giovedì 26 febbraio 2015

Post it di Rubrus - La bionda dagli occhi neri" di J.Banville - Ed Guanda.

"Mi risedetti, anche se fu più un crollo che altro. Sul tavolo era rimasto il suo martini intonso, con un'oliva solitaria immersa dentro. La sua sigaretta schiacciata nel posacenere aveva uno sbaffo di rossetto. Guardai il mio bicchiere mezzo vuoto, un tovagliolino di carta appallottolato, una scaglia o due di cenere sul tavolo che un respiro avrebbe fatto volare via. Sono queste le cose che rimangono; queste le cose che ricordiamo.
Presi un taxi fino al Barney's Beanery per recuperare la mia macchina. Aveva tre multe per sosta vietata sotto il tergicristallo. Le feci a pezzettini e le lasciai cadere in un collettore per acque piovane. Non stava piovendo; erano solo i miei occhi ad avere quell'impressione".


Cit. da "La bionda dagli occhi neri" di J.Banville - Ed Guanda.
Il romanzo ripropone, scaduti i diritti e con il consenso della Raymond Chandler limited, la figura di Philip Marlowe, l'archetipo dei detective della hard boiled school. Sarebbe troppo lungo discettare sulle "operazioni recupero" di certe figure letterarie. Il romanzo, tuttavia, è più che dignitoso e, secondo me, non deluderà gli appassionati.

Solo una cosa, pertanto, mi sento di dire. In questo tipo di operazioni, la lingua e la struttura del racconto - e quindi anche le situazioni - tendono ad assumere valore preminente rispetto all'intreccio in sé, che non ha un'origine immediata, ma mediata rispetto alle opere originarie, da cui deriva e che il lettore si aspetta di ritrovare "remixate".

Leggere questo tipo di libri è un po' come indossare un paio di scarpe vecchie. Forse non saranno alla moda, e neppure il massimo dell'eleganza, ma sono comode, si sono adattate al vostro piede e non è il caso di separarsene.

11 commenti:

  1. Ma no, leggere queste "cover" è come ascoltare una vecchia canzone reinterpretata in chiave moderna. A volte queste operazioni riescono, altre un po' meno. Poi ricordiamoci sempre che siamo noi a invecchiare e quindi cambia anche la nostra percezione.
    Se mi capita lo leggo. Buono a sapersi.

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  2. Intanto mi sono bloccato su quel < Mi risiedetti >...
    Siddharta

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  3. "Risiedetti" è ovviamente errore di battitura mio. Il verbo è "risedersi" non "risiedere" - anche se, nei bar, il buon Phil ci potrebbe anche "risiedere" visto il tempo che ci passa ehehe.

    Venendo alla reinterpretazione "in chiave moderna". In realtà il gioco di queste riproposizioni è spesso proprio il non riproporre in chiave moderna, ma il rimanere fedele al canone.

    Diciamo che, secondo me, l'errore che può fare il lettore è pretendere di leggersi il libro come se fosse un Chandler scritto oggi.
    Non lo è.
    Il romanzo, che è un buon romanzo, parte e presuppone che il lettore conosca e abbia letto "Il lungo addio" e ritrovi le situazioni tipiche del romanzo hard boiled (la bionda fatale, il personaggio disilluso, i segreti inconfessabili, i ricchi corrotti, i night, i bar, il poliziotto burbero ma onesto ecc) mixate tra loro. Insomma, intreccio nuovo, ma elementi della trama ben noti.

    Mutatis mutandis è un po' la stessa operazione che sto vedendo nella collana "Sherlock" della Mondadori. Non ho preso tutti i titoli, ma finora, anche se con esiti differenti, almeno secondo me, i romanzi ci presentano uno Sherlock Holmes ed un ambiente fedeli all'originale (non come quello interpretato da Miller in Tv, tanto per capirci).

    Tornando a Marlowe, un merito, a mio parere, del romanzo, è il non riproporci il solito investigaore alle prese col serial killer di turno. Ultimamente, ce ne sono anche troppi in giro. E, anche lì, è il canone ad imporlo (il Marlowe originale non ha mai avuto a che fare con serial killers perché al suo autore interessavano altre tematiche).

