giovedì 9 aprile 2015

Blog roll di casaframe - I versi - Vittorio Sereni - su Poesia e Scrittura di Giuseppe Barreca



I versi

Se ne scrivono ancora.
Si pensa ad essi mentendo
ai trepidi occhi che ti fanno gli auguri
l’ultima sera dell’anno.
Se ne scrivono solo in negativo
dentro un nero di anni
come pagando un fastidioso debito
che era vecchio di anni.
No, non era più felice l’esercizio.
Ridono alcuni: tu scrivevi per l’arte.
Nemmeno io volevo questo che volevo ben altro.
Si fanno versi per scrollare un peso
e passare al seguente. Ma c’è sempre
qualche peso di troppo, non c’è mai
alcun verso che basti
se domani tu stesso te ne scordi.

Da: “Gli strumenti umani” 1965

 In quel libro poeticamente eccelso che è Gli strumenti umani (1965) di Vittorio Sereni (1913-1983), spicca una poesia, I versi, che io reputo una delle più significative della poesia italiana del ‘900. Si tratta di un componimento che rappresenta, probabilmente, l’optimum per ogni poeta, ovvero un componimento nel quale la scrittura, breve ed essenziale, si sposa a una ricchezza di contenuto sorprendente e a una tensione poetica avvolgente...
(per continuare a leggere) 

8 commenti:

  1. Non conosco così profondamente questo autore, per poter condividere fino in fondo tutto il tuo entusiasmo per questa poesia, però ho trovato interessante e ben fatto il tuo articolo.
    Inoltre ho una piccola passione per le metapoesie, cioè per le poesie che si occupano di poesia.
    Che dici, questa possiamo considerarla una metapoesia? Be', insomma.... forse sì dai.

    RispondiElimina
  2. Io un'ideolina al riguardo ce l'avrei.
    Ma prudentemente me la tengo per me.
    Perchè si scatenerebbe subito la canèa: ma sei matto, costui è ormai tra i Grandi, fior di critici lo portano sugli scudi, chi sei tu per esprimerti tanto malamente, ecc. ecc.
    Così non saprete mai come la penso...
    SIDDHARTA

    RispondiElimina
  3. Questo post era già stato pubblicato nel 2014. Ormai sono più di settecento i post pubblicati in questo blog e prima o poi doveva capitare. Va be’, mi scuso anche con l’autore e con tutti voi. Quindi per sapere cosa ne pensi, è stato facile. Ma lo sarebbe stato anche senza leggere, tanto lo sappiamo cosa ne pensi dei poeti moderni. Tuttavia, senza voler far polemica, giusto per sfizio, permettimi una domanda.
    Tralasciando i poeti dilettanti o poco noti al grande pubblico, e limitandoci al panorama italiano del novecento, c’è un poeta affermato che tu possa dire, seppur con qualche riserva, questo mi piace?
    Io sarei felice di poter presentare qualche poesia di tuo gradimento.
    Ci sarà pure qualcosa da salvare in questo novecento nostrano,
    oppure dobbiamo risalire al Petrarca per trovare qualcosa che non ti faccia storcere il naso?
    No, perché se è tutto da buttare via, è inutile che ne parliamo. Non ti pare?

    RispondiElimina
  4. Perchè mi provochi?
    Tutta gente che non sa amettere insieme soggetto, predicato verbale e relativi complementi...
    Da spedire in massa nei campi di rieducaszone letteraria, così smetterebbero di imperversare!
    Sid

    RispondiElimina
  5. Io un nome ce l'avrei e potrei anche pubblicare qualche sua lirica...ma mi astengo dal pronunciarmi in tal senso!!!

    RispondiElimina
  6. Affermare che i vari: Quasimodo, Ungaretti, Montale, D'Annunzio, Saba, Pasolini, Palazzeschi, Pavese, Cardarelli, Caproni, Sbarbaro… i primi che mi vengono in mente e chissà quanti altri ancora, sono tutti cialtroni, questa sì che mi sembra una provocazione. La mia era una semplice domanda :-)

    RispondiElimina
  7. Ma Franco, la mia era una semplice provocazione, tanto per smuovere le acque...
    Però quel < Ragazzi di vita > non son mai riuscito a finirlo e giace sepolto in qualche angolo della mia biblioteca.
    Invece < Il mulino del Po > me lo sono ai tempi sciroppato che è un piacere.
    Questo per ribadire che c'è qualcosa che mi piace ed altro no, come per tutti noi.
    Sid

    RispondiElimina