venerdì 13 marzo 2015

PCQ*** Musica e poesia - Corruzione - Un po' di numeri


a) – Musica e poesia.
Traendo dal Web, mi appiattisco sull’opinione di un esperto attivo anche  nel Club dei Poeti, che mi dà man forte. 
Per il quale musica e poesia sono arti strettamente connesse tra di loro.

Si afferma che se non si corre subito ai ripari, di questo passo presto si finirà per perderne persino la memoria e diventeranno l’una un miscuglio di strilli e assordanti frastuoni, l’altra di parole artificiosamente organizzate in frasi contorte e sconnesse che non dicono nulla, tranne ciò che per forza chiunque voglia farle dire.
Qualsiasi composizione di musica o di parole può considerarsi opera d’arte se è frutto innanzitutto di profondi sentimenti dell’animo dell’Autore, esposti in una certa forma costituita.
E cioè per la musica di ordine nella successione e combinazione di suoni e ritmi; per la poesia di musicalità, ritmo, disegno metrico ancorchè a rima sciolta.
Anzi per quest’ultima sarebbe ora che si iniziasse a concepire un limite, cioè una specie di "linea d'orizzonte" che indichi ove termina la prosa ed inizi la poesia.
Smettiamola di considerare "POESIA" qualsiasi insieme di frasi, siano esse pure belle ed espressioni di profondi e significativi contenuti.
In tal caso, esse possono costituire al massimo una bella "prosa poetica", ma non una poesia.
E' vero che l'abito non fa il monaco, ma nel caso della poesia pare si debba dire l’esatto contrario, in quanto è proprio la forma che caratterizza quella composizione, che da sempre si chiama "poesia".
La poesia non è un'accozzaglia di frasi sconnesse, disordinate, prive di ritmo, metrica o musicalità, che non dicono nulla tranne ciò che chiunque voglia farle dire.
Insomma una qualsiasi composizione di musica o di parole solo con la forma diventa vera opera d’arte assumendo il ruolo di sinfonia, romanza, canzone, lirica capace di toccare la sensibilità dell’animo dell’ascoltatore o del lettore.
< La musica deve far sprizzare il sangue >, dice Beethoven in una lettera indirizzata a Bettina; sulla forma della poesia per Josif Brodskij  < i  Metri  sono poco meno di grandezze spirituali  >.
( Dal sito “La musica, la società e la scuola  ”- pagg. 8-10 – di Alberto Veneruso ).
Concludendo: insomma, volete capirla una buona volta, sì o no…

B) – Corruzione.
La statistica celebra il trionfo dei numeri.
E ci dice che più c’è corruzione meno spazio esiste per la ricerca e l’innovazione scientifica.
E l’Italia purtroppo per queste ultime occupa l’ultimo posto nella graduatoria dei c.d. Paesi sviluppati.
Che ci sia forse troppa corruzione, male endemico da sempre?...

C) – Un po’ di numeri…
Con l’8 per mille ( sostitutivo della Congrua ) sovvenzioniamo la Chiesa cattolica con oltre 9 miliardi di euro annui ( un terzo della nostra finanziaria ).
Di essi l’80% resta impigliato in oneri istituzionali e il 20% destinato in opere di carità.
Il 20% degli immobili in Italia è di proprietà della Chiesa ( a Roma il 25% ), esenti però da ICI, IMU, ecc.

SIDDHARTA

13.3.2015

4 commenti:

  1. Sono d'accordo con te Sid, la poesia dovrebbe essere come la musica, dovrebbe essere un'armonia che incide sull'animo. Ma l'animo umano è talmente misteriosamente influenzabile che magari si blandisce anche con sole parole ben messe. Sulla musica moderna, invece, coi suoi suoni stridenti, proprio non capisco come la si possa accettare.

    Per la ricerca e l'innovazione scientifica sentivo proprio ieri sera in una trasmissione Domenico Petrone, presidente di Viasat Group, società di Elettronica industriale, lamentarsi: "Siamo i leader nel settore in Europa, eppure l'elettronica in Italia non si sta sviluppando perché il sistema politico non aiuta il paese. Dopo 40 anni, faccio fatica a capire il nostro sistema politico: non c'è attenzione all'industria".
    Si è dovuto spostare in parte in Spagna: in Italia sono tre anni che aspetta sia emanato un decreto istitutivo, pronto ma non varato.

    Per gli immobili della Chiesa c'è il rovescio della medaglia: quanti siti storici sono arrivati sino a noi grazie al fatto che appartenessero alla Chiesa; si sono così salvaguardati dalle speculazioni comunali, provinciali, regionali o statali.

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  2. Fin dal tempo che Berta filava, la poesia è sempre stata un tutt'uno con la musica, da non dimenticare gli aedi e i rapsodi dell'antica grecia, i menestrelli delle corti, sicuramente Jacopo da Lentini veniva accompagnato con un bel liuto; non dimentichiamo il Canzoniere del grande Petrarca, si chiama così perché la poesia era sempre accompagnata dalla musica. Non dimentichiamo i testi odierni dei cantautori...

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  3. Caro SIDDHARTA, è bastato mettere sul mio sito quello che che ho copiato sopra...come da sito """la Musica, la Società la scuola"""Pag. 8-10 di Alberto VENERUSO, per scatenare certi liberi pensatori e scrittori del momento. - Altri, la grande maggioranza ha apprezzato...me compreso, che in questo campo sono ancora alle ELEMENTARI.

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  4. Senza voler insegnare niente a nessuno penso che la poesia sia un’arte, un’espressione umana, e come tale soggetta a inevitabili trasformazioni. Niente resta immutato nel tempo, tutto si evolve, pertanto, senza rinnegare il passato e sempre con il dovuto rispetto per la poesia classica, sto con l’orecchio aperto e non mi scandalizzo del nuovo che avanza, non lo combatto come se fosse una sciagura. A che serve? Tanto è una battaglia persa in partenza. Meglio aprire la mente e predisporsi ad accettare il nuovo, prendere il buono che arriva o il meno peggio, dipende dai gusti, e senza gridare ogni volta allo scandalo.

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