    PS per il padrone di casa: nessun problema con post e commenti, a quanto vedi. Tutto ok, adesso.

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  4. Ci sono molti scrittori, e qui non so come definirli, diciamo che si divertono a imitare lo stile di altri autori del passato, ovviamente sono grandi lettori
    e fans. Abbiamo la continuazione di Via col Vento, penso che la mitchell si rivolterà nella tomba, poi, e qui mi verrebbe da ridere, c'è il seguito di Orgoglio e pregiudizio, non facile vero?
    E via di seguito... Io non ho il tempo e la voglia di provare a leggerli, o meglio iniziai a un libro del finto sherlock holmes: i due protagonisti mandati a salvare da sicura morte la famiglia Romanoff; non proseguii...al momento giace sulla libreria che mi aspetta, per ora preferisco spulciare sulla produzione attuale.Qualche espressione godereccia mi fa ridere...Mi scuso per qualche refuso, ma sto usando un tablet mignon.

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  5. Hai fatto bene a precisare e a scusarti per gli errori, hanno sguinzagliato Epitteto a caccia di refusi. Ha un fiuto eccezionale, quando li trova si blocca come un Pointer... e da lì non si schioda. Pace e bene :-)

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  6. Quello è un verbo subdolo che per assonanza induce a sbagliare inconsciamente...
    In verità avevo pensato ad un refuso dell'editor o del traduttore, a giudicare dalla grafica di primo acchito.
    Ma Rubrus è persona di spirito e non si formalizza, dico bene?
    Siddharta

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  7. No, qua non si offende nessuno, anche la mia era una battuta.
    A dire la verità questo testo l'avevo letto prima di pubblicarlo e avevo corretto anche un "legere". Confesso di aver riflettuto anche su quel verbo di cui all'oggetto, ma non me la sono sentita di correggerlo. Vuoi vedere che si può dire anche così? Mi sono detto. Questo per confermare che sono un asino e che quanto dici è assolutamente vero. E' un verbo subdolo ah... ah... buona questa. :-)

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  8. L'avevo notato, proprio ad inizio pagina quel "risiedetti", poi nel corso di lettura l'ho dimenticato, il resto mi rendeva ben disposta a continuare a leggere.
    Si, proprio come quando rivedi con piacere vecchi film in bianco e nero; mettersi in poltrona e apprestarsi a leggere un buon libro, pure basato sulla reviviscenza di un personaggio, lo trovo oltremodo distensivo.
    Un invito allettante il tuo.

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  9. Non soltanto non me la prendo, ma quel verbo dimostra una cosa, e cioè come alle volte ci si affidi, troppo superficialmente, al correttore ortografico, che però ti corregge la parola, non la parola nel contesto. Quanto a Holmes. C'è addirittura una collana, ma credo che tu sia incappata nel titolo sbagliato. In quella stessa collana, per esempio, "S.H. e la casa della seta" è un buon apocrifo. L'ultimo, che mescola H,olmes e "Il prigioniero di Zenda" un po' meno.

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  10. PS: anche io mi diverto ad imitare. Mi riesce solo con alcuni, però: Chandler, appunto, Doyle e King. Roba da orecchianti, si intende.

    PS2: ti prego, Sid, non farti mai problemi a sottolineare refusi. Io sono un lettore spesso frettoloso, e tendono a scapparmi.

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  11. Il tuo è un altro paio di maniche; sei uno scrittore che segue la strada di qualche maestro, ma non riprende in mano dei personaggi nati dalla penna dell'autore. Tu ami lo stile, te ne appropri e lo lo fai con grande personalità. Anche nel campo della pittura ci sono le varie scuole di pensiero legate a qualche tecnica particolare nata dalla estrosità dell'artista che a sua volta diventa maestro, ma non troverai mai una scopiazzatura, rasenterebbe il falso d'autore...e così vale anche per la parola scritta.

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