domenica 15 febbraio 2015

IL SEI - da Storie Senza Importanza - Claudia - narrativa

Il sei

Quando Murena afferrò la tovaglietta di carta e prese a disegnare in sezione, specificando per ciascuna le misure di ogni dimensione, la gente del quartiere tutta si radunò al bar e lì attese.
Murena ci mise sei ore, sei minuti e dodici secondi.
Quindi sollevò il foglio sopra la testa e ad una folla incuriosita disse: fatto
La gente del quartiere si spese a più non posso per decifrare quel labirinto tutto in sezione, munito di microscopiche didascalie.


Nessuno ci capì un acca e tutti incolparono il vino e l’ignoranza quadrilatera, cioè degli abitanti del quadrilatero, che è un altro modo per dire ‘centro’.
Si consultarono allora in un’oligarchica riunione quanti tra loro avevano bevuto esclusivamente birra, e solo alla spina.
Il risultato del conciliabolo fu la comparsa dell’ingegnere, l’esimio Italo, che prima di asservirsi per un parere fece richiesta di un frizzantino.
Quindi ristette con il foglio in mano, gli occhi protetti dai capelli a zazzera, di un sale e pepe croccantino.
L’intero impianto fognario nella sua perfezione, decretò, dopo trenta minuti, diciotto secondi, dodici primi e tre frizzantini.
La gente del quartiere tutta, perplessa, allibì.
Son le nostre fogne quelle che ha disegnato Murena?
Precisamente, assentì l’ingegnere, senza il minimo errore.
Ma come ha fatto? Si chiesero, è ovvio, i quadrilateri.
Sei mesi di lavori dell’Hera e memoria eidetica, sancì l’ingegnere.
Sui sei mesi di scavi furono tutti d’accordo, sull’eidetica nessuno, non sapendo cosa fosse.
L’ingegner Italo spiegò con dovizia che Murena non solo ricordava nel dettaglio anche più piccolo le cose, ma che le stesse lei vedeva nella testa tali e quali, più di un quadro o di una fotografia, prorompenti nella terza e nella quarta dimensione, ed esatte per nomenclatura e posizione.
Rincuorati dall’idea che non fosse malattia, né che alcuno del quartiere avesse contratto contagio per contatto, per fluido scambiabile, o per altra qualsivoglia forma di groviglio interpersonale, brindarono e si chiesero, poiché stupidi non erano, che utilizzo si potesse fare (oltreché del solito) del prodigio eidetico di madama Murena, la signorina devota alle numerose arti di piacere.
Nuovamente si riunirono in conciliabolo, questa volta assortiti per Gilde: rappresentanti, ladri e trafficanti.
Per ciascuna trovarono il miglior uso e violenta partì la contesa su chi fosse la più antica impresa e a quale Confraternita, per vetustaggine di lignaggio, toccasse esser la prima di diritto.
La gente si accese alla questione e veloce si scatenò la rissa, che soltanto vide tagliati fuori l’oggetto del contendere, Murena, e l’ingegner Italo, massone.
Infine diciotto nasi rotti, quindici ecchimosi e trenta contusioni dopo, i quadrilateri giunsero a più miti consigli, riunendo le Gilde separate sotto un’unica stravagante bandiera.
Indi incoronarono Oca a far da araldo, che pomposamente sancì:
In primisi la Murena andrà a far visita ai ricchi Bentivoglio.
Girerà ogni stanza e ogni pertugio, memorizzando quadri, arazzi e argenti e ori, che eideticamente riporterà al qui presente Porco (detto Piede di) e alla sua Squadra in notturna.
In secundisi la Murena farà visita a tutte le stazioni, caserme e presidi della regione, sì da permettere ai trafficanti solerti un più ampio raggio d’azione, nel piazzamento di merce giustamente agguantata ai ricchi signori, con l’ausilio, l’astuzia e, naturalmente, la dote, della nostra Musa elettrica di fatto e di nome.
In terzisi ella, da noi rifornita del giusto e dovuto guardaroba, suonerà graziosa i campanelli di tutte le restanti magioni, che dell’urbe recintata di mura e di portoni sono vanto e incanto, per via di tutte quelle corti medioevali nascoste, nonché dei beni paperonici a profusioni.
Graziosa li incanterá con il suo canto, e laddove abbisogni con la coscia, indi, fatta incetta di un numero quantitatevole d’informazioni, Murena si fará da parte, per lasciar spazio all’arte delle promozioni.
In ultimo e non per importanza, Oca l’araldico salendosi i pantaloni, (avevano il brutto vizio di scivolare in coda, lasciandogli scoperte terga e pipitoni) disse: quando poi il primisi, il secundisi e il terzisi sará ordito, la Confraternita riunita sotto l’araldico sollazzo, devolverà una parte dell’incasso alla madama Murena e al suo corredo, che corredata viaggerà alla Capitolina, e pure anche alla capitale Meneghina, con il preciso intento e l’intenzione –da parte di tutti, sia ben chiaro- di saccheggiare l’intero montepremi, in seno a tutta la televisione.
Ciò detto Oca tirò il fiato, le brache mollò e cadde sverso su una sedia.
I Confratelli non lo degnarono nemmeno d’uno sguardo: avevano premura di approntare a Murena il suo leggio, da cui solerte avrebbe appreso i dogmi dell’Universale Enciclopedia, per concessione gentile della Gilda dei rappresentanti porta a porta.
Con una dose massiccia d’istruzione, ella avrebbe infine portato a compimento il piano, che prevedeva di far incetta di tutti i montepremi di qualsivoglia quiz a premi.
E fu così che i quadrilateri s’arricchirono, non per il dotto Balanzone, ma per le grazie eidetiche di una sirena, dotata di coscia serica e di memoria prodigiosa, nonché di uno spiccato, seppure gentile, spirito d’azione.
Elettrica e suadente, eidetica e potente, Murena vinse tabelloni, cinte murarie e financo magioni.
Spiralica e veloce, il suo simbolo è la croce (puttanesca).
In sua memoria la Confraternita, ancora oggi goliardamente unificata, brinda ogni martedì, alle ore nove.
Per minuti nove.
Per nove volte (a coppie di due esibendo, possibilmente) un sessantanove.

