venerdì 18 settembre 2015

LA MIA CAMPAGNA… di Pietro Zurlo



Ricordi incancellabili alla mente…
me li ritrovo intatti nei miei sogni; 
rivedo te…grappolo d’uva in mano, 
in giorni spensierati di vendemmia. 

Ma finì il tempo dei filari d’uva…
troppo lavoro…cambi di coltura; 
ma ancor con altri sogni nella mente… 
e ti ritrovo in mandorleto in fiore. 

Sfiorì anche quello…sogno nasce e muore…
finì anche lui… quel mandorleto in fiore. 
Ma il tempo era quello dell’amore… 

crescono i figli, i vecchi se ne vanno;
lasciandoci gravosa eredità… 
che vita vuol dovere abbandonar.

Si dice ch'è il progresso....
destino vuole che progenie nuove… 
dovrà cercar paesi ed altre prove!

2 commenti:

  1. Un Don Pietro in una veste confidenziale, garbato e profondo. Non mi dispiacciono nemmeno quelle più scanzonate e irriverenti in dialetto, bravo anche qui.
    Ciao e ben ritornato sul blog.
    Franco

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  2. L'ultima terzina racchiude il senso della modernità sociale.
    Le nuove progenie sono condannate alla mobilità territoriale, con grossi spostamenti di continente in continente.
    Il progresso ha risvegliato milioni di repressi, che hanno cominciato ad emigrare.
    Aspetto le colonne interne di cinesi ed indiani.
    Allora sì che le cose cambieranno radicalmente.
    Meno di 20 anni e il meticciato sarà la norma.
    Siddharta

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