martedì 23 dicembre 2014

Poesie di Natale - di Pietro Zurlo


PREGHIERA ’E ’NU PUVERIELLO
-di Pietro ZURLO-


Suon’e zampogne, luce, lampadine,
stammo a Natale e ’a gente sta affaràta;*
chi guarda cchiù all’angulo ’e ’na stràta
si quacche puverièllo ha stiso ’a mana!?

’O vero puverièllo nun ’a stenne…
chi ’o ’ntrattiène è ’o ppoco ’e dignità;
si è stato n’ommo ricco o puveriello,
mo cerca sulo ’e mezze pe’ campà.

Pe’ ll’aria già se sente n’armunia…
Tu scendi dalle stelle già se canta;
nnanz’a nna chiesia prèja Avummarìa,
si mmiez’o cielo trova ’a stella soja.

Ma comm’è fredda chesta notte santa!…
Che friddo sentarrà p’’e ccarne soje!...
Mo’ rint’a chiesia preja a Cristo ’ncroce:
’A grazia nun m’’a faje? Te sì scurdato?!

Chiammate ’ncielo chistu scunzulato.
Te stongo a prià ancora a ’e piere toje,
proprio stanotte ca staje pe’ venì…
oje Bammeniello mio, famme murì!

Ma chesta vota Dio nun s’è scurdato,
e chillu puverièllo…s’’a chiammato.
Diceno…che accussì l’hanno truvato:
cu ’e mmane stritte ’mpietto e addunucchiato.


GLOSSARIO:
*Affarata= Indaffarata;
*Ha stiso 'a mana=ha steso la mano;
*chi'o'ntrattiene=chi lo trattiene;
*preja=prega;
*sentarrà=sentirà;
*scunzulato=scolsolato;
*a 'e piere toje=ai tuoi piedi;
*s''a chiammato=l'ha chiamato a se;
*addunucchiato=inginocchiato.

9 commenti:

  1. Questa lirica, in altro concorso risultò vincitrice di 1° Premio, poiché vecchia di qualche anno addietro, ma purtroppo dannatamente attuale, anzi, di più, visto il peggiorare della situazione in Italia. Mentre nel concorso ON LINE indetto dall'Associazione Bellizzi Arte & Sociale è giunta 4^. Ma questo non ha importanza. Importa invece un piccolo glossario per essere capita nelle parole più difficili:

    GLOSSARIO:
    *Affarata= Indaffarata;
    *Ha stiso 'a mana=ha steso la mano;
    *chi'o'ntrattiene=chi lo trattiene;
    *preja=prega;
    *sentarrà=sentirà;
    *scunzulato=scolsolato;
    *a 'e piere toje=ai tuoi piedi;
    *s''a chiammato=l'ha chiamato a se;
    *addunucchiato=inginocchiato.

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  2. Non poteva mancare, nella festa più importante del cristianesimo, il richiamo alla carità e alla misericordia divina. Anche il telegiornale non mancherà di farci vedere qualche mensa dei poveri allestita a festa per l’occasione. Anche questo fa parte ormai di un rito che si ripete sempre eguale ogni anno. Io sono tra quelli che pensa meglio una volta piuttosto che mai, ma sul come e perché Gesù accolga la richiesta al tuo poverello meglio non parlarne, sarebbe un discorso che ci porterebbe lontano.
    Ottima la tecnica del nostro Pietro, sempre molto coinvolgenti i tuoi versi in ogni situazione. Bravo

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  3. Caro Franco, nella lirica c'è un pizzico di fantasia nella preghiera a Gesù...però, una cosa è certa: quanti poveri, si trovano effettivamente morti avvolti nelle loro misere cose? E chi ti dice che una preghiera del genere non l'abbiano fatta prima di morire? Certo, per chi come SIDDHARTA guarda le cose con un modo distaccato, non credendo a certe miserie umane è facile immaginare che tutto ciò non esista. Pensiamo pure alla gente che ultimamente si è suicidata per la disperazione...vuoi che credente o no non abbia invocato o imprecato contro qualcuno che esistente o no non l'abbia ascoltato? Ma questo lo lascio al commento di EPITTETO-SIDDHARTA che la sa lunga sull'argomento....devotamente, Pietro.

