domenica 11 gennaio 2015

PCQ **** - A macchia di leopardo - Il jihad - Eros vittoriano - I buoi



A) – A macchia di leopardo.
Forse non ve ne sarete accorti, ma a mio modesto parere siamo nel bel mezzo della terza guerra mondiale.
Non più con spostamenti di divisioni, carrarmati, artiglieria pesante, ecc. come in passato.
Ma a bordo di pick-up accessoriati per la bisogna su comode strade asfaltate, missili, droni ed altro.
I tempi sono cambiati e anche la guerra ormai si espande a macchia di leopardo, in un continuo inseguimento localistico alle varie latitudini.


B) – Il jihad.
Il jihad etimologicamente significa < lotta >, < sforzo >.
Solitamente avviato per prevenire e/o fronteggiare malattie infettive per la popolazione ( lotta alle mosche, ecc. ).
A carattere saltuario, viene formulato per conto dello Stato dal ministro del culto centrale, che ne invia la velina agli Imam delle moschee del Paese perché vi venga letto nelle ore di punta della preghiera, assumendo così carattere rafforzativo di impegno religioso oltre che civile.
Ai miei tempi il < venerdi magro > aveva analogo significato igienico-economico-alimentare sotto forma di precetto religioso.

C) – Eros vittoriano.
La regina Vittoria del Regno Unito di Gran Bretagna e Irlanda faceva fasciare le gambe anche ai tavoli, perché sempre di gambe si trattava…

D) - I buoi.
Nel Medioevo l’armatura e l’equipaggiamento di un cavaliere in assetto di guerra corrispondevano al valore di venti buoi!
Pari al patrimonio di dieci famiglie di agricoli.


SIDDHARTA
11.1.2015

27 commenti:

  1. I Buoi

    Mettiamo che un bue da macello costi 1000 Euro. Ebbene l'equipaggiamento completo di un militare in assetto di guerra costa molto di più. Anche da questo punto di vista le cose sono peggiorate.

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  2. A proposito di "guerra" Sid, ti riporto un interessante dibattito che si sta svolgendo su fb.
    La questione è stata aperta dalla nostra amica virtuale Gianna Curtò che ha esposto il suo convincimento, fra l'altro condiviso da molti.
    Il dibattito è pubblico e penso che ognuno possa esprimere il proprio pensiero in merito.

    LEGGETE,PER FAVORE,MI INTERESSA LA VOSTRA OPINIONE:
Da quando sono entrata a far parte di questa piattaforma di facebook ho creduto che questo mio profilo fosse il salotto o la grande cucina di casa mia,dove, seduta con gli amici ,si possono scambiare idee su stati d'animo ed avvenimenti attorno a noi. 
A proposito della strage Parigi, sono rimasta veramente turbata da questa distruzione fatta in nome di un Dio,un profeta, che sicuramente ha lasciato un messaggio di pace,non di morte . 
.Mi dispiace per la maggioranza di voi ma 
JE NE SUIS PAS CHARLIE 
( Io non sono Charlie)
perché non ammetto la satira ,lo scherno, contro una religione ed un profeta nel quale molti credono.
Mi dispiacerebbe molto se qualcuno ,non cattolico, pubblicasse delle satire su Gesù Cristo. Certo non farei una strage per questo.....perché non sono Charlie ma non sono neanche un'estremista islamica,cattolica ,buddista o quanto altro. 
Fondamentalmente sono pacifista e mi piace la libertà di stampa, di pensiero , di religione e non mi piace sia lesa la libertà di nessuno.
Brutte le provocazioni che fanno scattare pensieri distruttivi.
Molti di noi ci professiamo cattolici ,viviamo in comode case, preghiamo per le nostre piccole e grandi difficoltà ma sicuramente ci farebbe bene ripassare il Vangelo ,scopriremmo quanto è difficile essere cattolici. Nessuno di noi darebbe la vita per difendere il proprio credo religioso.
Questi estremisti si sentono penalizzati ,disprezzati, scansati tanto da preferire il martirio e la morte a questa vita.
Resta comunque da parte mia la condanna indiscussa per questa strage dove hanno perso la vita persone innocenti e non credo che il problema possa essere risolto da capi di stato che sfilano per 200 metri, in eleganti cappotti scuri.
BUONA GIORNATA .
Gianna Curtò


