lunedì 5 gennaio 2015

Blogroll di casaframe*** IL MURO DIETRO LA PORTA di Elisa Sala Borin - recensione dal blog GELOSTELLATO



"Il muro dietro la porta" di Elisa Sala Borin***
GELO STELLATO ● LUNEDÌ 5 GENNAIO 2015 10:28

L'ho finito stamane, dalle 4 in poi, prima di tornare a dormire, e ci ho ritrovato dentro mia madre. Per intero, credo.
Non sapevo di averlo, o meglio, me n'ero scordato.
E il terzo libro che Elisa (che penso sia l'unica lettrice di questo blog che son sicuro, adesso, che mi sta leggendo, e a cui posso dire Ciao sapendo che mi legge) mi ha regalato, ma non in ordine cronologico.
C'era, prima del muro dietro la porta, Camilla e ultimo i pipistrelli dormienti.
Stavo scorrendo le centinaia di "libri che non sto leggendo" per vedere di un qualcosa che potesse, come poi è accaduto, diventare il mio libro del primo dell'anno, e ho preso in mano questo e mi son detto, okay, lo leggo anche se diventano tre contemporaneamente (stavo leggendo Fontamara e ci sarebbe stato quello del primo dell'anno, appunto).
E ho fatto bene.


3 commenti:

  1. Di bene in meglio!
    Che l'anno nuovo ti riservi altrettante soddisfazioni. In bocca al lupo.
    Quel racconto sulla colonia lo trovo particolarmente delizioso. Io mi considero un veterano di colonie estive, nel mio piccolo ho accumulato quasi 12 mesi in sei anni.
    A me rifilavano sempre il doppio turno... il servizio di leva, in confronto, è stato una bazzecola. Per me, una scuola di vita. Ma io ero una teppa, mica una frignona come te :-)
    Su con la vita. Ciao
    A presto :-)

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  2. "Il muro dietro la porta" è si un libro di ricordi personali, ma ha ragione Gelo Stellato, ognuno di noi può ritrovarcisi; si viene trascinati sull'onda dei ricordi, ci si ritrova improvvisamente anche noi bambini, coi nostri ricordi di momenti dimenticati che riemergono. Questa è la capacità di Elisa, raccontare con semplicità gli avvenimenti di lei bambina, conditi con tanti riferimenti storici, messi lì, marginali ma estremamente lucidi e precisi, tanto da diventare documentaristici. E che dire delle descrizioni della città di Treviso, dove i cittadini sapranno rivivere luoghi e atmosfere forse dimenticati, ma che, magicamente, sapranno ritrovare attraverso le sue parole.

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  3. E' un libro che devo rileggere, perché certe sottigliezze come ad esempio il piccolo cimitero improvvisato in mezzo alle macerie, che per me non erano sottigliezze, ma un incubo quotidiano, non pensavo si potessero notare.
    E' vero, è stato scritto non solo col cuore ma con tutti i cinque sensi.
    Dici bene tu... ma mi sa tanto di canto del cigno.
    Grazie Franco, questo tuo inserimento mi è stato caro e a Serenella un bacione.

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