6 commenti:

  1. Un'idea originale questo racconto, una corte dei miracoli vista in chiave moderna.

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  2. Ricordo un tale che non brillava a scuola, così lo fecero presto garzone di un macellaio. In attesa di clienti sostava sulla soglia del negozio, in breve tempo imparò a memoria tutte le targhe del paese. Quando venne a trovarmi in albergo, dopo tanti anni, fotografò con la mente tutte quelle dei clienti, con grande stupore di tutti. Fermato un giorno dalla polizia locale, elencò all’agente le targhe di tutte le auto della polizia e dei carabinieri dell’intera provincia. Si trattava di memoria fotografica, ma con lui funzionava soltanto con le targhe. L’ultima volta che l’ho incontrato mi voleva rifilare l’ultimo libro di suo figlio, pertanto non posso dire che sia del tutto sano di mente. Tra l’altro è il cognato di Baronchelli, il famoso ciclista. Se torno in paese lo cerco per salutarlo, chissà se si ricorda di me... e delle mie vecchie targhe.
    Claudia, ne hai tirato fuori un racconto davvero simpatico. Brava come sempre e originale.

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  3. @Serenella:
    Vero, una corte dei Miracoli. Se ti va di farci un giro vai a vedere i lavori di Italo (schizzi e acquerelli e altro) qui: Italo Boccafogli | Facebook

    @ Franco: dovresti scriverla, la storia del garzone, se non l'hai già fatto.

    Grazie a entrambi. Sono contenta vi sia piaciuto :)

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  4. Un piacevole non-sense.
    Ma visto che si richiamano i seguenti numeri nel racconto ( 6-9-12-15-18-30-69 ), mi accodo con piacere:

    *6= è il numero perfetto perchè la somma dei suoi fattori ( 1+2+3 ) e il prodotto dei suoi fattori ( 1x2x3 ) dà 6.

    * 9= è il numero della prova del 9 per verificare che una divisione sia esatta.

    *12= numero apprezzato dalle religioni e dai miti: 12 sono i segni dello zodiaco, le ore del giorno, i mesi dell'anno, gli dei dell'Olimpo, le tribù d'Israele, gli apostoli, i littori di Romolo, ecc.

    *15= nell'antichità dalle proprietà erotiche e sessuali, sacro alla dea babilonese Ishtar perchè moltiplica le 5 posizioni erotiche con i 3 genitali ( ! ).

    *18= numero della successione di Ulam e delle sequenza di Lucas.

    *30= numero oblungo.

    *69= elevato al quadrato dà 4.761 ed al cubo 328.509, numeri che comprendono tutte le cifre allo 0 al 9.

    Bravissima, Siddharta.

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  5. in effetti sono un po' fissata con il tre e in generale con i numeri.
    La disamina che hai fatto e' una gioia per me, Sid.
    grazie, son davvero contenta che ti sia piaciuto!
    bisi

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  6. Non mi pare tanto un nonsense quanto una storia surreal - medievaleggiante sull'onore tra i ladri all'Ombra delle due Torri (solo in una città medievale le fogne possono avere un certo ruolo, tra segreta, sotterraneo, mitreo e chissà che altro)

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