sabato 24 gennaio 2015

Post. it di Rubrus


Anche i social media attuali, come quelli un po’ più datati, quale la TV, amano parlare di sé.
Bene o male, importa poco...


Dalla rivista Wired (leggi articolo) riporto come sia ormai incontestabile, nei social network, se non nel web in generale, aggiungo io “il totale disinteresse per il contenuto in sé: sono spesso siti in cui la notizia, il “pezzo”, è pressoché inesistente. Vivono di immagini e titoli sensazionalistici (omissis) oppure di formule, come si diceva, così azzeccate da sembrare possibili. Il che conferma un elemento essenziale anche per le testate serie e credibili: si condivide ma quasi sempre non si legge. O almeno, non va dato per scontato che si legga un contenuto abbondantemente rilanciato sui social network”.
Come disse Jamie Lee Curtis a Kevin Kline ne "Un pesce di nome Wanda": "... anche gli scimpanzè leggono Kant. Solo che non lo capiscono".

2 commenti:

  1. Rubrus mi ha letto nel pensiero: è quello che vado dicendo da sempre.
    SIDDHARTA

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  2. Be', la televisione che fa televisione parlando della televisione è un classico. Poi c'è tutto uno studio molto interessante sul modo di leggere/non leggere sul web, mi pare che ne abbiamo già parlato. Insomma qualcosa del tipo che si impara a leggere solo le parole chiave e tralasciare tutto il resto per la fretta. Interessante comunque.

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