venerdì 27 marzo 2015

Poesie nella Rete - Erika Burkart e la neve

Erika Burkart

Erika Burkart è una poetessa svizzera, nata nel 1922. «Al centro del mondo poetico burkartiano c’è il grande tema della natura.Naturlyric dunque, che pur richiamandosi alla tradizione del Romanticismo tedesco, si sviluppa a livelli diversi. Primo livello è la capacità di cogliere la bellezza della natura: l’incanto della neve che cade, il volo degli uccelli, il silenzio delle notti invernali. […]
Ma l’uomo ha reciso il legame con la natura e le si è rivoltato contro, trasformando il progresso in uno strumento di devastazione. Parlare di alberi oggi non significa più una colpevole evasione, ma atto d’accusa. La poesia della natura diventa così lirica “politica”, acquista lo statuto di una “potente Dichiarazione dei diritti della Creazione” (Ernst Halter)».


Bianco

Nevica. Trascinata fuori,
nella neve, saprò trovarti;
all’incrocio dei venti si perdono
la strada del ritorno e la casa.

Sei dove la neve cade più fitta,
esci dai cespugli, scompari nei tronchi,
ti avvicini, ti allontani. Tra i fiocchi che cadono
vedo le tue sopracciglia, gli aghi di pino.

Nell’aria il fruscio
della neve. Il cielo aspira,
schiude i rami, rinserra squarci di nebbia,
ogni fiocco l’impronta di una stella.

La neve mi arriva alla bocca,
ci unisce, ci separa,
non ha sapore, soffoca ogni grido;
Bianco. Il colore più antico. Brucia.


La mattina quando comincia a nevicare

Questa notte, dal sogno,
ho preso una stella.

Ma dove nasconderla
quando si sfalda il sonno
e l'uccello del mattino
con becco d'acciaio
m'incide il volto?

Basso è il cielo,
cade neve sui campi,
si disfano
nelle zolle i fiocchi
come i nostri pensieri
in disperse parole.

Il silenzio è l'assenza
di ogni rumore. Resta
il battito del cuore
che oscilla
su sigillate fonti
.

Traduzione di Annarosa Zweifel Azzone

4 commenti:

  1. Riesco a capire questo rapporto con la natura, niente a volte riesce a dare sollievo come il contemplarla, anche nei momenti più tristi.

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  2. La contemplazione della natura può far bene allo spirito, ma un cielo a pecorelle, un tramonto rosso, la pioggia a catinelle e la neve che fiocca lieve, da soli o tutti insieme non fanno poesia. La natura è come la farina per i biscotti, la devi impastare, gli devi aggiungere altri elementi, la devi far lievitare e poi cuocere a dovere. Insomma gli devi mettere qualcosa di tuo, altrimenti fatti una bella collezione di cartoline che fai prima. In queste poesie, piacciano o meno questo è sempre soggettivo, mi pare che la neve e la natura sono usati a dovere come metafora. Insomma la neve come pretesto per dire altro, altrimenti che gusto c’è?

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  3. Certo che l'accostamento alla natura è usato come metafora, però, si capisce come possa fare da calmiere la sua contemplazione (che ispira, fra l'altro, la poesia).
    Qui mi pare che la descrizione della malinconia e l'immedesimazione che nasce nell'osservare i campi innevati sia ben fatta.

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  4. Poesie molto suggestive e malinconiche, scelta indovinata, sembra di vivere in un tempo che non esiste più...

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