla strada.  Del resto, l'Italia dovrebbe solo riscoprire un ruolo che ha già svolto in passato, quando eravamo all'avanguardia in questo settore. La prima biblioteca civica d'Europa, a metà del 1400, è stata fondata a Cesena.
(font: varie dal web)

(frame dicembre 2014

1 commento:

  1. Insomma, tanto rumore per nulla…
    Gli editori, librai, biblioteche, ecc. devono convincersi una buona volta che la cultura del futuro viaggia tecnologicamente.
    L’intelligenza artificiale farà piazza pulita dei parrucconi del passato narrativo.
    Siddharta

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