martedì 3 febbraio 2015

L'innumerevole fermento - di Verdiana Maggiorelli - i Sognatori Factory Editoriale

Nella descrizione che si trova sulla home page dell’editore si legge che gli ingredienti principali di questi racconti sono: Oriente, umorismo e femminilità. E su questo non si può che essere d’accordo. Del resto Viridis molti di noi la conoscono già, e alcuni suoi racconti sono presenti su queste pagine (Racconti AAVV).
L’ottima ed esauriente presentazione continua in modo ineccepibile, pertanto cito testualmente:
Le dodici novelle contenute nel libro inscenano situazioni divertenti o (più spesso) grottesche e paradossali, tra ottuagenarie vogliose, uomini che si fanno spellare economicamente da corsi pseudo-spirituali, scrittori condannati a morte per non aver cantato l’Inno, persone comuni che devono fingersi scrittori del passato per amore, misteriose donne occidentali in piena India, sesso a buon mercato spacciato per amore cosmico, pecore che sbucano dal nulla nel pieno centro di una metropoli e molto altro ancora...


Potrei fermarmi qui, anche perché abbiamo l’opportunità di leggere un racconto molto ma molto carino e carico di una ironia tutta femminile “che sa prendere in giro tutti, donne comprese”.
Non mi trova d’accordo invece la definizione di “lettura al femminile”, anche se afferro il senso provocatorio della affermazione, a scongiurare il pericolo che il tutto venga relegato a un sottogenere del romanzo rosa. Semmai è vero il contrario, infatti nella prosa snella e spigliata di Verdiana non c’è spazio per leziosità e romanticherie di ogni genere, ma è sempre palpabile un piacevole tratto di femminilità consapevole e matura. Pertanto cari maschietti niente paura, la lettura è indicata anche ai machi più duri e incalliti, anche a quelli che cazzeggiano nei siti letterari e “non leggono mai la robbba dei colleghi”.

(frame di febbraio 2015)

 TEMPI DURI
(da L'innumerevole fermento )


Racconto rimosso su richiesta dell'autore



3 commenti:

  1. Serenella Tozzi3 febbraio 2015 14:02

    Un fiume in piena Viridis, un racconto che ti lascia senza respiro, ma poi la visione si allarga sul finale, con l'epilogo chiarificante «Quando le stazioni erano piene di sfaccendati e la fantasia l’unico modo per sopravvivere. »

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  2. Ringrazio per la soffiata Serenella.
    Effettivamente un racconto ultramoderno che non ti lascia spazio. Altro che racconti color di rosa, qui c'è spessore.
    Brava

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  3. L'estratto di Erasmo ( Elogio della follia, 29 ) nei secoli è stato tradotto a senso in vari modi, a seconda dell'andazzo dei tempi.
    Anch'io ne avrei una lettura personale, più letterale, ma mi risparmio...
    Sta di fatto, come già per il Monti, che al riguardo ognuno potrebbe esser definito ironicamente < traduttor dei traduttori >.
    C'è anche chi scopiazzando inverecondamente ci ha ricamato sopra, sostenendo che < la vita è un teatro da cui la morte ci sloggia anzitempo proprio sul più bello della rappresentazione >.
    Sul racconto.
    Sono alquanto perplesso.
    Perchè se è vero che il lettore ricerca il racconto, è altresì chiaro che il racconto deve cercare il lettore.
    Ed io sono il meno adatto per questo genere di narrativa rutilante, aggressiva, disinibita, complessa, complicata, a più piani di scorrimento.
    Dovrò farne più letture a decrittazione, sperando di concludere con un < mi piace >.
    Anche perchè ero rimasto fermo alla meditazione orientale.
    E si sa, chi si ferma è perduto...
    Siddharta

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