giovedì 26 febbraio 2015

Post it di Rubrus - La bionda dagli occhi neri" di J.Banville - Ed Guanda.

"Mi risedetti, anche se fu più un crollo che altro. Sul tavolo era rimasto il suo martini intonso, con un'oliva solitaria immersa dentro. La sua sigaretta schiacciata nel posacenere aveva uno sbaffo di rossetto. Guardai il mio bicchiere mezzo vuoto, un tovagliolino di carta appallottolato, una scaglia o due di cenere sul tavolo che un respiro avrebbe fatto volare via. Sono queste le cose che rimangono; queste le cose che ricordiamo.
Presi un taxi fino al Barney's Beanery per recuperare la mia macchina. Aveva tre multe per sosta vietata sotto il tergicristallo. Le feci a pezzettini e le lasciai cadere in un collettore per acque piovane. Non stava piovendo; erano solo i miei occhi ad avere quell'impressione".


Cit. da "La bionda dagli occhi neri" di J.Banville - Ed Guanda.

PCQ *** - Il Triangolo - Assunzioni - Diogene il cinico



A) - Il Triangolo.
La Bibbia è chiara, il Dio dai mille volti è inguardabile, a pena di incenerimento.
In compenso Lui ci scruta corrucciato dall’alto attraverso il < Triangolo > dell’iconografia ufficiale, pronto a sanzionarci...
A parte questa perenne compagnia che almeno non ci fa sentire soli, non potrebbe di tanto in tanto darci una mano nel disastro terreno in cui ci ha confinato senza nostra colpa?

mercoledì 25 febbraio 2015

Magrelli Valerio - Galleria di Poeti Contemporanei - ovvero - Poeti del XXI° secolo dall' A alla Zeta

Valerio Magrelli
E' nato a Roma, 1957, si è laureato in Filosofia all’università di Roma dove vive con la moglie e due figli. Ha insegnato Lingua e Letteratura Francese alle Università di Pisa e poi a Cassino. Ha pubblicato Ora serrata retinae (Feltrinelli 1980, premio Mondello opera prima), Nature e venature (Mondadori 1987, premio Viareggio), Esercizi di tiptologia (Mondadori 1992, premio Montale), raccolte poi in Poesie e altre poesie (Einaudi 1996, premio Salisburgo). Seguono Didascalie per la lettura di un giornale (Einaudi, 1999), Nel condominio di carne (Einaudi  Premio Letterario Orient-Express). E ancora Disturbi del sistema binario (Einaudi, 2006) e La vicevita.
Treni e viaggi in treno (Laterza 2009).
Attualmente collabora con Repubblica e MicroMega.

(font: varie dal web)

martedì 24 febbraio 2015

Perché un blog? - Salotto di Febbraio 2015




AUTORIZZAZIONI

Abbiamo già detto molte volte che esistono tanti tipi di blog, sta a noi decidere le sue caratteristiche per adattarlo alle nostre esigenze. Sempre nel caso decideste di aprire un blog a carattere personale sappiate che:


lunedì 23 febbraio 2015

PCQ *** Lanimale capo - La lebbra - Capelli


A) – L’animale capo.
I media, i talk-show, ecc. ormai si sono impadroniti delle nostre menti.
Pensiamo, sentiamo, agiamo in modo unico, senza che l’io individuale abbia più possibilità di imporsi autonomamente.
Siamo diventati una massa imbesuita che segue il pifferaio pazzo che ci mena alla rovina.
Come non riconoscere la spinta profetica di Nietzsche per il quale < l’umanità una volta ridotta a gregge ha un solo desiderio: ritrovare l’animale capo > che lo guidi…
Mai cosa più pertinente di questi tempi…

domenica 22 febbraio 2015

A proposito di "Morte di un uomo felice", della punteggiatura e dei premi letterari in genere (frame)


“Morte di un uomo felice” racconta la storia di Giacomo Colnaghi, magistrato che indaga sull’attività di una nuova banda armata, responsabile dell’omicidio di un politico democristiano. La storia si sviluppa tra Milano e Saronno nel periodo più feroce della stagione terroristica in Italia. Siamo nel 1981 e la prima cosa curiosa che salta all'occhio è che la data corrisponde anche all’anno di nascita dell'autore: Giorgio Fontana. 





venerdì 20 febbraio 2015

PCQ*** Il dolore - L'abbraccio - Tradimento

A) - Il dolore.
L’uomo è tutto teso a rapportarsi col mondo quando è in buona salute.
Solo quando s’ammala s’accorge di avere questo o quell’organo dolente.
La malattia seria pone l’uomo di fronte al proprio corpo e di colpo per lui il mondo esterno scompare e lo sente estraneo...

