mercoledì 4 marzo 2015

PCQ*** - Il trucco - Teologia spicciola - Il

A) – Il trucco. 
“ L'originalità è un trucco di cui si serve la gente priva di talento per far colpo su altra gente senza talento, e per difendersi dalla gente di talento ” (William Gaddis, Le perizie, 1955).
Molti Autori, affetti da questo vizio, la sventolano come una bandiera per impressionare i lettori.
Ma senza costrutto.
( già su  < La Vetrina del Club degli Autori > ).


B) – Teologia spicciola.
Dio non esiste perchè non ha mai avuto una mamma…
C) – Le tre < i >.
Dice il filosofo moderno  < viviamo l’era delle tre “ i ”: innovazione, inglese, internet >.
Tutto giusto, ma solo l’umanesimo potrà salvarci dall’aridità tecnica nella quale andremmo ad affogare.
In particolare la letteratura e specificatamente la poesia, sede dei sentimenti, delle emozioni, dei valori umani.

D) – Il < no >.
Papa Francesco ha recentemente ribadito un no secco al sacerdozio delle donne.
Ai suoi albori il cristianesimo le ammetteva financo ponendole a capo di comunità con cariche equiparabili al Vescovo ( episcopoi ).
Però presto si pose il problema dei figli ( le donne hanno il vizio di restare incinte… ) e soprattutto delle mestruazioni, ritenute impure a maneggiare l’Ostia consacrata et similia.
Un evidente portato dell’influenza ebraica.
In seguito, dopo la scorpacciata di figli e amanti, anche per i religiosi maschi si impose la necessità del celibato, soprattutto per evitare diritti ereditari sui beni della Chiesa.
Ogni considerazione al riguardo pare superflua, anche alla luce delle depravazioni conseguenti alla castità forzata.

SIDDHARTA

3.3.2015

15 commenti:

  1. A) niente è più banale della ricerca dell'originalità fine a se stessa

    B) acqua passata. "i" come inglese o "c" come cinese?

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  2. Una domanda Maestro:

    Se tutti quelli senza talento dovessero astenersi dallo scrivere poesie, a chi manderesti poi i tuoi commenti cinici - sarcastici e filosofici che ti hanno reso famoso?

    Fossi in te li terrei da conto questi originalisti, sono loro che ti procurano le maggiori soddisfazioni. Ammettilo! Vuoi mettere la goduria di dare dell'asino a un trombone che sul petto mostra tante medaglie?
    A commentare marzo pazzerello o funiculì funiculà, c'è sempre tempo e dopo un po'... non c'è più gusto. :-) Insomma nelle vesti di Mago Zurlì non ti vedo bene, però... vedi un po' tu, Metti che la vinci questa battaglia contro i modernisti infuturati... sai che noia:-)

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  3. Caro Franco, dai non chiamarmi più Maestro, perchè non lo sono in niente.
    Se proprio insisti, mi piacerebbe ( come già detto in precedenza ) essere appellato < decano >, epiteto che penso di poter meritare per età: quest'anno vado per i 91 e a scorno dell'INPS mi sento bene...
    Nel merito della questione da te sollevata.
    Ai miei tempi ( quelli agricoli... ) le notizie circolavano col contagocce e duravano per mesi.
    Oggi tutto viene bruciato nello spazio di minuti e mi sento frastornato da questo bailamme.
    E allora resisto quel poco e protesto la necessità di fermarsi a riflettere alquanto.
    Non è ammissibile pubblicare una marea di scempiaggini, linguisticamente riprovevoli, scolasticamente reprensibili, ecc.
    A ripetizione costante, come una mitragliatrice.
    Ci vorrebbe un algoritmo letterario a filtro di tanto sconcio in cotanta orgia scrittoria...
    Penso che le idee belle e nuove vengano scacciate dalla cattiva stampa, per cui sia meritevole resistere.
    Spesso mi sento tirato in giro e offeso dalla pochezza assurda di tanti post contrabbandati come la fine del mondo.
    Una battaglia di retroguardia persa, la mia?
    Perlomeno continuo a provarci.
    Sid

