domenica 14 dicembre 2014

SUL PODIO - Serenella Tozzi - Poesia


Peccato il digiuno ora che
mi rendo conto
non ho mangiato
abbastanza da saziarmi.
Troppe cose non ho visto,
visioni mai immaginate
perse sulle orme del tracciato
denso del vissuto
o solo nell' illusione del riflesso?
Sentori, pregiudizi, freni e passioni
capovolgimenti, ribellioni, affrancamenti.

La vita, un canto incerto
tra trilli, gorgheggi e vocalizzi.
E' tardi ormai, le luci sono rare.

(Serenella Dicembre 2014)

6 commenti:

  1. Mi ci vedo riflesso come in uno specchio in questa tua,
    oddio, io non saprei scriverla così bene, ma
    anche questo tono di rassegnazione, senza eccessivo vittimismo mi è familiare.
    Un po’ di rimpianto è normale alla nostra età, si pensa a ciò che non si è fatto,
    ma è un rammarico sano, consapevole, da persona matura che non rinnega ciò che la vita gli ha offerto,
    che non si sbrodola per ciò che ha saputo costruire, che non è pago e tronfio di ciò che ha fatto.
    Forse in questo senso riesco a spiegare il significato del titolo.
    Un atteggiamento di saggezza profonda… e non aggiungo altro.
    Non c’è niente da fare, queste sono le poesie che vogliamo sentire e che sentiamo nostre.
    Grazie Serenella, ci voleva una bella poesia in questo momento in cui tutti pensano al cenone, al regalino, al panettone e poco altro ancora.

    Ho messo una foto che invita a riflettere, spero ti piaccia.

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    1. Grazie Franco, e hai ragione, l'immagine è appropriata, un tanto stravagante, quel tanto che genera inquietudine e riflessione... come la vita. :-)

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  2. Un lamento esistenziale tipico di chi tende a scaricare la propria depressione su quanto non s’è avuto dalla vita.
    Nell’illusione che un’indigestione di piaceri e compensi sappia temperare l’ansia interiore.
    In realtà tutte le provvidenze del mondo non sono in grado di attenuare la ricerca ossessiva degli spiriti assetati del vero.
    Lo psicanalista antico e moderno suggerisce da sempre di accontentarsi del poco elargito dal fato, senza avventurarsi in ricerche impossibili o rischiose.
    Questo il samshara preconfezionatoci dall’Alto, a nulla vale ribellarsi.
    I versi in lettura più che per la forma ( lodevolmente breve ) s’impongono pel contenuto ( altamente pregnante ).
    Siddharta

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    1. Veramente, Sid, io non ho doglianze, solo un po' di rammarico per tutto quello che mi sono persa nelle visioni del mondo (che tanto ha da offrire). Avrei voluto fare l'esploratrice per conoscere genti e luoghi.

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  3. Una bella poesia, Serenella, che induce alla riflessione. Chi di noi non ha pensato qualche volta a tutto ciò che avrebbe potuto fare e che non ha fatto, magari senza eccessivo rammarico, solo come pensiero intimo? Ci siamo accontentati? Comunque siano andate le cose, come giustamente dici tu nella chiusa, ormai è tardi e a nulla vale recriminare.

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  4. Grazie Eugenio del bel commento, molto appropriato, ed è proprio così.

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