giovedì 19 febbraio 2015

A proposito del realismo. (Rubrus)

La vita è così maledettamente caotica, le cose succedono come capita e sembra che quello che ci accade non abbia il minimo senso. Talvolta il mondo pare una gabbia di matti. La narrativa condensa la vita, le dà ordine. Le storie hanno un inizio, uno svolgimento e una fine. E quando una storia è finita, significa qualcosa, forse non qualcosa di complesso, forse quello che aveva da dire era semplicissimo, magari ingenuo, ma un significato c’era. E questo ci dà speranza, è una medicina. Dean Koontz – “La notte del killer” – Sperling e Kupfer – 1993 – pagg. 281 / 282
Ho scelto a bella posta questo pezzo di un autore di thriller e bestsellers americano perché, a mio parere, esprime in modo cristallino e semplice il segreto della narrativa.

mercoledì 18 febbraio 2015

PCQ *** - La ragione - Impotenza - Gli spioni


A) – La ragione.
La ragione va usata non per entrare nel divino, ma per tenerlo ben lontano: ragione e fede sono come il diavolo e l’acqua santa…

martedì 17 febbraio 2015

Come nuova - racconto (frame)

«Lui era ancora un bell’uomo, ma avresti dovuto vederlo qualche anno fa. Neanche tanti, ma prima di perdere i capelli, di mettere su pancia, e prima di quel piccolo incidente a scuola. C’è mancato poco finisse dentro. Per fortuna hanno messo tutto a tacere. Forse non era vero niente, ma da quella volta niente più classi miste: solo maschietti. 



domenica 15 febbraio 2015

IL SEI - da Storie Senza Importanza - Claudia - narrativa

Il sei

Quando Murena afferrò la tovaglietta di carta e prese a disegnare in sezione, specificando per ciascuna le misure di ogni dimensione, la gente del quartiere tutta si radunò al bar e lì attese.
Murena ci mise sei ore, sei minuti e dodici secondi.
Quindi sollevò il foglio sopra la testa e ad una folla incuriosita disse: fatto
La gente del quartiere si spese a più non posso per decifrare quel labirinto tutto in sezione, munito di microscopiche didascalie.

PCQ *** - Socrate in sedicesimo - Successo confermato. - Sessuofobia - Il ribelle. - La follia

 A) - Socrate in sedicesimo…
Più frequento internet, più mi scopro un dotto ignorante.

B) – Successo confermato.
Sapete quando all’epoca ho intuito di essere veramente arrivato professionalmente?
Quando sono stato ammesso ai cessi dei bagni manageriali…

giovedì 12 febbraio 2015

SONNO e RICORDI - poesie di Serenella Tozzi



Sonno


La verità nel buio della notte

quando gli occhi dormono

e la mente veglia

e il mondo appare trasformato

e il tempo non ha tempo

e tra futuro e passato

il presente è assente.




mercoledì 11 febbraio 2015

PCQ *** - La fede - Il bacione - Lo sterco del male

A)– La fede.
Secondo Paolo di Tarso la fede < … riduce in schiavitù ogni intelletto… per cui è inquieto… e si sente in uno stato di infermità e di grande timore e tremore > ( Lettera ai Corinzi / Lettera ai Filippesi ).
La fede poi come atto di volontà individuale secondo Tommaso d’Aquino,  e non dono di Dio come taluno va cianciando.
Pertanto priva del carattere di Verità assoluta in quanto soggetta al principio di contradditorietà.
Un nostro quotato filosofo definisce tali credenti in cose che non si vedono ( invisibilia ) eroi della fede.
E se lo dicono loro…

lunedì 9 febbraio 2015

Trekkers - Racconto - Rubrus (a proposito di fanfiction)

«E così questo sarebbe un Circe?»
«Precisamente, dottore».
Il medico osservò l'oggetto chiuso dentro una teca di vetro ambrato. Era un pezzo di roccia grigiastra, dalla superficie scabra e dall'aspetto ordinario, se si trascurava il fatto che, di tanto in tanto, emetteva una debole luce bianca. «Un nome dall'apparenza piuttosto innocua, per una creatura così pericolosa» disse.
«È un antico mito terrestre: Circe era una maga col potere di soddisfare ogni volontà dei marinai che avevano la sventura di finire sulla sua isola».
«Ora  ricordo. L'Odissea. L'archetipo di tutti i viaggi. Se non sbaglio gli uomini venivano trasformati in animali».
«Precisamente. Il significato è evidente: la possibilità di soddisfare ogni desiderio finisce col far prevalere gli istinti e, quindi, per privare l'individuo di ogni umanità».  
«Non avrei mai creduto che fosse così ferrato sui miti terrestri, signor Spock».

