giovedì 12 febbraio 2015

SONNO e RICORDI - poesie di Serenella Tozzi



Sonno


La verità nel buio della notte

quando gli occhi dormono

e la mente veglia

e il mondo appare trasformato

e il tempo non ha tempo

e tra futuro e passato

il presente è assente.






Ricordi
Ricordi le bianche nuvole infantili,

viste dai prati in corsa

degradanti verso le valli ombrose

con i fiumi scorrenti

di limpide acque

solcate dalle guizzanti anguille,

così simili alle serpi

striscianti nel verde

cosparso di fiori colorarti,

visitati dalle variopinte farfalle

mentre d'intorno

rintoccavano le ore?

11 commenti:

  1. È un po’ che ci giro intorno e, delicate e spontanee, sono i soli aggettivi che mi vengono in mente. No perché le poesie genuine sono le più difficili da commentare, perché tutto quello che c’era da dire sta scritto lì, e che vuoi aggiungere…basta leggere. Però volendo andare un pochino oltre direi che sono state scritte prima… prima di… e prima che… Insomma molto prima.

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  2. Sono state scritte prima....dice il nostro buon Franco Melzi...ma in effetti, non sono altro che i ricordi belli del passato che riaffiorano alla mente, quando la stessa mente ragionava e sognava con un cuore giovane.

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  3. La sfida è proprio qui.
    Narrare intorno alle cose semplici e comuni, senza poter nascondersi nelle pieghe di un testo costruito e melmoso.
    Qui ci muoviamo nell'incanto di un paesaggio agreste, vissuto verosimilmente nella prima giovinezza.
    Fortunati coloro che possono ricordare i tempi spensierati immersi nella natura incontaminata del passato.
    Le corse a perdifiato sui declivi, le pozze di rane gracidanti, le farfalle variopinte catturate di quando in quando attenti a non rovinarne la polverina delle ali, i grilli e le cicale a frinire, le rondini, le acque incontaminate, e tanto altro.
    Momenti magici che di quando in quando s'affacciano alla nostalgia dell'età matura e/o avanzata.
    Quando le giornate non avevano mai fine e l'imbrunire ci sorprendeva d'improvviso.
    Molto bella, dal ritmo incalzante.
    Siddharta

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  4. Grazie Franco, Pietro, Sid.
    Quando si riaffacciano i bei ricordi dell'infanzia non posso fare a meno di pensare a quanto sia stata fortunata e, soprattutto, quando trovo qualcuno che possa condividere quelle belle sensazioni vissute.
    Ricordo ancora la mia commozione quando postai per la prima volta la poesia sul CdP e lessi un commento che esordiva con un: "ricordo", per poi proseguire con l'elencazione delle cose belle che ricordava della sua infanzia.
    Simile a Sid, direi. Eri tu sotto altro nome? :-)

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  5. Certamente, Serenella.
    Io sono come il prezzemolo, un pò dappertutto.
    Ne sa qualcosa don Pietro Zurlo...
    Sid

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  6. Double face...mi ricorda un nome fumettistico della mia infanzia, l'uomo dai cento volti. EPI è così. Ho avuto a che fare con molti personaggi per poi scoprire che avevo a che fare con la medesima persona. Quella di adesso, però, è la più umana!!!

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  7. eugenio gambardella14 febbraio 2015 13:04

    tuo "sonno senza tempo" è, tra le due, quella che mi ha colpito di più, perchè c'è tutto il mistero, e certe volte l'angoscia, di questo nostro vagare dopo che ci si è addormentati. Ma anche "Ricordi", questa lunga domanda, è molto bella, fresca e spensierata. Chissa' perchè i ricordi della nostra infanzia sono sempre associati alla "corsa nei campi". Forse sono stati quelli i momenti in cui la nostra vita è stata un tutt'uno con la vera essenza delle cose. Il

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  8. Commento su il < Sonno >.
    Serenella poeticamente ha fatto un'incursione importante nell'ambito della filosofia speculativa.
    Uno degli aspetti più indagati è appunto lo stato di sonno, dove i sogni prendono il sopravvento e la fanno da padroni.
    Già Freud ci aveva svolto su un'ampia e innovativa indagine psicoanalitica, rivelatasi poi contradditoria ed illusoria.
    Perchè allo stato attuale il transfert delle cariche emotive appare più complesso, neppure superato dalla regressione ipnotica.
    Però sotto l'aspetto della semiologia linguistica le cose appaiono appurate.
    Il sogno è il mondo dell'irrituale, dove spazio e tempo non hanno più ragion d'essere, dove gli effetti precedono le cause, gli eventi restano sospesi e insoluti, i fatti si susseguono alla rinfusa senza logica apparente.
    In altre parole l'onirico come indicibile, fuori delle regole della ragione.
    La breve lirica in lettura coglie le frontiere anzidette, con pochi chiari versi calibrati.
    L'atmosfera rarefatta e di mistero è ben resa, lasciando spazio al giudizio confermativo delle esperienze individuali.
    Bravissiama, Epitteto.

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  9. eugenio gambardella14 febbraio 2015 16:01

    Mi inserisco di nuovo per complimentarmi con Epitteto per il suo commento. E lo dico non senza una punta di invidia, perchè vorrei talvolta essere altrettanto esaustivo nei commenti, ma non ci riesco. Ciao.

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  10. TROPPO DIFFICILE PER ME, ROBA DA STRIZZACERVELLI,
    preferisco parole semplici come queste:
    ’E SUONNE

    ’E suonne,
    so’ comm’e palummelle
    se ne stanno pe’ ll’aria
    e vulano liggiere.

    E proprio comm’e suonne
    cchiù doce e cchiù belle,
    vanno da ’nu sciore a n’ato
    cu’ ll’ale gentile e snelle.

    Po se sperdene
    n’ata vota p’’o cielo
    turnanno pe’ ll’aria a vulà
    ’ntra li stelle.-

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  11. Io non trovo che siano state scritte prima, prima quando?
    Quando si va sul ricordare si torna come in quei tempi lontani e tutto sembra ieri.
    E quanto fortunati eravamo a correre nei prati... ora? Poveri bambini.
    La semplicità è per pochi.

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