venerdì 30 gennaio 2015

Blog roll di casaframe - da Poesia e Scrittura di G. Barreca







Dino Zoff, DURA SOLO UN ATTIMO, LA GLORIA. LA MIA VITA, Mondadori 2014

“Sono un operaio specializzato che, con passione e serietà, tutti i giorni della propria vita ha timbrato il cartellino. Undici campionati giocati di fila, mai un raffreddore, mai un infortunio. Anni e anni in panchina ad assumermi responsabilità e a metabolizzare insulti. Sempre al mio posto, a qualunque condizione. Se davvero sono stato un monumento, come qualcuno ancora dice, sono stato un monumento ai lavoratori. Questa è stata la mia minuscola grandezza, la mia vita, la mia dignità”.
Solitamente le autobiografie di calciatori sono libri che vivono una sola stagione, scritti per raccontare la carriera di un idolo, appannaggio di tifosi e giornalisti sportivi, destinati a un affrettato dimenticatoio. Nel caso dell’autobiografia di Dino Zoff non è così, per diverse ragioni. In primis, perché si tratta di un “calciatore d’altri tempi”, che ha smesso di giocare nel 1983, e che oggi è un anziano signore la cui fama si conserva intatta; in secondo luogo, perché Zoff non racconta semplicemente la sua carriera, ma la sua vita, della quale il calcio è stata una parte fondamentale, ma non l’unica.  (per continuare a leggere)

2 commenti:

  1. Bella pagina.

    Hai un bel rapporto con il calcio, da vero filosofo. Ma dimmi, un libro di Rivera o di Mazzola l'hai mai presentato? :-)))

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  2. No, in effetti, ma lo farei molto volentieri, benché non abbiano giocato nella mia squadra...

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