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  4. Pensa pure tutto quello che vuoi caro Pietro, ma io non ho aperto bocca!
    Mi sono astenuto di proposito dal fare qualunque considerazione sull'argomento in questione, pertanto non cercare di interpretare ciò che non ho detto.
    Restiamo piuttosto, in religioso silenzio, nella trepidante attesa del verdetto di Epitteto. Vedrai che lui una risposta alle tue domande la trova di sicuro, io invece non ti posso aiutare, sono pieno di domande e nessuna risposta in saccoccia.



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  5. Caro Pietro, l'ho ripetuto mille volte.
    Un tempo credevo anch'io in questi eventi in forza di una fede travasatami d'autorità con tante bugie storico-fantastiche.
    Poi con l'età ma soprattutto con l'esperienza e un severo studio comparato, mi sono rieducato al realismo esistenziale.
    Ho fatto di tutti i credo un fascio e li ho buttati definitivamente dietro le spalle, liberandomi di un fardello pernicioso.
    Da allora quasi d'improvviso ho trovato la pace interiore, quella pace che tanti giullari interessati avevano inteso minare, rendondomi dubbioso, pauroso e infelice.
    Certo nemmeno adesso mi sento gioioso, ma ho almeno la contezza di ragionare con la mia testa e non per compiacenza di certuni furbacchioni dello spirito.
    Per quanto sopra non leggo più testi ispirati religiosamente, se non per motivi di studio dedicato.
    Comunque son certo che chi crede in questo o quello, delegando il libero pensiero a terzi, lo faccia per un bisogno terapeutico a conforto della propria disperazione.
    Miliardi di persone si trascinano a rimorchio, ma nessuna è mai giunta alla Verità: chissà se per ragioni anagrafiche mi sarà presto concesso di pervenirvi.
    Ma non potrò mai venirvelo a dire...
    SIDDHARTA

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  6. Ecco...adesso con la risposta-commento di Siddharta sono più tranquillo non mi aspettavo nulla di diverso poiché già conosco i suoi pensieri, che in parte, buona parte condivido e se non fosse che la lirica di cui sopra l'ho già scritta anni fa, adesso non l'avrei scritta così com'è.

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  7. E non poteva mancare la tua lirica di Natale in vernacolo, per molti versi attesa. Si, il tema di fondo è quello giusto: come si fa a non associare il Natale, che è la festa della solidarietà per antonomasia, con i poveri e i derelitti? E tu, caro Pietro, lo fai molto bene in questa poesia che ripercorre con maestria i temi di questa importante ricorrenza. Buon Natale a tutti!

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  8. HO PRESO A PRESTITO QUESTA LIRICA DI AUGURI DALL'AMICO LUCIANO TARABELLA CHE MI SEMBRA APPROPRIATA...AUGURI A TUTTI!!!
    IL COMPLEANNO DI GESU'

    Buon Natale ai perdigiorno
    agli amici, ai conoscenti,
    ai lontani miei parenti,
    che non sono qui a Livorno
    ma che amo, anzi che adoro
    quando stanno a casa loro.

    Buon Natale ai Vuccumprà
    pur se sono maomettani,
    ai rumeni, agl'Indostani
    a chi va di qua e di là
    sempre solo come un cane
    per buscarsi un po' di pane.

    Buon Natale ai pezzi grossi
    che non soffrono di certo
    che non stanno allo scoperto
    ma son sempre bianchi e rossi
    certo becchi patentati
    e per questo rispettati.

    Buon Natale a quel Poeta
    che si crede un Sommo Vate
    ma che scrive bischerate
    col cipiglio d'un profeta
    non avendo affatto pratica
    di sintassi e di grammatica.

    Buon Natale ai disgraziati
    nati in luoghi tanto oscuri
    che non vivono sicuri
    ma che sono torturati,
    ora e sempre, dalla banda
    del più forte che comanda.

    Agli onesti, agli evasori
    ai papponi, alle mignotte,
    a chi paga e se le fotte
    siano bianchi, rossi o mori
    poveracci o benestanti
    Buon Natale a tutti quanti!

    Conta il fumo e non l'arrosto...
    se ne parla a Ferragosto!

    TANTISSIMI AUGURI A FRANCO MELZI E A TUTTI GLI OSPITI DELLA SUA MERAVIGLIOSA CASA.....Pietro.

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