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  4. Caro Sid
    Una volta in televisione intervistarono Lucentini, era già molto avanti con gli anni, non so quanti ne avesse tuttavia non aveva un bell’aspetto. Alla domanda come vivesse quel periodo della sua vita, rispose che non lo sapeva. Gli amici mi trovano ancora un giovanotto, ma alle spalle dicono: è ancora lu-ci-dis-si-mo. Pertanto poteva soltanto sperare che fossero bugiardi a metà.
    A me non può capitare questo, primo perché non ti conosco, e poi perché penso a te come a un coetaneo. Non mi meraviglia la tua lucidità, la do per scontata, pertanto mi permetto ogni tanto qualche battuta, come quella di chiamarti maestro per esempio, ma così… giusto per stuzzicarti.
    Sul resto che ti devo dire, i commenti sono la parte più divertente e più creativa dell’attività dei social. Ciascuno si diverte come crede. Al club in questo momento si fa la gara a chi le spara più grosse e delle opere in vetrina ho l’impressione che siano soltanto un pretesto. Questo per quanto riguarda il settore della poesia.
    Nella narrativa invece, ci sono siti dove si legge roba buona. Chiedere conferma a Rubrus. Lui ne sa più di me, io ormai li frequento poco.

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  5. Pietro Zurlo4 marzo 2015 18:17

    Per riallacciarmi ai discorsi del SID e di Franco Melzi, non posso NON postare un'ottima lirica con l'altrettanto ottimo apprezzamento di EPITTETO:
    LO SCOGLIO
    di Manrico Bacigalupi)
    (Lo “Scoglio di Paolina Bonaparte” -
    Procchio – Isola d’Elba )
    …Dicean che fosse sorta su dal mare;
    …dicean che pure il sole l’ammirava
    quand’ella sullo scoglio s’adagiava…
    ed i monelli, ascosi, ad aspettare
    il suo apparir, al pari d’una Dea,
    portata lì dall’onda di marea.
    Le forme ignude farsi accarezzare
    dall’alito di un vento un po’…birbante
    come il respiro caldo d’un amante !
    Dal grande pino uno stormir di fronde…
    risponde il mar, col mormorio dell’onde….
    …Dicean che fosse figlia d’una Dea,
    venuta lì, sull’onda di marea !
    ************************************
    Epitteto:
    Avete mai visto uno in procinto di annegare e salvato sulla spiaggia all'ultimo minuto col bocca a bocca?
    Ebbene, costui son io rimesso in vita dall'ossigeno di questa Poesia.
    Alla vecchia, col metro del passato, acqua e sapone, ariosa.
    Quel che ci voleva per farci risentire umani, con tanto di lessico dei Padri, coi piedi letterari ben piantati in terra.
    E che cavolo, ci vuol tanto ad onorare demoiselle Poésie, con tanto di inchino cavalleresco e baciamano da gentiluomo?
    Questa piccola gemma in lettura, regalata sì generosamente, va ora conservata nel forziere della memoria, con con tanto di vessillo col logo < NON TUTTO E' PERDUTO! >.
    Inutile sprecarsi in laudazioni, basta leggere e applaudire.
    Quanti tesori storici in quest'isola benedetta del Tirreno...
    SIDDHARTA

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  6. Per quel poco che ne capisco io di poesia, direi che questa di Manrico è scritta proprio bene, con tutti i crismi, in uno stile classico di ottimo livello. Mi congratulo con lui.

    Che poi io abbia gusti meno raffinati, è un particolare irrilevante.

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  7. Pietro Zurlo5 marzo 2015 16:32

    Per notizia, devo dire che il nostro Manrico è stato notato dalla STAMPA della sua dolce Isola D'Elba per la sua poesia, e presto ne sentiremo delle belle!!!

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  8. LA FANCIULLA
    ( di Manrico Bacigalupi)

    Lunghi capelli cadon sulla spalla,
    fluenti e come seta lievi al tatto.
    Un poco li accarezza ...li accavalla,
    siede allo specchio, poi con far distratto

    Il pettine v'affonda, e quindi sale
    a cotonar le ciocche come d'uso,
    in lievi tocchi, senza farsi male,
    sì come rena sfugge al pugno chiuso.

    Ammirasi, leggiadra, la fanciulla
    cogli occhi color cielo in guance rosa.
    A lei, per esser bella occorre nulla...
    e piega il capo, in ammiccar radiosa.

    “ ...Bella tu sei ! - le disse allor lo specchio -
    delizia di sembianti è il tuo apparire,
    ricorda sol che io non fui mai vecchio
    pur tua bellezza, ahimè, dovrà svanire !