    Vedi Gianna, io credo che l'evoluzione dell'uomo porti ad atteggiamenti e linguaggi diversi man mano che essa proceda nel tempo.
    Questi vignettisti non usavano raffigurazioni o linguaggi corrispondenti agli antichi canoni morali, ma un linguaggio più adeguato all'etica condivisa del nostro tempo: stigmatizzando con ferocia ciò che ritenevano condannabile volevano aiutare chi leggeva a superare l'ipocrisia nascosta dietro certi atteggiamenti.
    Credo che in loro vi fosse purezza di intento, ben sapendo a quali pericoli si esponessero combattevano senza guardare in faccia nessuno.
    Serenella Tozzi

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  3. Brava Serenella, bella idea questa di farci condividere il testo di Gianna. Mi pare di averlo detto in altre occasioni, ma sono contento di ribadirlo, io sono per educazione, per tradizione, e anche per semplice consuetudine, ma non per fede, molto restio a trattare argomenti religiosi e di fede in pubblico. Pertanto sono contro la satira quando diventa spregiudicata e offende la sensibilità dei credenti. Ma i fatti avvenuti a Parigi sono di una tale gravità che non ho dubbi, arriverà anche il momento dell’autocritica, ma adesso non ho dubbi: je suis Charlie.

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  4. Il discorso può essere tenuto e sostenuto da più angolazioni.
    Una satira che sbertucciasse le donne, i neri, gli omosessuali ecc. verrebbe criticata in quanto sessista, razzista, omofoba ecc.
    Questo perchè nel sentire comune l'uguaglianza senza divisione di sesso, razza, orientamento sessuale è un valore che non si può prendere in giro oltre un certo limite.
    Pertanto può affermarsi che l'ordine pubblico ed il buon costume di uno stato laico sono assolutamente compatibili con una forma, lasca, labile, mutevole, ma comunque pur sempre una forma, di censura.
    Quindi io credo che possa essere non del tutto infondato che uno stato laico protegga certi valori e certe espressioni della religione, non in quanto tale, ma in quanto espressione dei principi di ordine pubblico e buon costume, da certe esagerazioni (ma veramente si deve trattare di esagerazioni, di attacchi gratuiti, immotivati, lesivi della dignità e del decoro, volti in via esclusiva o prevalente alla lesione dell'altrui identità e da valutarsi caso per caso con molta prudenza).
    Ovviamente - e qui sta la differenza ed il punto centrale - di fronte a tali ipotetiche lesioni, la risposta può e deve essere solo quella consentita dall'ordinamento. Non altre.
    Detto in altre e forse più semplici parole: non credo che sia lecito additare una qualunque categoria di persone, minoranza o maggioranza che siano, al pubblico ludibrio ledendo, di fatto, la loro libertà di essere se stesse se e nella misura in cui l'esercizio di tale libertà non lede quella altrui.
    Se io essendo ciò che sono e professando la mia fede non faccio male a nessuno e rispetto le leggi dello stato, perchè mi devi dipingere come un mostro, un prevertito, un idiota, attirando su di me l'odio o il disprezzo della società?.
    Riducendo il tutto a formuletta: l'esercizio della libertà di satira non deve ledere altrui libertà di grado pari o superiore.
    Ma questo è il cuore dello stato laico come oggi lo intendiamo.
    Di fronte a tale vulnus lo stato deve approntare dei rimedi e solo ad essi si può ricorrere.

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  5. Bravo RUBRUS...discorso assennato e convincente.
    Sinceramente Pietro

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  6. Riporto alcuni altri commenti apparsi su fb, che ritengo significativi.


    Ilde P.: Cara Gianna, ho letto il tuo messaggio e condivido le tue idee, condanno queste stragi dove hanno perso la vita dei poveri innocenti , e nessuna sfilata potrà risolvere niente. Sono una pacifista e credo nella libertà di stampa, però non deve danneggiare nessuno. Mi auguro che tutto si calmi per il bene di tutti.

    Maria B.: A Parigi si sono celebrati i funerali del rispetto: rispetto per la vita umana, per la libertà di espressione ma anche della fede altrui .Gli estremismi hanno risvolti tragici con conseguenze che non sappiamo ancora dove porteranno.

    Augusto C.: Cara Gianna, l'assassinio di gente inerme, anche donne e bambini, lo spettacolo orripilante di teste mozzate, in nome di un dio, è qualcosa che non può e non deve passarci davanti agli occhi e alle coscienze senza provocare la nostra condanna e la dura reazione. Reazione che potrebbe avere un senso creativo solo se unanime e non accompagnata da se e ma. Se poi questi crimini efferati trovano giustificazione in nome di un dio e di una religione beh, vedere il marcio in chi li combatte con satira estrema anzichè con gli efficaci kalashnikov mi sembra fuori luogo.

