venerdì 16 gennaio 2015

IL DITO - PaleS - Angolo della poesia

IL DITO

Il dito che coglie lo sbaglio,
la voce stonata ch’è fuori
dal coro; il raglio, il difetto,
l’occhiata; il volo d’insetto;

il dito che addita ed azzanna,
che invita, punisce, condanna,
è sempre lo stesso: è quello
dell’uomo seduto sul cesso,

la mano richiusa ad ombrello,
che prende, che scarta, che mozza
la carta; lavora fra i peli;
perfora i due veli; s’insozza.


( Franco Pale )

6 commenti:

  1. eh eh eh...
    Sei in buona compagnia
    So di poeti famosi e seriosi che non di rado si cimentano con amenità di questo genere.
    Ecco, così nessuno potrà dire che sei un uomo troppo serioso, ma che hai spirito da vendere. Io non avevo dubbi, ma questa è una simpatica e concreta conferma.

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  2. Questo tipo di poesia mi rspinge.
    Perchè relega l'uomo alla sua natura animale, facendo tabula rasa di tutta la creatività che lo riscatta da tale condizione aberrante.
    L'individuo non è solo ciò che sta sotto il diaframma, ma è soprattutto la parte nobile superiore del corpo.
    E la poesia rappresenta la nobiltà dell'uomo, la voce del dio che lo abita.
    Siddharta

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  3. Ma...ma…ma… è solo una mia impressione, oppure si sta esagerando un pochino?!. No dico, potrei anche sbagliarmi, ma mi sembra si stia facendo tanto rumore per nulla. Perfino dio è stato tirato in ballo. Perbacco...
    Di solito non discuto sui commenti nel mio blog, perlomeno non mi sento in dovere di farlo e non ho la tendenza a moderarli, dopotutto ognuno è responsabile di quello che scrive, tuttavia questa volta sono mortificato nei confronti dell'autore e mi vedo costretto a chiedergli scusa. Anche perché dopotutto la decisione di pubblicarla è stata mia e soltanto mia.
    Io sono abituato alle esternazioni di Sid e siccome non gli piace mai una mazza di quello che pubblico, la cosa non mi meraviglia e nemmeno mi scandalizza nemmeno più.
    Però... però... però... francamente… il tono del commento potrebbe offendere la sensibilità dell’autore, del quale ho molta stima. Non l’ho sentito e non so se deciderà di ribattere, mi auguro però che lo faccia, è nel suo diritto.
    Aggiungo ancora che non mi aspettavo che la poesia, (un divertissement e niente di più, per ammissione dell'autore stesso), dovesse suscitare tanta indignazione, né tanto meno ero preparato a ricevere lezioncine di morale e di etica da chicchessia.
    Però il mondo virtuale è fatto così, e quando si pubblica nel web, bisogna essere pronti a tutto.
    Non credo di dover aggiungere altro, il mio parere sulla poesia l'avevo già espresso.

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  4. Ma Franco, guarda che il mio dio non è altro che la Musa di classica memoria.
    Poi ho commentato la poesia, non l'Autore che certamente avrà molti meriti poetici.
    Non credo sia un delitto palesare che non condivido per natura testi troppo sbilanciati in rudezza.
    Perchè il tutto rientra nel gioco quando si decide di mettersi in gioco.
    Comunque non è vero che mi sia indigeribile tutto quanto vai pubblicando sponte tua.
    Il fatto si è che autocensurarmi per pacificazione non credo sia un buon servizio reso al lettore.
    Sono uno spirito libero ed ho sempre estrinsecato in punto di linguaggio decoroso e rispettoso.
    Se poi vi sono diversità di opinioni, ben vengano, sono il sale del rapporto civile.
    Comunque, se la verità alberga altrove, sono sempre il primo a riconoscerla ed a mutare giudizio.
    Ma credo che tutto questo sia stato da me gridato sempre alto e forte nel dichiarare il mio pensiero.
    Sì, certo, sono un pò pesantino da sopportare: da settant'anni me lo ricorda anche la mia adorata Santippe.
    Ciononostante siamo sempre insieme e ci stimiamo.
    Siddharta

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  5. Certo che può non piacere: poesia dissacratrice, sarcastica, totalmente trasgressiva, all’insegna della smitizzazione dell'uomo, alla Ruzante.
    Dante stesso nella Divina Commedia non si risparmia quando parla di Maometto, infatti nel canto XXVIII, impiega termini crudi e volgari, ma poesia è e rimane. Possiamo annoverare numerosi poeti nel genere, fin dall'antichità. Non ultime ricordiamoci delle poesie del Belli e del Porta, libere da vincoli retorici.

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  6. Sinceramente non mi pare che Sid sia stato offensivo: ha espresso il suo parere, non gli piace, cosa normale mi sembra. Di mio posso aggiungere che, per me, questa è una di quella cose venute decisamente bene, a suo tempo, di genere.
    In fondo trattasi di semplice epigramma, Sid, recante oltre tutto, un concetto che banalizzando al massimo lo si può ricondurre a una parabola, quella della pagliuzza e della trave.
    Sono tre quartine di novenari, con rime e rime interne, senza troppo sforzare. Guardandola da lontano (son passati diversi anni) la trovo tuttora riuscita e davvero non volgare, ma è chiaro che pur'o' scarrafone pare 'bbello a mamma soia (mi scusino i napoletani ma ci siamo capiti).
    Grazie cmq a Sid e naturalmente a Franco e Serenella, un saluto.

    Pale

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