sabato 7 febbraio 2015

PCQ *** Ricchezza e miseria - Passato, presente e futuro - La danza dell'amore

A) – Ricchezza e miseria.
<< … non posso negare di aver goduto di un fugacissimo periodo di prosperità.
Ma è proprio questo che quando ci ripenso mi tormenta più vivamente; nei momenti di avversità ricordare d’esser stati un tempo felici costituisce la forma più straziante di dolore >> ( Severino Boezio – 475/524 d.C. ).
Tale concetto diffusosi in età medievale ispirò la dolente terzina che Dante mette in bocca a Francesca: <<Nessun maggior dolore//che ricordarsi del tempo felice//nella miseria >> ( Inferno,V, 121-123 ).
Sono passati i secoli ma le cose non sono cambiate, anche alla luce dell’attuale crisi socio-economica del mondo occidentale.

venerdì 6 febbraio 2015

Introspezione (conoscere se stessi) - Serenella Tozzi


"Tu che ne pensi del mondo?"

"Non lo so, non lo conosco".

"Ma se ci vivi!"

"No, ci bivacco".

"Ma dai, non piangi, non ridi, non partecipi come tutti gli altri?"

"No! mi sento spettatrice, non protagonista".

"Che significa non protagonista?"

"Significa che rido, piango, partecipo ma con distacco, come se non mi riguardasse".

"Ed è stato sempre così?"

"Pensavo di sì, ma adesso che mi ci fai pensare....forse è passato troppo tempo, o forse ho riposto i motivi...
" il motivo"...

"Ecco, pensavo fosse per saggezza, e invece viene fuori che...c'è
"un motivo".

"C'è sempre un motivo, per tutte le cose, anche se può sembrare che tu non lo sappia".

"E il tuo, quale è?"

"Se l'ho rimosso significa che per me è importante e, quindi, come posso rivelartelo così. Non ci conosciamo ancora a sufficienza".

"Peccato, viviamo insieme da quando hai iniziato la vita e ancora non ci conosciamo!"

"Perdonami, ma è difficile conoscere se stessi".

giovedì 5 febbraio 2015

PCQ*** - L'inimicizia fraterna - I morti - Lazzorinite



A) – L’inimicizia fraterna.
Dalle mie parti il proverbio < amur de fradei, amur de cortei > ( amor di fratelli, amor di coltelli ).
Secondo l’oniromanzia di Artemidoro ( 150 d.C. ), il fenomeno avrebbe una spiegazione del tutto materiale ed utilitaristica.
L’inimicizia fraterna poggerebbe sull’egoismo di ciascun rampollo di appropriarsi del patrimonio familiare riducendo la quota degli altri.
La psicoanalisi di Freud, Musatti ed altri ricorre invece ad un simbolismo psicologico più raffinato.
Le ragioni per cui i fratelli si rifiuterebbero di spartire il patrimonio sarebbero dovute all’ansia di affetto paterno e materno che l’uno e gli altri vorrebbero possedere in esclusiva.

martedì 3 febbraio 2015

L'innumerevole fermento - di Verdiana Maggiorelli - i Sognatori Factory Editoriale

Nella descrizione che si trova sulla home page dell’editore si legge che gli ingredienti principali di questi racconti sono: Oriente, umorismo e femminilità. E su questo non si può che essere d’accordo. Del resto Viridis molti di noi la conoscono già, e alcuni suoi racconti sono presenti su queste pagine (Racconti AAVV).
L’ottima ed esauriente presentazione continua in modo ineccepibile, pertanto cito testualmente:
Le dodici novelle contenute nel libro inscenano situazioni divertenti o (più spesso) grottesche e paradossali, tra ottuagenarie vogliose, uomini che si fanno spellare economicamente da corsi pseudo-spirituali, scrittori condannati a morte per non aver cantato l’Inno, persone comuni che devono fingersi scrittori del passato per amore, misteriose donne occidentali in piena India, sesso a buon mercato spacciato per amore cosmico, pecore che sbucano dal nulla nel pieno centro di una metropoli e molto altro ancora...

lunedì 2 febbraio 2015

PCQ*** Sciarada o oniromanzia - Il fulmine - Portafortuna

A) – Sciarada e oniromanzia.
L’oniromante Artemidoro narra che Alessandro il Macedone durante il lungo assedio della città di Tiro avrebbe sognato che un satiro scherzasse sopra
il suo scudo.
Tosto l’indovino Aristandro interpretò il sogno e, scomponendola, interpretò la parola σάτυρος (satyros = satiro) come σα Τύρος (sa Tyros = tua è
Tiro ).
Incitando così Alessandro a continuare nell’assedio, che infatti si concluse con la conquista della città!