    Bruno A.: Credo tu non conosca il senso della satira. In genere è fatta da gente di cultura laica che mai si sognerebbe di mettere alla berlina alcuna fede religiosa o credo. Prendono di mira gli aspetti esteriori, anacronistici, di coloro che professano la fede e fanno altro. Per parlare della Cattolica Romana, cosa c'entra la fede coi paramenti d'oro, il tesoro accumulato, gli interessi economici sparsi per il mondo con la motivazione della evangelizzazione. Quando mai nei vangeli si è letto erigerete cattedrali fastose per lodare il Signore. La "chiesa" che è organizzazione temporale dei credenti, lo fa . L'ex Papa Benedetto si fece un guardaroba da patrizio romano, disegnato apposta da Armani (se non sbaglio), per presentarsi all'ONU. I Cardinali abitano appartamenti principeschi dai quali escono per visitare le baraccopoli. Procura di vedere le vignette, ce ne sono per tutti i gusti, e vedrai che mai e poi mai è preso di mira il cristianesimo come credo, l'islam come religione, né i loro profeti in quanto tali, ma solo l'uso che se ne fa per farsene ragione.

    Cosetta S.: Cara Gianna, quando, stasera alle 20, al telegiornale ho appreso che CHARLIE sta preparando la prossima edizione del giornale con, ancora altre vignette satiriche, perfino su Maometto, mi sono detta subito."SBAGLIATO!" ripeto, sbagliato, sia il momento.e anche se non vogliamo dargli altre definizioni, è comunque una scelta di pessimo gusto.La libertà non c'entra, non vuol dire imporre con una strage, nè Gesù, nè Maometto; che poi in definitiva, ne l'uno nè l' altro, hanno predicato la violenza, ma non vuol dire , neppure.:PROVOCAZIONE.Non è con questi comportamenti che si creano dialogo e pace.

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  7. Gli inglesi, pur con accenti felpati, hanno sottolineato l'esagerazione e il cattivo gusto della satira incriminata.
    E' indecente offendere la sensibilità religiosa e morale dei credenti.
    Ovviamente alle pressioni esagerate dei fideisti è indispensabile reagire con eguale fermezza.
    Comunque al di là dei fatti in questione, credo sia in atto uno scontro mimetizzato di civiltà, al solito per ragioni di potere e sopraffazione.
    Siddharta

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  8. Condivido nel metodo e nel merito quanto scrive Sid (a parte forse lo "scontro di civiltà" che secondo me non è "nuovo", ma, dopo crociate, riconquiste, guerre di liberazione, colonialismo, neocolonialismo ecc. ha assunto nuove modalità).

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  9. 2000 anni di civiltà saranno passati invano se dobbiamo permettere che ad una matita si risponda con il Kalashnikov.

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  10. Ne uccide più la penna che la spada...
    Siddharta

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  11. Certo, Sid, ma alla penna si può rispondere con la penna, una volta morti come rispondi?

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  12. Intanto non ho ancora letto la posizione del Vaticano sulla questione di Maometto messo alla berlina...
    Il Papa in trasferta parla genericamente di libertà di religione.
    Siddharta

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  13. Allora Sid, ti invito a leggere, se non lo hai ancora fatto, quanto sopra riportato di Bruno A. nel commento rivolto a Gianna, di cui ti riporto solo questa breve parte:

    "Credo tu non conosca il senso della satira. In genere è fatta da gente di cultura laica che mai si sognerebbe di mettere alla berlina alcuna fede religiosa o credo. Prendono di mira gli aspetti esteriori, anacronistici, di coloro che professano la fede e fanno altro"...

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  14. ... in tarda mattinata (07-01), la sala stampa vaticana aveva commentato a caldo le notizie provenienti di Parigi assicurando la «condanna» della Santa Sede per un «doppio attentato», contro le persone e contro la libertà di stampa.
    font: Vatican Insider- la Stampa.it

    Che vuoi che faccia di più il Vaticano? Anche quando sulla rivista sono stati presi di mira Gesù, il Vangelo e lo stesso Papa, non hanno reagito con una protesta in ufficiale. Se poi abbiano una seconda posizione ufficiosa, non saprei dire.

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  15. Avrei preferito che ne riparlasse all'Angelus, sottolineando che la satira religiosa non è di buon gusto e offende i fedeli.
    Ma si sa, la ragion di Stato...
    Sid

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  16. Spesso non si sa vedere al di là della propria interpretazione e non si sa allargare lo sguardo.

