sabato 7 febbraio 2015

PCQ *** Ricchezza e miseria - Passato, presente e futuro - La danza dell'amore

A) – Ricchezza e miseria.
<< … non posso negare di aver goduto di un fugacissimo periodo di prosperità.
Ma è proprio questo che quando ci ripenso mi tormenta più vivamente; nei momenti di avversità ricordare d’esser stati un tempo felici costituisce la forma più straziante di dolore >> ( Severino Boezio – 475/524 d.C. ).
Tale concetto diffusosi in età medievale ispirò la dolente terzina che Dante mette in bocca a Francesca: <<Nessun maggior dolore//che ricordarsi del tempo felice//nella miseria >> ( Inferno,V, 121-123 ).
Sono passati i secoli ma le cose non sono cambiate, anche alla luce dell’attuale crisi socio-economica del mondo occidentale.


B) – Passato, presente e futuro.
Fino a ieri il mondo occidentale s’era retto sul principio giudaico-cristiano del peccato ( passato ), espiazione ( presente ) e resurrezione ( futuro ).
Poiché oggi dio è definitivamente morto, si è trovata la sostituzione dei tre tempi con l’ignoranza ( passato ), ricerca ( presente ) e scienza/tecnologia ( futuro ).
Una nuova modalità di vita che al momento non riusciamo a metabolizzare bene, come del resto quella in precedenza.
Messi in subbuglio tutti i nostri vecchi valori, stentiamo ad appropriarci di quelli nuovi.

C) – La danza d’amore.
La sindrome allargata della mantide religiosa è riscontrabile anche negli umani.
Per forma traslata.
Dopo un certo periodo di danza amorosa e conseguente congiungimento più o meno lungo negli anni, ecco scattare l’impulso irrefrenabile alla soppressione del coniuge.
Per incomprensione, incompatibilità, per crudeltà mentale, per usura, per depressione.
Dopo tutto la trasmissione della specie è stata assicurata, il ruolo genitoriale primario esaurito, l’entusiasmo di coppia spento, ecc.
La separazione, il divorzio, gli alimenti, la responsabilità dei figli condivisa, la famiglia distrutta dall’interno, ecc. sono tutti aspetti simbolici di un reciproco cannibalismo liberatorio.
Per poi riprendere altrove le danze di nozze…

Siddharta

5.2.2015

8 commenti:

  1. La sindrome allargata della mantide religiosa è riscontrabile anche negli umani. Gli animali insegnano come comportarci!!!

    RispondiElimina
  2. La mantide religiosa divora il partner durante l’accoppiamento, ma recenti studi condotti su alcuni ragni stanno dimostrando che, in alcuni casi, a trarne giovamento sono addirittura i maschi, pur rimettendoci la vita. In questi casi, infatti, proprio andando incontro al sacrificio il maschio riesce ad assicurarsi una buona trasmissione del proprio patrimonio genetico.
    Pare infatti che la morte del partner, soprattutto per soffocamento (negli impaccati è sovente riscontrabile), procuri delle erezioni enormi. A trarne beneficio in questi casi è di nuovo la femmina.
    Come la mettiamo? Tutte teorie che non dimostrano un fico secco.

    RispondiElimina
  3. A - Sempre la nota domada: "meglio vivere di rimpianti o di rimorsi?"
    Meglio farla franca, no!? Comunque se si ha avuto la fortuna di avere momenti propizi da ricordare è già qualcosa, accontentiamoci quindi.

    B - L'ignoranza sta prevalendo al presente, altro che passato. Per il futuro? Mi sembra che ci stia pensando la Natura, anche quella umana, a forza di lasciarla in mano ai peggiori.

    C - Ci sono anche accoppiamenti ben riusciti, che non finiscono in assassinii ma in mutua assistenza; solo che, come sempre, sono le notizie cattive a prevalere. Quand'è che per assuefazione le cancelleremo dalla nostra curiosità rendendo vano ai mass media il proporcele?

    RispondiElimina
  4. Mantide. Non c'è niente da fare. Prenderemo sempre la natura come spunto per enunciare affermazioni e analogie di carattere morale. In realtà è solo antropomorfismo che, probabilmente, ha la sua radice nel fatto che l'uomo tende sempre a credersi il centro di tutto.

    RispondiElimina
  5. Antropomorfismo, dice Rubrus: l'uomo che si posiziona al centro del mondo.
    Nella grecità, culla della cultura d'occidente, questo non avveniva: uomini e dei tutti dentro la natura, da nessuno creata e da sempre esistente.
    Poi è venuto il giudaico-cristianesimo che ha posto l'uomo padrone della Terra, da sfruttare a proprio comodo ( Genesi, ecc. ).
    E da allora sono cominciati tutti i guai...
    Siddharta

    RispondiElimina
  6. mmm... beh questo non è esatto. Anzi. E' stato Gorgia (se non ricordo male V secolo AC) a dire "l'uomo è la misura di tutte le cose". Ma volendo andare anche più indietro, Odisseo ha con gli dei un rapporto particolare nel quale è la mètis ( fermo restando l'obbligo di non cadere nella hybris) a forgiare il destino dell'eroe. Inoltre è vero che i Greci avevano tanti miti diversi sull'origine del mondo, ma molti, (v. Esiodo) parlavano di nascita spontanea dello stesso dal Caos, o dalla Notte. Avevano un'idea tendenzialmente circolare del tempo, questo sì, ma l'uomo era comunque al centro della natura, da sempre esistente o no. Ovviamente è un discorso lunghissimo che non può esaurirsi in un post.

    RispondiElimina
  7. Vorrei insistere.
    Uomini e dei dentro la natura: gli dei stessi abitavano l'Olimpo ed il Parnaso e si pregiavano delle cose della terra.
    Cahos, Notte, Cielo, ecc. eterni e mai creati.
    L'uomo seguiva il ciclo della natura più che la circolarità: le stagioni come metafora di nascita, maturità e morte.
    Quest'ultima vista come necessaria per l'avvicendamento delle generazioni e delle specie.
    Il corpo deperibile, senz'anima, spirito, coscienza dell'Aldilà, e quindi senza premio o castigo o resurrezione come nel credo cristiano sopravveniente.
    Ma, come dice Rubrus, il discorso si allungherebbe.
    Siddharta

    RispondiElimina
  8. Certo la circolarità è a imitazione dei cicli naturali, assolutamente! dire se Zeus, Poseidone ecc. fossero immagini dei fenomeni naturali (il fulmine, il mare, ecc) o signori degli stessi è discorso che davvero ci porterebbe lontano. Secondo me il vederli come "immagini" è un po' un portato dell'approccio moderno che, quando parla di "irreale", non è mitologico o mitopoietico, ma metaforico. Però questa è una idea tutta mia e magari ci metto su un intervento. Ti lascio, per approfondire, anche se penso che tu lo conosca, un suggerimento bibliografico : Kerenyi http://www.ibs.it/code/9788842810957/kerenyi-ka/gli-dei-gli.html

    RispondiElimina