domenica 11 gennaio 2015

SCRITTORI CERCASI - Factory Editoriale I SOGNATORI promuove selezione

AAA: CERCASI SCRITTORI
Iniziata la selezione per l'inserimento di
20 scrittori in un progetto editoriale d'avanguardia.

"I Sognatori" la prima factory editoriale italiana, ha bisogno di gente nuova e motivata. Per ora mi bastano 20 nuovi scrittori. dice il responsabile della casa editrice A. Moscatelli  in un post del 9 Gennaio su   e indirizzato a tutti i componenti della factory che già fanno parte del gruppo. Tra questi anche la nostra amica Verdiana Maggiorelli in arte Viridis, con il suo ultimo: l'Innumerevole fermento. (segue)


Al di là delle dichiarazioni ufficiali che si possono leggere sul sito, mi pare di capire che non sarà sufficiente dimostrare di saper scrivere cose interessanti, valide e di aver voglia di pubblicare. Ho l'impressione che la piccola casa editrice, pur riservando a se stessa ogni rischio e ogni responsabilità, specie di natura economica, stia cercando collaboratori che credano nel progetto fino in fondo e siano disposti a collaborare a tutti i livelli e  non solo nella fase della promozione, cosa ormai indispensabile e consueta nell'editoria moderna. Anche a seguito dei buoni risultati ottenuti nel 2014. agli autori selezionati sarà garantita la pubblicazione dell'opera.  (vedi catalogo.) 

(frame di gennaio 2015)

"I Sognatori" è la prima factory editorialeitaliana, una bizzarra alleanza tra persone con compiti diversi ma con obiettivi identici: aggirare i limiti atavici della piccola editoria, mediare vecchio e nuovo per rintracciare strade che conducano gli scrittori della factory al di là dell’anonimato, del grigiore di una pubblicazione altrettanto anonima.
In un’allegra commistione di diritti e doveri, nella necessità di mirare alla concretezza di uno scopo comune, da queste parti può succedere che i ruoli si ribaltino, si confondano… fin quasi a scomparire. Accade che l’Editore non prenda da sé tutte le decisioni e non consideri gli scrittori dei semplici nomi impressi sulla copertina di un libro, ma li coinvolga nella gestione diretta della casa editrice – pur riservando a se stesso ogni rischio e ogni responsabilità, specie di natura economica. Sempre da queste parti, accade che gli scrittori non si chiedano soltanto “cosa può fare la casa editrice per noi”, ma anche “cosa possiamo fare noi per la casa editrice”.
Perché qui, e soltanto qui, i vincoli dell’editoria tradizionale vengono superati e ciò che conta davvero non è più chi-fa-cosa, ma fare qualcosa.

4 commenti:

  1. Bah, non ne sono convinto...
    Siddharta

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  2. Ma perchè? Non mi dire che ci stavi pensando... be' non sarebbe una cattiva idea.Dai, i tuoi PCQ si vendono come il pane :-) Ne sono sicuro.
    A parte gli scherzi, non credo sia una proposta adatta a chi vuol mantenere l'anonimato e restarsene a casa in ciabatte ad aspettare che i libri si vendano da soli. Bisogna metterci la faccia, viaggiare, fare incontri, sfruttare il web, frequentare librerie, organizzare incontri eccetera eccetera. Immagino che sia un po' cosi, e la cosa francamente non mi spaventa ma c'è che sono troppo pigro. Però invidio quegli scrittori che si sbattono a destra e manca, insomma si danno da fare. Ho l'impressione che si divertano da matti. perlomeno non restano in poltrona a criticare, come spesso succede anche a me.

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  3. Cosa s'è mai costretti a fare per una fetta di polenta...
    Fuori di battuta, credo che chi vi si avventura debba avere una grande opinione di sè oltre ad una forte spinta esibizionistica.
    Siddharta

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  4. Il fatto è che il libro è una merce e come ogni merce dev'essere venduta. La scrittura invece è un linguaggio e come ogni linguaggio richiede degli interlocutori. Poi noi possiamo tranquillamente continuare a credere che il libro sia un olocausto da offrire in sacrificio alla deità dell'Arte (che come ogni deità è proiezione dei nostri pensieri consci ed inconsci) e lamentarci che la gente non legge (che è solo ipocrisia: in realtà ci lamentiamo che non legge noi, se non legge gli altri, ma i nostri libri li compra, ce ne freghiamo altamente di quanto legga... anzi, se non legge gli altri sono concorrenti in meno).

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