    Il più delle volte nella satira delle vignette
    "non si vede preso di mira il cristianesimo come Credo, l'islam come religione, né i loro profeti in quanto tali, ma solo l'uso che se ne fa per farsene ragione".

    Evidentemente in Vaticano questo l'hanno capito.

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  17. Se l'avesse detto avrebbero subito interpretato così l'affermazione "il papa è contro la satira" (del resto, sono meno di 140 caratteri e si può scrivere).
    La miglior risposta alle provocazioni è il più delle volte il silenzio.
    E comunque "...beati sarete voi quando... mentendo diranno ogni sorta di male contro di voi per causa mia".

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  18. Se offendi mia madre, ti devi aspettare perlomeno un pugno...ed è normale. Parola di Papa Francesco.

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  19. E' normale aspettarselo come reazione, un pugno, ma non credo una fucilata.
    Non parliamo poi arrivare ad uccidere gente che non c'entra niente.

    E normale non significa lecito.

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  20. Cvd. Adesso si parla solo della frase sul pugno (ovviamente decontestualizzata perchè la mente moderna pare incapace di comprendere qualcosa di più complesso di uno slogan e quindi si deve ridurre tutto a post su fb e tweet) e ovviamente la deduzione implicita od esplicita è che il papa ha legittimato la violenza. Prima invece ci si doleva del presunto tatticismo della Santa Sede e della sudditanza all'Islam.

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  21. La Chiesa è sempre stata campione di attendismo ed opportunismo.
    Ora che le acque si sono alquanto calmate, fa finta di schierarsi con tutte le religioni, ma in pectore pensa solo a se stessa...
    Siddharta

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  22. Il ministro Paolo Gentiloni, protagonista in Parlamento di una difesa a spada tratta di Greta Ramelli e Vanessa Marzullo, avrebbe fatto meglio a consultarsi prima con i carabinieri del Ros. Carabinieri che, magari, avrebbero potuto mostrare pure a lui le intercettazioni delle telefonate, pubblicate da Il Fatto Quotidiano , tra le due suffragette lombarde e alcuni fiancheggiatori dei gruppi jihadisti siriani.
    Telefonate assai scomode e imbarazzanti. Telefonate da cui emerge con chiarezza come le due ragazzine non ambissero al ruolo di crocerossine neutrali, ma piuttosto a quello di militanti schierate e convinte.
    Militanti tradite dai propri stessi «amichetti» e riportate a casa solo grazie al trasferimento nella cassaforte della formazione al qaidista di Jabat Al Nusra, o di qualche altro gruppetto jihadista, di una decina di milioni di euro sottratti ai cittadini italiani. Milioni con cui i fanatici siriani, o quelli europei passati per le loro fila, potrebbero ora organizzare qualche atto di terrorismo in Italia o altrove nel Vecchio Continente.

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  23. Speriamo, caro Pietro, che le nostre forze investigative riescano a fare efficace luce su questo episodio che in me, dicendola francamente, lascia molti dubbi. Istintivamente non nutro simpatia per queste due ragazze.
    Su fb è stato riportato come abbiano detto che i sequestratori fossero rudi con loro e che il nutrimento fosse scarso.
    Un commento esilarante a quanto detto è stato: "Pesiamole".
    Ahahah. In effetti non mi sembrano tanto denutrite.

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  24. Più passa il tempo e più si scopre che le due "attiviste" sono dentro fino al collo in azioni a favore degli jihadisti. Ma non tutti i telegiornali ne parlano...perché??? Perché ci sono troppi "buonisti".

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  25. Al momento amo pensare come a due ragazze sventate.
    Più che a due diaboliche truffatrici.
    Sid

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  26. Io non "amo" pensare a nulla. Penso che uno dei problemi della modernità sia la "complottite": un virus cui i media, il web per primo, offre fertile terreno di cultura.
    Mi basterebbe stare ai fatti e non è per nulla semplice.
    Le ragazze sono state liberate. Altri - magari prigionieri da più tempo - no. Una ragione in più per sperare che non ci sia stato dietro un riscatto. Anche se obbiettivamente appare difficile credere che non sia stato pagato nulla.

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  27. Anche a me sembrano due sprovvedute, sono propenso a pensare che qualcuno abbia pagato un riscatto, ma sono contento che le abbiano salvate. Il prezzo di due vite, pari a quello del cartellino di un giocatore di calcio mediocre. Il governo però farebbe bene a pronunciarsi con chiarezza per il futuro, così chi va da quelle parti sappia cosa l'aspetta.

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