lunedì 22 dicembre 2014

Poesie di Natale - la stanza di PaleS


NATALE CHE SCOPPIA
di PaleS

Là fuori tutti i matti. Gente fitta
che compra l’aria fritta finché può.
Mi guarda dolce dietro la vetrina
la bambolina che fa no no no.

E dentro la cucina troppo grasso
che cola. L’anno prossimo i bambini
ritorneranno a scuola con le dita
sulle tastiere dei telefonini.

Moltiplicàti i pani. Gatti e cani
seduti insieme a tavola imbandita.

Dalla televisione ci diranno
che il mondo s’è fermato.

“Signori, buonasera.
L’appuntamento al prossimo attentato”.

6 commenti:

  1. Qualche annetto fa mi prese la voglia di andare a Messa e quale occasione migliore se non il giorno di Natale? La chiesa era stracolma e durante l’omelia il prete invece di mostrarsi soddisfatto di tutte quelle pecorelle, non perse l’occasione per ammonire quanti come me vanno in chiesa soltanto nelle grandi occasioni e una volta ogni morte di Papa. Non basta non basta… minacciava col dito puntato.
    Evidentemente aveva ragione, ma io non volevo sentirmelo dire… io, che invece mi ero vestito da figliol prodigo e pensavo di trovare il mio “padre” che mi accoglieva a braccia aperte.
    Il fastidio che provai è molto simile a quello che sento quando leggo di rampogne contro il consumismo che ha stravolto il significato di questa e di tutte le altre feste religiose.
    Temo però che il mio malessere non nasca da ragionamenti e convinzioni filosofiche, bensì da un latente e inconfessato senso di colpa, pertanto per non compromettere anche il fegato, visto che la coscienza ha già i suoi problemini, ho accettato di vivere il Natale così come viene, con tutte le sue contraddizioni e alle rampogne preferisco di gran lunga le zampogne e a dispetto della rima anche una bella fetta di panettone..
    Non male la poesia, piaciuto il tono leggero, il miglior modo per dire cose importanti.
    Ciao e Buon Natale

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  2. Caro Franco...quel prete che ammoniva i suoi fedeli non è stato l'unico nel suo genere, poiché l'ho sentito anch'io quello stesso discorso. Quelli che vanno a messa a pasqua e Natale venivano chiamati "i Natalini ed i Pasqualini"...pensa un po'!

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  3. Io a Natale, Capodanno, Pasqua, compleanni e compagnia bella entro inevitabilmente in ansia.
    Un'indigestione di auguri, pensierini, belle parole e così via riciclati all'infinito.
    Un affollarsi in ressa che toglie il respiro.
    Ecco, in tali occasioni vorrei spegnermi al mondo, per non lasciarmi andare a parolacce.
    Eppure su base psicoanalitica la cosa parrebbe avere una sua funzione salutare individuale e collettiva.
    Mettersi la coscienza a posto ed a buon prezzo dopo un anno di cattiverie, maldicenze, egoismi, sgarbi,malaffari, ecc. propri e altrui.
    C'è anche chi mi augura buon Natale a conclusione delle sue ingiurie...
    E devo anche ringraziare per essermi risparmiato una coltellata a tradimento.
    Mi si dirà da parte dei buonisti: ma su, per una volta volemose bene.
    E' che non ci sto, non ci riesco...
    Siddharta

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  4. Giusto quest'anno si compiono i 100 anni dalla Prima guerra mondiale e commemorazioni vengono effettuate in tutto il mondo; così ieri, in tarda serata, ho potuto vedere trasmesse in TV immagini inedite dell'epoca. Fra l'altro si è anche accennato a quel Natale del 1914, il primo passato in trincea: quel Natale durante il quale i soldati al fronte spontaneamente smisero di sparare, si alzarono dai loro camminamenti e fra scambi di cibi e bevande, accompagnati da canti e scambio di piccoli doni, si abbracciarono perché uniti da una stessa fede, sentendosi fratelli.
    Ecco, credo che mai Natale sia stato più santo, perché se la vera religione consiste nell'unione dell'uomo a Dio, è anche istintivamente l'unione dell'uomo all'uomo, contro ogni agente di antagonismo.

    Naturalmente il fatto destò l'allarme negli stati maggiori militari che, da una parte e dall'altra, provvidero ad istituire il reato di insubordinazione per tali atteggiamenti; anzi, l'anno dopo, nei giorni precedenti il Natale del 1915, da ambo le parti venne dato l'ordine di intensificare i combattimenti.
    Forse le alte gerarchie non sono composte da uomini ma da automi soggiogati al potere.

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  5. La poesia ci restituisce una visione pessimistica del Natale, inteso soprattutto come consumismo e logora consuetudine. Non tutto mi è risultato chiaro leggendo questi versi, ma il messaggio credo sia questo. Si, esiste una ripetitività del Natale ed è anche vero che alla fine tutto si risolve in regali e in grandi abbuffate. Ma salviamo comunque lo spirito di questa festa, che è la più bella dell'anno e che, a dispetto di tutto, è ancora capace di farci sognare e tirar fuori da ciascuno di noi i sentimenti migliori. Buon Natale a tutti!.

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  6. Grazie a Franco per aver pubblicato e grazie a chi ha commentato.
    Questa poesia è del 2002 e intendeva proporre un'istantanea ironica, ma in fondo non campata in aria, di etologia umana riguardo le "situazioni natalizie", va', concedetemi la definizione. Un'osservazione e basta di ciò che si vede realmente accadere in un periodo che dovrebbe essere essenzialmente di riposo e di tranquillità, quando possibile di gioia, e che invece è di caos, di obblighi che ci diamo e di stress che potrebbe/dovrebbe essere tranquillamente evitabile.
    Ricordo mi divertii molto a scriverla per via di rime, assonanze e metrica e ne fui soddisfatto perché nonostante questi "paletti" mi uscì fuori tutt'altro che forzata, anzi...
    Riletta a distanza di 12 anni mi sembra possa valere ancora e in fondo non mi pare affatto pessimistica: non è quel che succede regolarmente? e poi siamo tutti temprati,abituati, non ci facciamo caso e perseveriamo in abitudini che evidentemente non sono così terribili altrimenti ci daremmo un taglio, no?
    E dopo tutto questo pistolotto, - anzi, nonostante - vorrei fare a un augurio di Buon Natale e buone feste in primis a Franco, come al solito gestile ad ospitarmi a casa sua, a Serenella, sempre attenta, anche in questo caso, ai riferimenti storici, a Sid che non se la deve pigliare se qualcuno arriva a trattarlo male (bisogna imparare a conoscerti, Sid, si può restare anche spiazzati dai tuoi sempre coerenti giudizi, anche se a volte potresti impegnarti un pochino di più in certe letture :-))).
    Un augurio anche agli altri gentili commentatori e a tutti i frequentatori del blog.
    Buon Natale!

    Franco "Pale"

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