giovedì 26 febbraio 2015

PCQ *** - Il Triangolo - Assunzioni - Diogene il cinico



A) - Il Triangolo.
La Bibbia è chiara, il Dio dai mille volti è inguardabile, a pena di incenerimento.
In compenso Lui ci scruta corrucciato dall’alto attraverso il < Triangolo > dell’iconografia ufficiale, pronto a sanzionarci...
A parte questa perenne compagnia che almeno non ci fa sentire soli, non potrebbe di tanto in tanto darci una mano nel disastro terreno in cui ci ha confinato senza nostra colpa?


B) – Assunzioni.
Molto prima di Gesù anche Romolo venne assunto in cielo a circa 55 anni nel 716 a. C. e proclamato dio col nome di Quirino.
Gli edificarono un tempio sul colle Quirinale, ove appunto < regnano > i nostri Presidenti della Repubblica in un bel palazzo sostitutivo…
Queste divinizzazioni mettono in sospetto,
Presenti a profusione nella cultura ellenica ( dei, semidei, ecc. ), biblica ( Elia, Enoch ), romana, giudaico-cristiana, parlano di miti a sanzione di ciclici eventi storici  presentati < Cicero pro domo sua > come pietre miliari dell’umanità.
In equilibrio col taglio della testa per liberarsi per sempre dei propri nemici.

C) – Diogene il cinico.
Considerato da Platone una sorta di  < Socrate impazzito >, girava di giorno con una lanterna accesa in cerco dell’ < uomo >, chiedeva soldi ad una statua per abituarsi al rifiuto, defecava in piazza, orinava sui passanti, si masturbava in pubblico, si comportava come una cane donde il soprannome.
Come ha fatto recentemente notare un nostro valente filosofo, richiamando l’omologo tedesco Sloterdijk ( Critica della ragion cinica ), l’ateniese potrebbe considerarsi il protobohémien della nostra gioventù contestatrice, passata e presente, < svaccata e repellente >: hippies, freaks, punk, occupy, ecc.
Questo mi ha fatto ricordare che ai tempi il Potere mi aveva fra l’altro incaricato di destabilizzare certi centri sociali della città, odiosi ai politici e loro supporters.
Ma io li tenni sempre in simpatia perché evidenziavano la coscienza sporca mia e della comunità perbenista e codina che li combatteva.
Offrii loro anche del denaro a titolo personale, che prendevano per necessità ma con disprezzo, rispecchiando quella nobiltà d’animo e d’intenti che io non possedevo in quanto associato al Potere.
E non ho mai capito, ieri come oggi, perché mai questi emarginati non vengano attentamente ascoltati e aiutati ( qualche ragione dovranno pur averla… ), mutando il registro dei comportamenti egoistici e repressivi delle Autorità.
SIDDHARTA

25.2.2015

1 commento:

  1. Su Diogene. Platone, a quanto pare, era uno che sapeva farsi pagare ed amava il lusso, mentre di Diogene e del suo pauperismo si è letto sopra. Si narra che, in un giorno di pioggia, Diogene entrò in casa di Platone tutto inzaccherato, mettendosi a saltellare qua e là e lordando tutto quanto con schizzi di fango e sporcizia di strada. Platone, tranquillo, non mosse un dito e gli chiese che cosa stesse facendo.
    Diogene, allora, rispose: "Calpesto l'orgoglio di Platone!".
    E Platone: "Con altrettanto orgoglio".

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