mercoledì 18 febbraio 2015

PCQ *** - La ragione - Impotenza - Gli spioni


A) – La ragione.
La ragione va usata non per entrare nel divino, ma per tenerlo ben lontano: ragione e fede sono come il diavolo e l’acqua santa…


B) – Impotenza.
Pochi giorni fa una laureanda in lettere moderne ad un quiz televisivo mostrò bellamente di non sapere l’infinito di taluni verbi comuni.
Le oscenità ortografiche, le perversioni sintattiche, le bestialità grammaticali, i concetti stravolti e ridicoli alla Frassica, Zalone e monologhisti vari non si contano più nel nostro ipermodernismo pseudo-letterario.
Tanto che ci si deve accontentare dei pochi che si sono salvati da tanto sfacelo.
Oggi siamo circondati dalla moltitudine dei cretini rivoluzionari che hanno conquistato l’attesa pergamena in barba ai depressi docenti.    
Conoscere l'italiano (o la propria lingua madre), diceva Sciascia, è sinonimo di capacità di ragionamento.
E’ inutile che mi tacciate di laudator temporis acti ( lodatore del tempo passato = Orazio, Ars poetica, 173 ).: quelli erano tempi scolasticamente seri.
Ora non più, ci si deve arrendere all’evidenza, con accorato senso di impotenza.

C) – Gli spioni.
La privacy è un diritto fondamentale per lo sviluppo psicofisico della persona umana.
La sua compressione è una tragica privazione della libertà.
Chi naviga in rete sa che ogni suo movimento viene registrato e analizzato non solo dai provider commerciali ma addirittura sorvegliato dai servizi di sicurezza pubblici e non.
Ne consegue che il fruitore di internet è costretto a difendersi dagli spioni di stato e privati, assumendo comportamenti convenzionali controllati a danno dell’autenticità delle relazioni personali e sociali.

SIDDHARTA

17.2.2014

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