lunedì 6 aprile 2015

PCQ*** Scultura e poesia - La biblioteca - Le nostre idee - Comprensione -


A) – Scultura e poesia.
Per Michelangelo si trattava solo di estrarre la statua dal blocco di marmo grezzo: perché essa esisteva già, non metteva crearla.
Così la Poesia.
Che esiste da sempre nella testa del Poeta.
Necessitano solo l’occasione e la vis compulsiva di fermarla sulla carta.


B) – La biblioteca.
Cicerone diceva che per esser felice a un uomo bastano un giardino e una biblioteca.
Oggi le biblioteche sono portatili.
A mio parere l’e-book ha troppi vantaggi sulla carta stampata.
Economia di spazi, praticità, tempestività, immediatezza, disponibilità in ogni situazione e località, stop al deterioramento ed ai prestiti mai restituiti, ecc.
E soprattutto basta polvere e tempo per spolverare…
Con un unico rimpianto per me della vecchia generazione: non sentire più l’inebriante odore di carta e inchiostro freschi di stampa, colle e solventi.

C) - Le nostre idee più chiare sono frutto di un oscuro lavoro ( Paul Valéry ).

D) – Comprensione.
Taluni eruditi del tempo antico mal sopportavano di viaggiare, soprattutto per mare.
E ci credo, essendo certi di partire ma non di arrivare.
Invece Euripide ( nato a Salamina e morto in Macedonia ) amava le trasferte per ragioni di cultura.
Un giorno si recò a Efeso alla ricerca di un libro di Eraclito che sapeva avrebbe fatto piacere a Socrate.
Il quale, dopo averlo letto, si profuse in encomi < anche nelle parti che non aveva compreso >.
Grande Socrate!
Al quale si ispirano tanti commentatori nostrani quando incappano in testi poetici indecifrabili…

SIDDHARTA
3.4.2015

10 commenti:

  1. Aveva ragione Michelangelo, ma non dimentichiamo che era anche un grande poeta...

    LASCIA CHE SIA LA SERA

    Michelangelo

    Aprimi l’anima tra viali di foglie,
    di lampioni soli e passi nudi
    di marciapiedi carichi di fretta.

    Lascia che sia io con il mio petto,
    a scaldare cuori e ali di nebbia
    tra giri di sciarpe e nuvole di freddo.

    Lascia che sia la sera a prenderci,
    di luci e negozi di portici e stufe
    d’osterie di fumanti calici e seggiole.

    Rendimi il mattino a consumar la notte,
    tra insegne e barrocci di calde castagne
    al tuo fianco tra anche e cappotti.

    Tra piazze e madonnari e torri e mimi,
    di danze uniti evitando torme e calche
    d’una notte normale ancora di te.

    Lascia che sia la sera che possa e ancora,
    parlare di noi confusi tra altri e tanti
    ….lascia che sia.

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  2. Un Michelangelo maieutico, socratico... :-)

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  3. Dubito fortemente che Michelangelo all'epoca potesse scrivere in cotal linguaggio...
    Siddharta

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  4. "Come fiamma più cresce più contesa
    dal vento, ogni virtù che 'l cielo esalta
    tanto più splende quant'è più offesa.

    Nei brevi componimenti Michelangelo raggiunse senz'altro il massimo della sua concentrazione lirica.

    In quanto all'inserimento di Elisa c'è senz'altro un equivoco di base.

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  5. Il "togliere il soverchio", secondo me, è essenzialmente il "deterere multa" oraziano.
    Che è poi una ricerca, spesso fraintesa, a volte fuorviata, della purezza del momento, inafferrabile, dell'ispirazione.

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  6. Ovvio che lampioni, marciapiedi, negozi e altro non hanno nulla da spartire col Buonarrroti, che visse in un altro tempo. Ma anche questo Michelangelo è un poeta.
    Per una volta mi sono divertita.

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  7. Forse rectius < detenere multa >?
    Sid

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  8. Per Elisa
    Di quale Michelangelo stai parlando? Quello che scrive nel web poesie d'amore?
    E pensare che io mi ero confuso con la canzone della Giannini: "Suicidio d'amore:
    Lascia che sia la sera a spargersi nei viali
    Mentre mi volto indietro e svuoto la valigia
    Rimangono i capelli, le punte fragili
    E gli occhi rossi rossi contro vento...

    ...e questi che stanno a parlà in latino, ma che dicono io non li capisco :-))))

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  9. eugenio gambardella8 aprile 2015 18:20

    E' vero:scultura e poesia già sono nella mente dello scultore e del poeta che le devono solo rendere visibili. In quanto agli e.books credo di essermi già espresso in altre occasioni. Non è solo l'odore della carta o della colla, ma leggere un libro tenendolo in mano e sfogliandolo per leggere la pagina successiva risponde ad un tipo di gestualità e di ritualità che un tablet non potrà mai rendere.

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  10. Eppure, caro Eugenio, da pochi giorni mi son comprato un tablet Galaxy Note/Pro 12.2 pollici Multi Window che è una cannonata anche solo per leggere libri.
    Vi ho scaricato un'intera biblioteca che sto leggendo comodamente in poltrona.
    Luminosità, caratteri a piacere, leggerezza, immediatezza e tanto altro ancora.
    Devo dire che non mi fa rimpiangere il libro tradizionale.
    Il futuro è già qui, a portata di mano.
    Siddharta

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