venerdì 2 gennaio 2015

PCQ *** Rassegnazione - Disoccupazione intellettuale - Il banco (Siddharta)





A) – Rassegnazione.
C’è un mezzo principe, forse unico, per diffondere le proprie idee come pensiero unico per tutti.
Attivare roghi, campi di sterminio, gulag, ecc. ove liberarsi di tutti i dissenzienti.
Altrimenti bisognerà rassegnarsi a sopportare chi non la pensa come noi.

B) – Disoccupazione intellettuale.
Da tempo lo sto predicando a mia nuora avvocato: tra poco resterai disoccupata e ti troverai ricollocata sul mercato del lavoro.
Perché la tecnologia, dopo aver computerizzato e meccanizzato l’area manuale, si sta affacciando al mondo delle attività di concetto e d’ingegno.
Anche nell’ambito legale programmi intelligenti faranno piazza pulita dei tre gradi di giudizio ora necessari a rimediare agli errori umani.
Provider dedicati raccoglieranno indizi, prove e testimonianze emettendo sentenze definitive inappellabili.
Già in talune aree dei colletti bianchi l’automazione ha fatto il suo esordio travolgente.
L’intelligenza artificiale non solo in fabbrica quindi, ma anche nelle attività intellettuali.
Scompariranno certe figure professionali quali segretarie, medici, dirigenti, librai, bibliotecari, autoscuole, scrittori…
L’impatto tecnologico sospingerà nella povertà e disperazione intere categorie di lavoratori, senza che si sappia ancora se in grado di creare nuovi posti di lavoro oltre che a distruggerli.
Un avvertimento per le future generazioni nella scelta degli indirizzi occupazionali.

C) – Il banco.
Quando uno pubblica, anche solo in via web, accetta di mettersi in discussione.
A proprio rischio e pericolo.
Non serve quindi fare l’offeso se non riscontra il consenso generale.
Le regole sono queste e non vale buttare all’aria il banco quando il gioco non gli piace più.

SIDDHARTA

2.1.2015

3 commenti:

  1. Balle! Siamo tutti permalosi e chi non lo ammette è pure bugiardo.
    Del resto...
    Se uno è stanco di giocare, ha tutto il diritto di ritirarsi in buon ordine. Anzi, direi che è quasi un dovere togliersi dalle scatole.
    Chi resta se ne faccia una ragione.
    Altrimenti che gioco è?

    ps: Il web ha fatto piazza pulita di tutte queste formalità, sei tu che navighi nella rete con il freno a mano tirato.

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  2. Però non vorrei essere frainteso, c'è del vero in quel che dice Sid, le regole del gioco vanno sempre rispettate. Altrimenti si rompe il giocattolo :-)

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  3. Mah! Io penso che l'ironia sia l'arte del vivere.
    Vuoi vivere bene? non prenderti mai sul serio. ;-))

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