    Ma prego vinca in cielo un bel destino:
    s'accosti alla virtù, la tua beltà.
    Per sempre sia felice il tuo cammino,
    t'allieti buona sorte in ogni età!... “

    ***********************
    SIDDHARTA:
    Mi si dice che questa poesia è stata premiata ad un concorso on line.
    E' come dire che l'olio buono viene sempre a galla.
    Una sonante vittoria del passato poetico su quello modernista.
    Che ci sta a fare una lirica classica per metro e rima in cima ad una classifica dell'oggi?
    Ci sta, ci sta e fa il suo bel figurone.
    In tono sommesso ( per non far gridare gli jihaidisti del futurismo ), forse per disintossicarci di tanto versificare nonsense, oscuro e oscurantista, indicibile e stupratore delle regole linguistico-grammaticali che vorrebbe seppellirci nella marea del nulla...
    Bravo, il nostro Manrico, musicista e fine Poeta, un'endiadi vincente nel panorama delle note e della letteratura.
    Complimenti, Sid.

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  9. Pietro Zurlo5 marzo 2015 20:25

    SOLO PER IL CONFRONTO, pubblico in questa onorevole casa l'altra lirica premiata ex equo con quella di Manrico di cui sopra, in un concorso ON LINE; con un linguaggio popolare di donna napoletana che rivendica i suoi diritti di parità dal proprio marito:
    MEGLIO CA ME STO ZITTA!
    ***di Maria CARROTTA***
    Guagliò, scinne ’a cavallo quacche vvota
    penza ca so’ mugliera e cresco ’e figlie;
    ma tu ogne tanto piglia e te ne saglie...*
    me dice che aggio perzo ’a gioventù.
    ’O ssaccio, da nu poco a vvenì a mmo’,
    chiù nun me guarde pe’ chella che sso’;
    ricorda ca tenimmo ’a stessa aità,
    tutt’e bellizze ’e pièrde pure tu’.
    Ma nun te vire? ’E fatto ’a vavusella*
    e ’e riente mmocca songo cariulate;*
    tanto vicino a tte pe’ bbia d’’o sciato,*
    nun se po’ stà e afforza t’he ’a girà.
    E nun te dico ’e tutte ll’ati ccose…
    ca comme a primma tu nun tiene cchiù;
    meglio ca me sto zitta ca si no’…
    nce ’o ddico a tutti ca nun sieve cchiù.
    ^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^
    *Vavusella o Varvazzale= Quel quasi secondo mento
    che per grassezza hanno taluni.
    *Piglia e te ne saglie= Ti fai vanto di te stesso,
    *Cariulate= Denti cariati;
    *D''o sciato= dell'alito pesante.

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  10. Caro Pietro,
    le poesie vanno tenute da conto, non le trattare così. Non sono manifesti da appiccicare sui muri. Mischiate ai commenti non vanno bene, sono sprecate. Io non le commento nemmeno su fb, non mi sembra il posto adatto, e qui ancora meno. Comunque, contento tu, a me non danno fastidio.

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  11. Pietro Zurlo6 marzo 2015 11:36

    Scusami Franco...volevo solo mettere a confronto due modi diversi di poetare. Non succederà più!!!

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  12. Ci vuole un giusto equilibrio tra l'ambiente e l'abitato.
    Se la metropoli è invasiva, si finisce per non gustarne più le attrattive, ancorchè ripiena tutta di uniformi opere architettoniche di pregio.
    Anche in letteratura è necessario dosarsi, darsi delle pause di riflessione, per evitare che prosa e poesia perdano di mordente ed interesse.
    L'eccesso di pubblicazione provoca saturazione d'ambiente
    e si finisce per non essere letti più ovvero con disattenzione.
    Meglio allora tenere nel cassetto i propri parti letterari, concedendone di tanto in tanto un assaggio.
    Anche perchè, a ben vedere,gira e rigira si dicono per lo più sempre le stesse cose, anche se da ottiche diverse, il che non depone a favore della genialità creativa.
    Si occupi invece la maggior parte del proprio tempo a leggere gli altri, meditando e commentandoli se si hanno idee al riguardo, gradite o meno che siano.
    SIDDHARTA

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  13. Pietro Zurlo6 marzo 2015 20:33

    CAPISCO SID!!!!!!!!!!!!!!!
    Dirigo anch'io un sito come tu sai ed ho gli stessi problemi!!!!!!!!!

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  14. Scusa Pietro se sono curioso, ma qual è l'indirizzo del tuo sito?
    Intendi una pagina di fb? Oppure un sito web?
    Mandami il link :-) se non è troppo chiederlo.

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  15. Pietro Zurlo7 marzo 2015 11:49

    Franco, dovrei disturbare mio figlio per queste cose...ma lui ha altro per la testa. Se mi vuoi parlare, fallo in Facebook sulla CHAT privata e...scusami tu.

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