martedì 13 gennaio 2015

Giovanna Bemporad ( novembre 1928 - gennaio 2013 ) - Angolo della poesia

Giovanna Bemporad (Ferrara16 novembre 1928 – Roma6 gennaio 2013)
Con la Bemporad l’endecasillabo ritrova il suo diritto ad esistere nella poesia del novecento, con una pronuncia originale e moderna. È quasi impossibile, nel suo caso, fare distinzioni tra originali e testi derivati. Negli uni e negli altri circolano la stessa ansia di assolutezza formale, la stessa vitrea incandescenza, un’unica rarefatta ossessione”.
(Giovanni Raboni)



Veramente io dovrò dunque morire
come un insetto effimero del maggio
e sentirò nell’aria calda e piena
gelare a poco a poco la mia guancia?
Più vera morte è separarsi in pianto
da amate compagnie, per non tornare,
e accomiatarsi a forza della celia
giovanile e del riso, mentre indora
con tenerezza il paesaggio aprile.
O per me non sarebbe male, quando
fosse il mio cuore interamente morto,
smarrirmi in questa dolce alba lunare
come s’infrange un’onda nella calma.


Da “Esercizi”, Garzanti, 1980

2 commenti:

  1. Trovo che questa poesia abbia un carattere molto femminile. Molto dolce nella sua espressione.

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  2. Più che i versi, m'ha colpito la recensione di Raboni: le ultime due righe di un vuoto impressionante, un < tanto per dire qualcosa >...
    Siddharta

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